domenica 31 luglio 2011

martedì 26 luglio 2011

Conferenza Stampa Integrale di Presentazione di Arturo Vidal alla Juve

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Vidal nel Nuovo Stadio della Juventus

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Intervista ad Antonio Conte

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Intervista a Giorgio Chiellini

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Intervista ad Alessandro Del Piero

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Intervista a Luca Toni - Luca Toni interview

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Tutto Marchisio, minuto per minuto - Marchisio under the microscope

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I ricordi bianconeri di Paolo Rossi - Paolo Rossi' memories about Juventus

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Mercato Juventus 26 07 2011 La Juve Su Diego Lugano e Rodolfo

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Juventus news squadra prima e dopo

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Juventus 2011/12,la stagione della rinascita

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All Sport News 25/07/2011 ore 20:30 720p HD

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Speciale Calcio Mercato Diego Lugano Vicino alla Juventus Puntata del 25/07/2011

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Mercato Juventus 25 07 2011 Diego Lugano

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Mercato Juventus 25 07 2011 Seconda Parte

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Mercato Juventus 25/07/ 2011 . Mirko Vucinic Verso L'Inghilterra .

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mercoledì 13 luglio 2011

Rino e la Juve: storia di un grande amore. RinoC63

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Diario di Bordo 9 luglio 2011 Bardonecchia Ritiro Juve

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Diario di Bordo 10 luglio 2011 Bardonecchia Ritiro Juve

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Sapori da Pardo.necchia

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Nuovi Sponsor della Juve:Barbie e Hello Kitty

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Ecco le Zebre di Betclic - Here are the Betclic Zebras

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Andrea Agnelli al Summer Village - Andrea Agnelli in Summer Village

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Andrea Agnelli a Bardonecchia al ritiro Juventus

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Conferenza stampa Andrea Pirlo - Juventus 12-07

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Bardonecchia News 12/07/2011 La Preparazione della Juventus

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Speciale Ritiro Juventus - Premium Calcio 12/07/2011 ore 21:00 720p HD

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Speciale Ritiro Juventus - Premium Calcio 12/07/2011 ore 21:00 720p HD

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Studio Sport Italia 1 12/07/2011 ore 19:00 720p HD

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StudioSport 13-07 Juventus - Calciomercato e Calciopoli

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Mercato Juventus 13/07/2011 1:00

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lunedì 11 luglio 2011

Giuseppe Rossi alla Juventus?

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Speciale Ritiro Juventus - Premium Calcio 10/07/2011 720p HD

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Speciale Ritiro Juventus - Premium Calcio 10/07/2011 720p HD

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Speciale Ritiro Juventus - Premium Calcio 10/07/2011 720p HD

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Ritiro Juventus 2011: Partitella del 09.07.2011

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Bardonecchia-www.juventus.fr.flv.flv

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Globus Eurogoal - The winning ball shooter machine

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Intervista a Marco Storari, secondo portiere Juventus

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Intervista a Alexander Manningher, terzo portiere Juventus

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Stephan Lichtsteiner conferenza stampa - Bardonecchia 2011 ritiro Juventus

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Juventus - Claudio Marchisio parla ai tifosi 09-07

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VIDEO Juventus, Ziegler: 'Conte, che mentalità!'

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La Juventus si allena in palestra

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Mercato Juventus News 10/07/2011

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Mercato Juventus 08/07/2011 ore 0:00

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Mediaset Premium Speciale Ritiri Juventus 08-07

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StudioSport Juventus 08-07-2011 HD 720p

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mercoledì 6 luglio 2011

Forza Juve 30 giugno

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Calciopoli - Procuratore Palazzi: "Illeciti anche dall'Inter". A rischio lo scudetto 2006.

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Bardonecchia aspetta la Juventus juventus

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Buffon: «Agüero o Rossi? Venga chi ha più voglia» (05/07/2011)

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Tacchinardi: "L'Inter non avrebbe vinto senza Calciopoli" ReporterSport

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Intervista a Quagliarella Post Presentazione Maglie (06/07/2011)

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Intervista a Pirlo Post Presentazione Maglie (06/07/2011)

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Presentazione Maglie Juventus 2011/2012 nel Nuovo Stadio (06/07/11)

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Andrea Agnelli Chiedo Rispetto per la Juventu

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G.D.S. " La Juventus Ha Scelto Silvestre " ***6 luglio 2011***

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Mercato Juventus 05/07/11 Luca Marchetti Di Marzio La Juve Vira su Pepito Rossi

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Mediaset speciale calciomercato 05-07-2011 Juventus

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StudioSport 06-07-2011 Moratti Juventus e calciomercato Aguero Rossi

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martedì 5 luglio 2011

Tutti Pazzi per la juve 01/07/2011

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Interisti , lo scudetto degli "onesti" mettetevelo in c..o!

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Calciopoli 2: la vendetta

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Moratti Onesto Per Prescrizione !!!!!!

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StudioSport 04-07-2011 Calciopoli e Aguero

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Cena post presentazione Juventus Club Doc Ischia Andrea Agnelli con C. Zuliani scatenato!

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Scudetto 2006, la decisione più difficile manda il tilt la Federcalcio


SIMONE DI SEGNI

Sobbalzano anche gli astensionisti, di fronte al dispositivo di Palazzi, prima di recuperare aplomb e posizioni ufficiali. Ora che le considerazioni del superprocuratore sono sotto gli occhi di tutti, decidere di infilare la testa sotto la sabbia e sottrarsi al voto in consiglio federale, è un esercizio decisamente più complicato. Esprimersi sullo scudetto del 2006, da ieri, si configura prepotentemente come una questione di coscienza e responsabilità. In quanti resteranno dell'idea di non prendersene carico? Anche il partito dei non interventisti, adesso, preferisce prendere tempo. Anche se, va detto, non si registrano significativi dietrofront.

Sul podio delle posizioni più delicate, resta saldamente al primo posto il presidente della Figc Giancarlo Abete: oggi aprirà il Consiglio con un'ampia relazione; fino al 18 luglio le componenti avranno tempo per rifletterci sopra.

La possibilità che nella circostanza il tavolo in via Allegri resterà deserto è assai remota: quel giorno ci saranno da stabilire anche le griglie di partenza dei prossimi campionati.

Sull'opportunità di risolvere la questione attraverso una valutazione di carattere politico, non ha dubbi il presidente della Lega di B, Andrea Abodi: «Il ruolo di consigliere federale presuppone certe responsabilità. Ritengo opportuno che ognuno si assuma la propria. Ovviamente, qualunque giudizio dovrà essere sostenuto da un'attenta lettura delle carte. Da qui al 18 luglio, ogni pagina andrà valutata in modo approfondito».

Dietro alle due settimane a disposizione, si rifugiano coloro che farebbero volentieri a meno di esporsi: «Devo consultarmi con i miei legali», spiega il responsabile della Lega Nazionale Dilettanti, Carlo Tavecchio. Che per il momento continua a ritenere «il Consiglio non competente», tanto più che quello emerso dal documento preparato dal procuratore è un «giudizio senza contraddittorio. Nei processi esistono due fasi, quella di Palazzi è solo inquirente».

Il numero uno dell'Assoallenatori, Renzo Ulivieri, prima vacilla («Certo se lo scritto di Palazzi è così netto...»), poi torna ad esternare il desiderio di non intromettersi: «Non possono buttarmi dentro ad una decisione di questo genere. Sono cose che riguardano i giudici. Per il momento continuo a ritenere opportuna la nostra astensione». E infine auspica una (improbabile) presa di coscienza del club di Moratti: «Magari prevarrà un fattore morale e la stessa Inter potrebbe privarsi spontaneamente dello scudetto».

L'Assocalciatori non ha ancora preso una posizione ufficiale, assicura l'avvocato Leo Grosso: «Non ci siamo mai riuniti per decidere a riguardo. Quando uno è onesto intellettualmente, non può prendere una posizione a priori», così il consigliere Aic.

Sarà interessante capire se e come riuscirà a chiamarsi fuori il presidente della Lega di A, Maurizio Beretta. Viceversa, dal gioco degli imbarazzi saranno risparmiati Roberto Baggio e Gianni Rivera, rispettivamente responsabile del settore tecnico e di quello giovanile e scolastico: entrambi non saranno chiamati ad alzare la paletta. Possono tirare un sospiro di sollievo. Lo scudetto più avvelenato della storia del pallone, non è affar loro.

la Stampa

La prescrizione salva l'Inter Facchetti, fu illecito sportivo


Il procuratore federale Palazzi ha reso note le motivazioni della sentenza per i fatti del 2006, per i quali tutti gli imputati sono stati assolti. Particolarmente duro il giudizio nei confronti dei nerazzurri ("condotte finalizzate ad assicurare un vantaggio in classifica"). Durissima la reazione del presidente nerazzurro Moratti: "E' un attacco grave e inaccettabile". Per l'esposto della Juve sullo scudetto, dovrà decidere il Consiglio federale del 18 luglio

ROMA - La prescrizione salva l'Inter. Per il procuratore federale Stefano Palazzi, infatti, la società nerazzurra e l'allora presidente Giacinto Facchetti sono colpevoli di illecito sportivo relativamente all'inchiesta su "Calciopoli bis", quella dei fatti del 2006, emersi dalle intercettazioni portate alla luce durante il processo penale di Napoli. E' quanto risulta dalle motivazioni della sentenza che ha portato all'assoluzione, per prescrizione, di tutti gli imputati. Palazzi spiega anche, relativamente all'esposto della Juventus che ha chiesto la revoca dello scudetto 2006 assegnato all'Inter, che non si può più intervenire per via disciplinare. Sarà quindi, come era già emerso venerdì scorso, il Consiglio federale a discuterne nella riunione in calendario il 18 luglio: non è escluso però che per la decisione si dovrà aspettare ancora, oltre quella data.

LA REAZIONE DI MORATTI - "Un attacco grave e assolutamente inaccettabile, Palazzi si sbaglia. Non c'è nessun elemento nuovo, stanno giudicando quello che si era già visto e che qualcun altro aveva giudicato poco consistente e poco importante. Mi sembra di essere tornati nel bruttissimo clima che vivevamo quando c'era Calciopoli e nessuno sapeva o si faceva finta di non saperlo. Senza processo si può dire ciò che si vuole ma io non l'accetto e l'Inter non l'accetta". E' il duro commento del presidente dell'Inter Massimo Moratti. "Considerare Facchetti come nelle accuse della Procura federale è offensivo, grave e stupido - aggiunge il presidente -. I tifosi dell'Inter conoscono perfettamente Facchetti e lo conoscono perfettamente anche i signori che si saranno seduti a quel tavolo per decidere non so cosa". Nessuna reazione ufficiale invece, per ora, da parte della Juventus.

LE MOTIVAZIONI DI PALAZZI - Il giudizio di Palazzi è duro nei confronti dell'Inter e di Facchetti: la società nerazzurra violò l'articolo 6, cioè fu colpevole di illecito sportivo. "Questo Ufficio ritiene che le condotte fossero certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società Internazionale FC, mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale".

Dai documenti "è emersa l'esistenza di una rete consolidata di rapporti, di natura non regolamentare, diretti ad alterare i principi di terzietà, imparzialità e indipendenza del settore arbitrale, instaurati, in particolare fra i designatori arbitrali Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto (ma anche, sia pur in forma minore, con altri esponenti del settore arbitrale) ed il Presidente dell'Inter, Giacinto Facchetti". "Dalle carte in esame e, in particolare, dalle conversazioni oggetto di intercettazione telefonica, emerge l'esistenza di una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo" con l'obiettivo, tra l'altro, di condizionare il settore arbitrale. "La suddetta finalità veniva perseguita sostanzialmente attraverso una frequente corrispondenza telefonica fra i soggetti menzionati, alla base della quale vi era un consolidato rapporto di amicizia, come evidenziato dal tenore particolarmente confidenziale delle conversazioni in atti", afferma la procura. Secondo la relazione, "assume una portata decisiva la circostanza che le conversazioni citate intervengono spesso in prossimità delle gare che dovrà disputare l'Inter e che oggetto delle stesse sono proprio gli arbitri e gli assistenti impegnati con tale squadra", si legge ancora.

"In relazione a tali gare il presidente Facchetti si pone quale interlocutore privilegiato nei confronti dei designatori arbitrali, parlando con essi delle griglie arbitrali delle gare che riguardano la propria squadra nonchè della stessa designazione della terna arbitrale ed interagendo con i designatori nelle procedure che conducono alla stessa individuazione dei nominativi degli arbitri da inserire in griglia e degli assistenti chiamati ad assistere i primi".

Per quanto riguarda invece Massimo Moratti, la sua posizione e il giudizio del procuratore federale sembrano meno gravi: "Comunque informato della circostanza che il Facchetti avesse contatti con i designatori, come emerge dalle telefonate commentate, nel corso delle quali è lo stesso Bergamo che rappresenta tale circostanza al suo interlocutore. (...) Ne consegue che la condotta del tesserato in esame, Moratti, in considerazione dei temi trattati con il designatore e della frequenza dei contatti intercorsi, appare in violazione dell'art. 1 CGS vigente all'epoca dei fatti, sotto i molteplici profili indicati".

"In alcuni casi -osserva la procura- emerge anche l'assicurazione da parte dell'interlocutore di intervento diretto sul singolo direttore di gara, come rivelato da alcune rassicurazioni che il designatore arbitrale rivolge al proprio interlocutore, in cui si precisa che l'arbitro verrà 'predisposto a svolgere una buona gara' o, con eguale significato, che è stato 'preparato a svolgere una bella gara'; o ancora, affermazioni del designatore volte a tranquillizzare il presidente Facchetti sulla prestazione dell'arbitro, nel senso che gli avrebbe parlato direttamente lui o che già gli aveva parlato".

"In un caso, addirittura, il designatore arbitrale, nel tentativo di tranquillizzare il proprio interlocutore e sedare le preoccupazioni di quest'ultimo sulle tradizioni negative della propria squadra con un determinato arbitro, afferma che quest'ultimo è stato avvertito e che sicuramente lo score dell'lnter sotto la sua direzione registrerà una vittoria in più in conseguenza della successiva gara di campionato", afferma ancora il procuratore.

"Tale capacità di interlocuzione in alcuni casi diventa una vera e propria manifestazione di consenso preventivo alla designazione di un arbitro e rappresenta un forte potere di condizionamento sui designatori arbitrali, fondato su rapporti di particolare amicizia e confidenza che il Presidente Facchetti può vantare nei confronti degli stessi designatori e che trovano la loro concretizzazione espressiva nella effettuazione anche di una cena privata con Bergamo e nello scambio di numerosi favori e cortesie (elargizione di biglietti e tessere per le gare dell'Internazionale, di gadget e borsoni contenenti materiale sportivo della squadra milanese, etc...) e non meglio precisati 'regalini'".

la Repubblica

lunedì 4 luglio 2011

"Inter colpevole di illecito sportivo" Lo scudetto del 2006 verso la revoca


Ma la prescrizione annulla la pena: «Adesso la Figc valuti la richiesta della Juve»

MASSIMILIANO NEROZZI

TORINO
Senza il salvacondotto della prescrizione, l'Inter filerebbe dritta a processo per «illecito sportivo». Con cinque anni di ritardo, per telefonate che nel 2006 chissà perché non c'erano, questo racconta il procuratore della Federcalcio Stefano Palazzi nelle 72 pagine di motivazioni su «Calciopoli bis». Con quel che avrebbero rischiato, per i nerazzurri l'eventuale confisca dello scudetto 2006 sarà come pagare una multa per divieto di sosta. Ma se il tempo s'è portato via le sanzioni, i peccati restano e il giudizio morale è pesante, specie per chi s'era infilato lo smoking bianco (Marco Materazzi, maggio 2007).

Ecco l'Inter secondo Palazzi, allora: «Questo Ufficio ritiene che le condotte in parola siano tali da integrare la violazione, oltre che dei principi di cui all'articolo 1 (slealtà sportiva ndr), comma 1, CGS (codice di giustizia sportiva, ndr), anche dell'oggetto protetto dalla norma di cui all'articolo 6 (illecito sportivo, ndr), comma 1, CGS, in quanto certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società Internazionale F.C. mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità e indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale». Le colpe di Giacinto Facchetti, all'epoca presidente nerazzurro, avrebbero come da norme travolto il club: «Oltre alla responsabilità dei singoli tesserati, ne conseguirebbe, sempre ove non operasse il maturato termine prescrizionale, anche la responsabilità diretta e presunta della società ai sensi dei previgenti artt. 6, 9, comma 3, e 2, comma 4, CGS». Un po' meno grave la posizione di Massimo Moratti, che ai tempi era solo il proprietario della società: «Comunque informato della circostanza che Facchetti avesse contatti con i designatori, come emerge dalle telefonate commentate, nel corso delle quali è lo stesso Bergamo che rappresenta tale circostanza al suo interlocutore». Dunque: «Ne consegue che la condotta di Moratti, in considerazione dei temi trattati con il designatore e della frequenza dei contatti intercorsi, appare in violazione dell'art. 1 CGS vigente all'epoca dei fatti».

Con la spugna della prescrizione, l'unica cosa ancora in bilico resta così l'eventuale revoca dello scudetto 2006, chiesto dall'esposto della Juve, firmato dagli avvocati Michele Briamonte e Luigi Chiappero: Palazzi spiega che non si può più intervenire per via disciplinare, ma che alla luce del parere del collegio dei saggi, nominato dall'allora commissario federale Guido Rossi, la decisione può spettare solo al Consiglio federale, che ne discuterà nella seduta programmata il 18 luglio. Se in quella sede già si sarebbero dovute pesare l'etica e la limpidezza dei comportamenti, figurarsi ora con la presenza di un «illecito sportivo».

Del resto che l'Inter sia l'unica a rischiare ancora qualcosa di concreto lo dice lo stesso procuratore della Figc, a pagina 57, passo fondamentale: «La società Internazionale F.C. di Milano, oltre che essere interessata da condotte tenute dal proprio presidente che, ad avviso di questa Procura federale, presentano una notevole rilevanza disciplinare per gli elementi obiettivamente emergenti dalla documentazione acquisita al presente procedimento, risulta essere, inoltre, l'unica società nei cui confronti possano, in ipotesi, derivare concrete conseguenze sul piano sportivo, anche se in via indiretta rispetto agli esiti del procedimento disciplinare». Della responsabilità dei nerazzurri, su condotte specifiche, Palazzi non ha alcun dubbio: «Assume una portata decisiva la circostanza che le conversazioni citate intervengono spesso in prossimità delle gare che dovrà disputare l'Inter e che oggetto delle stesse sono proprio gli arbitri e gli assistenti impegnati con tale squadra». Neppure si può invocare l'attenuante della legittima difesa, diciamo così, come pure in un certo senso ha sostenuto Moratti nell'audizione davanti a Palazzi: cioè, ci attivammo perché qualcosa non andava. Il pm taglia corto, a pagina 64: «Sulla pretesa convinzione di agire in presenza di una causa scriminante che, si ripete, questa Procura valuta insussistente». Sussistente, al contrario, pare un'altra cosa: «L'interesse qualificato, facente capo alla Federazione, in ordine all'acquisizione di tutti gli atti del presente procedimento, al fine di poter più compiutamente valutare l'ammissibilità e, quindi, l'eventuale fondatezza della richiesta formulata dalla società Juventus». Astenersi, per il Consiglio federale, sarà un po' più dura.

La Stampa