martedì 31 maggio 2011

Processo di Napoli, quarta udienza requisitoria dei P.M. Narducci e Capuano


Sarà ancora requisitoria per il processo denominato "Calciopoli", perché il Pm Narducci ha sforato sui tempi programmati dal Presidente Casoria, che erano di tre udienze a disposizione dell'accusa. La quarta giornata di requisitoria dei Pm dovrebbe vedere protagonista Capuano, mentre a Narducci toccherebbe senza dubbio alcuno la parte finale con la richiesta delle pene per gli imputati.

La speranza è che i due Pm si facciano bastare una giornata in più per la loro requisitoria, senza ulteriori code, sia per rispettare la richiesta del Presidente Casoria, che la scorsa udienza ha invitato Narducci ad essere più breve, sia perché se l'esempio dovesse essere seguito anche dalle difese andremmo ben oltre l'estate per la sentenza e dovremmo attendere l'autunno.

Seguiremo la diretta live dell'udienza su questo Forum, nei primi due post di questo topic, grazie al solito contributo dall'aula 216 di Napoli del nostro inviato Francesco/Frales, che ringraziamo.
Commenti anche sul blog.ju29ro.com.
Buona lettura!

La redazione di Ju29ro.Com

E' INIZIATO L'APPELLO.

Pm Capuano: Tratteremo i 30 capi di imputazione restanti, ma è necessaria una premessa su quella che è la frode sportiva e i motivi per cui il legislatore l'ha prevista. In una partita di calcio in cui sono coinvolte più persone è difficile capire il nesso di causalità tra l’illecito e la realizzazione dello stesso. Quindi il legislatore ha previsto due tipi di condotte illecite: la prima punisce chiunque prometta una somma di denaro per raggiungere un risultato e la seconda punisce chiunque compia atti fraudolenti al fine di raggiungere un risultato. Al comma tre c’è un aggravamento della pena se è influente ai fini dello svolgimento di pronostici e concorsi. Tutti i capi di imputazione riguardano la seconda ipotesi. Tale ipotesi è di pericolo presunto e si ha quando vengono eseguiti atti, quindi puniti indipendentemente dal fatto che il risultato della condotta si realizzi o meno. È per questo anche un reato a consumazione anticipata, cioè per la commissione degli atti fraudolenti. Si deve uscire dagli ambiti del 640 per la frode sportiva perché è difficile trovare gli estremi della truffa. Quali possono essere gli atti fraudolenti? Quelle azioni dirette ad alterare una competizione agonistica o tesi ad alterarne il risultato. Ripeto, non è necessario il comportamento illecito di uno degli atleti che partecipano alla competizione, è un reato a dolo specifico, l’alterazione del risultato non deve necessariamente esistere nella realtà ma basta che esista nella mente di chi ha organizzato il fatto. Ci sono anche alcune sentenze della Cassazione sul punto. La Corte individua un dolo specifico nel fatto di chi intende ottenere un risultato diverso da quello corretto e leale del campo. Vi è il divieto di utilizzare condotte contrarie al principio della lealtà. Quello che fa venir meno tali principi è reato. Anche nella normativa in tema di arbitri è previsto che agli stessi è affidato il rispetto delle regole del gioco e devono comportarsi con terzietà, lealtà e correttezza di giudizio.

Non si tratta di analizzare un fuorigioco o di un gol annullato, ma la partita è alterata anche con comportamenti dell’arbitro che esasperi la sua autorità o arbitri a favore di una squadra. Le tipologie di gioco sono due: le ammonizioni dei giocatori in diffida, per cui una successiva ammonizione non avrebbe consentito la partecipazione all’incontro successivo,e si vedrà quante volte ciò è stato utilizzato in favore della Juventus. Ciò è venuto fuori da intercettazioni ambientali e telefoniche tra molti degli imputati, ad esempio quelle del settembre e dicembre 2004 tra Moggi e Giraudo e Moggi a Racalbuto. Ciò vale anche per Meani che si accorgerà che nel corso del campionato ci sono una serie di anomalie e le commenterà. La seconda è quella della formazione delle griglie e la preparazione dei sorteggi. Se questo è genericamente l’argomento, l'accusa ritiene opportuno parlare di un aspetto che collega l’attività dell’associazione con i delitti di scopo, perché l’associazione ad un certo punto del campionato si compatta per far sì che la Fiorentina si salvi. Il primo capo è quello che riguarda Chievo-Fiorentina . Fino ad un certo punto appare inverosimile che si trovi un accordo illecito, perché all’inizio della stagione la Fiorentina è un'oppositrice della politica federale della Juventus. Diego Della Valle è una figura scomoda, tanto che si parla della possibilità di un dossieraggio nei confronti dei fratelli Della Valle. Tale idea proviene da Mazzini e stranamente sarà proprio lui a voler salvare la Fiorentina successivamente. Da più parti Mazzini lo si vuole screditare, perché è uno che parla molto. Lui ha in mano una documentazione molto interessante e lo rivela a Moggi in una telefonata del dicembre 2004.

La parte finale del campionato è diversa. La Fiorentina ha investito molto, ma si trova coinvolta per la salvezza e a questo punto merita di essere citata la telefonata del 21.4.2005 alle 15.42 tra Mazzini e Della Valle Andrea, il quale cerca Mazzini e gli dice che gli voleva parlare perché non capisce l’accanimento contro la sua squadra. Il giorno prima la Fiorentina ha pareggiato con il Messina che ha segnato al 6' di recupero. Della Valle dice di essere sicuro che qualcuno ha deciso che la Fiorentina debba andare in B.
La presidente Casoria stoppa il pm che sta leggendo tutta la telefonata, dicendo che è inutile e che deve fare sintesi, “Siamo solo al capo 5, dobbiamo arrivare a 30”.
Pm Capuano: io cerco di essere sintetico, ma quando devo leggere non posso farne a meno.

L'udienza è sconcertante, Capuano sta leggendo una serie di telefonate senza tenere conto del richiamo del giudice.
Narducci, nel frattempo, si è alzato e se ne è andato...
Tra le telefonate che Capuano sta leggendo quella del 21 aprile Mazzini-Mencucci in cui Mazzini racconta per filo e per segno il contenuto della precedente telefonata con Della Valle.
OGGI E' DIFFICILE VERAMENTE PER IL NOSTRO INVIATO , CAPUANO STA LEGGENDO UNA SERIE DI TELEFONATE SENZA DIRE NULLA DI PIU'. SCONCERTANTE DAVVERO!

Tra l'altro Capuano ad un certo punto parla di Fiorentina-Messina, una delle lamentele più clamorose dei viola per un recupero di 6' e un gol del pareggio incassato al 95'... Peccato che quella partita fu arbitrata da NUCINI, il cavallo di T***A di Facchetti e super teste dei pm!

Dopo oltre un’ora Capuano finisce di parlare di Chievo-Fiorentina senza dire alcunché oltre alla lettura di una decina di telefonate.
Rientra in aula anche Narducci.
Capuano passa all’esame di Livorno-Siena anche qui leggendo solo le telefonate collegate a questa partita.

Reggina-Cagliari: telefonate del 13 dicembre tra De Santis e Palanca, del 12 dicembre tra Cellino e Ghirelli, del 16 dicembre Ghirelli Cellino (non vuole De Santis),
Lazio Fiorentina: telefonata del 22 aprile Mazzini e Lotito, del 23 aprile tra Mazzini e Renzi, del 20 maggio tra Lotito e Mazzini

ULTIME: L’APPELLO SULL’ABBREVIATO E' SLITTATO AL 16 NOVEMBRE: è giunta conferma del rinvio della prima udienza del processo di appello per il rito abbreviato di Giraudo, Lanese, Pieri e Dondarini. L'udienza prevista per il 5 luglio è stata aggiornata al 16 novembre: cambia anche il collegio, la quarta sezione non sarà presieduta dal giudice D'Ottavio, ma da Maurizio Stanziola. Lo slittamento è dovuto proprio al cambio di collegio causato dall'intasamento di cause del collegio d'Appello.

Si parla di Lecce-Parma.
Si affronta quella giornata di campionato con un diktat: il Parma non deve vincere. Non lo dice la polizia giudiziaria, ma chi in campo ci è stato, vedi le testimonianze di Vignaroli (e adesso legge la testimonianza)
Adesso per dimostrare l’astio nei confronti del Parma da parte della cupola, parla del fatto che Baraldi ha riferito delle difficoltà relative al contratto Di Vaio e le accuse rivolte alla Juventus per il comportamento tenuto nel corso di quelle trattative.
Indovinate come? Leggendo tutta la testimonianza di Baraldi al processo.

Telefonata Bergamo-Mazzini del 22 maggio 2005 in cui si parla solo di tre partite risolte le quali si risolve il problema della retrocessione della Fiorentina.
Bergamo-Collina del 22 maggio.
Bergamo-Fazi del 23 maggio.
Arriviamo al 29 maggio: telefonata tra Bergamo e De Santis.

Ore 12.35 - L'udienza riprende dopo una sospensione di 10 minuti e Capuano fa addirittura ascoltare una telefonata Mazzini-De Santis del 29 maggio, dopo Lecce-Parma. Peccato che in aula non si senta nulla.
L'udienza riprende dopo una sospensione di 10 minuti e Capuano fa addirittura ascoltare una telefonata Mazzini-De Santis del 29 maggio, dopo Lecce-Parma. Peccato che in aula non si senta nulla.
Per Capuano le combinazioni da realizzarsi per la salvezza della Fiorentina erano poche, ma non è così, perché persino D'Avanzo e Bonini, su Repubblica del 16 giugno 2006, scrivono: "C'è un sospetto. Perché quella partita, ultima di campionato, doveva finire proprio con quel risultato, 3-3? Perché tra le 2.187 combinazioni ancora possibili e capaci di decidere il destino di chi doveva andare in serie B, è stato combinato proprio quell'esito".

Ammonizioni mirate, un evergreen. Ammonizioni mirate, la prima telefonata è del 26.9.2005 tra Moggi e Giraudo.In Fiorentina-Bologna verranno ammoniti Nastase e Petruzzi, due diffidati, anche se le difese hanno cercato di far passare l’idea che i due non fossero importanti per il Bologna. A prescindere dal fatto che per essere diffidati bisogna aver giocato almeno tre gare e che non è necessario che sia un grande giocatore ad incappare nella squalifica mirata, è da sottolineare anche che per le squadre mediopiccole andare a giocare con le grandi con organico dimezzato è penalizzante. Il 20 settembre Moggi parla con Baldas per il processo del lunedì. (e legge la telefonata)
Telefonate del 26 e 27.9 tra Moggi e Baldas. Il 3 dicembre c’è un ambientale di Moggi con Racalbuto mentre Moggi parla con la sua segretaria.
Telefonata tra Damascelli e Moggi ('Tre squalificati non male, non male'). Telefonata tra Meani e Bergamo. Ho detto prima che Meani ad un certo punto si rende conto che qualcosa non va negli arbitraggi. Qui parla di De Santis e chiede a che cosa sia dovuta questa sua metamorfosi. Telefonate del 5.12 tra Pieri e Moggi sulle presunte schede svizzere.

Capuano continua citando la telefonata del 17 marzo 2005 tra Meani e Contini su Bologna-Juventus del mese precedente. Quindi passa ad altra telefonata del 20 marzo, prima dei sorteggi, contatti tra Meani e Contini, in cui l'assistente Contini parla delle ammonizioni dei giocatori della Fiorentina nella partita che porteranno alla squalifica contro la Juventus. Capuano cita poi tutti i contatti tra Bertini e Moggi (quelli "presunti" su schede svizzere prima di Juventus-Milan, ndr) e tra Moggi e Fabiani, il giorno di Juventus-Milan del 23 ottobre 2004.
Capuano: "Bertini in quel caso ha certamente ben chiaro quello che è il disegno criminoso messo in atto da Moggi e Fabiani, al punto da utilizzare la scheda riservata per parlare con loro. Il semplice fatto di possedere una scheda riservata viola quei principi di lealtà e di correttezza di cui si è parlato ad inizio udienza".

Capuano cita i contatti avvenuti sulle schede svizzere, "presumibilmente" attribuite agli imputati, come la prova delle frodi sportive, utilizzando la formula "Moggi parlerà con Pieri; Fabiani parlerà con Moggi...". E cosa si dicono? Non lo sa il pm come non lo sappiamo noi, e possedere ed usare schede di qualsiasi paese NON è reato.

Ore 13.35 - Adesso c'è la sospensione lunga, circa un'ora.
E' stata tutta una serie di indicazioni di contatti senza nemmeno indicare sempre la data. Tutti i giornalisti presenti si interrogano su come riempire i giornali e scrivere un articolo, che non sia di poche righe, su questa udienza. Possono sperare, e molti sono in aula proprio per questo, nella richiesta di pena che farà Narducci, se Capuano stringe.
Già immaginiamo la prima pagina della Gazzetta, ricordando il cubitale "6 anni" sparato in prima pagina il giorno della richiesta di Palamara per il processo Gea, quello poi diventato il crollo della prima "cupola" ipotizzata dai pm ed edificata anche con la manodopera investigativa di Auricchio.

PAUSA: nella pausa rilassiamoci un po' e ricordiamo. Capuano ha tirato fuori anche le telefonate Moggi-Bertini prima di Juventus-Milan 0-0 del 17 ottobre 2004, ma più che di telefonate si tratta di una ipotesi dell'accusa che ha in mano dei tabulati con dei "contatti" tra una scheda svizzera attribuita a Moggi ed un'altra scheda "attribuita" all'arbitro aretino. Nessun dialogo in possesso dell'accusa per poter provare che l'arbitro era disponibile al "truccaggio" della partita, solo ipotesi. Esistono, invece, e i pm dovrebbero averle ascoltate, come gli uomini di Auricchio per primi, delle telefonate "scartate" che secondo noi provano la buonafede di Bertini e che abbiamo analizzato in questi articoli che vi riproponiamo:
Il mai interlocutore Bertini, secondo Auricchio
I designatori della 'cupola' tifavano per il pari
Juve-Milan 2004. L'arbitro della cupola affranto: ho fatto una cacata
Juve-Milan 2004. Bertini triturato da Controcampo, ma il Milan non ha tv .
La Bergamo-Collina che dissipa le ombre su Juve-Milan 04-05

Ma poi, se Bertini faceva parte della "cupola", come sostiene l'accusa, non sapeva già che doveva favorire la squadra del capocupola? Era davvero necessario per Moggi fare 13 telefonate all'arbitro prima della partita? Bertini ci sembra un uomo sveglio, e 13 telefonate sono una sorta di "Tutto il calcio minuto per minuto" preventivo fatto da Moggi. Cosa si sarebbero detti in 13 telefonate Moggi e Bertini? I pm non sono in grado di dircelo. Noi abbiamo provato a chiederlo a Trillo, che ha immaginato queste telefonate (l'articolo è satirico, le telefonate non esistono sefz , ndr):

Juve-Milan 2004. Fino in fondo

DOPO LA SOSPENSIONE PER LA PAUSA L'UDIENZA RIPRENDE....


Capo f
Juve-Lazio 5 dicembre. È opportuno rappresentare quelle che sono le risultanze investigative di un incontro in casa Pairetto il 2 dicembre giorno prima delle griglie. Partecipano Moggi, Giraudo e Bergamo. Le telefonate di riferimento sono:
- Fazi-Bergamo del 1° dicembre: Fazi chiede se sa su che cosa verterà l’incontro;
- 2 dicembre Bergamo con la figlia racconta come è andato l’incontro;
- ancora 2 dicembre alle 20.10 tra Moggi e la moglie Giovanna: parlano dei regali da portare, la moglie dice gli portiamo un panettone e lui dice no gli portiamo ben altro, sta' tranquilla.
Prima di iniziare il discorso sull’incontro, un breve cenno va fatto alle risultanze relative all’aspetto dei regali consegnati dalla Juve agli arbitri e ai designatori: è emersa la circostanza delle magliette di Juve-Lecce. In udienza Capobianco della Juventus parla di appunti in cui ci sono riferimenti a sconti fatti alle mogli dei designatori per l’acquisto di auto.

Tornando all’incontro del 2 dicembre, altra telefonata tra Moggi e la moglie; e gli chiede di scendere. Poi una teledonata del 3 dicembre tra Bergamo e Alessandra Vallebona, gli dice chi sono i presenti e dice che “Loro vengono sempre a sistemare tutto”, che si scambiano i regali, Bergamo non li nomina mai li chiama n° 1 e n° 2. A riprova ci sono anche i cellulari che agganciano le celle di Rivoli, ove è avvenuto l’incontro.
Venendo a Juve-Lazio, il 3 ci sono i sorteggi.
Le telefonate rilevanti sul punto sono:
- 3 dicembre alle 11.53 Moggi con Alessia, che gli dice che gli vuole comunicare gli arbitri e lui risponde che li conosce già. Effettivamente gli arbitri e i guardalinee sono quelli detti da Moggi. Sono stati acquisiti i comunicati Ansa e gli orari. Chiude ogni discorso il comunicato ansa ufficiale che è delle 18.30 del 3 dicembre in cui si rendono noti gli arbitri e gli assistenti;
- altra telefonata del 6 dicembre tra Moggi e Baldas in cui si prepara il processo del lunedì. Breve accenno alla figura di Dondarini che non è imputato, al rapporto tra lo stesso e Pairetto. Vi elenco solo le conversazioni in cui si evidenzia l’interesse di Pairetto a promuovere Dondarini ad internazionale: 20.9.2004 Moggi con la segreteria Juve; 23.9. Pairetto e De Marchi, in cui Pairetto invita l’osservatore ad alzare il voto.

Capo h
Reggina-Brescia, 24.10.2004, tra Foti e Moggi: Foti si lamenta dell’arbitro di Chievo-Reggina 0–0.
6.11.2004 Bergamo e Foti su Reggina-Juventus che si terrà di lì a poco.
7.11.2004 tra Bergamo e Foti: anche qui si parla di Moggi senza mai nominarlo.
4.1.2005 sorteggio Reggina-Palermo arbitrata da Pieri: tra Foti e Bergamo che gli parla di sorteggio positivo e che l’aveva messa dove c’era un gruppo nutrito di amici.
21.1.2005, prima di Lecce-Reggina , tra Foti e Bergamo e, parlando di De Marco, Foti dice che è casalingo ma Bergamo dice che i due assistenti sono tranquilli e faranno una buona partita.
2.2.2005 sempre tra foti e Bergamo su Livorno-Reggina: solite raccomandazioni.
17.2.2005, tra Foti e Bergamo.
19.2.2005 Foti dopo i sorteggi parla con Bergamo ed ottiene rassicurazioni su Dondarini.
13.3.2005: solita telefonata tra i due in cui chiudono dicendo: tutto a posto il resto?
19.4.2005, tra Bergamo e Foti.
Andando allo specifico di Reggina-Brescia, quel giorno alle 17.30 le utenze riservate di Bergamo e Moggi si parlano e poi quella di Racalbuto parla con Moggi, poi ancora Bergamo-Moggi due volte più tardi. Il 3.12 Racalbuto parla con Moggi e poi ancora dopo. Poi il 4 e il 5 altri tentativi di chiamata.

Capo e Samp-Reggina.
Capo n
Juventus-Milan. Anche qui va analizzato il traffico di utenze riservate in entrata e in uscita. La partita è del 18.12. il 15: c’è un contatto tra Bertini e Fabiani e poi tra Moggi e Bertini. Il 17 contatto tra Moggi e Bertini, poi Fabiani-Bertini, poi tentativo di Bertini con Fabiani poi Fabiani parla con Bertini, il 20 dicembre dopo la gara Bertini parla con Fabiani e poi con Moggi due volte. Anche qui va analizzata la situazione e si vede che in questo periodo ci sono molti contatti tra Moggi e Pieri, tra Fabiani e Dattilo, tra Pieri e Fabiani, tra Moggi e Bergamo, e poi tra Moggi e Pieri.
Roma-Parma. Verranno ammoniti Contini e Pisano diffidati. Moggi-Racalbuto del 15.12, Moggi-Racalbuto, del 17.12, poi dopo i sorteggi, poi il 18 dicembre, il giorno della gara in serata un contatto tra i due
Capo “o”
Cagliari-Juventus del 16 gennaio. Oltre ai tabulati, il 5 gennaio Moggi parla con una persona, in ambientale riceve una telefonata e dice che hanno paura a farlo uscire e poi “con quest'altra a Cagliari”.

Fonti delle difese presenti in aula assicurano di non aver mai assisisto in molti anni di carriera forense ad una cosa così assurda. C'è un PM che sta elencando una serie di telefonate slegate, senza alcun filo, senza evidenziare i collegamenti tra di loro. Anche gli inviati degli altri giornali da alcuni minuti non aggiornano le loro pagine. Non si capisce quale possa essere il vantaggio per il pm di tale atteggiamento. Sarà ovviamente interessante sentire le registrazioni audio.


Chiarimento: abbiamo notato che sui forum bianconeri diversi lettori chiedono chiarimenti a proposito dell'Ansa delle 18.30 del 3 dicembre che secondo Capuano "Chiude ogni discorso". Questa Ansa è stata fatta acquisire al termine del dibattimento, il 19 aprile, e la sua acquisizione vide persino l'opposizione del legale Vitiello della Juventus: "Ancora, per quanto riguarda i concetti relativi alla rassegna delle note Ansa, anche qui si ripropone il problema della acquisizione. La fonte Ansa non è citata, né è stata stampata la pagina, vi è una trascrizione in forma dattiloscritta dei contenuti, che si attribuisce da parte dell'ufficio del PM all'Ansa". I Pm, evidentemente, vogliono considerare solo l'Ansa da loro prodotta e dichiarata "Ufficiale", ma ricordiamo che nell'udienza dell'11 gennaio 2011 l'avvocato Prioreschi aveva detto: "La difesa Moggi deve effettuare una produzione documentale: 3 comunicati Ansa, uno del 26.11.2004 delle ore 11.20, uno del 26.11.2004 delle ore 11.33, il terzo del 3.12.2004 delle ore 11.21, comunicati Ansa immediatamente dopo l'effettuazione dei sorteggi". Quindi, è evidente che l'Ansa non comunicò l'esito del sorteggio "solo" alle 18.30, ma già prima con lanci d'agenzia.

Arriviamo a Roma-Juve. 2.3: prima dei sorteggi Moggi-Racalbuto, poi riservate Moggi-Racalbuto; poi 3.3, riservate; 4 marzo Ghirelli chiama un non identificato, e gli dice: "Mazzini sai dov’è? Al ritiro della Juve alla Borghesiana'. Poi c’è una Fazi-Bergamo in cui Bergamo dice di chiamare la moglie di Gabriele, quarto uomo, e di dirgli di lasciare un telefonino attivo, tra il primo e il secondo tempo o anche in campo, 'tanto lo chiamo solo io'. Il collegio ricorderà che tutti i testimoni del mondo arbitrale hanno detto che non era rituale avere un telefonino nello spogliatoio. La Fazi chiama la moglie di Gabriele poco dopo e gli dice il fatto. Fazi chiama Gabriele per chiedere se è tutto a posto. Su questa partita c’è anche la telefonata tra Bergamo e Carraro del giorno dopo e ancora una volta Carraro si duole dell’operato di Bergamo.

NOTA. Qui la redazione sente di dover intervenire e dire la sua: speravamo che almeno questo "caso" avrebbe fatto la fine del "piaccia o non piaccia", ovvero relegato in cantina tra le cose vecchie ed in disuso, perché questo "caso" del telefonino di Gabriele è stato risolto, per fortuna dell'arbitro, da un autentico "colpo di fortuna", che poco dovrebbe avere a che fare con la giustizia. Abbiamo trattato il "caso" in un articolo che vi invitiamo a leggere:
Il caso Gabriele, emblema di Calciopoli..
Gabriele, assolto nel processo con rito abbreviato, aveva un cellulare "italiano" non gettato perché conteneva le foto della figlia, per sua fortuna, che ha potuto esibire al giudice e far leggere il messaggio ricevuto da Bergamo che li avvisava che il primo gol concesso alla Juve era irregolare; un bel condizionamento al contrario da parte del presunto "associato" Bergamo.

Adesso il pm sta elencando le telefonate che riguardano Siena-Milan.

Pm Capuano: Ho ancora molti capi di imputazione: che faccio? Vado avanti?
Presidente Casoria: Sì, vada avanti.

Capuano, che figura! Potenza del web, che informa e può riservare, ai pm, brutte sorprese in tempo reale. Come riportato da Moretti su Tuttosport, e segnalatoci dal nostro inviato Francesco con tanto di link (Forum di tifosi del Livorno), le designazioni della giornata del 3 dicembre 2004 furono oggetto di un lancio Ansa "accertabile" già alle 12.04, ripreso dal forum di tifosi del Livorno e pubblicato già alle 12.08, come potete verificare.

Si fa strada la possibilità che stasera Capuano concluda la requisitoria ma, visto che Narducci non è mai rientrato in aula dopo la sosta, si inizi l'udienza del 7 giugno con le richieste del pm.

Altra sospensione di 5 minuti.


Fa l'ingresso in aula Narducci.
Prioreschi conferma che ci saranno le richieste di pena stasera e che forse le farà proprio Capuano.


Si riprende.

ARRIVANO LE RICHIESTE DI PENA....

Richieste di pena
Moggi anni 5 mesi 8
Bergamo assoluzione capo a8, anni 5 per gli altri.
Pairetto anni 4 mesi 6.
Fazi, anni 1 mesi 6.
Fabiani assoluzione capo a 1, anni 3 mesi 8.
De Santis assoluzione capo t, per gli altri anni 3.
Cennicola assoluzione.
Mazzini, anni 4.
Meani anni 1 mesi 6 € 50 mila.
Scardina 1 anno 2 mesi
Foti assoluzione capo a8, anni 2 € 80mila.
Racalbuto 2 aani 2 mesi
Bertini anni 2, mesi 4.
Dattilo anni 1, mesi 8.
Ambrosino assoluzione.
Rodomonti: 1 anno € 20mila.
Titomanlio: 1 anno.
Gemignani assoluzione capo q,
Puglisi: 1 anno 2 mesi € 20mila.
Lotito, anni 1 mesi 10 € 70mila.
Della Valle Diego, anni 2 € 80mila.
Della Valle Andrea, anni 1, mesi 10.
Mencucci anni 1 mesi 8
Mazzei anni 1 mesi 4

L'udienza è terminata e con essa la requisitoria, ora tocca alle parti civili e alle difese.


Commento:

Come al solito, leggete, informatevi, diffondete e poi se volete copiate e incollate... ; )

Conferenza di Buffon a Coverciano (31/05/11) JuventusTVChannel

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AMAURI: "NON SO QUALE SARA' IL MIO FUTURO"

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La Juventus del Dottore - 27 maggio 2011 a Torino, intervento dell'avv. Andrea Galasso

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martedì 24 maggio 2011

Processo di Napoli, terza udienza requisitoria dei P.M. Narducci e Capuano


Il programma stilato dal presidente Teresa Casoria prevedeva tre udienze destinate alla requisitoria dei Pm ma, presumibilmente, Narducci e Capuano ne impiegheranno almeno una di più. Ci aspettiamo che Narducci porti la sua accusa mettendo nel mirino soprattutto Luciano Moggi ed i due ex designatori Bergamo e Pairetto, per poi passare il testimane al giovane collega Capuano, che dovrebbe trattare i casi di quelli che vengono considerati imputati con responsabilità "minori". Nel calendario che la Casoria aveva approntato, da martedì 31 maggio doveva toccare alle difese delle parti civili, seguite da quelle degli imputati, con udienze ogni martedì fino al 12 luglio.

Seguiremo la diretta Live dell'udienza grazie al solito contributo dall'aula del nostro inviato Francesco/Frales .

La stessa cronaca in diretta la diffondiamo anche sul nostro sito ju29ro.com - Processo Calciopoli Diretta Live.

Redazione Ju29ro.com

Inizia l'appello: la Morescanti ha chiesto un rinvio fino alla nascita del figlio ad ottobre.
La presidente Casoria dispone che per quanto riguarda le discussioni altrui venga sostituita e che parlerà per ultima. Nel caso in cui in quella data dimostri ancora il suo legittimo impedimento, verranno stralciate le posizioni dei suoi assistiti, Bergamo, Fabiani e Fazi.

Pm. Narducci
Questione del sorteggio, modalità e svolgimento concreto; avevo già fatto riferimento alla circostanza per cui il sorteggio, come operazione materiale di estrazione, era solo un segmento di una procedura più complessa di designazione fondata su diversi momenti che insieme concorrevano alla procedura di designazione: la griglia, la fase di estrazione/sorteggio,, ma anche la fase diversa e successiva di designazione degli assistenti e del quarto uomo. Ho fatto riferimento al fatto che esistevano alcune regole dettate da prassi secondo cui l'operazione materiale di sorteggio che si svolgeva o a Coverciano o a Roma doveva essere effettuata rispettando alcuni criteri: inserimento delle sfere metalliche, contenenti le partite, nell’urna, quelle contenenti gli arbitri in altra urna, con abbinamento agli arbitri con estrazione prima della partita, e poi dell’arbitro con le variazioni derivanti dalle preclusioni che andavano verificate in concreto, cioè se dopo l’estrazione scattava una preclusione. Sappiamo che le operazioni di preparazione erano effettuate, sotto la diretta supervisione dei due designatori, dalle persone addette alla commissione arbitrale e dunque certamente fino alla fine del 2003 2004 ad opera di Fazi e Manfredi Martino, poi in via esclusiva del solo Martino. Era stata introdotta una modifica che era operante in quella stagione per cui l’operazione avveniva alla presenza del notaio e con la partecipazione sdi un giornalista scelto dall’Ussi che doveva coadiuvare i designatori, procenedendo alla estrazione delle sfere. Quindi la scena era la seguente: un’urna affidata alla gestione di Pairetto che procedeva ad estrarre personalmente la partita, un’altra affidata a Bergamo che aveva accanto a sé il giornalista che doveva procedere alla'estrazione del nome dell’arbitro. Alcune fra queste persone sono state ascoltate per indicazione e produzione di prova da parte delle difese, mi riferisco ad alcuni dei giornalisti e ai due notai che pressoché nella totalità dei casi hanno redatto il verbale. Sostanzialmente da parte di costoro sono state fornite dichiarazioni la cui sintesi è che dal loro punto di vista non è mai accaduto nulla di particolare e non hanno avuto mai né certezze né percezioni di irregolarità. Queste dichiarazioni sono decisamente contrastate da elementi di prova che dimostrano come siano state messe in atto e si siano verificate numerose situazioni dimostrative che i sorteggi sono stati anch’essi alterati. Questo non sulla base di indicazioni rispetto alla quali si potrebbe obiettare che siano percezioni e valutazioni sfornite di riferimenti reali: quando è venuto Cellino a questo ha fatto riferimento, dicendo che dal suo punto di vista i sorteggi effettuati non erano regolari. Ma Cellino non può sostanziare la propria affermazione di fatti concreti, che invece possono essere desunti da una serie di attività acquisite nel corso del dibattimento. Occorre oltretutto fare riferimento ad un dato cha ha una sua rilevanza anche se non decisiva.

Dai verbali notarili generalmente la operazione di sorteggio aveva inizio intorno alle 11 di venerdì e durava per il tempo necessario alla procedura e questa era una procedura pubblica che era seguita da una fase tenuta al riparo da occhi o orecchie dei partecipanti: la fase della scelta dei collaboratori dell’Arbitro che bisognava fare una volta terminata la fase di scelta degli ARBITRI quasi sempre veniva diramato un comunicato da parte della federazione ad orario variabile. Il nostro processo è uno dei pochi in cui da questo punto di vista ha permesso addirittura di registrare dei momenti più significativi di acquisizione della prova, che esisteva ma che è stata rafforzata dai testi. Lo dico con riferimento ad un teste fondamentale come Manfredi Martino. Egli ha riferito delle circostanze importantissime. Anche Zamparini, quando è stato sentito per l’integrazione ha raccontato un episodio di straordinaria rilevanza che si colloca in una fase temporale precedente al 2004 ma che ha una decisività probatoria di grande rango che affronta il tema non con percezioni ma con un fatto preciso. Egli ha riferito che nel corso di un incontro avvenuto per altre ragioni a Torino con Moggi ad un certo punto il colloquio aveva avuto come tema le capacità professionali degli arbitri. Il teste è stato preciso nel ricordo ed ha ricordato che su sollecitazione di Moggi aveva detto che il migliore arbitro della B di quell’anno era Rizzoli e che Moggi aveva alzato il telefono parlando con una non meglio identificata persona alla quale aveva dato indicazioni affinchè fosse designato Rizzoli per il Palermo. Zamparini prosegue dicendo che l’episodio lo aveva valutato come sintomatico di una capacità di condizionamento e aveva ritenuto meritevole questo episodio di essere segnalato, visto che effettivamente era arrivato Rizzoli, ai suoi colleghi e ciò aveva determinato una telefonata da parte non ricorda di chi se Moggi o Giraudo che avevano manifestato fastidio per questo suo atteggiamento che era stato di poca riconoscenza.

Quali possono essere i motivi per cui Zamparini doveva inventare o esagerare un fatto del genere? Oltretutto questa parte Zamparini la aveva già detta in una intervista radiofonica se una ragione di questo tipo avesse animato il presidente del Palermo di raccontare un episodio inventato questo intento avrebbe dovuto conciliarsi con un rischio notevole di essere smentito o contraddetto proprio da quelle persone a cui ha detto di aver raccontato questo episodio e cioè i suoi colleghi delle società medio piccole. Così non è stato così come non riesce il tentativo di ottenere dal teste una dichiarazione che permetta di posticipare la collocazione temporale di quell’incontro da un giorno precedente ad un giorno successivo. Ovviamente non è possibile e non perché lo dica Zamparini ma perché se per avventura il sorteggio fosse stato già effettuato e fosse già stato individuato Rizzoli per quella gara, crollerebbe tutta la trama di racconto e diventerebbe incomprensibile non solo tutto ma illogico il colloquio telefonico avvenuto tra Zamparini e Foschi che certamente sapeva che era stato effettuato il sorteggio. E per quanto riguarda l’atteggiamento tenuto nei confronti del teste da Moggi e Giraudo e quindi in ordine al fatto che vi è stata una dimostrazione della capacità di orientare o ottenere una designazione.

Ma questo è solo il primo racconto. Vedremo quali sono le testimonianze sul punto, che hanno un valore pari o superiore a quella di Zamparini che al sorteggio non partecipò, perché provengono da parte di persone che di quella commissione arbitri hanno fatto parte. Non si tratta di punti di vista o di persone estranee a quel gruppo, ma di qualcuno che ne faceva parte. Il sorteggio riposava sulla riconoscibilità delle sfere collocate nell’urna. Riconoscibilità desumibile da elementi di due tipi: le sfere di metallo avevano colori diversi perché si legavano a due estrazioni diverse e dunque vi era un primo elemento, per cui alcune avevano scoloriture, graffi, alterazioni di colore. La seconda è che le sfere di metallo presentavano meccanismi di alterazione della struttura, dunque tracce più o meno forti di usura legate all'operazione attraverso la quale esse venivano buttate nell’urna; e che dunque questo è stato il meccanismo utilizzato ad onta di giornalisti e notai per potere operare l'estrazione secondo piani predisposti. Prima ancora di Manfredi Martino una testimonianza di grande spessore è quella di Dario Galati, componente della commissione arbitrale sino al primo periodo dell’era del doppio designatore. Egli dice che in più circostanze ha partecipato ad operazioni materiali affinché certe partite risultassero abbinate a determinati arbitri. Fa riferimento a tre esempi, uno ad una designazione di un arbitro per un derby genovese, nel senso che quella gara doveva essere affidata a Bazzoli, poi ad una designazione di Fausti e un anticipo di serie b. La frode avveniva in quel caso mettendo i nomi degli arbitri in sfere che fossero immediatamente riconoscibili. Ricevuta questa indicazione, erano i designatori in grado di operare l'estrazione di quelle sfere che già conoscevano poiché il giorno del sorteggio, una volta fatta dai collaboratori quell'operazione, essi controllavano il tutto prima di procedere. Questa dichiarazione è coerente con un racconto che apprenderemo da Manfredi Martino che riguarda tutta la fase successiva. Manfredi ha fatto parte della commisione per un lunghissimo periodo, dal 1999 alla fine del campionato 2005. Ha sempre partecipato a queste attività. Quando è venuto qui ha detto precisamente, non quindi in modo generico, che il meccanismo era proprio quello di cui aveva parlato Galati in precedenza ed ha descritto i fatti, che coincidono col verbale di sequestro delle sfere da parte dei carabinieri, che in quella fase le sfere potevano essere riconosciute e gestite per quelle caratteristiche.

Quella che doveva essere una regola de seguire con precisione, cioè estrarre da Pairetto con chiarezza ed evidenza la sfera della partita e, solo dopo questa operazione, mettere la mano nell’urna, prendere la sfera ed estrarre il nome dell’arbitro, non funzionava secondo questo ordine temporale. Questo ordine veniva sospeso o capovolto perché o avvenivano in contemporanea o variando le operazioni, facendole immediatamente seguire alla prima operazione di estrazione della sfera della partita. La sfera individuata per le sue caratteristiche usurate era stata individuata per espressa indicazione dei due designatori che avevano già deciso quale gara affidare ad un arbitro più gradito. Ed è Martino che racconta di come all’interno del sorteggio ciò avveniva attraverso quelle particolari pause adottate da Pairetto che indugiava, aspettava che il giornalista avesse già tirato fuiri la sfera con la gara e, avendo percezione della circostanza, tirava fuori la sfera con il nome dell’arbitro. Il meccanismo è stato questo, visto che occorreva da parte dei designatori fare uno sforzo ulteriore visto che vi era il giornalista all’interno della sala. Tutto ciò non è valutazione di chi è passato per caso ma conoscenza di chi ha detto: 'ho ricevuto disposizioni da Bergamo e Pairetto per collocare i bigliettini in determinare sfere'. Ed è Manfredi Martino che, pur trattenendosi, dice che questo è avvenuto almeno tre o quattro volte nel corso del campionato che ci riguarda. Fa riferimento ad una non meglio precisata gara che dice è collocabile nella prima parte del campionato 2004 2005, a Coverciano, in cui gli venne detto di inserire il bigliettino in sfera riconoscibile; è avvenuto per un altro spesodio di sorteggio che si è svolto a Roma per un turno di b, e che l'indicazione ricevuta riguardava il bigliettino dell'arbitro; e ancora è avvenuto certamente in occasione di un incontro Milan-Juve affidato a Collina. Si tratta di una testimonianza anche sofferta, nel senso di una persona che decide di raccontare verità di cui è stato protagonista e che ad un certo punto quasi si arresta per non offrire una verità ancora più piena.

Certo, a questo si oppongono le dichiarazioni dei notai e dei giornalisti ascoltati che, dicendo che non hanno avuto percezione di nulla, hanno riferito alcune circostanze di cui per primi hanno parlato Galati e Manfredi Martino, sulle condizioni in cui erano le sfere e sul clima particolare che c’era al sorteggio. Questi stessi testi hanno detto che in tante occasioni si sono verificate circostanze per cui le sfere si aprivano, fatto molto ricorrente, che quelle sfere erano usurate e oramai di colore diverso l’una dall’altra, e addirittura i notai che attestano come quelle operazioni erano ineccepibili hanno dovuto riconoscere che certo anche loro ricordavano che tante volte queste sfere venivano sbattute sul tavolo per farle aprire o si aprivano accidentalmente quando venivano messe nell’urna; certo è che nessuno dei due notai né i giornalisti possono riferire circostanze che riguardano la preparazione delle sfere o di quando venivano portate via dalla sala. Il sorteggio del 13.5.2005 presso Coverciano è un sorteggio che è sotto osservazione, per questa data leggerete un verbale di estrazione immancabilmente sempre uguale agli altri. In questo verbale si fa riferimento al fatto che è presente Bergamo e che secondo le modalità previste dal regolamente ha avuto il seguente esito: arbitri, partite ecc… le cose quando le si vanno a vedere in concreto risultano diverse dallo stringato e fotocopiato verbale notarile. Qui più di tanto non vi è mai scritto, ma se si va a gurdare l’attività di osservazione della polizia giudiziaria si constarerà come siano raccontate doviziosamente tutte le fasi del sorteggio e si verifichino proprio una serie di fatti coincidenti con il racconto di Galati e Martino. Basti pensare al fatto che, allorché designatori e collaboratori sono presenti in sala, questa suddivisione della collocazione nelle urne avviene senza che il notaio vi partecipi o abbia capacità di intervenire. Ancora i carabinieri attestano di come, una volta collocate le sfere nelle urne ed iniziate le operazioni di estrazione, contrariamente a ciòlche ci si aspetterebbe, e cioè che se esiste un’urna e delle sfere queste ultime vengano ogni tanto mescolate, questa è un'operazione che non avviene mai perché ne Pairetto né Bergamo provvedono a mescolarle; e ancora, mentre Pairetto deve provvedere a prendere la pallina delle gare, una di queste si apre nelle mani del designatore che la chiude e la ricolloca nello stesso posto dove è stata presa in precedenza. E ancora i carabinieri attestano come avvenga questa fase: Pairetto osserva insistentemente le palline, e le rimescola leggermente senza staccare gli occhi dalle stesse. Tutte queste operazioni: Vi è un altro fatto in altra data che dimostra ciò che dico: invito il collegio a guardare se ce l’avete la griglia del 22 aprile 2005, 14° di ritorno e il verbale del notaio. È tutto come al solito regolare e ineccepibile, ma nel corso del sorteggio è avveuto qualcosa di significativo che è in ogni caso importante perché ha provocato una non lieve modifica del sorteggio. Ci sono 2 telefonate in quella giornata. Il designatore Pairetto riceve un telefonata alle 12.54 sul suo numero da parte di Foschi che ha questo sviluppo: Foschi dice che sta venendo fuori un polverone, per cui la mattina era stato sorteggiato Collina per Atalanta-Palermo, ma poi si era scoperto che era precluso e poi è venuto Rizzoli, poi Rodomonti. Pairetto dice che è vero e Foschi dice forse non è regolare, e Pairetto: fai la denuncia se ritieni giusto. La telefonata sarà seguita da altra dello stesso tenore da parte di Zamparini alle 13.09, che preannuncia segnalazioni del fatto al presidente della Figc.

Questo fatto è di straordinaria importanza perché l’errata preclusione di Collina ha reso necessario un azzeramento delle operazioni di cui non vi è traccia alcuna né nei verbali dei notai né nel comunicato della federazione! Ma che i sorteggi siano alterati emerge anche da altro: 13° giornata con Inter Juve 2-2. Si verificano una serie di circostanze: il 24 novembre parte una telefonata tra l’utenza svizzera 164 di Moggi verso la svizzera 135 di Pairetto. Alle 20.41 viene intercettata conversazione tra Bergamo e Moggi molto breve e Bergamo dice di averlo chiamato nella mattinata e l’accordo è di sentirsi a mezzanotte. Alle 20.56 abbiamo una ulteriore conversazione tra la 164 e la 135 e proprio da indicazioni al termine di quella gara alle 00.56 del 25.11.2004 una telefonata molto lunga, 24 minuti dalla 164 alla 736 di Bergamo. Alle 11.17 segue altra telefonata tra i due designatori. Bergamo dice di avere avuto dei problemi e che ne voleva parlare all’altro telefono. Parte una serie di telefonate nel corso della giornata la prima alle 00.13 del 26.11.2004 dalla 736 di Bergamo verso la 138 di Moggi, un’altra alle 11.02 parte dalla 135 di Pairetto alla 164 di Moggi, seguita da un'altra alle 11.19 dalla 135 di Pairetto alla 164 di Moggi. Alle 11.56 del 26.11.2004 telefonata a Moggi. Dopo la progressione detta riceve una chiamata da una segretaria che si chiama Alessia che chiama da Torino e le battute sono queste: Moggi dice di sapere già di Rodomonti. Moggi in quel momento sa già di Rodomonti anticipando la sua segretaria.

Il 10.1.2005, ottavo di finale Coppa Italia del 12 e 13 gennaio. C’è una differenza rispetto al sorteggio del campionato perché quelle di Coppa Italia avvengono per designazione diretta dei designatori. Quindi non vi è un luogo fisico preciso, ma una diramazione delle designazioni. In quella data si parte alle 11.02, con telefonata dalla 284 di Bergamo verso la 741 di Moggi. Alle 12.11 segue telefonata dalla 213 Pairetto verso la stessa di Moggi. Alle 14.40 ha inizio una conversazione in cui Moggi parla con un suo collaboratore di nome Giuseppe Bozzo. Mentre avviene la conversazione scatta altra telefonata su altro telefono, in cui Moggi parla con l’arbitro Pieri di cui ho già parlato in altra data. Alle 15.13 Moggi riceve telefonata della segretaria Alessia e, quando ella si presenta e dice che sono usciti gli arbitri per la Coppa Italia, la successione di parole di Moggi è: vediamo se riesco ad indovinare, uno è Ayroldi, Roma-Inter Gabriele, Milan è Palanca – Alessia ride – sono un indovino, eh? Alessia dice: sono uguale ai miei. Moggi quindi non conosce i nomi degli arbitri di Coppa Italia alle 15.13, ma alle 14.40, perché quando parla con Bozzo queste notizie sono già possedute e sono riferite a Pieri.


Ancora il 9.2.2005, all’indomani di due incontri che avverranno l’8, e che analizzeremo dopo, uno si svolge a Torino e riguarderà Giraudo e Pairetto, l’altro a Roma tra Moggi e Fazi. Questa è una fase che ci condurrà al sorteggio dell’11.2.2005, che concerne la giornata del 13.2.2005. Alle 0.45 avviene una chiamata dalla 284 di Bergamo verso la 741 di Moggi. Immediatamente dopo avviene una telefonata che ascoltiamo, che parte dalla abitazione di Bergamo verso la svizzera 741 di Moggi: sono già avvenute due telefonate almeno nel periodo precedente a questa e a un certo punto Bergamo, con poca avvedutezza, decide di chiamaare Moggi dal fisso. La telefonata ha una grossa rilevanza. Avviene tra il designatore e Moggi e riguarda per la prima parte le tematiche complessive di come questa organizzazione gestisce il campionato e poi affronta la questione di come definire le griglie per il sorteggio. Moggi riprende qualcosa di cui sta già parlando in precedenza perché la discussione si avvia subito. Moggi dice di essere preoccupato per l’andazzo generale, poi cominciano a parlare della griglia confrontandosi su quali arbitri mettere nelle varie posizioni. Quando sono stati ascoltati i due protagonisti della telefonata, Bergamo ha detto che quello era un confronto con una persona esperta e che non vi era nulla di male. Quando è stato chiesto a Bergamo, poi, visto che le griglie venute fuori erano proprio quelle suggerite da Moggi, se esse potevano essere composte in maniera diversa, egli risponde di sì e che non ha inserito Collina e Rosetti perché avevano arbitrato la giornata precedente. Quando alla lettura della telefonata e alle dichiarazioni di Bergamo si deve trarre la seguente conclusione: nella telefonata la griglia viene preparata con un peso preponderante di Moggi su Bergamo. Moggi propone di inserire nella prima fascia 5 gare e decide sempre lui che questa fascia si faccia a 5 e non con altro numero di gare. È il designatore che avanza la debole proposta di inserire una gara meritevole di considerazione, Livorno-Sampdoria, ma Moggi risponde di no, in quanto sono due squadre con una tranquillità di classifica; ed infatti finisce in fascia b e resteranno le 5 di moggi. Quanto alla scelta degli arbitri, Moggi indica 4 persone: Bertini, Paparesta, Trefoloni e Racalbuto e saranno 4 dei 5 che si ritroveranno in quella griglia. Quando viene in ballo il nome di Tombolini alle perplessità di Moggi fa riscontro il consenso di Bergamo di fermarlo per un turno e ,quando si parla della sostituzione, all'indicazione del nome di Rodomonti si realizza l’adesione di Bergamo. Quando Moggi afferma che non devono essere inseriti in griglia Collina e Rosetti, Bergamo dice che questa indicazione è giusta, vedremo poi perché sono fuori i due. Il primo problema della debolezza di Bergamo è che i due rimangono fuori perché Moggi dice che bisogna punirli, non perché per prassi, avendo arbitrato la domenica prima, stanno fermi. Questa indicazione viene subito fatta propria da Bergamo che dice: 'Certo, certo, non li metto'. Ma perché devono essere puniti? Sono accaduti due episodi su cui tornerò dopo. In Milan-Lazio Rosetti ha commesso un peccato capitale, non espellendo un giocatore, il che permette di capiure come qui, altro che prassi, si tratta di punire un arbitro che non ha fatto quel che doveva nei confronti di un giocatore del Milan (Stam, ndr), che non è rimasto danneggiato nella corsa scudetto contro la Juve. Ma se è vero che si osserva la prassi di non dirigere due gare di seguito, è strano rilevare che per una fase successiva non si adotta la prassi. Nei sorteggi della sesta giornata, quella precedente, ci sono Paparesta e Racalbuto che sono anche nella griglia a del turno successivo. Quindi le prassi si seguono quando si vuole.

Altra telefonata del 9.2.2005, quando alle 9.39 Bergamo chiama la Fazi. Il giorno prima c’è stato incontro tra Moggi e la Fazi e la chiamata affronta questi argomenti. A un certo punto Bergamo dice di aver fatto le 2 per fare le griglie e che si è lamentato con un amico (Pairetto). La Fazi gli dice che se non gli ha detto niente ha accusato la cosa. E poi in riferimento a Moggi, Bergamo dice di avere la testa a oggi e non a giugno e che la situazione è che Massimo e Gigi sono i padroni del vapore (De Santis e Pairetto). Con Roby (Rosetti) gli ha detto: 'se non è espulsione quella...'. La Fazi dice: 'Gli devi mettere un po’ di paura, lo vincono il campionato perché il milan è morto, ma gli devi mettere un po’ di paura'. Bergamo dice che lo deve chiamare verso le 9.30. Poi si confronta con la Fazi sulla griglia successiva.

Colloquio del 6.5.2005 alle 23.22: Bergamo telefona alla Fazi e spiega cosa è avvenuto nella giornata: dice che Gigi la mattina era in angoscia, che c’è stata una lunga discussione tra i due per le griglie e che alla fine lui lo ha portato dove voleva. A domanda risponde che gli assistenti sono Mitro e Farneti e che tutto è preparato per bene. Questo discorso viene ripreso nella telefonata del 7.5.2005 tra Bergamo e la Fazi alle 13.54 quando, tornando ad affrontare questi argomenti, si torna a parlare di quello che è accaduto su questa storia con un linguaggio che è chiaro come quello di quando parlano di padroni e di referenti.

DIECI MINUTI DI PAUSA

Altra modalità utilizzata è quella che riguarda lo svolgimento di tanti momenti riservati di discussione tra gli appartenenti al sodalizio, incontri che nella quasi totalità dei casi hanno risposto a regole di assoluta riservatezza e cautela nell'organizzazione e nello svolgimento poiché era opportuno evitare che terzi potesero sapere di questi incontri. Per quanto riguarda la frequenza e lo svolgimento, questi incontri si sono svolti nel corso dell’intero campionato dal settembre al maggio 2005; se li si vuole enumerare ed individuare forse si tratta di 13 o 14 incontri fra gli imputati di questo processo, avvenuti soprattutto fra Moggi, Giraudo, Bergamo e Pairetto in diverse occasioni; l’incontro ha coinvolto Mazzini, in altri casi Lanese; e anche, allorché alcuni tra loro non hanno partecipato, ne venivano informati sia per la data e il luogo di svolgimento sia per l’esito. Vi sono poi incontri tra Moggi e la Fazi, la quale non viene invitata alle riunioni più generali e si pone come elemento di collegamento nel rapporto tra Moggi e i designatori, particolarmente Bergamo. Non facciamo riferimento a qualcosa come un banale incontro conviviale tra più persone, qualcosa che abbia a che fare con un pranzo o una cena, non ci interessa. Facciamo riferimento solo ad incontri nell’ambito dei quali si discutono questioni che riguardano le attività dell'organizzazione ed il modo come comporre questioni interne ai partecipanti; e non parliamo di qualcosa come se ci fossimo occupati solo di vicende riguardanti discussioni o fatti di cosiddetta contiguità federale, cioè qualcosa che riguardava la determinazione di cariche, assetti o assimilabili. Una delle questioni principali è senz’altro la sorte della Fazi e dei due designatori e come devono essere gestiti gli arbitri per garantire una determinata soluzione al campionato. Nel settembre 2004 attraverso le intercettazioni si può provare che il 21.9.2004 avviene un incontro a casa Giraudo. incontro che vede la partecipazione di Moggi e dei due designatori; di questo incontro è informato Lanese, e anche Mazzini, di cui pure è prevista la partecipazione. salvo poi non andare a casa Giraudo ma incontrare i due della Juve in altro momento, separatamente. La sequenza di contatti è desumibile dalle telefonate che indicherò. Innanzitutto quella del 17.9.2004 tra Moggi e Giraudo che parlano di incontro con Pinochet (Pairetto), e poi quella successiva tra Moggi e Bergamo, in cui si parla della serata a casa Giraudo e in cui vi è un riferimento chiaro alla situazione della Fazi in riferimento ad un casino che non deve scoppiare. Quella del 18.9.2004 alle 15.48 in cui Moggi ricorda a Mazzini che lo attendono per il martedì successivo. Quelle del 20.9.2004 in cui Mazzini dice che avrebbe incontrato i due della Juve presso la sede della società.

Il 21 settembre c’è una telefonata tra Pairetto ed il figlio Luca che si trova da altra parte. È possibile ascolatre in ambientale le voci di Giraudo e Moggi nella stanza. Il perito non ha trascritto fedelmente la telefonata. Quando viene attribuita una frase all’uomo 1 che è Giraudo il perito non trascriva alcune frasi, così come non rileva quello che dice Moggi successivamente o la frase 'E' un rischio troppo alto' detta da Giraudo e non trascritta. Alle 21.23 viene intercettata altra telefonata tra Pairetto e il figlio Luca, in cui si fa riferimento ai presenti e poi si raggiunge una prova ulteriore che Moggi sia presente in quella stanza.
Nel dicembre 2004 ci sarà un nuovo incontro presso la casa di Pairetto e ad esso parteciperanno ancora Moggi e Giraudo, questa volta anche con Lanese. Di questo incontro cominciano ad affiorare le prime tracce nel corso della telefonata del 9.12.2004, dove Lanese ritiene che la prima persona a dovere essere informata del rientro in servizio di Palanca e Gabriele debba essere Moggi. Questo incontro viene ripreso in un paio di conversazioni che vengono registrate il giorno successivo, in data 22.12.2004, la prima fra Pairetto e Lanese alle 11.52, nel corso della quale lo scambio di battute è che si può lavorare bene e che ogni tanto converrà fare un check, anche a gennaio. Successivamente anche in una conversazione tra Moggi e Lanese, ancora più esplicita, in cui Lanese dice a Moggi di stare tranquillo che c’è il massimo della collaborazione. Quando rispondono alle domande Lanese asserisce alcune cose: di aver partecipato ad un incontro senza sapere chi era invitato e che Moggi e Giraudo arrivarono senza che lui lo sapesse, contrariamente a quanto si evnce dalla telefonata del 17.12.2004. La seconda è quanto si rileva dalle dichiarazioni spontanee di Bergamo: quello era un incontro in cui si doveva definire una questione di fare acquisire un peso politico maggiore alla federazione italiana arbitri nell’ambito della Figc. L'espressione 'fare un check', in realtà, non è nemmeno nuova, perché nelle telefonate del settembre 2004 compare un'espressione testuale, ed è altresì da tenere in considerazione la circostanza per cui, come si rileva da oltre 100 telefonate disseminate qua e la in realtà, noi da parte di questi interlocutori non abbiamo mai una particolare attenzione ad usare un linguaggio riservato o criptico se sono state in gioco solo questioni di politica federale. Quel chek non si interrompe nemmeno dopo l'elezione di Carraro, dopo la quale non sarebbe stato più necessario se quello fosse stato il motivo degli incontri. Ma se fosse vero quello che dicono Lanese e Pairetto, e cioè se uno si muove per andare a perorare una causa, l’Aia, dovremmo ascoltare una telefonata tra Moggi e Lanese di tenore diverso, mentre quella che ho letto non è fatta di rassicurazioni che Moggi rivolge a Lanese sul fatto che il suo progetto sarà sostenuto ma esattamente il contrario. Lanese rassicura Moggi per tre volte di seguito! e se è Lanese, che offre il massimo della collaborazione a Moggi, stiamo partlando del proigetto politico dell’Aia o stiamo parlando di ben altro? Tutto questo man mano che avanza il campionato diventa man mano sempre più chiaro soprattutto perché proprio agli inizi del mese di febbraio cominciano a registrarsi una particolare fibrillazione ed allarme in Moggi e Giraudo che ritengono che stia accadendo qualcosa, che non tutto stia andando come programmato e che ad un certo punto, visto anche che la posizione della Juve è quasi pari a quella del Milan, si sia verificando qualcosa che ha molto a che fare con il grado di affidabilità che alcuni arbitri manifestano nei confronti della Juve. Che questa sia la situazione, di richiamare all’ordine i designatori e serrare le fila per la fine del campionato comincia a venir fuori da una prima telefonata che intercorre il 6.2.2005 alle 11.05 tra Moggi e Giraudo.

I due iniziano a parlare di una situazione interna alla sqaudra. E ad un certo punto Giraudo avvia il discorso dicendo: 'Dobbiamo riprendere anche l’altro argomento. Bisogna mettere a posto i due ambienti, quello interno e quello esterno e bisogna richiamare gli amici perché nel dubbio siamo penalizzati'. Giraudo dice che c’è la paura di essere marchiati dopo e che nel dubbio si dà sempre contro e quindi bisogna riprendere l’interno ma anche l’esterno. Moggi dice che le due cose vanno insieme. Che cosa significa rimettere a posto le cose e che cosa significa rimettere a posto l’esterno è chiaro da una conversazione del 6.2.2005 alle 15.07 tra Moggi e Pairetto e che porterà ad unn incontro che avverrà di lì a poco. Questa chiamata è molto breve ed è il rimprovero di Moggi a Pairetto; dice che lo sta chiamando da ieri sera, Pairetto dice che non ha ancora acceso il telefono e Moggi dice di chiamarlo al termine delle partite. Vi sono infatti delle chiamate a partire dalle17.15 tra la 741 di Moggi che è a Napoli e la 123 di Pairetto che è a Torino. Che ci sia questa necessità di richiamare all’ordine è nella conversazione del 6.2.2005 alle 22.58, sempre fra Giraudo e Moggi. Si parla di Rosetti in Lazio-Milan e Moggi dice che bisogna chiamare i due perché ce lo mettono nel…. Giraudo dice che bisogna incazzarsi con quelli che pensiamo amici, Moggi dice infatti non è mica che chiamiamo quei due, sarebbe opportuno che 'martedì ci facciamo una chiacchiera di brutto muso perché a noi ci assassinano di brutto, io più che con quei due vorrei parlare con quelli che ci abbracciano e ci baciano e ci spiegano le tattiche invece di fare il loro dovere'. Giraudo dice di parlare dell’arbitro di ieri, quel Massimo di cui si parla è De Santis, arbitro di Palermo-Juve del precedente 5.2.2005, 'Io non voglio stare zitto', dice Giraudo, 'ma parlare con quelli giusti' Moggi dice che quelli giusti sono anche i designatori.

PAUSA FINO ALLE 15

Riprende l'udienza con la presidente Casoria che invita alla sintesi il pm visto che andrà già oltre le tre udienze previste per la requisitoria.

Un altro incontro è quello del febbraio 2005, sempre presso casa Pairetto, con Moggi e Lanese, incontro che si svolge quando è già avvenuta l’elezione del presidente federale. Dell’avvenimento è informato anche Mazzini e quale sia ancora il tema della discussione è provato da una telefonata che avviene immediatamente dopo quell’incontro, il 21 febbraio, tra Mazzini e Moggi. Moggi chiede a Mazzini se è stato chiamato da qualcuno dei designator, lui risponde di no e, dopo avere affrontato altre questioni, le parole di Mazzini sono: 'E'grave se questi sono dequalificati e i fischietti pensano che sia tutto crollato. Io mi sono già fatto sentire adesso fallo tu'. È chiaro che l’argomento sono ancora gli arbitri e il fatto che in questo momento essi possono avere la sensazione che tutto sia crollato. Vi saranno, poi, altri tre incontri dedicati alle questioni che riguardano il pericolo rappresentato dalle dichiarazioni che la Fazi potrebbe rendere a Guariniello e che forma oggetto sia di un incontro che avviene tra la Fazi e Bergamo, che si incontrano a Livorno, sia di un altro incontro che sarà sollecitato da Giraudo con Bergamo, appuntamento che si terrà a Torino il 28 febbraio 2005. Ciò è provato dalla telefonata del 26.2.2005 alle 10.37 sull'utenza in uso alla Fazi, quella dello stesso giorno alle 10.42 sull'utenza in uso a Bergamo con la moglie e dalla lettura dei tabulati dei telefoni intercettati, che dimostrano qual è il percorsi effettuato dalla Fazi per raggiungere Collesalvetti. Seguirà ancora un incontro il 23.3.2005 a Torino, in una fase che precede lo svolgimento di alcuni incontri, il primo Fiorentina-Juventus. La questione di come rapportarsi e contenere i pericoli rappresentati dalle indagini in corso da parte della Procura di Torino forma oggetto di altre conversazioni che attestano che il 30.3.2005 a Roma la Fazi incontra Moggi. I dati sono: telefonata delle 9.54 del 30.3 tra la Fazi e Moggi, telefonata del 30.3 delle 12.24 tra la Fazi e Bergamo, telefonata del 2.4. delle 13.43 tra la Fazi e Bergamo.
Un altro incontro si svolgerà a Torino tra Moggi, Giraudo, Pairetto e Lanese il 30.4.2005. I dati di riferimento sono: telefonata del 20.4 alle 17.35 tra Lanese e Pairetto, ancora tra i due lo stesso giorno, quella tra Lanese e Pairetto il 20.4 alle 17.58. ancora alle 11.13 del 30.4 tra Lanese e Pairetto e ancora delle 12.41 della stessa giornata tra Lanese e Giraudo. Ma quella che merita di essere segnalata è quella che alle 19.11 avviene tra Mazzini e Bergamo. Discutono i due di quella che è la situazione esistente e che formerà oggetto dell’incontro torinese. Mazzini dice che pensano che siano tutti contro di loro e aggiunge, rivolto a Bergamo, che bisiogna che lui gli dia la sensazione, anche se farà in altra maniera e Bergamo dice che non c’è una mezza strada, che non si possono fare le cose impossibili e che i due sbagliano a vedere nemici dappertutto. Anche perché il lavoro viene fatto. Espressioni che stanno a significare il fatto che alla fine i die dirigenti Juve devono comunque fare i conti e devono constatare (?) la loro lealtà, così come è chiaro che Bergamo ricorda come il lavoro che loro fanno viene fatto, perché non puoi passare da una domenica all’altra, e che senza il loro apporto la possibilità di raggiungere gli obiettivi dipende da loro. Nell'ultima fase, quella che si realizza tra aprile e maggio, gli argomenti entrano anche più direttamente nel vivo: il 29 aprile 2005 inizia una serie frenetica di contatti che infine, attraverso vari appuntamenti condurranno la Fazi ad un singolare appuntamento con Moggi, che si svolgerà nel santuario del Divino Amore a Roma.

I dati di riferimento sono: quella del 29.4 tra nNello De Nicola e la Fazi, quella delle 20.31 dello stesso giorno tra la Fazi e Bergamo, quella delle 11.27 tra Moggi e Nello De Nicola, quella del 2.5.2005 delle 18.08, in cui colloquiano Armando Obrey e Fabiani fino ad arrivare alla telefonata di resoconto che avviene tra la Fazi e Bergamo il 2 maggio. L’ultimo incontro della serie è quello che avverrà il 21 maggio a Livorno, anch’esso preceduto da una serie di telefonate tra i vari protagonisti. Il 22 maggio alle 12.43 Bergamo fa un resoconto alla Fazi di ciò di cui si è parlato in quell’incontro.
In questo contesto si inserisce anche il salvataggio di una squadra come la Fiorentina che improvvsamente diventa alleata della Juventus.
All’interno di qyuesto sistema non va nemmeno taciuto il ruolo che conserva la possibilità di fare carriera e quindi guadagnare più soldi. La carriera arbitrale proseguirà o si arresterà seconda della capacità di sostenere o avversare la squadra di Luciano Moggi. Quale stratosferica diferenza passa tra lo spogliatoio di Reggio Calabria, dove Paparesta riceve la visita di Moggi, e lo spogliatoio di Lecce-Juve arbitrata da De Santis, dove non solo non si viene maltrattati, ma si riceve l'assicurazione che l’arbitraggio è stato gradito o quando, pochi minuti dopo quel particolare evento, si scatena o non si scatena un'aggressione di tipo mediatico affidata a mezzi televisivi sia pubblici che privati; se ci sono state direzioni di gare gradite questo lo si percepisce immediatamente vedendo le dichiarazioni per cui bisogna assicurare un sostegno ad un arbitro gradito. C’è poi un altro meccanismo: l’osservatore arbitrale non si muove seguendo una logica imparziale ma per sollecitazione altrui viene indotto ad assegnare un determinato voto. Succede poi ancora che, come è stato descritto da alcune testimonianze, una delle occasioni più significative per sancire l’esistenza di questo sistema è che in occasione dei raduni arbitrali vengono rimarcate quelle prospettive per cui si viene premiati o puniti a seconda di quello che si è fatto. Vi sono, quindi, situazioni che vengono trascurate ed altre che vengono enfatizzate perché bisogna evidenziare un presunto atteggiamento negativo dell’arbitro. Accade qualcosa che rasenta l’incredibile, quello che racconta Cellino in una situazione che apparentemente è quasi neutra o indifferente e che egli registra: all’esito di un incontro che coinvolge il Cagliari e che terminerà 1-0 per i sardi e nel quale quasi sicuramente, dice Cellino, il gol che gli permette di vincere l’incontro è viziato da un fallo non rilevato da Tombolini, Cellino dice che colloquiando con l’arbitro nel post partita questi è preoccupato per ciò che questo potrà determinare nella reazione di Moggi, perché questo errore ha determinato un risultato favorevole al Milan antagonista. Che Tombolini non rientri nel novero di persone rispetto alle quali esiste un gradimento emergerà dalle intercettazioni, così come da altre dichiarazioni testimoniali che fanno riferimento al gruppo delle persone rispetto alle quali Moggi esprimeva sentimento di amicizie e alleanza. Invito il collegio a leggere una serie di telefonate che possono sembrare a contenuto diverso e non direttamente rilevante per questo discorso, ma che invece hanno una diretta importanza. Il lavoro di trascrizione peritale è pieno di colloqui che nel corso di un lungo periodo di tempo sono state interecettate tra Moggi e i realizzatori di un programma, 'Il processo del lunedì'. La questione potrebbe sembrare avere un rilievo di natura generale, destinato ad avere una non diretta influenza, ma pioprio alcuni di quei colloqui hanno rilievo sulle imputazioni che ci riguardano, perché offrono un'indicazione precisa circa la appartenenza o la contiguità fra determinati arbitri e questo sodalizio capeggiato da Moggi. È lui che attraverso alcune indicazioni date ai giornalisti ci offre elemento di prova e la questione ha una sua importanza perché solo una parte di questo fatti e questi nomi citati riguardano partite o eventi disputati dalla Juventus. Tanti altri casi non sono di questo tipo ed egli in altri termini, quando offre indicazioni su come affrontare la trasmissione televisiva, non difende il risultato della propria squadra.

Se si guarda a quei colloqui ne viene fuori un elenco solo parziale degli amici: Pieri, Dondarini, Paparesta, Bertini, Racalbuto, Maggiani, Cennicola, Consolo, Mitri; indifferenti sono: Tombolini, Grilli, Rossomando; i nemici: Farina e Copelli. Non è un elenco stilato con superficialità, ma coerente con le attività di intercettazione. Si vedano in proposito le numerose telefonate tra Baldas e Moggi e tra Moggi e Biscardi.
Il 6.1.2005 vi è una telefonata tra Bergamo e la Fazi che è molto significativa perché segue un avvenimento, e cioè una partita della 17° giornata di andata ed arbitrata da Pieri, Reggina-Palermo. L’arbitraggio solleva molte critiche sui media. A commento del fatto i due dicono che Pieri l’ha fatta grossa e che si prenderà una bella botta. La Fazi: 'Mo è ora che gliela dai la botta, visto che non riguarda la Juve'. Stavolta la telefonata non ha bisogno di spiegazioni. Bergamo non esprime il più timido cenno di dissenso ma anzi, con un triplice 'ah ah ah' quasi fa adesione.
L’ultima parte della mia discussione. Tra le persone accusate di associazione compare il nome di Scardina. Sappiamo che egli è stato capo della redazione del calcio nella struttura Rai Sport e che fra l’altro in tale qualità egli aveva la responsabilità di scegliere i giornalisti da impegnare per le gare domenicali. Gli scopi del sodalizio erano di avere giornalisti che fossero solo in grado di compiacere le aspettative che c’erano per commentare o meno, per intervistare o meno, secondo modalità e tecniche usate sia per il rapporto con il pubblico che con il privato.

Le dichiarazioni ascoltate da Francesca Sanipoli, Varriale e Venerato conducono a questo risultato. Queste dichiarazioni ci dicono che, attraverso la figura di Scardina, Moggi si è proposto fatti significativi che conducono al ridimensionamento, o battute di arresto, della professione di una giornalista come la Sanipoli e l’assicurazione di una straordinaria carriera a chi non possedeva qualità superiori alla Sanipoli, come Venerato, che era un precario di Rai Sport per la sede di Milano. Il risultato è stato che per indicazione di Scardina si è realizzata una straordinaria anomalia: Venerato, legatissimo a Moggi, veniva di fatto, quasi esclusivamente, utilizzato per seguire la squadra di Moggi a discapito di persone che possedevano qualifiche superiori, il che aveva causato proteste redazionali a Rai Sport, quando era stato utilizato Venerato per una intervista rilasciata da Cannavaro per "Dribbling". Quando è stato sentito Venerato, egli non ha contrastato queste dichiarazioni ma ha asserito che egli, da collaboratore estern, aveva realizzato uno straordinario numero di eventi e, a risposta della domande delle difese, ha amesso che se avesse dovuto dare una idea delle gare seguite almeno 25 o 27 partite, su 34 seguite, avevano riguardato la Juve.

Quando ha risposto alla domanda del perché si fosse rivolto a Moggi per questioni riguardanti la sua carriera, ha risposto che ciò era stato fatto da lui solo per segnalargli di problemi avvenuti che avevano riguardato lui come giornalista, ma senza effettuare alcuna pressione. Sappiamo che le cose sono andate diversamente e ciò è avvenuto almeno in due occasioni.
Altro aspetto è quello raccontato dall’ex presidente dell’Ancora Pieroni che, prima a 'Dribbling' poi a 'La repubblica', parla di Moggi che viene descritto come il male del calcio e come una delle persone più vendicative che conosca. Tanto che fa risalire alla storia legata ad un periodo della sua carriera, quando era al Perugia, l’inizio di una serie di problemi. Egli dirà che Moggi controlla molte squadre del calcio italiano, controlla Fabiani, che ha amicizie nel mondo della Federazione, che il suo metodo è zittire chi gli è ostile, e che è amico di Pairetto da tanti anni. Questo è ciò che racconta Pieroni. Che cosa scatena questa intervista che non viene presa sottogamba da Moggi? Scardina raggiunge Pieroni a Perugia e gli consegna un’autovettura di grande valore ed inoltre, nel giro di poco tempo, a giugno 2005, Pieroni diventa dirigente dell’Arezzo calcio grazie all’intervento di Moggi. Ciò viene fuori anche dal racconto che fanno alcuni protagonisti della vicenda.
25.5.2005: due telefonate tra Moggi e Pieroni. Queste due non risultano nella trascrizione eppure erano state da noi richieste.
Presidente Casoria: che cosa dicono queste telefonate?
Pm Narducci: Presidente, una delle due è quella della macchina, ma c’è un’altra incompletezza. Abbiamo chiesto che il perito facesse la trascrizione della conversazione del 29.5.2005 tra De Santis e Mazzini, che ha ad oggetto il commento a Lecce-Parma, ed anche questo colloquio non c’è agli atti. Lo dico perché ora abbiamo rivisto tutto il materiale ed affidiamo al collegio questo tema.
Termino qui la mia discussione.

Alla prossima udienza parlerà Capuano e quindi il calendario slitterà di un'udienza.
Aggiornato il 31 maggio.


Commento:

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lunedì 23 maggio 2011

Rapporto sullo stato dell'Unione.


La catarrale tortura è giunta finalmente al termine e noi tifosi juventini anche quest'anno ci ritroviamo a piangere sulle solite occasioni perse nel campionato italiano, uno dei più scarsi tra quelli nobili europei.

Non abbiamo raggiunto nè la qualificazione champions nè tantomeno quella per l'europa league e a guardare il tutto sotto una lente d'ingrandimento la più obiettiva possibile per la juve vista quest'anno è più che meritato.

L'europa league in una fase di ricostruzione è una iattura e per il prossimo allenatore avere il tempo di insegnare a questi somari cosa volesse dire indossare la maglia della Vecchia Signora è cosa buona e giusta, mi auguro che chiunque sia il prossimo trainer sia in grado di poterlo fare.

Il disastro di questo campionato è davvero tutto imputabile al nostro allenatore?

A mio avviso un giudizio complessivo e completo lo si potrebbe avere solo se si riuscisse a sapere con esattezza quanto abbia influito la volontà di Delneri nella scelta dei dodici acquisti proposti dal nostro DG Marotta quest'anno, più i due nel mercato di gennaio.

Qualora li avesse scelti Delneri volendoli adattare al suo credo tutto 44duista allora la colpa sarebbe piena e senza nessuna prova d'appello se invece è accaduto come con Ranieri nella scelta tra Poulsen e Xabi Alonso allora le sue colpe verrebbero a mio avviso fortemente ridimensionate.

Alla Samp Delneri giocava con due mediani di cui uno bravo nelle due fasi di costruzione e contenimento, due terzini che spingevano a copertura nella fase offensiva dello sganciamento dei due esterni alti e due veri esterni d'attacco capaci di fare la fascia con una certa forza e velocità, per poi chiudere con una seconda punta e una punta in grado di ricevere i cross e tradurli in gol.

Alla Juve cosa ha trovato invece?

Nella fascia bassa di destra un Grygera in pensione oramai da due anni, un Motta incapace di intendere e di volere il calcio, un Sorensen che forse nella prossima vita potrà diventare un terzino fluidificante tanto caro al trainer friulano in quel della Doria.

Alla sinistra bassa un Traorè versione invalido al 100% che per caratteristiche avrebbe potuto essere il terzino voluto da coach Delneri, un De Ceglie morto nell'adempimento del suo dovere e un Grosso scongelato per l'occorrenza ma con i polmoni ormai scoppiati dalle tante primavere.

A centrocampo al posto dei due mediani un Aquilani che è mediano quanto io presiddente del consiglio, un Melo utile e difatti amato, un Marchisio che è una mezzala e un Sissochi? che ha deciso di andarsene in vacanza sei mesi prima del dovuto.

Sulle ali un Krasic versione carburatore sporco, un Pepe che povero fa quello che il Dio del pallone gli permette, dall'altra parte un Marchisio MOLTO adattato e un Martinez che sarà ricordato solo per non aver mai ballato la malaka dance.

In attacco tra giugno-agosto e gennaio salvo lo iellatissimo Quagliarella ci siamo mossi bene e difatti il reparto d'attacco ha segnato uno score di tutto rispetto tra le squadre che hanno fatto più segnature nella stagione.

Ora, Delneri ha scelto tra i prestiti con diritto di riscatto? Se ha avuto voce in capitolo peste lo colga se invece come penso io la scelta era tra Pepe e Pepe, tra Motta e Motta, tra Traorè e Traorè, tra Aquilani e Aquilani etc etc etc allora dovremmo tutti fare un passo indietro per capire bene quanta responsabilità è da ricercare a monte e quanta a valle.

Delneri paga indirettamente lo scempio economico finanziario di Blanc e Secco?

Secondo me si, perchè nel quadriennio 2007-2010 è stato speso circa mezzo miliardo di euro in cartellini di calciatori e relativi emolumenti facendo ritrovare al management successivo solo tante macerie e un tendenziale di bilancio fortemente negativo sostanziandosi in uscite ben maggiori delle entrate per di più con dei contratti molto onerosi con scadenze a medio termine e quindi difficilmente rescindibili.

Insomma, Marotta ha fatto degli sbagli ma ha anche ereditato una situazione a dir poco insostenibile scegliendo poi un allenatore non all'altezza del compito per questioni a mio avviso più umane che non tecniche, aggiungiamoci poi una pella spolverata di iella e i resultati conseguenti sono purtroppo sotto gli occhi di tutti.

Quest'anno io lo lascerei nel limbo di una ricostruzione comunque molto difficile, dal prossimo in poi potremo tranquillamente presentarci nel nuovo stadio con pomodori avariati e uova marce e fare un bel tiro a segno su dirigenti, allenatore e giocatori.

Vecovaro