mercoledì 13 aprile 2011

Casoria trasferita, ma si tiene Calciopoli


Provvedimento confermato ma il giudice resta al suo posto per terminare. Tappa decisiva il 20 maggio

ROMA, 13 aprile - ‘A nuttata dei dub­bi più cupi ( sulla sorte del processo Calciopoli, ovve­ro sul trasferimento della giudice Casoria) è passa­ta: il Tribunale di Napoli e il suo presidente Carlo Alemi hanno infatti com­pletato la pratica di tra­sferimento dell’ormai ex presidente della nona se­zione penale alla prima sezione del Tribunale Ci­vile, ma è stata aggiunta anche la lettera di « appli­cazione » per tutte le resi­due udienze del processo Calciopoli, fino a pronun­cia della sentenza. Uno strano intreccio di date aveva fatto seguire al ve­nerdì “ nero” della censura ricevuta dal Csm, il lunedì in cui si scopriva che i sei mesi dalla richiesta di tra­sferimento al tribunale ci­vile della giudice napole­tana scadevano in questa settimana: per dire sì al trasferimento tanto volu­to dalla Casoria, si doveva decidere. Lo si è fatto a stretto giro di posta con la giornata del Csm. Il Tri­bunale di Napoli, però, do­po i momenti di grande tensione vissuti per il non piacevole botta e risposta tra giudici davanti al Csm, ha evitato che con una decisione di non asse­gnazione al finale di Cal­ciopoli per la Casoria, do­po la delega data alle due magistrate a latere Pan­dolfi e Gualtieri, si potes­se chiudere per via buro­cratica il Processone a Moggi e altri 23.

IN AULA Insomma: la Ca­soria resta seduta sullo scranno presidenziale del­l’aula 216 e riprenderà re­golarmente il lavoro il prossimo martedì 19 apri­le, quando si tornerà in udienza per concludere la fase dibattimentale e di acquisizione delle prove con la ricezione delle ulti­me trascrizioni delle in­tercettazioni richiesta da accusa e difese.

VERO SNODO Il vero snodo per la prosecuzione ( magari anche in tempi rapidi) del processo Cal­ciopoli è però quello del 20 maggio: la settima sezione della Corte d’Appello quel giorno si pronuncerà sulla terza richiesta di ricusa­zione della giudice Caso­ria. La censura del Csm per intemperanze caratte­riali non corrobora la ri­chiesta dei pm che voleva­no la rimozione forzata della giudice contro cui hanno testimoniato al Csm perché ne temevano il condizionamento dovuto alla pendente decisione dell’organo di autocontrol­lo dei giudici: ebbene nes­suna spada di Damocle pendente, il Csm ha deci­so, il tribunale di Napoli ha deciso ( per il trasferi­mento). Quanto al clima mefitico all’interno di una sezione in cui una giudice in particolare ( Francesca Pandolfi) s’è mostrata in netta antitesi con la Caso­ria, beh ci sono i fatti a di­re che nulla osta alla pro­secuzione del processo. Fu proprio il parere decisivo della Pandolfi sul taglio delle parti civili in avvio di processo ( gennaio 2009) a far scattare la prima ri­cusazione per l’intera cor­te.

TUTTE E TRE In ogni ca­so l’orientamento assunto dal presidente del Tribu­nale, Alemi, che proprio di recente s’era preoccupato per l’incombente prescri­zione di Calciopoli in caso di approvazione della nor­ma sul processo breve, se il 20 maggio arrivasse la ricusazione della Casoria, è quello di rivedere intera­mente il collegio giudican­te: se va via la Casoria, saltano anche Pandolfi e Gualtieri insomma. A quel punto, però, si può imma­ginare una prima reazio­ne forte da parte delle di­fese: si parla di possibili richieste di spostamento del processo ad altra sede per incompatibilità am­bientale sopraggiunta in questa stagione di veleni interni al Tribunale di Na­poli.

RINVIO O NO? Molto im­portante sarà verificare, però, il clima ( immaginia­mo non disteso) in aula martedì prossimo: i pm, le parti civili ( che temono ri­cusazioni e ulteriori perdi­te di tempo: se arriva la prescrizione prima della sentenza, niente risarci­menti eventuali), gli avvo­cati e un collegio che ha dovuto lavare i panni al Csm. Proprio per sveleni­re il clima si potrebbe ar­rivare, martedì, alla deci­sione della Casoria di ag­giornare le udienze al pri­mo martedì utile dopo ve­nerdì 20 maggio: ovvero far slittare l’inizio della requisitoria di Narducci e Capuano a valle della de­cisione sulla ricusazione. In caso contrario ai pm de­finiti « renitenti a svolgere la loro requisitoria » toc­cherà farsi trovare pronti per le udienze del 3 e 10 maggio, già fissate come appuntamento con l’affon­do oratorio dell’accusa.

QUESTIONI SOSPESE Tra le questioni sospese della fase dibattimentale da chiarire martedì in au­la la richiesta da formaliz­zare da parte del tribuna­le, su istanza della difesa di De Santis, di acquisi­zione del Modello 45 di ar­chiviazione del caso Nuci­ni disposto dalla pm Ilda Bocassini e del quale ( no­nostante le pressanti ri­chieste dell’ex arbitro) non si riesce ad avere visione.

Alvaro Moretti - Tuttosport

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