sabato 27 novembre 2010

martedì 23 novembre 2010

L'utente Frales di j1897 ci informerà in diretta su tutto ciò che emergerà nell'odierna udienza di Napoli


Questa sarà l'ultima udienza disponibile per ascoltare i testimoni convocati dalle difese, perché poi si passerà all'esame degli imputati disponibili a farsi interrogare. Oggi dovrebbero essere consegnati gli elenchi delle telefonate, circa 300, delle quali le difese chiedono l'acquisizione. I giorni concessi dal giudice Casoria sono stati impiegati dai consulenti delle difese per trovare e segnalare al Tribunale telefonate "utili" a replicare alle tesi dell'accusa sui singoli capi di imputazione.
Nel frattempo continuano ad uscire telefonate di Meani ed è probabile che oggi ne venga pubblicata una nuova, giudicata "irrilevante" dagli uomini della squadra Off-side ma non dalla difesa di Moggi.

da Topic di j1897 dedicato a questa udienza:
http://www.tifosibianconeri.com/forum/index.php/topic/341646-processo-calciopoli-diretta-da-napoli/

Ore 9.45 - Francesco/Frales è già in aula ed informa che oggi c'è il pienone. Francesco ha anche avuto un colloquio con Penta e delle anticipazioni: nel cd di Pairetto risultano dai progressivi sui brogliacci alcune telefonate con Facchetti, però i file audio sono illeggibili.

Intanto il quotidiano La Stampa anticipa oggi un'altra intercettazione inedita con Meani protagonista, questa volta a colloquio con l'arbitro internazionale Rosetti. Il dirigente milanista addetto agli arbitri dice al suo interlocutore che è una fortuna essere precluso per le partite della Juve con quel che si dice, e confessa di aver recriminato quando l'arbitro aveva ammonito i due Lucarelli del Livorno, provocandone l'assenza nella successiva partita con la Juve. A questa affermazione Rosetti risponde "ah guarda, per quanto mi riguarda ma veramente, io non ho mai visto una roba del genere, cioè io devo essere in campo libero, tranquillo...", e Meani replica "Io ti dico, quando a me magari sai, succede che lo stesso "boss" mi dica 'mi raccomando eh, se può, che abbiamo Maldini e Nesta diffidati'...".
Ore 10.15 - Il giudice Teresa Casoria inizia l'appello.

La Presidente Casoria chiede chi ha da depositare nuove telefonate:
Avv. Gallinelli per De Santis: Chiede che si trascrivano le telefonata tra De Santis e Bergamo, dopo Livorno-Siena.
Avv. difesa Pairetto: Deposita un elenco di venti telefonate
Avv. difesa Racalbuto: chiede la trascrizione undici telefonate dal 4/03/2005 al 5/03/2005.
Avv. Prioreschi: presenta un elenco di ulteriori telefonate, 114 per l’esattezza. "Ma voglio far rilevare- dice Prioreschi- che abbiamo trovato nel cd dei brogliacci alcune telefonate tra Facchetti e Pairetto ma non abbiamo trovato l’audio. È solo per farlo rilevare a verbale."
Anche la pubblica accusa chiede la trascrizione di quattro telefonate sull’utenza in uso a Moggi
Avv. difesa Meani: chiede la trascrizione di una telefonata.
Entra il perito trascrittore Roberto Porto che si impegna e chiede termine di 60 giorni per il deposito della perizia.
La Presidente Casoria fa notare che le 114 di moggi sono un pò tante ma Prioreschi fa presente che fanno parte dei cd per i quali è stasta data la chiave elettronica solo a settembre e ce ne sono ancora circa diecimila che non sono state sentite!

Entra il teste Bigon.
Avv. difesa Foti: Lei è direttore del Napoli, oggi ma nel 2004/2005 per chi lavorava?
Bigon: Per la Reggina.
Avv. difesa Foti: Con quale qualifica?
Bigon: Responsabile organizzativo.
Avv. difesa Foti: Era a stretto contatto con l’allenatore?
Bigon: Si la Reggina non aveva il direttore sportivo.
Avv. difesa Foti: Chi era l’allenatore?
Bigon: Mazzarri.

Avv. difesa Foti: All’inizio del campionato, vi furono episodi sfavorevoli alla Reggina in Lazio-Reggina del 19 settembre 2004, la ricorda?
Bigon: Sì anche se sono passati anni, la ricordo mi pare finì 1-1.
Avv. difesa Foti: Vi fu un episodio sfavorevole alla Reggina?
Bigon: Sì ci fu il gol della Lazio su rigore e ricordo che lo contestammo a lungo.
Avv. difesa Foti: Il 24 ottobre Chievo-Reggina 0-0 la ricorda?
Bigon: Sì.
Avv. difesa Foti: Vi fu qualche episodio?
Bigon: Ricordo un gol di Bonazzoli annullato per fuorigioco ma fu una svista.
Avv. difesa Foti: Era verso la fine dell’incontro?
Bigon: Sì.
Avv. difesa Foti: Il 3 ottobre 2004 contro il Milan la Reggina perse 3-1 lo ricorda?
Bigon: Sì.
Avv. difesa Foti: Anche qui vi furono dei torti?
Bigon: Sì, mi sembra che sul 2-1 per il Milan raggiungemmo il pareggio con Borriello, il gol venne annullato in maniera sbagliata.
Avv. difesa Foti: Quando fu annullato il gol si era alla fine della gara?
Bigon: Sì.

Avv. difesa Foti: Chi era l’arbitro?
Bigon: Trefoloni.
Avv. difesa Foti: Il 31 ottobre Messina-Reggina 2-1 ricorda qualcosa?
Bigon: Questa la ricordo in modo particolare era il derby, molto sentito dai tifosi, andammo in vantaggio poi vi fu un rigore per noi non concesso e poi perdemmo, si scatenarono grosse polemiche sia tra i tifosi sia interne.
Avv. difesa Foti: Chi era l’arbitro?
Bigon: Racalbuto.
Avv. difesa Foti: Reggina-Brescia 1-3 chi era l'arbitro?
Bigon: Sempre Racalbuto.
Avv. difesa Foti: Ricorda qualcosa?
Bigon: No di questa gara non ricordo granchè, forse anche qui un rigore non dato.

Difesa Foti: In quell’anno vi furono molte polemiche?
Bigon: Sì, ricordo di sì, soprattutto il mister tenne a sottolinerare più volte gli errori e a fine anno il nostro bilancio era certamente in passivo.
Difesa Foti: Vi fu un Palermo-Reggina del 15 maggio 1-1: ricorda se la Reggina andò in vantaggio?
Bigon: Sì, con un gol di Mesto e venimmo raggiunti dal Palermo all’ultimo secondo della gara.
Difesa Foti: Quindi nel recupero.
Bigon: Sì.
Difesa Foti: Di cinque minuti?
Bigon: Non lo ricordo.
Difesa Foti: Nessun'altra domanda.

Avv. Gallinelli: 12 dicembre 2004, Reggina-Cagliari: Lei che ruolo aveva?
Bigon: Ero responsabile amministrativo e team manager.
Avv. Gallinelli: Chi era l’arbitro?
Bigon: Non ricordo.
Avv. Gallinelli: Se Le dico che era Rosetti lo conferma?
Bigon: Non ricordo.
Avv. Gallinelli: Ci furono polemiche?
Bigon: Sì.
Avv. Gallinelli: Contro l’arbitro?
Bigon: Sì, fu una gara molto intensa, mi pare che vincemmo 3-2 e anche negli spogliatoi ci fu un poco di tensione.
Avv. Gallinelli: Lei ricorda se l’arbitro era De Santis?
Bigon: Non me lo ricordo.

Avv. Gallinelli: Sa se Rosetti era stato designato e poi sostituto?
Bigon: Si ricordo che in quella stagione accadde ma non ricordavo che fosse in quella gara.
Avv. Gallinelli: Chi si lamentò più di tutti per quella partita?
Bigon: Non ricordo.
Avv. Gallinelli: Ricorda il comportamento di Cellino?
Bigon: No, ricordo che nel sottopassaggio ci fu da ridire tra gli addetti ai lavori ma se c’è stata una polemica di Cellino non lo ricordo.
Avv. Gallinelli: Franceschini venne spulso?
Bigon: Sì, negli spogliatoi.
Avv. Gallinelli: Ricorda il motivo?
Bigon: Non so esattamente si arrivò quasi alle mani.
Avv. Gallinelli: Quindi fu una gara di elevata difficoltà?
Bigon: Sì ci si giocava la salvezza.
Avv. Gallinelli: Ricorda se Mazzarri gradiva De Santis?
Bigon: Non ricordo se vi fosse un particolare gradimento.
Avv. Gallinelli: Nessuna altra domanda.

Bigon può andare

Entra Ciro Venerato.
L’avv .Misiani non ha interesse ad ascoltarlo.
Pm: Che ruolo aveva nella Rai nel 2004-2005?
Venerato: Ero precario di fascia A, cioè la Rai è tenuta ad assumermi dopo quattro anni.
Pm: Qual era la sua sede?
Venerato: A Milano.
Pm: Con chi aveva rapporti?
Venerato: Con Zermiani, ma il mio referente era Cinzia Maltese. Avevo un capo del calcio, Scardina, e tutti i giorni lavoravamo ai notiziari sportivi per Rai 2 e Rai 3. Stando a Milano seguivo molto il Milan, poco l’Inter e talvolta la Juve per interviste esclusive, soprattutto per 'Dribbling'.
Pm: Quanti giornlasiti precari lavoravano alla Rai?
Opposizione difesa Scardina: Ma questo ce lo hanno detto già i giornalisti e i responsabili Rai?
Venerato: Otto o nove, o forse dieci,, ma il termine precario era solo una qualifica, n,n una diminutio; ma io avevo fatto prima di andare in Rai quattro anni a Rds, tre anni a Tele +, otto anni alla Gazzetta, due anni praticante al Roma, quattro anni al Giornale di sicilia, opinionista a Studio sport e cinque anni a Canale 21, conduttore per cinque anni a canale 7 più altri incarichi vari.
Pm: Può dirmi, in sintesi, nel corso del 2004-2005 quanti servizi dedicati agli eventi di Juve, Inter e Milan ha seguito?
Venerato: La domenica ero quasi sempre sulla Juve. Per motivi di share alla Domenica Sportiva portavamo due pezzi. I collaboratori non assunti non potevano seguire la partita affidata alla prima firma, noi facevamo l’intervista, la storia il personaggio. Eravamo io, Lucilla Granata e Alda Angrisani, le ultime due facevano le milanesi. Quando c’era Costa a Torino faceva le interviste ad Agnelli, ma poi andò in pensione e Marino andò a fare il servizio della partita. E mi fu chiesto di fare le interviste anche perché c’erano molti giocatori del Napoli, mia squadra del cuore. Io, tra l’altro, avevo dato la notizia del ritorno di Lippi, nello stesso giorno in cui Agnelli aveva confermato Ancelotti. Io avevo chimato Lippi che mi disse che era stato chiamato dal Barcellona e che aveva rifiutato. Io gli dissi: 'Non è che torni alla Juve?' e lui si mise a ridere. Qui acquistai considerazione nell’ambiente.
Pm: Chi faceva le griglie?
Altra opposizione dell’avvocato di Scardina.
Venerato: Scardina era il capo del calcio, quindi preparava le griglie che poi erano soggette alla riunione di redazione del martedì.
Pm: Nel 2003-2004 vi furono proteste di suoi colleghi per una sua esultanza al termine di Juve-Bologna?
Venerato: Io non sono juventino. Il mio telefono fu tempestato di telefonate dal curatore della Domenica Sportiva. Aprire la Domenica Sportiva con un faccione della Juve era importantissimo. Il Bologna stava vincendo e i protagonisti erano loro. Bellardi mi premeva perché ci fosse un giocatore della Juve alla ds. La Juve non mi avrebbe dato nessuno se avesse perso, quindi al gol di Camoranesi esultai per motivi professionali.
Pm: Era in contatto con Moggi in quella stagione, anche per motivi professionali?
Venerato: Per quanto riguarda il mio lavoro e il taglio dei miei servizi mai. È vero che ci furono dei problemi con Scardina. Accadde che con Zeman non ho mai avuto un grande feeling, soprattutto da quando era a Napoli, che fece retrocedere. Spesso ero ospite di una trasmissione a Napoli e come difensore di Zeman c’era Galeazzi. Scardina, romanista, era un altro zemaniano. Stranamente prima di Lecce-Juve, in cui c’era Zeman, non mi mandò a fare la Juve, ma una gara di terza fascia e mi sembrò una scorrettezza dal punto di vista umano. Ma io posso anche avere antipatie, ma quando faccio il mio lavoro, mi spoglio di tutto.

Venerato: Quindi io mi sfogai con Moggi che considero un mio amico. Voi avete sentito solo la telefonata con Moggi ma io quel giorno mi sfogai con Ruffini e con altri colleghi. Ruffini chiamò Scardina e disse che mi avrebbe mandato come inviato di sabato sprint. Dopo la gara io e Zeman facemmo una intervista.
PM: Quindi non chiese a Moggi di intervenire su Scardina?
Venerato: Gli spiegai quello che era successo, ma era uno sfogo, non dovevo chiedere niente, non dovevo guadagnarmi niente, io facevo già la Juve
PM: Ha mai viaggiato sull’aereo della Juve?
Venerato: Sì qualche volta si per motivi logistici, mi dovevo trovare il sabato sera in un posto e la mattina dopo a Torino e la RAI chiedeva alla Juve di ospitarmi solo per questo motivo. Ma era la RAI a chiederlo ed è successo solo 4 o 5 volte.
PM: Ha mai interceduto per la presenza alla ds di Mino Raiola, procuratore di Nedved?
Opposizione dell'avvocato Misiani difesa Scardina
Venerato: Non ho problemi a rispondere. Raiola è l’agente più importante del calcio Italiano e io mi occupavo di calcio mercato dovevo avere un buon rapporto con lui. Ero a cena e Moggi mi telefonò dicendo che alla ds c’era Zeman che accusava Nedved per avere abbandonato la nazionale Ceca e che voleva fare una replica.

PM: Ha conosciuto Franza? Ha parlato con Moggi mentre era con Franza?
Venerato: Sì andai a fare un servizio per dribbling e lo chiamai per farlo salutare da Moggi. Erano amici e Franza era Juventino.
PM: Nessun'altra domanda

Avvocato parte civile RAI
Avv. RAI: Ricorda quante gare commentò nel 2004/2005?
Venerato: Non mi occupavo di partite ma di personaggi. A volte nemmeno la vedevo perché ero a caccia di interviste.

Avv. Trofino: Quando, Venerato, ha declinato le sue generalità, ha detto che Lei è dipendente Rai, quindi è stato assunto dall’azienda dopo questi fatti, è così?
Venerato: Sì
Avv. Trofino: E allora basta, di che stiamo parlando?
Presidente Casoria: Venerato, può andare.

Entra Consolo.

Teste Consolo
Avv. Picca: Da quanti anni svolge la funzione arbitrale?
Consolo: Non lo sono più, lo sono stato fino al 2007.
Avv. Picca: Da quando?
Consolo: Dal 1999.
Avv. Picca: Una partita del 22 maggio 2005. Lazio-Fiorentina ricorda la terna arbitrale?
Consolo: Si Rosetti e Pisacreta.
Avv. Picca: Ricorda l’andamento della gara?
Consolo: Ricordo che nel primo tempo ci fu un episodio di un tiro in porta e un salvataggio di un difensore della Lazio sulla linea.
Avv. Picca: Ricorda se fu fatto con la mano?
Consolo: Non lo vidi, ovviamente.
Avv. Picca: Questo durante la gara ma dopo?
Consolo: Certo vedendo le immagini.
Avv. Picca: Parlò con Rosetti dopo la gara?
Consolo: No.
Avv. Picca: Ricorda proteste dei giocatori della Fiorentina?
Consolo: Sì ma io ero l’assistente dall’altro lato.
Avv. Picca: E non chiese chiarimenti ai suoi colleghi?
Consolo: No.
Avv. Picca: Quindi dopo la gara non ne parlò, ma dopo avrà visto le immagini?
Consolo: Non subito, credo di averne parlato al raduno mensile di Coverciano.
Avv. Picca: Quanto tempo prima seppe di dovere arbitrare la gara?
Consolo: Venerdì.
Avv. Picca: Ha mai avuto da parte di Rosetti indicazioni per favorire una squadra?
Consolo: Assolutamente no.
Avv. Picca: E da Pisacreta?
Consolo: No.
Avv. Picca: E dai dirigenti dell’AIA, i designatori?
Consolo: No.
Avv. Picca: E da dirigenti della Fiorentina?
Consolo: No.
Avv. Picca: Dalla Lazio?
Consolo: Nemmeno.
Avv. Picca: Ricorda il fallo di mano?
Consolo: Quello che ho visto in campo, ma ero a 50 metri, vedo un tiro in porta e la palla che viene deviata in angolo.
Presidente Casoria: Quando ha visto le immagini ha visto se era mano?
Consolo: Beh certo.
Avv. Picca: Ricorda che decisione assunse Rosetti?
Consolo: Angolo.
Avv. Picca: Avendo visto le immagini che avrebbe dovuto fare?
Consolo: Rigore ed espulsione.
Avv. Picca: Nessun'altra domanda

Difesa Racalbuto: Che professione svolge?
Consolo: Cardiologo.
Difesa Racalbuto: Come assistente è stato designato per Cagliari-Juventus con Racalbuto?
Consolo: Sì.
Difesa Racalbuto: La ricorda?
Consolo: Era in notturna e finì 1-1.
Difesa Racalbuto: Ricorda se ci furono proteste?
Consolo: Assolutamente no.
Difesa Racalbuto: Ricorda se alla fine ci fu un problema di un gol di Trezeguet in fuirigioco?
Consolo: Non ricordo.
Difesa Racalbuto: Lei era proprio l’assistente dalla parte del gol?
Consolo: Sì ma non mi accorsio del fuorigioco altrimenti lo avrei segnalato e non ho nemmeno mai rivisto le immagini.
Difesa Racalbuto: Altra gara: Roma-Parma, sempre con Racalbuto?
Consolo: Sì.
Difesa Racalbuto: Ricorda se ci furono polemiche?
Consolo: No.
Difesa Racalbuto: Il raporto arbitrale lo firma anche lei?
Consolo: No.
Difesa Racalbuto: Ci furono ammonizioni?
Consolo: Non mi ricordo.
Difesa Racalbuto: Se le dico che erano stati ammoniti Pisanu e Contini?
Consolo: Non posso ricordare avvocato.
Difesa Racalbuto: Ancora su Cagliari-Juventus Cellino avrebbe detto che c’erano state minacce di Racalbuto ai giocatori della sua squadra. Lei le ricorda?
Consolo: Ma assolutamente no, non ho sentito alcun tipo di minacce.

Difesa Mazzei: Conosce Mazzei?
Consolo: Certo, facevamo riunioni insieme agli arbitri il venerdì, ma a volte noi assistenti ci riunivamo con Mazzei per vedere insieme alcune immagini per discutere del regolamento.
Difesa Mazzei: In queste riunioni facevate anche allenamenti?
Consolo: Sì, la mattina.
Difesa Mazzei: Sa delle modalità di designazione dei due assistenti per le partite?
Consolo: Vi erano delle regolari designazioni.
Difesa Mazzei: Sa se venivano proposte da Mazzei?
Consolo: Proposte?
Difesa Mazzei: Sì, da Mazzei ai designatori...
Consolo: Presumo di sì, era lui che conosceva lo stato di forma di ognuno di noi.
Difesa Mazzei: Le è mai capitato di avere delle indicazioni con la precisazione che poi la decisione sarebbe stata dei designatori?
Consolo: No.
Difesa Mazzei: Le modalità di svolgimento delle riunioni a Coverciano sono rimaste invariate nel tempo?
Consolo: Sì, in linea di massima sì.
Difesa Mazzei: Le è mai capitato di chiamare Mazzei per una designazione o riceverne qualcuna per una raccomandazione?
Consolo: No, nemmeno dai designatori.
Difesa Mazzei: Era consuetudine parlare di partite difficili?
Consolo: No, io sapevo se quella designazione si riferiva ad una gara difficile o no.
Presidente Casoria: Consolo può andare.

Entra Mitro.
Avv. Picca (Difesa Della Valle): Lei è stato assistente?
Mitro: Sì, anche nel 2004-2005.
Avv. Picca: Da quando?
Mitro: Per 10 anni dal '95.
Avv. Picca: Quindi quella fu l’ultima?
Mitro:
Avv. Picca: Fiorentina-Brescia: quella gara era in terna con chi?
Mitro: Collina e Farneti.
Avv. Picca: Ricorda la partita se determinò polemiche?
Mitro: No, fu una gara diretta e condotta senza contestazioni.
Avv. Picca: Quanto prima seppe di dovere andare a Brescia?
Mitro: A quell’epoca non ricordo se il giovedì o il venerdì.
Avv. Picca: Come terna quando vi incontravate?
Mitro: La mattina, facevamo il breefing.
Avv. Picca: L’oggetto della riunione qual era?
Mitro: Disposizioni tecniche dell’arbitro.
Avv. Picca: Collina Le diede indicazioni di favorire una squadra in danno dell’altra?
Mitro: No.
Avv. Picca: E queste indicazioni le ebbe dal Suo collega?
Mitro: No.
Avv. Picca: Registraste contestazioni dei dirigenti?
Mitro: No.
Avv. Picca: Del Brescia?
Mitro: No.
Avv. Picca: Ha ricevuto da Bergamo e Pairetto pressioni o raccomandazioni a favorire una squadra in danno dell’altra?
Mitro: No.
Avv. Picca: E dai dirigenti della Fiorentina?
Mitro: No.
Nessun'altra domanda.

Avv. Cirillo: (Difesa Ambrosino): Ricorda Reggina-Messina del marzo 2005?
Mitro: Sì.
Avv. Cirillo: Che ruolo aveva?
Mitro: Assistente.
Avv. Cirillo: E il secondo chi era?
Mitro: Ambrosino.
Avv. Cirillo: Che partita fu?
Mitro: A livello tecnico regolare. Ricordo un'inversione di campo per incidenti sotto la porta del portiere del Messina.
Avv. Cirillo: Che risultato ebbe dall’osservatore?
Mitro: Non ricordo.
Avv. Cirillo: Ha notato qualche comportamento particolare di Ambrosino?
Mitro: No.
Avv. Cirillo: Ha avuto contatti telefonici con lui?
Mitro: Certo.
Avv. Cirillo: Aveva il suo numero in memoria?
Mitro: Avevo ed ho il suo numero.
Avv. Cirillo: Ha mai avuto telefonate da lui da altri numeri?
Mitro: No, mai.

Avv. Gallinelli: Ha partecipato a Inter-Milan, Arsenal-Bayern, Francia-Svizzera, Olanda-Romania?
Mitro: Sì.
Avv. Gallinelli: Chi era l’arbitro?
Mitro: De Santis.
Avv. Gallinelli: Si ricorda se De Santis le diede informazioni sull’esistenza di una indagine giudiziaria?
Mitro: No mai.
Avv. Gallinelli: In riferimento ad Inter-Milan ricorda la condotta di De Santis?
Mitro: Quell’anno ho fatto tante partite con lui ed ha sempre fatto partite con la condotta perfetta.
Avv. Gallinelli: Sa dire se sue segnalazioni all’arbitro vennero recepite da De Santis?
Mitro: Le segnalazioni sono sempre state recepite.
Avv. Gallinelli: Venivano disposti dei breefing nei quali venivano affrontati solo argomenti tecnici?
Mitro: Sì solo tecnici.
Avv. Gallinelli: 20 aprile 2005 Inter-Juve, ricorda?
Mitro: Sì.
Avv. Gallinelli: Ci furono epoisodi particolari?
Mitro: L’episodio più discusso fu un comportamento di Ibrahimovic da parte mia e della terna non visto e non segnalato.
Avv. Gallinelli: Al di la di questo episodio, Ibrahimovic subì dei provvedimenti disciplinari?
Mitro: Se non sbaglio era stato ammonito.
Avv. Gallinelli: Ricorda altri ammoniti della Juve?
Mitro: Certo ce ne furono.
Avv. Gallinelli: Successivamente alla gara il 28 aprile 2005 ha arbitrato una gara di champions, sempre con De Santis?
Mitro: Sì.
Avv. Gallinelli: Ricorda se fu chiamato dal giudice sportivo per chiederle se aveva avuto modo di vedere l’epsidio di Ibrahimovic?
Mitro: Sì.
Avv. Gallinelli: Questa richiesta era relativa alla applicazione della prova televisiva?
Mitro: Si ci chiese se avevamo visto questa violenza.
Avv. Gallinelli: Tale richiesta venne formulata solo a lei?
Mitro: No a tutti e tre eravamo in camera di De Santis. Il giudice ha prima parlato con lui e poi ha chiesto agli altri se avessero visto qualcosa della violenza di Ibrahimovic e tutti risposero che non avevano visto nulla.
Avv. Gallinelli: E quindi che cosa è successo?
Mitro: Ibrahimovic venne squalificato.
Avv. Gallinelli: Quindi se anche uno dei tre avesse detto di aver visto qualcosa che cosa sarebbe successo?
Mitro: Non sarebbe stato squalificato per quello.
Avv. Gallinelli: In Milan-Juventus dell’otto maggio era assistente?
Mitro: Sì.
Avv. Gallinelli: Con quale arbitro?
Mitro: Collina.
Avv. Gallinelli: In quell’incontro partecipò Ibrahimovic?
Mitro: No.
Avv. Gallinelli: Si ricorda se non partcipò per la squalifica?
Mitro: Sì per quella presa per la prova televisiva.
Avv. Gallinelli: E Ibrahimovic venne squalificato anche prechè ammonito e diffidato?
Mitro: Sì.
Avv. Gallinelli: Nell’intervallo di Francia-Svizzera accadde qualcosa?
Mitro: Sì, ci fece visita un dirigente Uefa.
Avv. Gallinelli: Walter Gagg?
Mitro: Sì.
Avv. Gallinelli: E che disse?
Mitro: Ci portò i saluti di Facchetti, a tutta la terna.
Avv. Gallinelli: Ancora su Milan-Juve, ricorda se quella gara era determinante?
Mitro: Assolutamente sì.
Avv. Gallinelli: Ricorda se a quella gara parteciparano Nesta, Rui Costa e Seedorf?
Mitro: Nonn ricordo, forse Nesta no.
Avv. Gallinelli: De Santis Le ha mai parlato di giocatori diffidati?
Mitro: No mai.

PM: Mi dice se in quegli anni abitava a Potenza?
Mitro: Sì.
PM: E aveva il numero di cellulare 33…?
Mitro: Sì.
PM: Nessuna altra domanda.

DEPOSIZIONE ING. DE FALCO.
Avv. Morescanti: Ha avuto i dati con i quali la polizia giudiziaria ha attributo le telefonate a Fabiani?
De Falco:Il mio intervento è relativo alla associabilità delle telefonate che sono state fatte, circa 60, che sono state ascritte a Fabiani. Cioè se sono state effettuate da lui. Ci sono 60 contatti con tre colonne. Da una parte c’è l'identificativo di cella da cui è partita la telefonata, poi c'è l’indirizzo di cella ed il comune della stessa. Chi ha guardato queste immagini, ha concluso che questi indirizzi fossero nel quartire di Primavalle ela associavano a Fabiani, in via probabilistica e non logica. I dati oggettivi che portano a dire che Fabiani ha fatto le telefonate sono quelli che sono partiti da quell’indirizzo. La radiotrasmittente può essere lontana anche 20, 30 metri dall’indirizzo indicato. Io ho riportato quelle che sono le effettive posizioni delle trasmittenti delle celle. Queste celle hanno un raggio di 10 chilomenti, quindi più estese del quartiere di Primavalle, che a nord confina con il GRA ed anche ad Ovest, poi via Ttrionfale e via Boccea. Di queste 60 telefonate solo 15 sono proprio nel quartiere di Primavalle. Le altre sono fuori, oltre i 5 km dalla residenza del Fabiani. Quindi, queste celle possono raggiungere la residenza del Fabiani? Schiumando questo numero di celle si stabilisce che le uniche che possono essere raggiunte da questo punto sono 2, massimo 4. Le celle in queste zone urbane hanno una penetrazione di 600, mille metri non di più. Tutte le telefonate che partono da quell’indirizzo possono essere agganciate da 2, massimo 4 celle. La probabilità che una persona che si trova in via Cardinal D'Avanzo possa agganciare le celle presenti è del 3%. Trattandosi di celle di un gestore estero in roaming con le società italiane, potevano agganciare le celle di tutti i gestori. La cella più vicina si trova a via Tommaso De Vio. Ma la cella è molto particolare, perché esistono delle celle che sono locali, perché i canali a disposizione sono pochissimi, quindi le celle di zona hanno una determinata frequenza e possono parlare solo con zone prossime. Una deroga a questo fatto è una cella ad ombrello che serve per coprire tutti i buchi. La cella di via De Vio è su un campanile su cui ci sono delle antenne BTS e questa cella, essendo molto alta, ed essendo ad ombrello, non ci da nemmeno la certezza che la telefonata sia partita da un posto vicino. Per motivi logici e tecnici, quindi, si può dissentire dall’assunto che le 60 telefonate provengano tutte dal posto in cui abita Fabiani. Tra l’altro, non si sa nemmeno dove si trovasse l’imputato al momento della telefonata. All’epoca, essendo il Fabiani un dirigente del Messina Calcio, noi troviamo telefonate verso Messina, ma le celle a Mmessina sono lontane dal campo sportivo. Altra osservazione è la circostanza che il numero della prima colonna mi parla di settorializzazione della trasmissione. Avviene che si pongono le antenne in tre direzioni tipiche: nord, sud-est e sud-ovest. Avere una percezione di questi settori avrebbe potuto farci capire l’ubicazione del cellulare ma in questo caso non è stato possibile saperlo.Avv. Morescanti: Quindi chi ha effettuato l’indagine ha usato tutti gli accorgimenti per sapere da dove partissero le telefonate?
De Falco: Si doveva fare in tempo reale e non è stato fatto, ma anche successivamente si poteva fare di più.
Avv. Morescanti: Le celle di cui lei ha parlato sono state veramnete interessate da queste telefonate, o i carabinieri hanno visto le 60 teelfonate provenienti dal quartiere in cui abitava Fabiani e le hanno associate a lui?
De Falco: Hanno fatto solo un collegamento logico. Se il territorio di copertura della cella fosse stato piccolo, si sarebbe potuto fare questo sillogismo. Oggettivamente non si può dire che ci sia un riscontro reale, non solo con la persona ma anche proprio con la zona.
Avv. Morescanti: È giusto identificare la scheda svizzera come segreta, non intercettabile?
PM: Opposizone!
Presidente Casoria: E perché? Risponda, se lo sa.
De Falco: Il cellulare è parte della rete, quindi quando lo accendo tutti sanno dove sono. La rete vede il telefonino e se non lo ha nei database chiede al gestore straniero se può dare la linea. Non è segreta per niente. I telefonini sono tutti intercettabili se si conosce il numero del telefonino. Quando c’è una telefonata il gestore non segna solo il numero della sim ma anche il numero del telefonino. Sarebbe stato interessante vedere se questi numeri erano associati anche ad altri numeri cellulari ma non è stato fatto.
Avv. Morescanti: Quindi quali sono le sue conclusioni?
De Falco: Non vi è collegamento tra zona e persona ma anche in termini di zona e abitazione della persona siamo a percentuali molto basse, al di sotto del 5%.
Avv. Morescanti: Nessuna altra domanda.

PM: Lei sa il suo cliente dove abitava a Messina?
De Falco: Sì in albergo ma l’ubicazione delle celle è particolare non vi è una concentrazione.
PM: Ma non era più rilevante valutare non la distanza dallo stadio ma dal centro?
De Falco: Era anche un problema di albergo, perché quando ho incontrato Fabiani l’ho incontrato in diversi alberghi.
PM: Non ha ritenuto opportuno nemmeno conoscere quale fosse il suo posto di lavoro?
De Falco: Immagino lo stadio.
PM: Lo immagina o glielo ha chiesto?
De Falco: Lo immagino. Io ho mostrato le posizioni delle celle, non posso sapere in quel momento dove fosse il Fabiani, agli atti non c’è scritto niente, ma nemmeno il Fabiani può sapere quel giorno e a quell’ora dove si trovasse.
PM: Quindi anche la sua consulenza, come le indagini dei carabinieri, sarebbe potuta essere più precisa.
De Falco: Io ho realizzato l’aspetto tecnico che riguarda la posizione delle celle e la posizione della BTS. Il lavoro della presenza nel luogo della persona non è stato compiuto da nessuno e non era mio compito.
PM: Quindi la percentuale del 3% non è relativa a Messina, non può darne una per Messina?
De Falco: Questa percentuale non è relativa alla presenza della persona in un posto ma all'abitazione.
PM: E quindi per Messina?
De Falco: Ma non posso sapere dove si trovasse il Fabiani in quel momento. C’è un aspetto che non abbiamo trattato ancora. I carabinieri hanno fatto il ragionamento per cui essendo le celle in quel quartiere, e abitando il Fabiani in quel quartiere, e essendo alcune rivolte a Messina, le hanno attribuite a lui. Inoltre, c’erano anche agganci a celle in posti diversi dove si trovava il Messina in trasferta, ma solo per 5 giornate e non per le altre trasferte.
PM: Ma Lei ha valutato se, invece, in quel momento le celle agganciate erano in posti diversi?
De Falco: Le deduzioni non le faccio io...
Presidente Casoria: Ha ragionato come hanno ragionato i carabinieri...
Pm: Oltre ai codici celle del quartiere Primavalle ci sono anche alcuni contatti presi nel corso delle partite del campionato di calcio dove era impegnato il Messina. Lei si meraviglia che nelle altre trasferte non ci sono agganci?
De Falco: Sì, è così.
Pm: Ma aggancia altre celle...
De Falco: No, non ci sono altre telefonate. Non dico che è spento ma che non ci sono state telefonate.
Pm: Lei ha anche fatto indagini sull’utenza con 84 finale?
De Falco: Sì, c’è un’unica cella che sicuramente copre la zona di via D’Avanzo, è sempre quella di via De Vio.
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Avv. Morescanti: Ingegnere, ha detto che quando nelle trasferte del Messina non ci sono telefonate, lo ha detto sulla indagine dei carabinieri; o lo ha analizzato Lei? Cioè se quel giorno la scheda ha agganciato una cella di altra zona ma non è stato riportato dai carabinieri noi non lo sapremmo, è così?
De Falco: Io so che c’è stato un aggancio di una cella ma se non si fa al momento l’indagine per conoscere altri dati importanti, non lo si può sapere più, io le indagini le ho fatte dai tabulati fornitimi.
Presidente Casoria: Lei non ha interpellato i gestori?
De Falco: No, ho esaminato i tabulati ed ho interrogato i gestori che non mi hanno mai risposto.
Presidente Casoria: Può andare.

DEPOSIZIONE RAFFAELE RUSSO, segretario del Coni.
Avv. Cirillo per Ambrosino: Lei che mansioni ha svolto?
Russo: Sono stato arbitro dal '77 ed assistente per 10 anni in A.
Avv. Cirillo: Ha visionato Messina-Reggina?
Russo: Sì, perché finita l’attività di assistente sono stato componente del settore tecnico e facevo parte della scuola arbitrale.
Avv. Cirillo: Che faceva Ambrosino in quella gara?
Russo: Secondo assistente.
Avv. Cirillo: Le risulta che Ambrosino ha commesso errori?
Russo: Assolutamente, tutte le sue segnalazioni sono state corrette ed imparziali.
Avv. Cirillo: Che valutazione dà?
Russo: Certamente ottima.
Avv. Cirillo: Ho finito.

DEPOSIZIONE CAMEROTA.
Difesa Dattilo: Gara diretta da Dattilo, Udinese-Brescia. La ricorda?
Camerota: Sì.
Difesa Dattilo: Con Dattilo ha mai discusso dei diffidati?
Camerota: No, mai, non eravamo a conoscenza.
Difesa Dattilo: Che successe in quell’incontro?
Camerota: Ci fu un mio intervento per fare espellere Jankulovsky che aveva commesso un atto violento.
Difesa Dattilo: Questo eposidio era sfuggito all’arbitro?
Camerota: Credo di sì.
Difesa Dattilo: Secondo il regolamento, alla segnalazione dell’assistente che deve fare l’arbitro?
Camerota: Se non ha potuto vedere, è tenuto a fidarsi.
Difesa Dattilo: Quindi assecondare la segnalazione è un atto dovuto. Per l’art. 12, il comportamento di Jankulovski, che doveva comportare?
Camerota: L’espulsione.

Difesa Lotito: Lei è stato anche assistente in Lazio-Parma?
Camerota: Sì.
Difesa Lotito: Che ricorda?
Camerota: Mi pare il secondo gol contestato, ma le immagini mi diedero ragione.
Difesa Lotito: L’osservatote le diede "ottimo", facendo riferimento proprio a quell’episdio, è così?
Camerota: Sì.

Difesa Mazzei: Conosce Mazzei?
Camerota: Da tanti anni.
Difesa Mazzei: Che rapporti ha avuto?
Camerota: Prima di colleganza, poi è stato il mio designatore
Difesa Mazzei: Nella sua funzione di designatore che faceva Mazzei?
Camerota: Era il responsabile degli assistenti, oltre che a coordinare il nostro lavoro. Lui preparava le griglie, ma chi aveva l’ultima voce in capitolo erano Bbergamo e Pairetto.
Difesa Mazzei: Mazzei aveva sollecitato gli assistenti ad avere un contato telefonico prima delle gare?
Camerota: Spesso ci chiamava lui.
Difesa Mazzei: E che vi dicevate?
Camerota: Ci faceva le ultime raccomandazioni, ma sempre roba tecnica.
Difesa Mazzei: Dopo le gare vi sentivate?
Camerota: Certo.
Difesa Mazzei: Durante le sessioni a Coverciano si tenevano anche allenamenti?
Camerota: Sì.
Difesa Mazzei: E partecipava anche il Mazzei?
Camerota: Sì, a volte ci batteva anche sulla corsa.
Difesa Mazzei: E questi allenamenti servivano anche per le valutazioni?
Camerota: Certo c'erano dei test atletici.
Difesa Mazzei: Lei è amico di Coppola?
Camerota: Lo conosco
Difesa Mazzei: Ha mantenuto rapporti con lui?
Camerota: No
Difesa Mazzei: 2002: ha mai avuto dal Coppola lamentele sulla sua sottoutilizzazione?
Camerota: Non ricordo lamentele particolari.

Difesa Brescia: Lazio-Parma: ricorda di un fallo di Zauri su Pisanu che non portò al rigore?
Camerota: Sì.
Difesa Brescia: E perché non l’ha riferito prima?
Camerota: Perché non mi è stato chiesto.
Difesa Brescia: Le è stato chiesto che ricordava e non l’ha detto.
Camerota: Ma quell’episodio riguardava l’arbitro, io parlavo per me.
Difesa Brescia: Poi, alla fine della gara in area della Lazio si verificarono due falli.
Camerota: Non li ricordo.
Difesa Brescia: E ci fu un fallo grave di Liverani su Olive.
Camerota: Non ricordo.
Difesa Brescia: Non sa se nel referto questa omissione della sanzione fu sottolineata negativamente?
Camerota: No, non abbiamo accesso agli atti.
Difesa Brescia: Ricorda l’espulsione di Carmignani?
Camerota: Sì.

Luci e Nicchi hanno mandato una giustificazione alla difesa di Mazzei che chiede una nuova udienza, rinunciando agli altri testimoni.
Presidente Casoria: Ma avete scritto che era indispensabile?
Difesa Mazzei: Sì ma mi hanno fatto presente che non potevano venire per pregressi impegni.
Presidente Casoria: Li citerà per la prossima udienza del 14 dicembre.
Difesa Mazzei: Allora citerò solo Luci, rinuncio agli altri.
Avv. Ostellari: Ho citato quattro testi che hanno giustificato l’assenza. Per ragioni di celerità faccio presente che questi testimoni erano stati già sentiti e che c’è un fascicolo, per cui se il pm acconsente si potrebbe prendere quel fascicolo.
Il pm non acconsente.
Avv. Cirillo: Non mi è tornata la ricevuta di ritorno per l’osservatore della partita che riguarda Ambrosino. Ma se si acquisce il referto arbitrale potrei rinunciare.
Pm: Se lo porta alla prossima udienza potrei valutare.
Difesa Lotito: Avevo citato Nicchi e Trentalange, se si può depositare il loro referto agli atti con il consenso del pm potrei rinunciare.
Il Pm presto il consenso.
L’udienza è aggiornata al 14 dicembre. In attesa delle trascrizioni del perito si potranno fare le dichiarazioni spontanee. Ci saranno quelle di De Santis e di Mazzei per adesso, ma possono aggiungersene altre.

L’udienza è tolta.

Commento:

Ringraziamo tutti quanti noi juventini il lavoro indefesso dell'utente Frales di j1897 e la redazione di Ju29ro.
Senza il loro lavoro tutto ciò che sta succedendo a Napoli passerebbe sotto traccia perchè una cosa è infangare, un'altra è togliersi i guanti, rimboccarsi le maniche e poi pulire...
Come al solito, copiate, incollate e diffondete!

Vecovaro

Nicola Legrottaglie alla Cattolica di Piacenza

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L'INTERCETTAZIONE GALLIANI-MEANI

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La Juve c'è!

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CASO BUFFON E AMAURI

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Nicola Negro presenta "La Juventus del Dottore" a Sky Sport 24

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Il ritorno di Zeman (da Report del 21/11/2010)

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domenica 21 novembre 2010