giovedì 30 settembre 2010

Analisi tecnica e moviola Manchester City-Juventus

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Intervista ad Alex Del Piero dopo Manchester City-Juventus 1-1

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Intervista a Manninger dopo Manchester City-Juventus 1-1

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Intervista a Iaquinta dopo Manchester City-Juventus 1-1

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Intervista ad Del Neri dopo Manchester City-Juventus 1-1

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Ampia Sintesi Manchester City - Juventus 1-1

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Assaggino di quello che ci aspetta stasera.....

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Juve Channel News 29/09/2010

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Mancini looks to rest stars for Juve clash

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Conferenza Manchester City - Juventus Del Piero

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Conferenza Manchester City - Juventus DelNeri Del Piero - Orsetto Ferri

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Orsetto Ferri su Manchester City - Juventus

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Intervista a Storari Pre Juventus-Manchester City

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mercoledì 29 settembre 2010

STUDIO SPORT Italia 1 28/09/2010 ore 19:00

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QSVS | Telelombardia | UN'ALTRA ESPLOSIONE DI POMPILIO

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Aquilani: «Juve, non siamo ancora da scudetto»

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Spot Nuovo Stadio Juventus - Noi Siamo La Storia.

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Commento:

Di una tristezza inaudita, appenderei per gli alluci a Piazza Castello il titolare della società pubblicitaria che ha ideato e prodotto questo spot.

L'ironia è davvero per pochi e la qualità dell'idea anche per meno...

IL PROCESSO IN DIRETTA 23-09-2010 Juventus vs Palermo

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Commento:

Adoro queste trasmissioni super trash delle tv locali... ;)

Intervista di Juventus Channel a Jorge Martinez

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martedì 28 settembre 2010

Calciopoli, così ti smonto Paparesta


Cade uno dei punti cardine che ha contribuito alla condanna della Juve. Nuove telefonate dimostrano che l’arbitro non fu fermato dopo gli errori di Reggio. L’accusa sosteneva che il potere di Moggi aveva stoppato il fischietto barese. I fatti invece chiariscono che non è vero

ROMA, 28 settembre - Se lo vedete in tv “leggere” i casi da moviola a Mediaset, è colpa/merito di Calciopoli. Gianluca Pa­paresta, il miglior talento arbitrale italiano dopo Collina, ha di recente vin­to la sua infinita battaglia legale: esclusione ingiusta dalla Can. Al suo nome, però, sono legati ancora i destini processuali di Lu­ciano Moggi (e Giraudo in sede d’appello) a Napoli. Perché nell’immaginario collettivo e in quello pro­cessuale (sportiva e pena­le) Calciopoli è il pastic­ciaccio brutto di Reggina-Juve, 6 novembre 2004, ma anche la grigliata Bergamo-­Moggi (innumerevo­li i tentativi di imitazione come la Settimana Enig­mistica) del 9 febbraio 2005. Nell’oceano di 180 mila telefonate del fascico­lo ora acquisito anche dal­la Figc sono finalmente emerse (e saranno inseri­te nel fascicolo processua­le) alcune chiamate Pai­retto-­Paparesta che fanno più chiarezza della deposi­zione del 16 giugno 2009.

NO STOP - Rispondendo al pm Narducci, Paparesta dopo aver negato di essere mai stato chiuso a chiave nello spogliatoio («Lamen­tele e toni forti, senza pa­rolacce») , poi però parla di uno stop tecnico imposto dalla potente Juve. «Sono stato fermato per uno o due turni, poi sono tornato in B a Torino. Nell’imme­diato sono stato fermato» . Ecco la telefonata Paparesta- Pairetto del 10 no­vembre, dopo il turno in­frasettimanale in cui nes­sun arbitro impegnato nel weekend bissò la gara al mercoledì.

Pairetto: Magari domenica ti met­tiamo in B, giusto per... ma vieni in A in fretta senza fare tanta...
Paparesta: Le responsabilità si sanno, l’errore c’è stato, però.
Pairetto: Uno va in B, magari quel­la dopo già torna. Capito...
Paparesta: Sì, sì, giusto, se è una gara importante non vorrei che appa­risse... O fai la B o seconda fascia in A magari, ancora meglio. So che sarà fatto il meglio, ti ringrazio di tutto veramente per questi giorni.

Nel weekend ecco Papare­sta inserito in griglia per Toro- Venezia ( furia grana­ta per un gol-non-gol). A Torino l’arbitro porta un pacchetto di carciofini di cui è goloso Pairetto, che lo ringrazia. Poi dopo il mat­ch un’altra telefonata.

Pairetto: A Raitre dicevano che era dentro, però io non ho...
Paparesta: Dal campo non si è avuta nessuna percezione. Poi l’assi­stente diceva che stava mezzo sulla riga e mezzo dentro. Ho detto: se tu hai visto questo, lui ha fatto segno di giocare. Speriamo che sia giusta, se no ( riferimento a Reggina-Juve, ndr) quest’anno con gli assistenti?

Paparesta a Napoli non ri­corda che dal 15 novembre scatta la sosta per la na­zionale ed eccolo tornare in pista, in prima fascia al­la ripresa: il 26 novembre senza preclusioni è sorteggiato con Bertini, Collina, Farina e Rodomonti per la prima griglia che preve­de anche l’Inter- Juve delle telefonata Facchetti-Maz­zei. A Paparesta tocca Messina- Fiorentina. Telefonata del 25 novembre 2004

Paparesta: Torno alle 12.20 da Li­sbona su Roma, poi vado a casa
Pairetto: C’è una partita di A anche sabato.
Paparesta: In quel caso mi fermo a Roma.
Pairetto: Forse sì, meglio di sì.
Paparesta: Inutile che venga a Co­verciano, arrivo alle 16
Pairetto: L’unico anticipo è Siena-Roma, speriamo non sia quello. Co­munque meglio non andare a casa per poi ripartire, fermati a Roma e speriamo non sia quella la gara... ( era Siena- Roma, sorteggio vero, al­lora... ndr)

Poi il 26 novembre dopo il sorteggio:
Paparesta: Gigi (...) adesso ho sentito che me ne vado a Messina.
Pairetto: All’inizio in quella fascia c’era Siena- Roma e l’abbiamo tolta. Abbiamo tolto il rischio di fare l’antici­po: meglio un giorno di riposo in più.
Paparesta: Sono contento, ti rin­grazio di tutto.

Tra gare internazionali, partite in B e richiamo al secondo turno utile in A, per l’arbitro il danno eco­nomico è nullo. E ha “ri­schiato” di ribeccare la Ju­ve dopo un turno dal fat­taccio di Reggio... Chiede­re a Racalbuto, fermato per 9 turni effettivi dopo l’arbitraggio ritenuto favo­revole ai bianconeri di Ro­ma­-Juve.

VENERDI’ TORNA - Un salto in avanti: la madre di tutte le intercettazioni e di tutte le griglie. Anche la Caf va giù dura sull’illeci­to strutturale per il potere di Moggi “grigliare” e sape­re in anticipo le mosse di Paparesta. È la chiamata con Bergamo del 9 feb­braio 2005 in cui l’ex dg sa che Paparesta torna da un torneo in Turchia il ve­nerdì, in tempo per essere in prima fascia. «L’ha sa­puto da mio padre Ro­meo» , diceva a Napoli Gianluca. Ma ci sono tre telefonate del 6, 8 e 9 feb­braio a Pairetto che ruota­no attorno al rientro al ve­nerdì sera, massimo saba­to mattina dalla Turchia. Quanto alle griglie, beh, Calciopoli 2 e le telefonate che - piaccia o non piaccia - testimoniano che le infor­mazioni erano circolari. «Il fatto che il dirigente di una società (Moggi, ndr) ­sentenzia la Caf nel 2006 ­interferisca nel lavoro di formazione della griglia, è lesivo della indipendenza ed autonomia della funzio­ne arbitrale e (...) Moggi è in condizione di fare entra­re nella lista il nome di un arbitro (Paparesta) che il designatore non aveva pensato di dover indicare, ma anche che egli è a cono­scenza dei movimenti» .

Ecco la telefonata Pairet­to- Paparesta proprio del 9 febbraio
Paparesta: Due possibilità alle 6 di pomeriggio per arrivare alle 22.45 a Fiumicino ( di venerdì, ndr). Se no la mattina 7.50 e arrivo alle 9.45 a Mila­no (di sabato, ndr). Se c’è da tornare prima, prendo un aereo che arriva a Roma.
Pairetto: Non mi ricordo gli anticipi di sabato, sai quali sono...
Paparesta: Lazio-Atalanta poi In­ter-Roma...
Pairetto: Eh, Inter-Roma... Per for­za
Paparesta: Male che deve andare alle 9.40 di sabato sono a Milano. Se devo arbitrare sabato, però parto ve­nerdì.

da Tuttosport

Intervista a Bonucci di Sky

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Intervista a Marchisio di Sky: «Il contratto? Sono sereno, ne ho uno ancora lungo»

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Sport Radio Energy: Juve, Krasic e la rinascita ipotizzata

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La Juve a skysport24 - Luci su krasic

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Di Marzio : " Krasic per la Juve si leva un milione , Chiello domani si accorda per il rinnovo "

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Juve, nasce l'associazione dei piccoli azionisti: siamo in 40 mila

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Allenamento Juve a Vinovo in vista del City (27/09/2010)

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Conferenza Stampa di Del Neri Post Juventus-Cagliari 4-2

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Intervista a Krasic dopo Juventus-Cagliari 4-2

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domenica 26 settembre 2010

JUVENTUS-CAGLIARI prepartita. Intervista a Beppe Marotta

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JUVENTUS-CAGLIARI 4-2. Intervista a Delneri

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Intervista a Chiellini dopo Juventus-Cagliari 4-2

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Intervista ad Aquilani dopo Juventus-Cagliari 4-2

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Intervista a Melo dopo Juventus-Cagliari 4-2

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Intervista a Bonucci dopo Juventus-Cagliari 4-2

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Juve Cagliari: è Krasic Show


Commentino a caldo:

partita che dire decisa da krasic è poco

sontuoso il serbo almeno in fase di inserimento,anche se ha giocato peggio delle altre volte. ancora meglio, se quando gioca così così fa tre gol direi che il ragazzo andrà lontano

per il resto invero tutti malino o poco più che sufficienti, il tanto atteso aquilani è sembrato abbastanza abulico e anche melo ha fatto un passettino indietro rispetto alle ultime prestazioni, forse complice una comprensibile stanchezza, pur dando al solito un buon contributo in fase di contenimento

dietro le solite oscenità escluso grygera che m'è parso molto concentrato, a differenza dei due fenomeni in mezzo all'area

rinaudo non è un terzino e non vedo come si potesse ipotizzare che un centrale scarso sapesse fare il terzino, solo perchè fai il centrale di difesa non significa tu abbia fisicità e movimenti del laterale bloccato

pepe malino nel primo tempo,poi meglio la ripresa. si dà un gran da fare come al solito ma era andato meglio nelle prime uscite. gli avrei concesso un turno di riposo francamente, sta correndo per tutti

davanti semplicemente osceni. lo sono presi singolarmente, metterli assieme è assurdo. ce la farà prima o poi del neri a schierare una punta ed una seconda punta? non ho capito perchè quagliarella che non può giocare in coppa non ha giocato manco un minuto, non stava bene?




in definitiva la fase offensiva è sempre + preoccupante, anche stasera il cagliari (che non è stato il miglior cagliari, cossu molto impreciso rispetto al solito) poteva farne 4 senza nemmeno impegnarsi troppo, e così chiunque

la fase offensiva invece fa ben sperare perchè di occasioni in un modo o nell'altro ne creiamo sempre (anche col palermo siamo stati parecchio sfortunati ma la possibilità di segnare c'era, forse solo col bari abbiamo prodotto poco) , se ne vedono raramente di squadre che segnano 4 gol nonostante una prova inguardabile delle due punte, di norma si è molto dipendenti dal loro rendimento, noi no

questo è molto molto importante, a maggior ragione quando non si hanno punte fenomenali a cui affidarsi

storari 6; rinaudo 5.5 , chiellini 5, bonucci 5, grygera 6.5 , pepe 6, melo 6.5, aquilani 6, krasic 8.5, iaquinta 5, amauri 5.5


Juventus a forza 4 Krasic super: 4-2 al Cagliari


Il posticipo dell'Olimpico consacra il nuovo acquisto serbo dei bianconeri, che realizza una tripletta. Segnano anche Bonucci e Matri, due volte. Juve che risale a -3 dall'Inter capolista, ma perde per infortunio Amauri, uscito in barella




TORINO, 26 settembre 2010 - La Juventus continua il suo viaggio sulle montagne russe. Dopo una picchiata, contrassegnata dai tre gol subìti dal Palermo, arriva un picco, contro il Cagliari. Cui la squadra di Delneri rifila 4 reti e la prima sconfitta di questo campionato. Quando vince, ed è successo due volta in questo avvio di stagione, la Juve lo fa col pallottoliere: fa poker, come ad Udine. Stavolta finisce 4-2. Ne segna tre Krasic, l'uomo del giorno. Bravissimo, scatenato. E poi va a bersaglio Bonucci. Per il Cagliari la doppietta è targata Matri, che mette a nudo le crepe della peggior difesa della serie A, statistiche alla mano, con 9 reti subite, come Udinese e Roma. La Juve - che perde nel finale Amauri, uscito in barella per un infortunio alla caviglia destra - è a -3 punti dall'Inter capolista, che affronterà nel prossima turno, domenica sera, a San Siro. Un weekend di campionato ha rimescolato le carte in tavola in maniera inimmaginabile.

SCHIERAMENTI — Delneri cambia 4/11 rispetto alla formazione sconfitta dal Palermo a Torino nell'ultimo turno di campionato. Rinaudo, un centrale, fa il terzino destro, ed esordisce così in bianconero. Debutto invece dal 1' per Aquilani, preferito a Marchisio, mentre in avanti gioca la coppia pesante, Amauri-Iaquinta. Bisoli risponde affidando a Perico la fascia destra, a centrocampo c'è Lazzari, con il suo sinistro fatato.

SUPER KRASIC — La Juve del primo tempo ha un nome e un cognome: Milos Krasic. Il serbo segna due volte, sempre al volo, di destro. Sono i suoi primi gol in maglia bianconera. E se finora aveva fatto intravedere spunti interessanti in velocità, stasera dimostra di saper anche finalizzare. E la curva bianconera quasi si confonde: quella sagoma bionda sempre in movimento, che tira ad ogni occasione, sembra proprio un indimenticato ex idolo bianconero: Pavel Nedved. Per il resto la Juve è propositiva, possente, anche se un po' confusionaria. Davanti Iaquinta si dà un gran daffare, ma si divora un paio di palle gol, mentre Amauri non vede la porta e si limita ad un lavoro oscuro di sponda. Il Cagliari soffre la forza d'urto bianconera, anche se in contropiede sa far male a una difesa, quella di Delneri, che in questo inizio di stagione non dà mai l'idea di sicurezza assoluta: Lazzari se ne va sulla sinistra centra per Matri, che sbuca dietro Chiellini e mette dentro il provvisorio pareggio. I sardi non faranno altro, sottoporta, e all'intervallo la Juve è meritatamente avanti, 2-1. Niente di scintillante, ma qualche segnale incoraggiante, dopo il Palermo c'è.

RIPRESA - La Juve stavolta ha la freddezza sottoporta per chiudere i conti. Segna il 3-1 con Bonucci, al solito pericolosissimo nei suoi inserimenti offensivi sui calci piazzati. È la terza volta in 5 uscite di campionato (dopo Samp e Udinese) che la Juve segna almeno tre reti. La Juve ora straripa, anche se dietro qualche spazio lo lascia sempre, e l'indemoniato Matri trova sempre il modo di fare venire i brividi a Storari, battuto di nuovo nel finale, su passaggio ancora di Lazzari. Ma la gara non è in discussione perchè Krasic è in serata di grazia, gli va bene tutto, come quando perfeziona la personale tripletta grazie anche alla deviazione finale di Astori. La Juve fa poker e risale in classifica sino a -3 dall'Inter. E fra 7 giorni, a San Siro, giocherà lo scontro diretto con in mente un pensiero stupendo.

Juve, Blanc: 'Stadio pronto a maggio'

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DELNERI: " Settimana del futuro, Krasic uomo chiave"

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Sconcerti Rosica Su Krasic

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Juventus Channel News

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Skysport24 Juventus News 25/09

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Conferenza Integrale di Del Neri Pre Juventus-Cagliari

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sabato 25 settembre 2010

Rapporto sullo stato dell'Unione


Caro lettore del blog credo sia arrivato il momento di tracciare il solito piccolo consuntivo legato ai cambiamenti avvenuti negli ultimi tempi, cambiamenti radicali che per ora non stanno dando tecnicamente i frutti sperati.

Lo spartiacque iniziale è sempre lo stesso, vederla da manager o da tifoso visto che la juve è si una squadra di calcio ma anche una s.p.a. che subisce controlli molto più pressanti e minuziosi che non altre società come ad esempio inter, milan e genoa che per quanto si legge in giro non essendo soggette a controlli approfonditi "giocano" molto tra di loro per sistemare un pò i rispettivi bilanci sgangherati e poco cristallini.

Di solito si parte dalla brutta notizia per poi chiudere con la bella e visto l'umore di Sicilianabianconera utilizzerò lo stesso stratagemma, prima l'aspetto tecnico e poi quello economico finanziario.

Sotto l'aspetto sportivo la Juve sta facendo acqua da tutte le parti, la cosa è ovvia e sotto gli occhi di tutti noi tifosi rumoreggianti, 4 punti in 4 partite parlano da soli per non parlare dello squallido spettacolo mostrato dalla nostra squadra capace di fare 3 punti solo con l'unico team rimasto a 0 dell'intera serie A.

La rosa della squadra ha delle carenze vistose, tecniche e colpevolmente tattiche, ad esempio gli esterni bassi (come si chiamano adesso) sono del tutto inadeguati per un team che vuole raggiungere quantomeno il terzo quarto posto, approfondiamo la questione.

Motta è un rifiutato da udinese e As Roma, un sospettuccio poteva anche venire nella stanza dei bottoni ma per sfortuna nostra si sono fatti ingolosire dal costo "irrisorio" e soprattutto dal fatto che il giocatore ha fatto da apripista nella conclusione del famigerato contratto a rendimento, un aspetto da non sottovalutare che porta conseguentemente l'aspetto economico finanziario a perdere il primo punto nei confronti di quello tecnico nel senso che si è preferito badare al valsente piuttosto che all'arricchimento tecnico della rosa.

De Ceglie è inadatto alla serie A, inutile nascondercelo ma ce lo trovavamo in squadra e buttare non si poteva. 0-2.

Grygera è un '80 anche se secondo me come il buon Eriberto del Chievo verona bara e di molto sull'età, ne dimostra almeno 10 di più ad esser generosi, se lasciato fermo può essere una buona alternativa, giusto tenerlo. 1-2

Traorè può essere il nuovo Roberto Carlos come un neo Andrade, giudizio sospeso.

Bonucci vale tutti i soldi spesi a mio avviso, la colpa è della fase difensiva e non della difesa in senso stretto se imbarchiamo gol a catinelle, la coppia con Chiellini è tra le migliori in europa. Imho. 2-2

Lanzafame è un giocatore da serie cadetta, qui l'aspetto economico finanziario si becca una bella doppietta. 2-4

Pepe è un giocatore modesto quanto utile, fa il suo, tatticamente molto utile e pagato 2.5ml per il suo prestito. 3-4

Aquilani è ancora un mistero, potrebbe essere un crack come un neo Zebina, preso in prestito, da valutare. 3-4

Krasic è un fuoriclasse assoluto, pagato davvero poco per il suo reale valore, l'aspetto tecnico segna una doppietta su quello eco-fin. 5-4

Martinez secondo me è un ottimo giocatore, pagato tanto, tecnicamente però è un ottimo acquisto, pareggio visto il costo un pò esagerato. 5-4

Quagliarella è stato pagato un'enormità per il suo prestito imponendoci l'acquisto a giugno prossimo, una scommessa molto forzata a mio avviso anche se in effetti una seconda punta cmq nazionale non si paga molto spesso 15ml, operazione stiracchiata che puà starci, siamo onesti. 5-4

Rinaudo spostato a destra e bloccata nella fase difensiva può essere un'ottima alternativa ma questo è stato si rivelerà un affare alla Secco, un boomerang che ci tornerà indietro sulle gengive visto che il calciatore si dimostrerà tatticamente molto valido dovendo svenarci a giugno per il suo riscatto. Sono sicuro che l'avessero preso sapendo di non dover pagare il costo della clausola di 6ml.

Seconda parte:

Ahhhh, il mio buon Mac, una tazza grossa e fumante di english breakfast con due cucchiaini di zucchero di canna e un pò di latte mi appropinquio a riprendere le fila del discorso anche se in effetti rileggendo e corregendo non credo che manchi poi molto per chiudere quanto volessi dire.

Mi ero dimenticato dell'ottimo Storari, preso per una bella cifretta dal milan il portiere 33enne sta guadagnando in modo onesto la pagnotta anche se la scorsa partita se ci fosse stato un Buffon in stato di grazia, per capirci quello di due anni fa, avremmo preso almeno un gol di meno se non due.
Acquisto in equilibrio tra costo e prestazioni anche se sono sicuro la polemica "Sici " sarà di diverso avviso (beccata è?!) acquistato per sostituire un portiere moribondo si sta dimostrando all'altezza del compito a parer mio. Pareggio tra eco-fin e apporto tecnico. 5-4

Arriviamo alla nota dolentissima di tutta la campagna acquisti, Delneri (d'ora in poi Baffone farfuglione) trainer scelto da uno dei migliori Dg in Italia, tocca ricordarlo, si sta muovendo nell'ambiente Juve com'era facile e scontato aspettarci.... Un coach da Chievo dei miracoli e nulla di più.

Il buon Marotta decide di affidare le chiavi del risorgimento della Juventus football club ad un allenatore che nella sua vita professionale ha raccolto due o tre anni di gloria con il Chievo ( che ordunque giocava anche piuttosto bene ad onor del vero) ma purtroppo per lui oltre a quella parentesi fortunata si è meritato licenziamenti a go-go, poca gloria, tantissime bocciature raccogliendo in giro per l'Italia tra le tante panchine quasi nulla. Un caso?

L'apertura di credito verso Marotta mi aveva quasi convinto che fosse l'uomo giusto al posto giusto, allenatore con molta esperienza, metodico nel far applicare i suoi schemi (venivamo da un'annata in cui ne avevamo cambiati almeno 4 in corso d'opera) sufficientemente duro coi giocatori con le "orecchie da mercante" (Cassano alla Samp ne era un fulgido esempio) ma non è stato così.

Baffone farfuglione si è rivelato per quello che è, un allenatore che in una carriera trentennale ha raccolto poco o nulla, confusionario nella scelta delle sostituzioni (e sono generoso) poco autoritario dalla panchina visto che urlava "cane" e i giocatori in campo facevano finta di sentire "somaro" dimostrava inesorabilmente che dopo quasi tre mesi la tanta decantanta disciplina tattica questa era solo una chimera, poca corsa senza palla, fase difensiva da interregionale, lancio lungo dalla difesa e peggio ancora difensori con la palla tra i piedi nella fase offensiva senza che alcuno dei centrocampisti venisse a prendersi la palla per impostare. Una totale debacle in effetti.

Trainer pagato "poco" che ha portato finora resultati disastrosi, qui la parte tecnica fa un tripletta degna del miglior Vialli. 5-7

Sicilianabinaconera allora ha ragione a lamentarsi da tifosa? Sembra proprio di si ma c'è un "ma".

E' vero che la Juventus del tifoso è oggi, ora, in questo istante ma la Juventus s.p.a. è soprattutto domani, dopodomani e tra 10 anni e in questo la nuova gestione sta facendo passi da gigante, passi che nessun'altra squadra in Italia ha percorso per mancanza di fondi, per mancanza di idee, per mancanza di lungimiranza e voglia di cambiare (coraggio che manca a 3/4 delle aziende italiane invero).

Abbiamo preso un tal Paratici a mio avviso il miglior talent scout in Italia e i 15 giovani aggregati alla primavera daranno i loro frutti in prima squadra già dall'anno prossimo, abbiamo uno stadio in fase di realizzazione che comincerà a dare i suoi frutti nel corso degli anni, non credete a chi vi dice già da quest'anno, è una panzana.

Abbiamo licenziato in tronco i vari "osservatori" sparsi per il mondo e questo a mio avviso merita da solo la standing ovation a favore di Marotta.

Lo stadio dicevo comincerà a dare liquidità alla società permettendoci di fare acquisti più onerosi ma soprattutto a poter sopportare un costo maggiore del monte ingaggi dandoci l'opportunità di appesantirlo un altro pochino potendo quindi comprare giocatori di livello "diverso" rispetto a quelli presi nell'ultima campagna acquisti e questo si chiama progettazione, non dimenticatelo (facile comprare Ibra, il difficile è ammortizzare i 20ml di euro lordi che costa l'anno ma per il motivo sottolineato ad inizio articolo altri possono, noi no).

Concludendo, il tifoso ha ragione a protestare rimanendo deluso dei resultati nel breve periodo della squadra, la rosa è quella che è non nascondiamoci dietro un dito ma anche il manager che è in ognuno di noi dovrebbe capire che una rivoluzione (perchè di questo si tratta) ha dei costi iniziali molto alti e solo chi chiudendo gli occhi immagina di essere una giraffa potrà vedere che dietro l'ostacolo ci sarà un periodo in cui noi potremo programmare mentre gli altri passate le squadre nelle mani dei figli avranno problemi MOLTO MOLTO seri nel continuare a vincere.

A forza di dopare il cavallo questo scoppia prima o poi... Da parte nostra invece lo stiamo dalimentando con dell'ottima biada migliorando le sue prestazioni piano piano e questo vi assicuro ci darà ottimi frutti.

Chiudete gli occhi e immaginate di essere una giraffa, così facendo potrebbe anche essere che Pepe vi sembri Mata, Amauri Krasic e Quagliarella Pastore....... Chissà? ; )

Vecovaro

Nuovo Stadio Juventus Magnifico!

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Cantiere Juventus Interviste a Andrea Agnelli & Giorgio Chiellini

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Vieni con me in cantiere ti mostro il nuovo Stadio della Juventus

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Allenamento della Juventus a Vinovo il giorno dopo del Palermo

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Sport Radio Energy, Juventus-Palermo 1-3: commento

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Chiellini al Filo Diretto di Juventus Channel con Valeria Ciardiello

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giovedì 23 settembre 2010

Intervista a Marotta dopo Juventus-Palermo 1-3

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Juventus - Palermo 1 3 23/09/2010

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Commentino rapido:

partita nata sotto i peggiori auspici, due occasioni potenziali per noi e immediato successivo gol del palermo che mostra per l'ennesima volta come la nostra sia nettamente la peggior difesa della A per staticità e mancanza di organizzazione

per il resto nel primo tempo abbiamo anche giocato benino, soprattutto per merito di un krasic ancora una volta convincente e di un del piero ispirato e sorprendentemente più mobile alla quinta gara di fila, oltre a felipe melo che continua a giocare senza acuti ma anche senza sbavature

la coppia d'attacco però è male assortita e pepe è in versione miracolato post calciopoli , mentre marchisio dopo i passi in avanti di udine torna a fare il compitino

ovviamente i guai non vengono mai da soli quindi ci negano bellamente un rigore che c'era (l'ennesimo. non perderemo per quello, però sono anni che ci negano un rigore ogni domenica. partire dall'1 a 0 schifo non fa) e le occasioni che creiamo non le trasformiamo, ma ci sta e basterebbe non subire gol non appena gli avversari lanciano palla a caso in avanti per non perderle le partite, o annche solo per giocare un po' + serenamente

ho pure creduto alla rimonta finchè del neri non ci ha deliziato con l'ennesimo cambio capolavoro togliendo un ottimo dp per inserire aquilani dietro alla anche qui splendidamente assortita coppia amauri-iaquinta.

certo ,che il raddoppio siciliano che ammazza la partita arrivi subito dopo è una pura casualità, ma già il cambio non poteva che peggiorare le cose e mi ha ricordato alcune perle di ranieri. temevo il dogmatismo di del neri ma quando cambia in corsa fa danni ancora peggiori, mantenga il suo 4 4 2, per carità

partita sostanzialmente finita sullo 0 a 2 anche perchè dopo non ci credevano davvero più, ma cmq qualche capocciata mezza ciccata dai nostri non ce la facciamo mancare mai, e nemmeno qualche altro affondo del palermo che gioca sul velluto.

imbarazzante e tristissimo vedere balzaretti e cassani che puntualmente fanno quello che vogliono quando noi in 5 anni non siamo riusciti a trovare un terzino decente. mi vien da piangere se penso che abbiam venduto balzaretti per prendere molinaro e abbiam venduto molinaro per prendere de ceglie


STORARI 5 ; MOTTA 4 ;BONUCCI 5 ; CHIELLINI 5 ; GRYGERA 5.5 ; MARCHISIO 5.5 ; MELO 6.5 ; PEPE 4.5 ; KRASIC 7 ; DEL PIERO 7 ; QUAGLIARELLA 5.5

AMAURI 5 ; IAQUINTA 5/6 ; AQUILANI 5

DEL NERI 4


CrazyRassegnata

Commentino post partita.


Tutti eravamo daccordo nel considerare la partita con il Palermo una sorta di esame di maturità dopo la vittoria sonante con l'udinese, bene, gli esami si passano gli esami si steccano e noi l'abbiamo steccato nel peggiore dei modi. Succede.

Ho sentito alla radio Zamparini affermare che il Palermo è più forte della Juventus e che quindi avrebbe vinto il match, ha avuto ragione lui perchè ha una squadra giovane e molto tecnica e un trainer di quelli davvero bravi mentre noi schieravamo un'accozzaglia di giocatori mediocri con qualche buon talento e in panca il Baffone farfuglione del Chievo dei miracoli e la differenza c'è cascata addosso come un'incudine sull'alluce del piede.

Storari oggi non mi ha convinto molto, il primo gol con un pò di riflessi in più l'avrebbe potuto evitare, nel secondo è stato sfortunato mentre nel terzo gli do una colpa al 60%. Non è Casillas e si vede.

Motta è un terzino scarso che abbiamo avuto al fortuna di prendere in prestito, Pozzo se lo riprenda con tanti sentiti saluti.

La coppia Chiellini e Bonucci risente dell'assoluta mancanza di copertura nella fase centrale difensiva del centrocampo e in quella laterale da entrambi i lati, fossero più coperti sarebbero da 7 tutte le partite, forse il prossimo anno ne avremo la conferma.

Grygera fa il Grygera non gli possiamo chiedere di trasformarsi in Roberto Carlos.

I terzini del Palermo erano nostri giocatori......No comment!

Il centrocampo non ha retto la tecnica dei giocatori della squadra siciliana che avevano più birra in corpo in accelerzione e più tecnica per gli uno due presentandosi spesso in area di rigore juventina praticamente da soli, molto male.

Marchisio irritante, spento, mezzo morto, da cedere al Palermo per Pastore.

Melo ha provato a reggere la baracca ma neanche lui è stato baciato dal Dio del calcio come il giovane collega argentino, ha fatto quello che ha potuto.

Krasic irriconoscibile, nel rombo di Rossi avrebbe dovuto affondare come il burro mentre si è impappinato spesso senza mai incidere, insufficiente.

Pepe come con Grygera, non si può chiedere ad un somaro di suonare il violino e lui giustamente nemmeno ci prova.

Del Piero migliore in campo, la classe è cristallina ma l'età non lo aiuta, un crimine sostituirlo tenendo in campo lo spentissimo Marchisio.

Quagliarella pagato troppo per il prestito, forse da stupidini riscattarlo, teniamoci i soldini e prendiamo qualcun altro.

Iaquinta ha fatto gol, quindi il suo dovere.

Amauri non pervenuto, è stupido e prende un casino di soldi, il mistero del calcio...

Aquilani mezzo spaesato ma non è colpa sua, non ha mai giocato una partita.

Ma l'appunto più duro è per Baffone farfuglione, un tecnico così scarso non lo vedevo seduto sulla panca della Juventus dai tempi di Maifredi, ha tolto Krasic la scorsa partita che risultava essere il migliore in campo, oggi ha sostituito Del Piero senza togliere Marchisio (a cui mancava solo il lenzuolo bianco coi buchi sugli occhi e girare per il campo ad urlare "uhhhhhhhhhhhh") uno dei peggiori ma fortuna sua cocco del Baffone, una debacle totale per il coach meno comprensibile della serie A.

Pastore è uno dei talenti più cristallini del calcio mondiale, da prendere anche sacrificando Marchisio, de Ceglie e una 20ina di milioni di euro, da solo regge una squadra intera, impressionante!

Vecovaro

"Felipe Melo campione ritrovato" Del Neri gli affida la Juve operaia


Stasera col Palermo turnover limitato: «Perchè cambiare il brasiliano e Marchisio?»

TORINO
Se la Juve s'è fatta operaia, come dice con orgoglio Gigi Del Neri, Felipe Melo ne è diventato uno dei lavoratori più efficienti: «Melo si è trasformato lui - diceva ieri il tecnico bianconero - ha trovato l'ambiente giusto che l'ha supportato, ma anche gli atteggiamenti da campione. Non so come andrà a finire il campionato, però sono sicuro che così questa Juve creerà un gruppo importante». E nel mezzo lotta e comanda Felipe, fino a un mesetto fa costosissimo brutto anatroccolo: ha mantenuto l'impeto agonistico dentro i livelli di guardia, limato le sventatezze con la palla tra i piedi, tornando insomma giocatore, anche prima del bacio di Del Neri, al momento del cambio, a Udine. Richiamo a sedere che il brasiliano ha preso con il sorriso sulle labbra, quando l'anno scorso più volte borbottò. Stasera all'Olimpico contro il Palermo lo aspetta un'altra battaglia, e per lui di più, dovendo tenere d'occhio quel talento di Pastore, fantastico, come da etichetta del tecnico juventino.

S'è come ristrutturato, Melo, e mica era facile, arrivando da una stagione disastrosa con la Juve e da un mondiale chiuso brutalmente, e sul banco degli imputati, tanto per cambiare. Ha passato le vacanze con la famiglia sul mare di Paraty, meravigliosa cittadina coloniale a 260 chilometri da Rio, con una scappata in Florida, a Orlando, per portare i figli a Disneyworld. Dopo la tempesta dell'eliminazione, su twitter e per posta, ha ritrovato l'affetto dei tifosi. Quand'è venuto il momento di tornare alla Juve, almeno s'era depurato la testa e alleggerito l'anima. All'inizio Beppe Marotta e Del Neri gli hanno letto la nuova legislazione: crediamo in te al cento per cento - la sintesi - ma se sgarri sei fuori. Dall'altra parte della trincea, il tecnico l'ha difeso dal primo minuto, parlandogli: per rapporto umano di stima e sincerità, raccontano gli amici, Felipe ha ritrovato quei tratti che gli avevano fatto amare Cesare Prandelli e Unai Emery, il tecnico che lo lanciò nell'Almeria. Soprattutto, ha ricominciato «a scalare le pareti dell'inferno, un centimetro alla volta», come diceva Al Pacino, in versione allenatore, nel leggendario monologo che un amico gli ha consigliato di guardare. Per lottare «Ogni maledetta domenica», appunto: «O noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente». Così si sta formando la Juve operaia: «Non provinciale - spiegava ieri Del Neri - ma operaia: che vuol dire avere qualità e lavorare duro. Se lo faccio, posso raggiungere gli obiettivi. Quando domenica qualcuno ha detto che abbiamo l'atteggiamento di una squadra operaia, mi sono sentito gratificato».

Sta risorgendo Felipe, e insieme a lui Claudio Marchisio, che pareva disperso: ha messo il naso fuori con una rete rabbiosa alla Samp, e s'è issato sul piedistallo con l'Udinese, tra gol da sigla tv e partitone. Allora, il tecnico non ha dubbi: «Marchisio e Melo stanno benissimo, per cui giocano loro. Stanno bene anche gli altri, ma giocano loro: a centrocampo ho quattro ottimi giocatori, ma la coppia è affidabile e non ha senso cambiare». Non lo farà anche dalle altre parti: «Il turn over? Non lo so e poi quattro giorni per il recupero sono abbondanti». Giocheranno gli stessi undici: «Non è detto che se cambi ottieni lo stesso risultato: la psicologia è importante, bisogna sfruttarla, più del discorso fisico. Con la testa giusta corri di più». Basta non montarsela: «Sarebbe fuori luogo, non abbiamo fatto niente». Vale per i calciatori di tutte le età, compreso David Melo, anni 5, che papà Felipe ha appena messo alla scuola calcio Juve: andasse bene, stavolta i bianconeri risparmieranno 25 milioni.

da la Stampa

RANIERI: LIPPI E' IL FAMOSO UOMO OMBRA (Come si fa a non adorarlo?)

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Stile Juventus:considerazioni da Vinovo e da studio

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Conferenza Stampa di Del Neri alla Vigilia di Juve-Palermo

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Intervista a De Neri: "Dobbiamo essere sempre al top"

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Sky Sport 24 Juventus News 22/09/2010

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Juventus News 22/09/2010

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Conferenza stampa Delio Rossi alla vigilia di Juventus-Palermo

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Sequestrati i beni di Giraudo: è il conto del Brescia in serie B


Il gup di Napoli: «Retrocessione effetto di Calciopoli. Danni per 12 milioni di euro»

ROMA
Adesso Calciopoli ha anche un peso in termini economici. A stabilirlo è stato il giudice per l'udienza preliminare Eduardo de Gregorio, lo stesso che ha emesso le sentenze di primo grado con il rito abbreviato lo scorso 14 dicembre. Il peso economico è di 12 milioni di euro, ovvero il valore di un anno di serie B per una squadra, il Brescia, finita nella serie cadetta perché così hanno determinato (per il gup) i fatti di Calciopoli. I legali del club lombardo brindano, quelli di Antonio Giraudo pensano all'immediato ricorso al tribunale del riesame perché nel provvedimento con il quale il magistrato ha deciso il sequetro dei beni, è l'ex ad della Juve a dover sopportare il costo della retrocessione del Brescia.

Giraudo è stato condannato in primo grado a tre anni (ancora non è stata fissata l'agenda dell'appello) ed ora, per l'ex ad bianconero, arriva una svolta forse inattesa. Il Brescia aveva presentato il ricorso per il sequestro conservativo dei beni dell'allora dirigente della Juve fino ad una somma di circa 30 milioni di euro, sei per ogni stagione trascorsa in serie B dopo la retrocessione nel maggio del 2005. Il giudice ricordando nel provvedimento depositato martedì come «...fu illecitamente condizionata anche la parte bassa della classifica di quel torneo (2004/05 appunto, ndr) tramite una complessa operazione cui parteciparono diversi imputati, tra cui Giraudo, che portò al cosiddetto salvataggio della Fiorentina, diretta concorrente del Brescia, dalla serie B...», ha trasformato la richiesta economica dei lombardi nella somma di 12 milioni di euro in quanto se, dopo la retrocessione, il Brescia non è tornato subito in A la colpa principale è «...legata alle scelte societarie ed alla dimensione tecnica sportiva...».

Il Brescia esulta, a Giraudo i conti non tornano, mentre in tutto questo la Juve resta spettatrice perché non toccata minimamente dalla nuova, inedita, tappa di Calciopoli. Dodici milioni di euro in beni preventivamente sequestrati, è il verdetto di un provvedimento che spiega anche come l'ex amministratore delegato bianconero «...sia titolare di piccolissime partecipazioni azionarie in due società per valori quasi inapprezzabili...oltre a ciò l'obbligato (Giraudo, ndr) possiede una partecipazione azionaria nella società Juventus Football Club inferiore alla soglia di rilevanza del 2 per cento per un controvalore economico intorno ai tre milioni di euro, in considerazione dell'attuale capitalizzazione di questa società...».

Tradotto: il giudice si sofferma in più passaggi sull'entità del patrimonio di Giraudo che, per il gup e secondo le sue indagini presso il Catasto, è «inadeguato a fronte dell'obbligazione risarcitoria» e per questo si è reso necessario il sequestro dei beni per evitare il rischio di «una loro dispersione o trasformazione...». Giraudo, da quattro anni, vive a Londra ed è Oltremanica che ha interessi nel settore immobiliare. Calciopoli, per lui, è ferma al giudizio di primo grado, ma, presto si rimetterà in moto. Così come per il grande imputato Luciano Moggi, in aula nel procedimento ordinario dal primo ottobre: lo scandalo mai visto ha conosciuto, ieri, il suo primo peso economico. Cosa accadrà nei prossimi mesi con le altre richieste di risarcimento danni?

da La Stampa

mercoledì 22 settembre 2010

Amarcord...

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Calciopoli bis, Agnelli incontra Abete


Garanzie sui tempi del ricorso contro il titolo all'Inter. Rapporti distesi coi federali: «Lasciamoli lavorare»

ROMA
«Adesso li lasciamo lavorare in pace... La nostra è stata una visita di cortesia al presidente federale: si è discusso sui temi all'ordine del giorno e siamo fiduciosi che le cose si muoveranno». Andrea Agnelli, presidente della Juve, è appena sceso dal quinto piano della sede della Figc, in via Allegri. Una stretta di mano con Giancarlo Abete, scambi di opinione e, presto, l'agenda è sconfinata su un giro d'orizzonte decisamente ampio. Il contratto collettivo e il nuovo stadio della Juve, gli umori del campionato e dintorni. Poi, Calciopoli. Già, lo scandalo mai visto che ha preso in ostaggio il pallone italiano quattro anni fa e che, ora, si prepara ad allargare responsabilità, quantomeno morali.

Il vertice bianconero (a Roma è sbarcato anche il direttore generale dell'area tecnica Giuseppe Marotta) ha scelto di regalarsi il primo faccia a faccia con il presidente della Figc proprio nelle ore in cui in Federcalcio arriveranno le circa duecento intercettazioni trascritte dal perito del tribunale di Napoli che spingono dentro Calciopoli, fra gli altri, l'Inter, Moratti e la memoria di Facchetti. Telefonate che, di per sè, potranno offrire al pm del calcio Stefano Palazzi gli strumenti per mettersi subito al lavoro e capire il «peso» del coinvolgimento di protagonisti (e club) non conosciuti quando le sentenze della giustizia sportiva provavano a chiudere lo scandalo nel luglio del 2006.

In Figc, due strade potrebbero, presto, correre parallele. Una, quella del lavoro, lungo almeno due o tre anni, che spetterà a chi dovrà ascoltare e trascrivere le 170 mila intercettazioni su Calciopoli, dai primi passaggi agli ultimi. Ma c'è un cammino molto più breve ed è quello dell'analisi degli 007 federali sul lavoro appena depositato in cancelleria dal perito nominato dal tribunale napoletano e che riguarda, appunto, intercettazioni già trascritte. A quest'ultimo guarda la Juve, in attesa di una risposta di Abete all'esposto presentato a maggio e che ha come fondamento quello di chiedere la revoca dello scudetto assegnato nel 2006 all'Inter di Moratti.

La società bianconera non ha mai avuto la tentazione di chiedere la riapertura dei procedimenti sportivi alla luce dei nuovi fatti emersi nella primavera scorsa nel procedimento penale. Ma, allo stesso tempo, il presidente Andrea Agnelli e la proprietà di corso Galileo Ferraris sono fortemente convinti come sia opportuno revocare il titolo della stagione 2005/06 davanti a risvolti che abbiano «macchiato» il comportamento di chi quello scudetto lo ha festeggiato a tavolino. L'incontro di ieri con Abete è servito alla Juve per ribadire la posizione di attesa per un verdetto che, però, non dovrà allungarsi oltre modo alla luce delle novità emerse dal lavoro del tribunale di Napoli. «Adesso li lasceremo lavorare...», sono state le parole di Andrea Agnelli prima si allontanarsi da Roma. E garanzie su un lavoro serio, accurato e tempestivo, il presidente bianconero ha ottenuto da Abete.

Le intercettazioni già trascritte e depositate dal perito del tribunale finiranno sul tavolo di Palazzi che, anche ieri, era riunito con i suoi uomini negli uffici della procura. La Figc ha ricordato come nell'accogliere l'esposto della Juve avesse precisato che una risposta non sarebbe tardata una volta avuti a disposizione gli strumenti. Ora quegli strumenti, le intercettazioni che hanno aperto Calciopoli-bis con i contatti Facchetti-designatori o Moratti-designatori, ci sono. La visita di cortesia del vertice juventino in Federcalcio si è consumata in fretta e in un clima di collaborazione: l'atteggiamento della Juve su Calciopoli resta quello di una società che vuole risposte certificate, e che ha come obiettivo la riscrittura dell'esito dei campionati più discussi.

da La Stampa

Milos Krasic V Udinese

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Commento di A. Angelini: sviluppi di calciopoli

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Juventus-Palermo

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Juventus News Merdset 21/09/2010

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Juventus News 21/09: un'iniezione di fiducia color ORO

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Aspettando Juventus-Palermo - Rialziamoci!

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Juventus News 21/09/2010

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Juventus News 21/09/2010

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martedì 21 settembre 2010

lunedì 20 settembre 2010

Juve, il punto sugli acquisti 11 ragioni di dibattito


Sono passati 20 giorni dalla scadenza della finestra di mercato estiva, e, dopo tre partite di campionato e una della fase a girone di Europa League, e soprattutto dopo la prima prestazione convincente - il 4-0 sull'Udinese al Friuli - è tempo di un primo bilancio della situazione

MILANO, 20 settembre 2010 - Undici acquisti: una squadra. È il bilancio del mercato estivo della Juventus: sono passati 20 giorni dalla scadenza per la finestra di compravendita estiva, e, dopo tre partite di campionato e una della fase a girone di Europa League, e soprattutto dopo la prima prestazione convincente - il 4-0 sull'Udinese al Friuli - è tempo di un primo punto della situazione. Chi si è inserito subito, chi sta crescendo, chi resta un oggetto misterioso.

storari — Acquisto sottotraccia, ma di indubbia efficacia. Buffon è fuori causa, ma l'ex portiere del Milan e della Samp non lo sta facendo rimpiangere più di tanto, per quanto sia possibile. Storari è rimpiazzo più che adeguato, e si fa preferire nelle uscite rispetto al vice di un anno fa, Manninger. Potrebbe fare un pensierino alla Nazionale, ma Prandelli punta suilla linea giovane (Sirigu, Viviano e Mirante).

motta — Quando spinge innesta il turbo e diventa un'ala aggiunta. Quando copre fa trattenere il fiato a compagni e tifosi. Era partito forte, giocando da titolare l'amichevole della Nazionale a Londra contro la Costa D'Avorio, ma certi strafalcioni difensivi lo hanno un po' ridimensionato. Deve crescere nell'applicazione del fuorigioco e nel difendere gli uno contro uno. Ma ha un potenziale più che interessante, e l'età è dalla sua parte.

bonucci — Compone con Chiellini il tandem centrale di difesa nella Juve e in Nazionale. Devono crescere e sincronizzarsi, ma possono fare coppia fissa per almeno 5 anni. Lui più bravo a impostare e a far ripartire l'azione, il Chiello implacabile in marcatura. Di testa Bonucci le prende tutte, anche nell'area avversaria, goleador aggiunto. Deve crescere sul piano dell'attenzione, soprattutto tattica, come testimonia la casella bianconera dei gol subìti tra campionato e coppa.

rinaudo — È stato preso per fare il quarto centrale, dietro. Per ora ha guardato giocare gli altri.

traorè — Chi l'ha visto? È finito subito in infermeria, proprio adesso che con De Ceglie infortunato avrebbe ereditato le chiavi della fascia sinistra difensiva. Farà comodo, comunque.

martinez — In precampionato non ha convinto. Dando l'impressione - al di là del ritardo di condizione atletica - di essere più un attaccante esterno che un centrocampista di fascia da 4-4-2. Poi si è infortunato. Ma nel frattempo sono arrivati Krasic e Quagliarella. E le sue prospettive si complicano, nonostante per lui sia stato fatto un investimento economico (troppo?) importante.

pepe — Con l'arrivo di Krasic ha traslocato sulla fascia sinistra. Da soldatino diligente, che dove lo metti sta. Lì fatica di più a crossare con il piede sbagliato, ma la generosità atletica e la duttilità tattica, il suo marchio di fabbrica, restano preziose per Delneri. Giocherà tanto, ma non chiedetegli di fare la differenza. Visti gli affanni sugli esterni bassi, sarebbe interessante vederlo all'opera da terzino, magari destro.

lanzafame — Lui il precampionato l'aveva fatto bene, titolare da esterno sinistro di centrocampo, ma l'impatto con le partite da tre punti non è stato altrettanto positivo. È finito in seconda fila, dovrà dimostrare di saper incidere, pronti-via, quando chiamato in causa, anche a partita in corsa dalla panchina.

krasic — Il serbo cresce di partita in partita. Un camion quando scatena la progressione sulla fascia destra: potenza e velocità. Il piede in fase di cross non è niente male, certo non è giocatore da ricami o da spazi stretti. Deve migliorare in fase tattica: finora obiettore di coscienza quando c'è da seguire il terzino che spinge dalla sua corsia.

aquilani — Pochi minuti in campionato, finora mai titolare, anche perchè in Europa League non può giocare, colpa dell'apparizione con il Liverpool. Ma i suoi piedi buoni faranno comodo. Se sta bene la Juve con lui avrà un valore aggiunto perchè Felipe Melo non ha certo le sue geometrie in faretra. Ma non è un SE da poco.

quagliarella — Seconda scelta in fase di mercato, dietro al 33enne Di Natale: ha vinto lo scontro indiretto ieri a Udine. Due gol in tre partite di campionato, uno con un colpo di tacco splendido. Può giocare da seconda punta (preferibilmente) ma anche da centravanti (se c'è bisogno). La Juve ha bisogno di un attaccante da almeno 15 reti in campionato. Che possa essere lui?

da Gazzetta dello Sport

L'insostenibile leggerezza del conflitto di interesse...

Post Udinese-Juventus : Pozzo e Dotto rosicano a manetta!

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Intervista a Quagliarella nell'Intervallo di Udinese-Juve

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Intervista a Bonucci dopo Udinese-Juventus 0-4

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Intervista a Marchisio dopo Udinese-Juventus 0-4

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Intervista a Del Neri dopo Udinese-Juventus 0-4

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Intervista a Iaquinta dopo Udinese-Juventus 0-4

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Sintesi Serie A 10/11 3^ Giornata Udinese-Juventus 0-4

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mercoledì 15 settembre 2010

Carlos Vargas: «Juve, cerco il nuovo Drogba»


Intervista al capo degli osservatori per il mercato Under 20. L’ivoriano, Eto’o, Adebayor... Oggi i grandi bomber nascono in Africa e noi saremo pronti a individuarli per prima. Abbiamo una struttura per la ricerca dei baby assi che nemmeno Real e Barcellona possono vantare»

TORINO, 15 settembre - Carlos Vargas, perché la Juve ha pensato a lei per guidare un settore strategi­co come quello dello scou­ting internazionale? «Con Fabio Paratici ci incon­travamo spesso in giro per il mondo e condividevamo un’i­dea: per trovare talenti devi fa­re tanta strada. In aereo, in macchina, con i mezzi che ca­pitano. L’importante è non fer­marsi mai. Mi ha fatto piacere la sua chiamata».

Lei arriva dall’Almeria.
«Sì, negli ultimi tre anni ho la­vorato all’Almeria in qualità di segretario sportivo».

Segretario?
«In Spagna il segretario spor­tivo è la figura che supporta il ds e che generalmente segue in prima persona gli osservato­ri. L’Almeria non è un grande club e di fatto eravamo soltan­to in due. Infatti passavo più tempo in Sud America a cerca­re giocatori, che in Spagna».

Alla Juve è diverso.
«Molto. Intanto partiamo con il dire che io sono il responsabile degli scout per il mercato degli Under 20, mentre Mauro San­dreani occupa la stessa posi­zione relativamente alla pri­ma squadra. Ebbene, con me collaborano 11 persone nella sola Italia, poi abbiamo scout in Olanda, Francia, Inghilter­ra, Argentina».

Il Brasile?
«Al momento no, i grandi avve­nimenti vengono seguiti dalla persona che è di stanza a Bue­nos Aires. E l’olandese è un ra­gazzo che lavorava per il Feye­noord, con grandi contatti in Sud America».

Non è una lacuna?
«No. Già oggi - e parlo con co­gnizione di causa avendo lavo­rato anche un anno al Valen­cia, due allo Xerez e due al Vil­larreal - nessun club spagnolo ha una struttura che pareggi quella della Juve nella ricerca di giovani calciatori. Nemme­no Real e Barcellona».

Ci può spiegare come agire­te sul piano operativo?
«L’osservatore in questione se­gnala un giocatore su cui vale la pena investire tempo e, ma­gari successivamente, soldi. Lo rivediamo, raccogliamo notizie e se supera questa specie di se­lezione, andrò a vederlo io. Al­la fine di questo tragitto, qua­lora si decida che il ragazzo valga l’investimento, la palla passa a Paratici e Marotta, che decideranno il dà farsi. La que­stione economica non è di mia competenza».

La Juve se l’immaginava co­sì come l’ha trovata?
«Me l’immaginavo come un club grande e organizzato. A sorprendermi è stato l’ambien­te, giovane, coeso, motivato. So­no soltanto all’inizio di questa avventura, ma l’impressione è di partecipare alla nascita di qualcosa d’importante».

In questi giorni avete riuni­to a Torino tutti i vostri os­servatori.
«Sì, perché è importante condi­videre un comune modo di la­vorare. Siamo la Juve, non pos­siamo improvvisare nulla. Tutti devono avere le informa­zioni necessarie per muoversi coerentemente con il disegno generale. Vale per la filosofia di fondo, ma pure per i partico­lari tecnici, come il tipo di rela­zioni, ecc.».

La filosofia di fondo qual è?
«Dobbiamo individuare gioca­tori potenzialmente in grado di arrivare in prima squadra. Non importa se sono sul mo­mento i migliori del loro grup­po o i più strutturati. Ma devo­no farci intravedere i mezzi tecnici, fisici, tattici e psicolo­gici per poter compiere un per­corso complicatissimo. Certo un ragazzo alto 1,77, anche se bravissimo,non potrà mai es­sere un centrale difensivo del­la Juve».

da Tuttosport