giovedì 30 dicembre 2010

Calciopoli 2, la svolta. Ora comincia il conto alla rovescia


Ieri il presidente federale, Giancarlo Abete ha dato di getto una scadenza improcrastinabile alla conclusione dei lavori: «L’inchiesta si chiuderà entro la fi­ne della stagione sportiva». Entro la fine di questa stagione è un tempo ragio­nevole?

TORINO, 29 dicembre - Entro la fine di questa stagione è un tempo ragio­nevole? Ieri il presidente federale, Giancarlo Abete ha dato di getto, dopo l’ennesima domanda sullo scomodo caso di Calciopoli 2 e su quello scudet­to consegnato all’Inter che telefonava, una scadenza improcrastinabile alla conclusione dei lavori. Niente giri di parole e circumnavigazioni del concetto: l’i­stinto da Magellano delle perifrasi è messo in archi­vio. «Calciopoli 2? L’inchiesta si chiuderà entro la fi­ne della stagione sportiva». L’ultima volta, celebran­do con ironia i 200 giorni dalla presentazione dell’e­sposto bianconero sullo scudetto consegnato improv­vidamente all’Inter nel 2006, Abete sottolineò come i tempi della Federazione e del suo procuratore non coincidessero con chi “esponeva”. Andrea Agnelli ha risposto duro, manifestando il proprio disappunto.

La verità, caro Abete, è che non è giustizia una giu­stizia (sportiva o meno) che non rispetti tempi certi e rapidi, almeno quanto quelli del 2006. In tre mesi si rivoltò il calcio, allora: non riuscire ora in un’impre­sa del genere su un’analoga vicenda non potrà non rappresentare una ferita aperta e non rimarginabi­le per un popolo intero, quello juventino, che (ricor­diamolo a lui e agli altri) è l’azionista di maggioran­za del calcio italiano. S’indaga solo ora chiedendo delle telefonate alle quali Bergamo e Pairetto faceva­no riferimento parlando proprio con la Figc e con molti di quelli che indagano pure oggi.

Nessuna ve­rifica di congruità o verosimiglianza delle affermazio­ni dei rei designati dalle informative, così poco infor­mate, degli inquirenti, allora. Proprio nel giorno in cui Abete consegna il tardivo giudizio-non giudizio sulle radiazioni di Moggi, Giraudo e Mazzini a un ul­teriore parere (dell’Alta Corte del Coni), non sap­piamo se doverringraziare per la sua tempistica sul­la vicenda scudetto 2006 o temere. Questa risposta, come quella su un’odiosa ipotesi di prescrizione sul­la slealtà di chi ha taciuto e guadagnato da Calciopo­li, ce la doveva, da tempo, il procuratore Palazzi.

da Tuttosport

Juve storia di un grande amore

">

Era "La Juventus del Dottore"

">

Muti Onlus su Juventus Channel

">

Intervista Esclusiva di Sky a Bonucci (29/12/2010)

">

Intervista a Bonucci con la Giornata Bianconera di Studio Sport (29/12/2010)

">

martedì 28 dicembre 2010

Vinovo, la Juve si ritrova per il dopo festività...







Calciopoli 2, uomini di Palazzi a Torino: sarà sentito Pairetto


Gli uo­mini del procuratore federale sentiranno l’altro ex designatore della stagione 2004-2005, in attesa dell’audizione di Mas­simo Moratti

ROMA, 28 dicembre - Oggi tocca a Pierluigi Pai­retto, a domicilio: Calciopoli 2 batte un secondo colpo nell’incredibile rico­struzione della verità quattro anni e mezzo dopo proprio a Torino. Gli uo­mini di Palazzi sentiranno l’altro ex designatore della stagione 2004-2005, in attesa dell’audizione di Mas­simo Moratti. Il piatto forte dell’ex arbitro, che ha scontato da tempo l’i­nibizione figlia di Calciopoli 1 ed è nei ranghi arbitrali della sezione di Nichelino, saranno le 13 telefonate con Giacinto Facchetti, visto che Pa­lazzi pare aver indirizzato questo fi­lone sulla questione dello scudetto assegnato all’Inter nel 2006. E tra le telefonate ce n’è una, la 40530, che anticipammo a ottobre nella quale Facchetti e Pairetto fanno una gri­glia, con tanto di spiegazioni (a pro­posito delle accuse su Roma-Juve del 5 marzo) dell’inclusione per le gare poi rinviate per la morte del Papa il 3 aprile 2005. In quella telefonata del 31 marzo (era di giovedì, il gior­no prima del sorteggio, alle 11.32) senza alcuna malizia si parla della griglia.

FILE SPARITI - In un’altra Facchet­ti chiede se hanno «messo in forma Trefoloni ». Pairetto spiegherà che i contatti erano alla luce del sole an­che ai tempi della prima e ormai ve­tusta indagine federale: «Il mio era un telefono federale, perché non ve­rificare le telefonate coi tabulati?». Parlava col Vicenza e Pastorello del Verona, con Governato (che Corio­ni del Brescia accredita nel 2005 co­me suo uomo). Con Parma ( Sacchie Baraldi) e Bologna. Con Foschi, al­lora al Palermo. E sarà lo stesso Pai­retto a mettere a disposizione il lavo­ro dei suoi legali visto che si sta effet­tuando il lavoro di scoperta delle te­lefonate nei buchi neri dell’indagine napoletana. Infatti nelle scorse setti­mane si è scoperto che non ci sono brogliacci e addirittura registrazioni (per un errore nei file, stando a quan­do detto dai carabinieri) nel gennaio 2005. Pairetto ha denunciato il fatto al tribunale di Napoli. E sono strana­mente sparite anche le chiamate dal­le utenze fisse delle sedi di Parma e Bologna (anche verso il telefonino di De Santis). Anche Pairetto, come Bergamo, aveva parlato nel 2006 di contatti con altri club, quasi tutti. Aveva dato una versione dei fatti non creduta e che oggi alla luce dei fatti e delle telefonata ritrovate met­te alla berlina l’indagine sommaria del 2006. Tra l’altro anche Pairetto dovrà essere risentito dopo la trascri­zione della seconda parte di telefo­nate: tra le altre ci sono anche le chiamate in cui Paparesta“ smonta” il fattaccio di Reggina-Juve. Vorran­no ascoltare anche questo?

da Tuttosport

Bambino insulta leonardo inter milan sky sport 24

">

Intervista Esclusiva ad Agnelli: «Campionato equilibrato, la Juve c'è» (27/12/2010)

">

lunedì 20 dicembre 2010

Chievo-Juventus 1-1 (20/12/2010) Partita Integrale con telecronaca di Claudio Zuliani

">

">

">

">

">

">



">

Calciopoli, si riparte. Palazzi sente Bergamo poi passerà a Moratti


Il procuratore federale inizia gli interrogatori sulle telefonate “bis”: in ballo non c’è solo lo scudetto assegnato all’Inter a tavolino, ma la revisione dell’intero processo del 2006

ROMA, 20 dicembre - Ci siamo: con Paolo Bergamo prendono il via le indagini sulle telefona­te sfuggite a chi (gli inquirenti napoleta­ni) riforniva la Figc di tracce investigati­ve nel 2006. Nella lista delle prime 187 trascrizioni ecco le 41 chiamate a e da Bergamo con Facchetti e Moratti. Ma non solo loro: l’elenco, come scritto qui, è lunghetto. Se l’indagine, almeno in av­vio, prenderà la direzione dello scudetto 2006 assegnato all’Inter e per rilevare qualcosa che con certezza (ma nel 2006, sappiamo, il giudizio fu molto, molto dif­ferente) non fosse nei canoni del codice fe­derale si dovrà presto sentire Massimo De Santis. Tra le prime telefonate inte­riste quattro di Facchetti all’arbitro di Ti­voli: ebbene, se telefonare ai designatori - allora - non era vietato e, addirittura, certi contatti diretti auspicati purché tra­sversali; di certo ora come allora era vie­tato contattare gli arbitri, visitarli in mo­menti e in luoghi diversi dallo spoglia­toio nei minuti pregara.

Se l’ordine di Pa­lazzi sarà quello che prende il via da Pao­lo Bergamo, allora tra i primi ad essere ascoltato non potrà che essere Moratti: da domani ogni data è buona. La que­stione della prescrizione dei possibili rea­ti sportivi è il vero nodo da sciogliere per tutti quelli che nelle telefonate hanno te­nuto comportamenti poco consoni: da chi s’è avvantaggiato dal silenzio sulle pro­prie chiamate (l’Inter con lo scudetto 2006: reiterazione di una violazione del­l’articolo 1?) agli attuali tesserati inseri­ti a vario titolo in ruoli societari, federa­li, istituzionali o addirittura in campo (i Meani Boys, ad esempio, come qualche assistente o arbitro in attività). Si può davvero far finta che omissioni e distra­zioni su telefonate denunciate già nel 2006 e mai ricercate possano far cadere una pietra tombale su tutto quanto - di Calciopoli - non sia juventino? No, vero, presidente Abete e procuratore Palazzi...

da Tuttosport

Chievo - Juve 1-1 La luce si fa avara, amara l'anima

">

Chievo Verona-Juventus 1-1. Intervista a Storari 720p

">

Chievo Verona-Juventus 1-1. Intervista a Delneri 720p

">

Intervista a Marotta dopo Chievo-Juventus 1-1

">

Chievo Verona-Juventus 1-1. Intervista a Marotta 720p

">

Chievo vs Juventus 1-1 Ampia Sintesi / Full Highlights

">

Commento:

Adoro il commento in arabo... ; )

venerdì 17 dicembre 2010

VIDEO Juventus, Blanc: 'Prezzi abbonamenti contenuti'

">

Lo stadio della Juve sarà inaugurato il 21 agosto 2011

">

Fabio Quagliarella in Videochat: «Juve, ora voglio segnare all'Inter»

">

Intervista a Melo dopo Juventus-Manchester City 1-1

">

Intervista a Giannetti dopo Juventus-Manchester City 1-1

">

Intervista a Delneri dopo Juventus-Manchester City 1-1

">

Juventus Turin vs Manchester City 1-1 All Highlights & Goals

">

Intercettazione Meani Collina

">

Belviso (Giùlemanidallajuve) interviene a Il bianco e il nero

">

[audio] Genha e Agnelli

">

[audio] D'Onofrio sulle dichiarazioni di A. Agnelli

">

Calciopoli, la Figc riapre tutti i giochi


Calciopoli 2 entra nel vivo: ad inizio della prossima settimana Palazzi interrogherà Paolo Bergamo, che pur non essendo più tesserato ha accettato l’invito: «Dirò con chi parlavo: non solo l’Inter». Indagine a 360°: porta la revisione?

ROMA, 17 dicembre - Le parole di Andrea Agnelli hanno funzionato da corroborante. Calciopoli 2 entra nel vivo: ad inizio della prossima settimana Palazzi ( sul quale la fiducia di Abete è ai minimi storici) interrogherà Paolo Bergamo, che pur non essendo più tesserato ha accettato l’invito. La lettura delle trascrizioni depositate 80 giorni fa delle telefonate scoperte dalla difesa di Moggi e che riguardano contatti con designatori e dirigenti federali è stata ultimata, si passa all’ascolto ( dopo gli audio) anche dei protagonisti ancora disponibili. E Paolo Bergamo nella vicenda aggiornata ai clamorosi sviluppi presi dal processo di Napoli da aprile ha un ruolo fondamentale. A Tuttosport aveva rivelato quanto emergeva anche dal verbale di interrogatorio ( inascoltato, glissato) dell’Ufficio Indagini quando parlava chiaramente facendo nomi e cognomi ( « Facchetti, Meani, Capello e anche ( l’attuale coordinatore delle Giovanili Figc, ndr) Arrigo Sacchi » . Lo contattavano per discutere di designazioni, sapere di guardalinee o gestione arbitrale, persino progetti sulla gestione della Can e reclutamento. « Io parlavo con tutti e con molti c’erano gli inviti conviviali, dovevo farlo per evitare di far trovare il clima peggiore ai miei arbitri. Non era vietato. Cose che spiegherò a Palazzi quando volesse chiamarmi: hanno sanzionato la Juve nel 2006, ma con Moggi facevo quello che facevo con altri. Altro che esclusiva » .

Ebbene ci siamo: le telefonate con Facchetti, ma anche quelle con Moratti e tanti altri. E proprio il presidente dell’Inter sarà un altro di quelli messi ( tra la prossima e la settimana che precede Capodanno) in agenda. Ma ci sono anche Campedelli, Cellino, Pradè, Governato ( e più in là anche ex dirigenti di Parma, Bologna, Lecce). L’indirizzo che vuole seguire il procuratore federale, però, ascoltando tra pochi giorni Bergamo non potrà limitarsi al venir meno dei requisiti “ morali” imprescivibili che condussero Guido Rossi all’assegnazione dello scudetto 2006 all’Inter: i requisiti per la revoca sono nei fatti, se era “ reato sportivo” per Moggi chiamare per giocare alle griglie che si deve fare con le telefonate di Facchetti? Se parlavano tutti, viene meno l’esclusività a danno di altri del canale telefonico Bergamo- Moggi, uno dei capisaldi di Calciopoli Uno. « Processo ridicolo » , lo definisce Agnelli ora. Beh, oggi certo di fronte a quanto sta emergendo a Napoli e al netto delle sim ( che nel 2006 non erano parte del processo) non può un uomo di legge come Palazzi evitare di pensare all’ipotesi di revisione del processo su molti dei capi d’imputazione. Di certo, poi, l’apertura dello scomodo armadio di Calciopoli Due non potrà fermarsi alle 187 telefonate trascritte da aprile a ottobre, ce ne sono altre 300 che il 25 gennaio saranno disponibili. E lì troviamo le chiamate “ sfuggite” davvero interessanti del presidente Abete, di Galliani, di uomini in attività nell’Aia come Copelli ( che rapportone e che telefonatone con Meani), Rosetti, Brighi. E ci sono anche le delicatissime telefonate in cui Facchetti parla del « 4- 4- 4 » e quelle in cui Bertini si lamenta per le pressioni ricevute in Cagliari- Inter. Tutto prescritto, si dirà: anche se si allarga il fronte di chi dice che chi non ha rivelato telefonate innocenti su griglie e richieste di designazioni o spostamenti di gare di campionato abbia reiterato la violazione del dovere di lealtà, cioè dell’Articolo 1, per tutti i giorni trascorsi. A partire dall’Inter che s’è incamerata lo scudetto 2006 tacendo delle proprie telefonate. Piaccia o non piaccia, i nodi vengono al pettine. E non solo sullo scudetto 2006.

da Tuttosport

mercoledì 15 dicembre 2010

Mai esagerare con i colpi di testa


Traumi e commozioni cerebrali: "E' come farsi investire da un'auto"


UNIVERSITÀ DI GINEVRA
Immaginate di essere in piedi e vedervi arrivare dall’alto un corpo tondeggiante di 70 centimetri di circonferenza dal peso di 450 grammi che viaggia ad una velocità tra 50 e 80 km l’ora e che possiede un’energia cinetica - vale a dire la massa moltiplicata per la velocità al quadrato, diviso per due - pari a un peso di circa 80 kg.

Se tentaste di fermarlo, vi rendereste subito conto che pesa molto di più delle poche centinaia di grammi che possiede da fermo. L’impatto dipende non solo dal peso e dalla velocità dell’oggetto, ma anche dal momento in cui avete iniziato il tentativo di fermarlo e dal momento del suo arresto, cioè dalla decelerazione.
E’ ciò che accade, in termini di fisica, in tutte le partite, quando un calciatore blocca e rilancia con un colpo di testa un pallone in arrivo, per esempio, dall’altra metà campo. Se si pensa che un professionista colpisce la palla di testa in media 5 volte per partita, e fino a oltre 250 durante una stagione, non vi stupitereste del fatto che diversi studi norvegesi abbiano dimostrato che il 35% tra i 70 giocatori della nazionale rivela un elettroencefalogramma e una Tac cerebrale anormale, con segni di cambiamento dei ritmi normali e di atrofia cerebrale, mentre molti calciatori norvegesi non più attivi presentano una riduzione della corteccia cerebrale, accompagnata da severi disturbi cognitivi. E a risultati simili sono arrivati anche altri studi sulle squadre nazionali di calcio olandesi e americane.

I giocatori che più di frequente ricorrono ai colpi di testa, come gli stopper e i centravanti da sfondamento, sono i più soggetti a problemi neurologici, come disturbi della memoria e della percezione visiva. Tra i giocatori olandesi, attivi e in «pensione, oltre un terzo presenta sintomi neurologici quali mal di testa, capogiro, irritabilità. Secondo il neurologo olandese Eric Matser dell’Universita di Amsterdam fermare con un colpo di testa una palla che viaggia a 65 km l’ora equivale allo scontrarsi con un’auto in movimento a 50 km l’ora: i singoli microtraumi prodotti dall’impatto sul cervello - talvolta non rilevabili con la Tac - sono deleteri, perché si ripetono nel tempo, rappresentando così, di fatto, delle vere e proprie commozioni cerebrali lievi. Ma nel 90% dei casi non sono oggetto di controlli.

Il cervello è un corpo di consistenza molle e gelatinosa sospeso in un fluido, il liquido cefalo-rachidiano, che serve, tra l’altro, ad assorbire e ad attutire le sollecitazioni meccaniche esterne come un colpo di testa. Il cranio osseo, quindi, rappresenta solo una protezione parziale e la sua parete interna irregolare può danneggiare la fragile massa interna, quando, in seguito a un impatto, si sposta con movimenti ad alta accelerazione da una parte all’altra della scatola cranica.
Ne conseguono non solo edemi e minute emorragie, ma danni diretti alle cellule nervose della corteccia, come quelli rilevabili nei pugili dopo un k.o. In questi sportivi i problemi maggiori si possono evidenziare a distanza di anni, soprattutto quando i colpi vengono ripetuti nel tempo. Classico è l’esempio della demenza, classificata dai neurologi come «demenza pugilistica». Non è un caso che gli allenatori tengano un registro dei k.o. di ogni pugile dopo un incontro e spesso sanno fare una diagnosi di pugile «suonato» meglio di uno specialista.

Analogamente, due studi - il primo in Norvegia su 535 calciatori e il secondo in Svezia su 44 calciatrici - hanno riscontrato un aumento nel sangue di alcune proteine caratteristiche dei danni cerebrali. Nella ricerca svedese l’aumento di queste sostanze era proporzionale al numero dei colpi di testa o dei traumi cranici subiti durante le partite. Se nel calcio il numero e l’entità di contusioni e commozioni cerebrali lievi per partita o stagione non sono facilmente elaborabili, alcune statistiche condotte negli Usa in un arco di 10 anni hanno evidenziato 87 mila casi di traumi cranici, mentre nel football americano si sale a 204 mila e nell’hockey si è a 17 mila. E’ significativo, però, che nel calcio i problemi siano del 200% più gravi.

Sulla base di ulteriori studi la federazione calcistica olandese ha quindi proibito i colpi di testa per i calciatori di età inferiore a 16 anni, sia in partita sia in allenamento. Esistono buone ragioni per ritenere che il cervello ancora in fase di sviluppo sia particolarmente sensibile. Sarebbe quindi una buona norma proibire i colpi di testa a tutti i giovani calciatori europei, come già viene fatto nelle scuole elementari statunitensi, tenendo conto anche degli allarmi per il numero sempre più elevato di traumi cranici nel football americano: dalla scorsa estate la «National footbal league» degli Usa ha diffuso un poster che viene esposto in tutti gli spogliatoi: attenzione alle contusioni alla testa - spiega -: possono avere gravi effetti a lungo termine.

La delicatezza del problema è stata sottolineata da un articolo nella rivista «Lancet Neurology»: molti neurologi americani, studiosi di Alzheimer, hanno chiesto l’introduzione massiccia di nuove misure di prevenzione, come i caschi protettivi già in uso nei club giovanili dei college e nel calcio professionista femmminile. La possibilità che i traumi cerebrali ripetuti rappresentino un rischio per lo sviluppo di gravi malattie neurodegenerative quali Parkinson e Alzheimer - hanno spiegato - rappresenta una questione reale.

da La Stampa.it

Milos Krasic Adrenalina

">

Frederik Sorensen - Il gioiellino della Juve

">

Felipe Melo - Gladiatore Bianconero

">

Partite & partiti, Fiducia nella bancarotta ...

">

Intercettazione inedita Meani Collina. Collina giustifica Baglioni

">

LA JUVENTUS FA GRUPPO ASPETTANDO IL CHIEVO

">

martedì 14 dicembre 2010

L'utente Frales di j1897 ci informerà in diretta su tutto ciò che emergerà nell'odierna udienza di Napoli (in aggiornamento)

All'odierna udienza in quel di Napoli per il "processo calciopoli" l'utente Frales di j1897 ci terrà aggiornati su tutto quanto verrà discusso nell'ormai famigerata aula 216...

I redattori di Ju29ro ordineranno quanto inviatogli da Frales rendendolo perfettamente intellegibile a tutti noi lettori attenti.

Sono stati ascoltati due assistenti, Carrer e Biasutto su Arezzo-Salernitana da parte dell'avv. di Titomalio: hanno confermato la gestione corretta della gara.
Poi Biasutto viene interrogato anche dall'avv. Gallinelli (difesa De Santis) sulla gara Lecce-Parma. Biasutto dice di non ricordare nulla di particolare su quella gara e che il comportamento dell'arbitro De Santis fu corretto. Dice di ricordare l'atteggiameto di Zeman che si staccò dalla panchina assumendo un atteggiamento di contestazione nei confronti dei suoi calciatori. Come al solito nessuna particolare disposizione di De Santis nella riunione pre-gara; l'atteggiamento complessivo di De Santis fu assolutamente corretto anche nell'occasione dell'espulsione di Contini. Non ricorda l'episodio di Vignaroli.
Avv.Gallinelli: Ricorda se Zeman sostituì Vucinic?
Biasutto: No, non ricordo.
Avv.Gallinelli: E se Morfeo fu ammonito?
Biasutto: Fu espulso, perché allontanò la palla, non vorrei dire stupidaggini, ma credo che fu così.
Avv.Gallinelli: Di che si parlò con l'osservatore?
Biasutto: Di preciso non ricordo ma il suo commento alla gara fu positivo; ricordo la protesta di un dirigente del Parma che si lamentava con De Santis dell'ammonizione dei diffidati, ma questa era una cosa che non conoscevamo.
Avv.Gallinelli: In che modo protestò questo dirigente?
Biasutto: Entrò in maniera molto irruenta e aggressiva.

Avv. Bonatti: Ha mai ricevuto da Pairetto e Bergamo inviti a comportarsi in maniera particolare?
Biasutto: Assolutamente no.
Avv. Bonatti: Le è mai stato proposto di assumere in campo un atteggiamento non ispirato alla correttezza?
Biasutto: No.
Avv. Bonatti: La gestione dei due designatori era ispirata a criteri tecnici o ha avuto il sospetto che le scelte fossero ispirate da altri fattori?
Biasutto: Le designazioni erano adeguate al nostro rendimento.
Avv. Bonatti: Quindi non ha avuto mai il minimo sospetto?
Biasutto: No.

Avv. Picca: Lei ha detto che non conosceva l'esito delle altre partite?
Biasutto: Sì.
Avv. Picca: Ma al momento finale? o anche durante la gara?
Biasutto: Io personalmente no.
Avv. Picca: Da De Santis vi fu data una indicazione su come doveva finire la gara?
Biasutto: No.
Avv. Picca: Prima della gara o nell'intervallo?
Biasutto: Mai.

Parte civile (forse Bologna): Ricorda una telefonata avuta da De Santis da Bergamo all’una?
Biasutto: No.
Parte civile:Che vuol dire in gergo che un arbitro deve mettersi “in mezzo”?
Biasutto: Mai sentito, non è un gergo arbitrale.
Contestazione dell'avv. Gallinelli.
Presidente Casoria: Precisi la domanda.
Parte civile: Se circola questa espressione.
Biasutto: No, mai sentito.
Parte civile: Nessuna domanda.

Pm: Lei ha detto che Titomanlio era già stato designato per la A, ma poi fu dirottato in B ad Arezzo-Salerrnitana.
Biasutto: No, lui mi disse che per scelta tecnica serviva un assistente di qualità in B e quindi era stato mandato lì.
Pm: Ma lui sapeva anche quale partita di A doveva fare?
Biasutto: No, ma la designazione non era ancora stata fatta, lui sapeva che era giunto il momento per lui di uscire in A, ma poi gli era stati chiesto di andare in B.
Pm: E quali erano i problemi legati alla gara di B che avevano consigliato di mandarlo li?
Biasutto: Questo non lo so, lo sa il designatore, credo che quando ci sono particolare situazioni ambientali mandano assistenti di livello superiore.
Pm: Chi era il dirigente del Parma di cui parlava?
Biasutto: Cinquini.
Pm: Mi ricorda le parole precise che utilizzò?
Biasutto: Quello che ricordo è: “Non è questo il modo di arbitrare, gli aveva condizionato la finale, si trovava con mezza squadra squalificata allo spareggio”.

Il Presidente Casoria chiede al pm che tempi ha per la requisitoria, poi si stabilirà l’ordine degli avvocati.
Per la prossima udienza fissata l'11 gennaio 2011 sarà interrogato Luci e poi dichiarazioni spontanee di Cennicola e De Santis.
L’udienza è tolta tra lo sconcerto generale.


Commento:

Mi raccomandoo, copiate, incollate, divulgate!

QSVS | Telelombardia | MOVIOLA UMANA GOL DI KRASIC IN JUVE-LAZIO

">

07 settembre 2010 Traorè:"Sono operativo per giocare"

">

COLLEGAMENTO CON TUTTI PAZZI PER LA JUVE - SERATA JUVE

">

Jean Alesi, la sua stella a fianco di Zizou

">

Aquilani Premiato come Miglior Giocatore Bianconero di Novembre

">

'Amauri e Buffon restano alla Juve; Cassano? Non rientra nei nostri piani'

">

Intervista di Sky a Marotta: «Juve attenta sul mercato»

">

Juve, luci e ombre

">