lunedì 31 maggio 2010

Colpo Di Scema ........ Dzeko alla Juve se il city

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Mercato Juventus

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La Juve saluta Bettega: «Grazie della collaborazione»


La società bianconera con un comunicato ufficiale ha ringraziato l'ormai ex dirigente per il lavoro svolto: «Lo ringraziamo per aver dato la propria collaborazione in un momento particolarmente complesso»

TORINO, 31 maggio - La Juventus ha detto addio a Roberto Bettega. La società bianconera ha deciso di terminare il rapporto con l'ex attaccante attraverso un comunicato ufficiale.

IL COMUNICATO - «La Juventus e Roberto Bettega comunicano l’avvenuta cessazione della loro collaborazione. La Juventus ringrazia Roberto Bettega per aver dato la propria collaborazione in un momento particolarmente complesso. Roberto Bettega saluta con commozione la maglia bianconera e i tifosi cui ha dedicato una parte lunga ed indimenticabile della propria vita con passione e grande amore sia nei momenti esaltanti, sia in quelli più difficili».

da Tuttosport

Commento:

Il suo indiscutibile amore per la Juve gli ha fatto dimenticare i difficili equilibri "politici" all'interno della famiglia Agnelli/Elkann, una leggerezza che gli è costata il posto, una leggerezza dettata però solo dalla sua indubitale passione per la maglia più bella del mondo.
Arrivederci Bobby Gol!

IN MEMORIA DELLA STRAGE DELL'HEYSEL

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Juve, c'è una squadra da vendere


Da Trezeguet a Diego, i cedibili sono quindici. A complicare le trattative sono i loro alti ingaggi

TORINO
Varata la manovra per abbassare l’età media della rosa e tagliare il monte ingaggi, la Juve adesso è chiamata al compito più difficile: trasferire il progetto dalla carta alla realtà, cioè piazzare i 15 indesiderati che secondo i piani l’anno prossimo dovranno giocare lontano da Torino. Operazione necessaria anche per sbloccare il mercato in entrata. Se disfarsi dei prestiti sarà uno scherzo, avendo il coltello dalla parte del manico (Caceres e Candreva non saranno riscattati da Barcellona e Udinese), molto più complicato è ammorbidire la posizione di chi un contratto in mano ancora ce l’ha. E pure d’oro. Non è il caso di Cannavaro, in scadenza e liquidato lasciando cadere l’opzione per il rinnovo, ma di gente come Trezeguet (4,5 milioni netti all’anno fino al 2011), Amauri (3,5; 2012), Poulsen (3,3; 2012), Camoranesi (3; 2011), Zebina (2,5; 2011), Grosso (2; 2012), Salihamidzic (2; 2011) e Grygera (1,8; 2012). Forse anche di Diego (3,8; 2014), che non a caso ripete spesso di «voler restare», ma è anche l’unico ad aver conservato un certo appeal internazionale. Trovare compratori per gli altri pezzi in vetrina sarà un’impresa, anche volendo regalarli, perché in molti hanno fatto capire che punteranno i piedi. Il braccio di ferro è già cominciato.

«La vecchia dirigenza ci ha detto che Mauro non rientra più nei piani della Juve - spiega ad esempio Sergio Fortunato, agente di Camoranesi - ma dobbiamo ancora confrontarci con la nuova. Se le idee non sono cambiate, va trovata una soluzione che soddisfi tutti. A cominciare da noi». La posizione dell’esterno italo-argentino vale più o meno anche per gli altri: nessuno vuole rimetterci un centesimo e tutti prima di fare le valigie pretendono destinazioni comode e/o gratificanti. In una parola, impossibili: perché i pochi club al mondo che possono permettersi i loro stipendi hanno altri obiettivi, mentre quelli che si informano spesso si allontanano spaventati. È il caso del Marsiglia, che per bocca di Deschamps ha giudicato Camoranesi «troppo caro». Lo stesso vale per Trezeguet, sulle cui tracce ci sono Corinthians, Monaco e Napoli: potrebbe rifiutarle tutte, imitando Poulsen che un anno fa mandò al macero una mega offerta del Fenerbahce perché la moglie non gradiva Istanbul. Per Diego e Amauri, pagati 25 e 22,8 milioni a Werder Brema e Palermo (con ingaggi triplicati), c’è una complicazione in più: lo spettro di una scomodissima minusvalenza. Silvano Martina, l’agente di Buffon, qualche giorno fa definì il portiere più forte del mondo «prigioniero del suo contratto». Parole spendibili a maggior ragione per chi non rientra nei piani di Del Neri e per la Juve stessa, ammanettata da accordi senza via d’uscita. Così si lavora sugli scambi: Camoranesi, Amauri e Zebina sono stati proposti al Milan, Trezeguet e Poulsen alla Samp per arrivare a Pazzini e Palombo (Garrone apre: «Col cuore dico che restano, ma...»), Diego a mezza Europa (Liga e Bundesliga). Decine di procuratori che la scorsa settimana sono stati avvistati nella sede di corso Ferraris hanno ricevuto la lista dei partenti, mentre da oggi il dg Marotta opererà anche in entrata. La prima mossa sarà l’incontro con il Genoa per risolvere le comproprietà di Criscito e Palladino, baby talenti con il destino in bilico da anni: entrambi potrebbero essere lasciati in Liguria per mettere le mani su Bonucci (valutato 15 milioni), a metà tra i rossoblù e il Bari, tra i primissimi obiettivi per la difesa. Per Pepe, l’Udinese chiede 10 milioni e di aspettare la fine dei Mondiali: la Juve può accelerare i tempi mettendo sul piatto Lanzafame (a metà col Palermo), graditissimo a Guidolin.

da La Stampa

domenica 30 maggio 2010

Juventus Fans - Il forum dei veri juventini


Commento:

I movimenti di opinione sono l'unica arma in mano a noi poveri cristi do quindi il benevenuto al nuovo forum sulla Juve, che sia un giusto assembramento telematico dei tanti tifosi che grazie al web sono uniti e forti più che mai.

Bravi!

Tragedia Heysel: venticinque anni dopo

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29-05-2010 - Manifestazione Heysel - ULTRAS JUVENTUS

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Bruno Pizzul a Stile Juventus

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sabato 29 maggio 2010

Del Piero: «Heysel, la partita mai iniziata»


Il capitano della Juve: «In quella tragica notte avevo solo 11 anni. Capii dove poteva arrivare la bestialità umana»

TORINO, 29 maggio - «29 maggio 1985, avevo undici anni, me lo ricordo bene. La mia squadra deve vincere la Coppa dei Campioni. Questa volta non puo’ sfuggirci, siamo i più forti. Il giorno dopo c’è la scuola ma so che i miei mi faranno fare tardi, tanto non sarei riuscito a dormire. A casa siamo tutti juventini: papà, mamma, mio fratello. La partita l’ho già giocata nel pomeriggio con il mio pallone, e la sera prima di andare a dormire con la mia immaginazione, come sempre interpretando la parte di tutti i giocatori. La fantasia ti fa volare, qualche anno più tardi avrei scoperto che la realtà la può anche superare». Alessandro Del Piero ricorda sul suo sito la tragica notte dell'Heysel, una partita che il capitano della Juve ha vissuto davanti al televisore.

«CAPII IN QUELL'OCCASIONE DOVE PUO' ARRIVARE LA BESTIALITA' UMANA» - «E’ una di quelle partite di cui parlano tutti, in Veneto poi… E’ pieno di juventini come noi. Eppure Juventus-Liverpool, finale di Coppa dei Campioni 1984/85 dallo stadio Heysel di Bruxelles, la vediamo a con un tifoso dell’Inter: è un collega, caro amico di mio papà, che ci aveva invitato a cena. Una bella occasione per stare insieme e per fare festa, a casa di un amico e non certo di un “avversario”… Tutto il bello del calcio e della passione per una squadra, per me, sta tutta in quell’attesa. Tutto il brutto, quanto di più drammatico si possa immaginare, sta tutto in quello che è accaduto dopo. Ricordo una cena consumata in pochi minuti per correre a giocare con il figlio degli amici dei miei, prima del calcio d’inizio. Ricordo una partita che non comincia mai, mentre “i grandi” sono a tavola, con gli occhi fissi alla televisione, la voce per me lontana di Bruno Pizzul che rivela a milioni di spettatori quello che sta accadendo. Io sono di là a giocare. Solo più tardi mi spiegheranno, comincerò a capire dove può arrivare la follia, la bestialità, ma anche l’irresponsabilità degli uomini. Torniamo a casa tra il primo e il secondo tempo. La partita era inizita, poco contava ormai. Ma quale partita. Vinciamo la Coppa, sì. Ma all’Heysel sono morte 39 persone, di cui 32 italiani, juventini che volevano festeggiare, come me e la mia famiglia. Come noi, potevamo esserci noi. Adesso sono il capitano della Juventus. Sono passati venticinque anni, da diciassette sono dall’altra parte, non più tifoso ma protagonista. Oggi ricorderemo le vittime di quella tragedia. Lo farò non soltanto da giocatore della Juventus, ma da tifoso, da bambino di undici anni che sognava di giocarla, quella finale. Non la dobbiamo mai dimenticare. E in particolar modo noi che abbiamo la fortuna di indossare questa maglia - per un minuto come per una carriera – dobbiamo rivolgere un pensiero a quella partita mai iniziata e a chi per quella partita, per quella passione, per la Juventus, ha perso la vita».

da Tuttosport

Francesco Caremani a Stile Juventus in TV

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2a parte
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Storia proibita degli anni '80 - Il calcio degli scandali

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6a parte
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Commento:


Da guardare non solo per le tette di Moana durante la sigla... ;)

Chiellini: Non era colpa di Ranieri

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Corteo del 29 maggio 2010 - Memoriale di Facchetti

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Domenico Laudadio a Stile Juventus

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Emilio Targia a Stile Juventus

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venerdì 28 maggio 2010

Gianluca Pessotto a Stile Juventus In Memoria dei 25 anni dalla strage dell'Heysel

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Approvate norme per fair play finanziario


Il Comitato Esecutivo UEFA ha approvato all'unanimità le nuove norme UEFA sulle licenze per club e il fair play finanziario, proposte con il sostegno di tutti i portatori di interesse nel calcio europeo.

Oggi, il Comitato Esecutivo UEFA ha approvato all'unanimità le nuove norme UEFA sulle licenze per club e il fair play finanziario, proposte con il sostegno di tutti i portatori di interesse nel calcio europeo.

Dopo una fase di implementazione progressiva di tre anni – 2010, 2011 e 2012 – il punto chiave delle norme, ovvero l'obbligo di pareggio del bilancio, entrerà in vigore per la dichiarazione finanziaria del periodo che terminerà nel 2012, da valutare durante la stagione 2013/14 delle competizioni UEFA per club.

Commentando questa importante decisione presa per il benessere del calcio europeo, il presidente UEFA Michel Platini ha dichiarato: "Abbiamo lavorato sul concetto di fair play finanziario a stretto contatto con i club, perché non è nostra intenzione punirli ma proteggerli. Siamo completamente d'accordo con le società. La filosofia consiste nel non spendere più di quanto si guadagni".

"L'approvazione odierna segna una tappa importante per l'amministrazione finanziaria dei club europei, perché iniziamo a riportare stabilità e un senso economico comune al calcio. Ringrazio tutti i portatori di interesse che hanno sostenuto la causa".

Il presidente dell'Associazione Club Europei (ECA), Karl-Heinz Rummenigge, ha dichiarato: "Si tratta di un grande traguardo. A nome dell'Associazione, vorrei ringraziare la UEFA e Michel Platini in particolare per la sua iniziativa, che ritengo vada nella giusta direzione".

"Dopo soli due anni dalla sua nascita, l'Associazione Club Europei è riuscita, insieme alla UEFA, ad adottare misure che trasformeranno il calcio europeo a livello di club in un business più responsabile e, in ultima battuta, più sostenibile. Con il pieno sostegno alle norme sul fair play finanziario, i club accettano di cambiare il proprio operato e di compiere un sostanziale passo in avanti".

Le norme complete sulle licenze per club e sul fair play finanziario UEFA, edizione 2010, verranno pubblicate a giugno e rese disponibili su UEFA.com. I club verranno valutati su una base di rischio, che tiene conto dei debiti, dei livelli salariali e dei seguenti pilastri principali:

• Obbligo di pareggio del bilancio: i club non devono spendere più di quanto ricavato in un determinato periodo di tempo
• Nessun debito arretrato durante la stagione, verso i club, i dipendenti e/o le autorità sociali o fiscali
• Fornitura di informazioni finanziarie per il futuro, in modo da garantire che i club possano adempiere agli obblighi successivi

L'indipendente Panel di Controllo Finanziario dei Club, presieduto da Jean-Luc Dehaene, sarà responsabile per il processo di monitoraggio, in termini di valutazione della documentazione sottoposta dai licenziatari e, se necessario, potrà richiedere informazioni addizionali.

Il Comitato Esecutivo UEFA si è anche accordato per proporre alla FIFA e all'International Football Association Board (IFAB), a seguito dell'approvazione IFAB del 18 maggio per altri due anni di sperimentazione sui due assistenti arbitrali addizionali, che la UEFA Champions League 2010/11 a partire dagli spareggi (ultimo turno preliminare prima della fase a gironi), la UEFA Europa League a partire dalla fase a gironi, la fase di qualificazione a UEFA EURO 2012 e la fase finale del torneo, e la Supercoppa UEFA del 2010, vengano utilizzate per effettuare questi ulteriori test.

da Uefa.com

Narducci e Zanetti

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Mariella Scirea a Stile Juventus 26 maggio 2010

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Walter Veltroni a Stile Juventus in TV 26/05/2010

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giovedì 27 maggio 2010

Gianfranco Butinar imita Gigi Delneri

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"Disinformatija" di Giuseppe Pollicelli

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Buffon: "Alla Juve giocatori che sputino il sangue per la maglia"

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Commento:


Anche il prossimo anno ci farà l'onore della sua presenza...........Ma vaffanculo!

Sky ammette di non sapere nulla del mercato Juve

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Top 10 Goal Juventus 2009/2010

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Commento:

A vedergli fare quei due gol alla as roma viene ancora più rabbia....

Criscito: "Tornare a Torino sarebbe una rivincita"

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Luciano Moggi e Paolo De Paola a "Stile Juventus"


Moggi dice la sua su Agnelli, Marotta, Delneri, la nuova Juve, il mercato, Blanc e Calciopoli

DE BONIS - "Direttore, Finalmente un Agnelli torna al comando della società bianconera. Credo che lei sia felice di questo..."

MOGGI - "Diciamo che finalmente un uomo competente è alla guida della Juventus. Questa è la cosa principale che dev'essere detta, anche perchè Andrea è uno che capisce di calcio avendo seguito il papà in tutta quella che era la sua attività di presidente della Juventus, per cui sa vita, morte e miracoli, i comportamenti che deve tenere e quali giocatori comprare".

DE PAOLA: "Secondo me si volta completamente pagina. La Juventus, quella che conoscevamo fino a qualche tempo fa, che era stata passiva sul fronte Calciopoli, era stata poco attiva sul fronte del mercato e sooprattutto dell'impegno sportivo, è completamente alle spalle. Questa è una squadra che vuole tornare ad essere antipatica. Ci siamo stufati di una squadra troppo simpatica, ma perdente. Sparisce una Juve targata Blanc, Cobolli, Secco, Castagnini eccetera, e ne appare un'altra. Ora io ti voglio chiedere se nei componenti essenziali, perchè sappiamo che dovrebbe andare via in maniera non traumatica anche Blanc, sei d'accordo sui nomi che stai leggendo, sugli inserimenti che ancora saranno fatti e che probabilmente anche tu conoscerai, e quanto questa società ci metterà a rimettersi in piedi e a tornare competitiva...".

MOGGI: "Intanto qui il problema è l'ultima cosa che hai detto: quanto ci metterà a tornare competiviva. Io ho l'impressione che ci siano ben pochi giocatori al momento attuale che possano costruire un ciclo e sui quali poter appunto puntare l'attenzione per mettere altri giocatori con caratteristiche che si adattino alle loro. Non tanto dal punto di vista della qualità, perchè quando parlo di Trezeguet, di Del Piero o di Cannavaro, parlo di giocatori che hanno classe da vendere; purtroppo però la carta d'identità parla una lingua universale e non può essere trascurata. Evidentemente credo siano pochi i giocatori che potrebbero entrare in questo contesto. Buffon è tra questi, poi ovviamente Chiellini, Marchisio e pochi altri. Insomma, giovani. Il problema di costruire una squadra con questi giocatori penso sia una cosa seria. Non si possono immettere sei, sette nuovi innesti tutti assieme, perchè poi si rischierebbe di fare un polverone che poi non consentirebbe di fare una formazione armonica, sia sotto il profilo agonistico che qualitativo, per portare avanti un ciclo. Io credo sia una cosa da fare gradatamente, con due-tre giocatori al massimo, e poi ovviamente, tutti gli anni inserire qualcuno, come facemmo noi quando entrammo alla Juventus. La cosa più pericolosa è mettere tanti giocatori. Io credo che indovinando tutti gli acquisti servano due-tre anni per fare qualcosa di importante. E' un lavoro gravoso per il presidente. Ma è una cosa buona anche il fatto che abbiano immesso finalmente in società gente che capisce di calcio. Delneri è un buon allenatore, non è un fenomeno, ma sicuramente un buon allenatore. Marotta sicuramente capisce di calcio e lo ha dimostrato; ha un seguito, con Paratici, abbastanza valido. Devono adeguarsi - questo è il punto interrogativo - a un passaggio veramente notevole da una squadra che è arrivata quarta ed è come se abbia vinto il campionato, ad una squadra che se arriva quarta è come se avesse perso il mondo. Ma comunque loro sono persone intelligenti e quindi penso che possano far bene in questa Juventus. Credo sia stata fatta un bel po' di pulizia e non poteva essere diversamente. Adesso manca solo Blanc all'appello. Credo che avvenga in tempi più lontani, ma Blanc potrebbe andare via. Io ricordo che quest'anno Blanc aveva detto che doveva essere l'anno della stella".

DE BONIS - "Lei Direttore darebbe un'altra possibilità a David Trezeguet?"

MOGGI - "Ci sono dei momenti in cui bisogna considerare alcune cose: Trezeguet è un giocatore che ha una certa età, però di una certa valenza. E' un rapinatore d'area di rigore. Se dovesse accettare di stare in panchina si potrebbero creare le condizioni per restare ancora un anno o due. Ma attenzione, dico in panchina se la Juventus dovesse acquistare giocatori di alta caratura, perchè altrimenti Trezeguet giocherebbe sicuramente e probabilmente non sarebbe una Juventus competitiva come si potrebbe ipotizzare".

DE BONIS - "Per caratteristiche Trezeguet potrebbe anche essere un giocatore dagli ultimi 20 minuti..."

MOGGI - "Sì, ma bisogna vedere se il calciatore è disponibile a fare queste cose. Al momento attuale Trezeguet può ambire ad un contratto importante in qualsiasi altra squadra, di conseguenza potrebbe sfruttare quel tempo che gli rimane da calciatore per raggranellare un po' di soldi e dare anche dei risultati, perchè Trezeguet è un professionista serio e ovunque vada cercherà di far bene. E' un discorso che va fatto solamente con lui e vedere se è disponibile ad accettare determinate condizioni".

DE PAOLA - "Il primo consiglio che ti sentiresti di dare ad Andrea Agnelli, a livello di giocatori e di tutto, perchè ora vengono messi in discussione anche i campi di Vinovo, l'organizzazione societaria, ecc..".

MOGGI - "Guarda Paolo, il primo consiglio che darei ad Andrea Agnelli è quello di non parlare nè con Moggi nè con Giraudo, perchè altrimenti lo deferiscono, visto quello che è successo per una cena con Menarini".

DE PAOLA - "Allora diciamo in una cena non ufficiale...".

MOGGI - "Ma non c'è bisogno di dire nulla ad Andrea, perchè Andrea è armato di seri propositi e credo voglia fare il meglio. Io lo conosco come le mie tasche perchè con il papà ci ha seguiti sin da ragazzino, fino a quando non siamo andati via, ed anche dopo. So della sua competenza calcistica e so anche della sua competenza gestionale, che è importante quanto quella calcistica. E' inutile fare una buona squadra e poi non saperla gestire o non saper gestire i dipendenti. La Juventus di questi tempi non era certamente inferiore al Milan, eppure il Milan è arrivato terzo, mentre la Juventus è fuori dalla Champions. Questo perchè non c'era un'ambiente che sapeva gestire queste cose. La Juventus poteva tranquillamente lottare per il secondo o terzo posto. Non poteva competere con l'Inter, ma era sicuramente competitiva nei confronti della Roma e nei confronti del Milan. E' venuto fuori il problema gestionale, perchè quando hai dei giocatori difficili da portare avanti ci vuole carisma, per far capire che ci vuole rispetto. Come ho già detto, la Juventus non era inferiore alle squadre che sono arrivate prime: non vorremo mica confrontare la Sampdoria con la Juventus? Eppure la Samp è arrivata quarta. Bravi Marotta e Delneri; vediamo se si possono ripetere alla Juventus. Fermo restando che la Juve non può arrivare quarta e quindi anche loro devono migliorare i loro intendimenti e portare la squadra ad essere competitiva: non dico con l'Inter, ma con Milan, Roma, Samp, Napoli. Adesso se mi dicono che il Napoli è superiore alla Juventus mi viene da ridere. E' una squadra buona, ma sicuramente la Juventus ha altre caratteristiche. La malagestione si è ripercossa poi nei risultati. E' vero che hanno sbagliato campagna acquisti: Melo lo hanno preso per fare il regista quando invece regista non era; Diego, che è un trottolino carino, ma non risolve nessun problema. Ma è altrettanto vero che questi giocatori potevano dare molto di più di quello che hanno dato i calciatori delle squadre che sono arrivate prima della Juventus".

DE PAOLA - "Hai letto le dichiarazioni di Meani? Ha detto che anche Facchetti doveva essere intercettato. Però a sua volta si è difeso dicendo che l'atteggiamento del Milan era quello di difesa. Non ti fa un po' sorridere questa dichiarazione?

MOGGI - "Lasciamo perdere questa dichiarazione, che lascia il tempo che trova. Mentre il discorso sull'Inter è un discorso serio, ma siccome chi intercettava era Telecom....(ride, ndr). Era improponibile una cosa del genere (ride,ndr). Ora alcune intercettazioni sono state faticosamente trovate, ma chissà quante altre sono state nascoste, su questo non c'è dubbio. Comunque quelle che sono state trovate bastano per dimostrare che l'Inter non era sicuramente la squadra che poteva avere lo scudetto, su questo non ci piove. Il fatto stesso che si siano tirati tutti indietro, da Coccia ad Aigner, eccetera, e abbiano dato tutti la colpa a Guido Rossi, la dice lunga...".

DE PAOLA - "Clamoroso quello che ha detto Guido Rossi, ovvero che non ha assegnato lui questo scudetto. Com'è clamoroso l'atteggiamento di Abete, che in un primo momento aveva lasciato trapelare l'ipotesi di una radiazione definitiva, poi ad un certo punto ha fatto una marcia indietro, spiegando che deve capire, che qualcuno deve dirgli, che il Consiglio deve dirgli come agire. Ma credo ci sia assolutamente una frenata su questo argomento. Non credi?"

MOGGI - "Mi pare anche giusto. Il problema è che si chiede alla Corte di Giustizia Sportiva un parere su una radiazione e la Corte di Giustizia è quell'organo che ha stabilito che io non ero giudicabile perchè non ero più tesserato. Tu mi devi dire come si fa a radiare un vigile urbano? E' un controsenso. Tutti quanti devono stare attenti ai comportamenti. Io vado a cena con degli amici e questi vengono deferiti; prendere di mira una persona o poche persone - perchè questo è un discorso fatto soltanto su di me e Giraudo - e continuare a dire 'non parlate con questo o con quello perchè altrimenti vi deferiamo', può essere anche una cosa controproducente, perchè dopo ci sono anche le reazioni e nessuno, compreso il presidente federale - è immune da critiche. Prima dicevano che non c'erano altre intercettazioni ed invece sono state portate alla luce. Ma ne esistono anche altre, quindi devono fare attenzione a quello che fanno".

DE PAOLA - "Sono clamorose quelle presentate da Narducci, quelle 41, dove ci sono le conversazioni della Fazi. Le conversazioni della Fazi, smontano il teorema dell'associazione. Nelle conversazioni della Fazi con Bergamo, si evince che tutte le persone coinvolte nell'associazione pensavano ciascuna al proprio interesse: perchè Bergamo pensava ad essere di nuovo designatore, perchè Pairetto faceva a sua volta la guerra a Bergamo. E la Fazi si esaltava con Bergamo dicendogli: "Ho messo paura a Moggi". Insomma, spiegatemi qual'è l'associazione?"

MOGGI - "C'è un'altra cosa: gli arbitri coinvolti. Ad esempio in Parma-Milan del 2004, il Milan vince 2001, l'arbitro era Pieri, che ha negato il rigore del pareggio al Parma. E questo faceva parte della nostra congrega. Vai a prendere Atalanta-Milan, sempre del 2004, e trovi Bertini che non espelle Nesta e non dà il rigore a favore dell'Atalanta, e il Milan vince 1-0. Quindi, si fa fatica a capire quello che ha detto Meani".

DE PAOLA - "Nella trasmissione di Matrix, c'era un giornalista di cui non faccio il nome, per non fargli pubblicità, che diceva delle tesi populiste soltato per avere un pochino di vantaggio nei tuoi confronti, ma non entrava nel cuore dell'argomento...".

MOGGI - "Le avrà lette sui giornali...".

DE PAOLA - "No, la tesi era la pesantezze delle tue telefonate rispetto a quelle di altri - per esempio di alcuni dirigenti dell'Inter -, che era assolutamente differente. Non è vero! Perchè anche quella telefonata che è stata ascoltata, in cui tu parli della griglia, alla fine come si è risolta? Che la griglia non è stata quella, che gli arbitri prescelti non erano quelli. Quindi, non ti hanno ascoltato. Invece per me è più grave chi chiama il designatore degli arbitri come Mazzei e gli dice 'questo arbitro tienilo fuori, quest'altro arbitro tienilo fuori', questo è fare realmente la griglia".

Paolo Gallinelli, avvocato di Massimo De Santis - Intervista


Lo scandalo "Calciopoli" continua a vivere la sua fase processuale nell’aula 216 del tribunale di Napoli. Uno degli imputati di “associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva” è l'ex arbitro Massimo De Santis, accusato di essere il capo della fantomatica “combriccola romana”.
A difenderlo c’è il noto avvocato romano, Paolo Gallinelli, avvocato di diversi personaggi VIP di Roma, e di diversi personaggi dello sport.
Ringraziamo Mimmo Celsi per aver realizzato questa intervista.


Che idea si è fatto ad oggi di questo processo?
E' un processo con voragini probatorie enormi. Sono solo indizi processuali, e nessuno di questi costituiva prova penalmente rilevante.

Cosa intende dire che non costituivano prova penalmente rilevante, parlandone al passato?
Fino ad un certo punto del processo i PM consideravano prove rilevanti solo le telefonate di Moggi, mentre il lavoro certosino dei consulenti della difesa portava alla luce nuove intercettazioni. Poi, due settimane fa, hanno presentato una lista di 78 telefonate (sempre lavoro di Penta e del suo staff), ed hanno ammesso che tutte sono oggi penalmente rilevanti. Questo è un passo avanti per noi, e per l’opportunità di poter lavorare più serenamente a questo processo”.

Quindi possiamo dire che il processo ha subito una svolta notevole...
Vede, le indagini sono state condotte in modo unilaterale, sono stati selezionati degli imputati, con prove che però non danno adito a colpevolizzazioni di sorta, visto che dalle telefonate portate in tribunale risulta che tutti telefonavano. E quindi non era solo Moggi a telefonare.

Riferendosi a De Santis il suo assistito, allora chi gli telefonava?
Moggi non di certo, non ci sono telefonate illecite tra i due, mentre Facchetti chiama De Santis dalla sede e da cellulari, e le telefonate saranno presentate. E non è l’unico, l’ex presidente dell’Inter, anche altre società lo facevano.

Moggi è stato accusato di scendere negli spogliatoi e di parlare con De Santis.
Esisteva già, all’epoca dei fatti il 2004, una circolare che permetteva a tutti i dirigenti di scendere negli spogliatoi a salutare gli arbitri, come rituale ospitale, fino a 20 minuti prima della partita. E poi dopo la partita successivamente alla consegna del referto. Questa circolare, inoltre, indicava chi poteva avere l’accesso allo spogliatoio, quindi oltre ai dirigenti addetti agli arbitri anche i presidenti e amministratori delle società (Moggi e Giraudo erano accreditati essendo amministratori della Juventus), e indicava che potevano consegnare dei souvenir e gadget agli arbitri (cappellini e magliette)

Inoltre De Santis viene accusato di avere rapporti confidenziali solo con Moggi...
Anche questa è una diceria smentita tra l’altro proprio dall’imputato che doveva confermarla, Ancelotti, il quale ha ammesso che De Santis è una persona molto aperta e dà del tu a tutti. Lo stesso Moggi ieri commentava come, anche al Presidente della Repubblica se lo avesse davanti, l’ex arbitro darebbe del tu. Io non vedo in questo prove di illecito. Anzi solo una certa apertura caratteriale.

De Santis era un arbitro con una carriera di successo davanti a sé, e invece è fuori dal mondo del calcio. Se alla fine ne uscirà assolto, prevedete azioni risarcitorie?
De Santis all’epoca di Calciopoli era un arbitro designato ai Mondiali, e credo che per come li stesse preparando non avrebbe fallito; purtroppo di danni ne ha subiti anche tanti, ma io confido nella giustizia. I giudici, la Casoria in testa a tutti, si sono dimostrati attenti ed imparziali nella conduzione dell’istruttoria dibattimentale, nonostante la richiesta di ricusazione dei PM, ed hanno mantenuto i toni e le condizioni del processo in modo egregio, portandolo ad un dibattimento che ad oggi è stato esemplare. Per le azioni risarcitorie ci sarà tempo di valutare, prima aspettiamo la sentenza.

Lei conosce De Santis molto bene, cosa ci può dire di più?
Penso che il calcio italiano abbia perso un ottimo arbitro, sicuramente uno dei migliori, che avrebbe potuto ricoprire ruoli importanti in sede di CAN o AIA, come consulente o in altre vesti. Invece mi tocca sentire che gente come Cornieti, che non ha avuto una carriera folgorante, ed è stato dismesso per una tendinite, faccia il consulente portando in aula prove di presunti favori per il Parma con ammonizioni mirate e ed espulsioni ad hoc, ma non nota invece poi l’espulsione di Couto, dimenticando che Petruzzi, uno degli espulsi del Chievo, era invece uno dei calciatori più fallosi di quel campionato.

Quindi pensa che la sua carriera calcistica sia definitivamente finita?
Non posso dirlo per certo, ma è paradossale che gente come Collina, Trefoloni e Rosetti, che sono intercettati con telefonate indirette, non sono state all’epoca dei fatti oggetto di intercettazione diretta sulle loro utenze telefoniche, e come siano in attività e il Collina anche designatore, facendo passare il processo sportivo 2006 come una pulizia del calcio italiano… non sono sicuro che questa pulizia sia stata fatta davvero.. E il De Santis si trova a dover soffrire per la mancanza dai campi di calcio, che sono una passione forte per lui.

La vicenda Facchetti, è stata oggetto di ulteriori discussioni, e di recente il figlio ha ricordato di una lettera di scuse firmata da De Santis...
Questa è un’altra storia. De Santis, cosi come Bergamo e Pairetto, sosteneva che riceveva telefonate da Facchetti e dall’Inter. All’epoca le prove non esistevano; dopo una denuncia, De Santis nel rispetto della memoria di Facchetti ha dovuto al fine di evitare una condanna ingiusta, firmare una lettera di scuse. Oggi le prove ci sono, grazie sempre all’aiuto dei consulenti di Moggi, Penta su tutti e, nonostante sia dovuta, la lettera di scuse dal figlio di Facchetti a De Santis non è stata restituita e il mio assistito è ancora in attesa delle scuse ufficiali.

a cura di Mimmo Celsi

martedì 25 maggio 2010

Mercato Juventus

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La juve e le cascate - Le cascate del pm con mancini

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Documentario Ragazzi Di Stadio - Anni 70' Ultras

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2a parte
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7a parte
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Commento:

Non vedo l'ora di vedermelo anche io, deve essere uno spaccato di società unico caratterizzato da dinamiche sociali che nei prossimi anni torneranno drammaticamente...

MAROTTA E LA JUVE MADE IN ITALY

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Spunta un’intercettazione pericolosa per l’Inter


L’arbitro Bertini a Bergamo: «Facchetti mi ha parlato prima della gara: spiacevole». Nella telefonata la rivelazione: l’ex presidente nerazzurro entrò nello spogliatoio facendo pressione sul direttore di gara

ASCOLTIAMO anche questa telefonata in cui l’arbitro Bertini descrive le parole di Facchetti in una sua irruzione nello spogliatoio arbitrale prima di Cagliari-Inter del 12 maggio 2005. E una domanda sorge spontanea, la stessa che ci poniamo di fronte alle certezze tetragone di chi distingue quel che fu da massimo della pena nel 2006 e quello che si vorrebbe far finire nel nulla nel 2010 (perché Palazzi non chiede i dischetti con le 171 mila telefonate? Perché non s’incuriosisce pure lui a voler ascoltare tutto, senza dover dipendere dalla giustizia penale rivendicando l’autonomia rivendicata spesso da tanti in Figc?). Che ne sarebbe stato dell’Inter se nel processo sportivo di Calciopoli, quattro anni fa fosse finita anche questa telefonata che ci accingiamo a pubblicare e che finirà nel calderone delle “novità” vecchie di quattro anni che sfilano al processo di Napoli? Avevamo (anche i più garantisti sul fronte nerazzurro) additato come rilevante la telefonata Bergamo-Facchetti che prima della semifinale del­la Coppa Italia 2005 si fanno riguardo allo score di Bertini coi nerazzurri: Bergamo cerca di creare i presupposti per una sfida senza l’arbitro messo in mezzo dalle proteste interiste, asseconda Facchetti che gli ricorda lo score con l’arbitro di Arezzo «4-4-4 con lui», inteso come vittorie, pareggi e sconfitte. E Bergamo rintuzza: «Allora facciamo 5 di quelle con la V». Le pressioni di Facchetti perché la gara è importante per l’Inter (che vincerà quel titulo). Ecco il dopo gara, parlano Bertini, l’arbitro che non capiva bene le situazioni stando a quanto si dicono Facchetti e l’ex designatore, e proprio Bergamo. Auricchio aveva candidamente confessato che l’indagine ruotava attorno al sistema Moggi e così anche di fronte alla confessione dell’assistente Coppola che parlava di pressioni ad uso e consumo interista non approfondì, non sentì questa telefonata del 12 maggio 2005. «A noi non risultavano pressioni interiste, non abbiamo intercettazioni», beh - piaccia o non piaccia - c’è pure questa intercettazione.

LA TELEFONATA - La sera del 12 maggio 2005, al termine della partita Cagliari-Inter (1­1), l’arbitro Paolo Bertini chiama il designatore Paolo Bergamo per lamentarsi delle pressioni di Giacinto Facchetti prima dell’inizio dell’incontro. «Sa, questa è la tredicesima partita, eh? - dice all’arbitro negli spogliatoi il presidente dell’Inter -. Per ora siamo in perfetta parità: quattro perse, quattro vinte e quattro pareggiate. Eh, sa, per l’Inter non è che sia un grande score». «Non è stato piacevole - commenta Bertini con Bergamo -. A volte è imbarazzante una premessa del genere». Si discute del mani fuori area di Carini, portiere interista, poi si va sulla visita di Facchetti a Bertini, evidentemente all’oscuro del tema della telefonata Bergamo­Facchetti sul 4-4-4 (ma Bergamo faceva così: la dava calda a molti, forse a tutti).

L’INTERCETTAZIONE
BERGAMO- Pronto?
BERTINI - Sei a letto, Paolo eh?
BERGAMO - No, se. Allora?
BERTINI - Com’è andata, che mi dici?
BERGAMO - Mah, ho visto l’ultima mezz’ora perché m’avevano avvertito di questo fallo di mano che. No, non è mica espulsione comunque.
BERTINI - Quella non è espulsione.
BERGAMO- No, non è mica una chiara occasione da rete.
BERTINI - Ma poi si può fare una disposizione di carattere tecnico su tutto ma non c’ha? Forse la mancata percezione di dove fosse come posizione ma non può essere ritenuta una occasione di?
BERGAMO- No, assolutamente.
BERTINI - È stato quello l’unica cosa.
BERGAMO- Protestavano un po’ quelli dell’Inter, so’ un po’ insofferenti, quando?
BERTINI - Eh, me ne so’ accorto. È stata una remata dal primo minuto, poi, eh? Non capisco, non capisco perché. Tra l’altro c’è stato Facchetti a inizio partita, è venuto dentro lo spogliatoio a salutare con quel fare di sempre. “Ah, sa questa è la tredicesima partita, eh? Per ora siamo in perfetta parità: quattro perse, quattro vinte e quattro pareggiate. Eh, sa, per l’Inter non è che sia un grande score”, ha detto. Quindi l’abbiamo preparata in questo modo la partita.
BERGAMO- Mh, mh.
BERTINI- Eh, non è stato piacevole, non è stato piacevole.
BERGAMO - E bisogna che ci parli, sì. (incomprensibile) .più tranquillo in campo. C’avevo già parlato, gliel’avevo già detto, ma questo non capisce un cazzo.
BERTINI - No, ma ho l’impressione. non so nemmeno l’interlocuzione più giusta quale possa essere perché questa veramente… A volte è imbarazzante. Una premessa del genere. Ci siamo guardati tutti, ci siamo guardati tutti prima della partita.
BERGAMO - Ascoltami, quando avrai buttato giù con me, dopo chiama Gigi (probabilmente Pairetto, ndr) che si è accorto che m’hai chiamato.
BERTINI - Dici? Sì, sì certo.
BERGAMO- Capiscimi.
BERTINI - E quindi, niente, insomma, questa situazione te l’ho detta appunto.
BERGAMO - Grazie, comunque la partita, a parte il clima.
BERTINI - Al di là di questo, insomma la partita è poi andata bene.
BERGAMO- Per quella parte lì che ti diceva, ti ci penso io, dai...
BERTINI - Sì, perché tra l’altro non ha neanche senso. Non mi sembra di avere fatto. Anzi, anzi. Vabbuò.
BERGAMO- Buonanotte, ci sentiamo.
BERTINI - Ci sentiamo domani, va.
BERGAMO- Vabbè grazie, ciao.
BERTINI - Ciao.

Afine gara il presidente Cellino dirà: «Si vede che devono far vincere qualcosa all’Inter. A questo punto non so se serva andare a San Siro la prossima settimana».

da Tuttosport

L'utente Frales di j1897 ci informerà in diretta su tutto ciò che emergerà nell'odierna udienza di Napoli


Frales dixit:

Salve ragazzi, dopo aver superato qualche problema tecnico dovuto alla linea internet eccomi collegato!
Oggi, dopo la pausa della settimana scorsa riprende il processo. dovrebbe essere l'ora di mancini e di qualche teste delle parti civili.
a dopo!

è arrivata la casoria, inizia l'udienza

presenti i soliti de santis e bertini, cè il collegio difensivoi del direttore ma lui nn si vede ancora , c'è la morescanti in splendida forma come sempre

cè' roberto mancini

esame del pm
lei nel 2004 2005 chi allenava
l'0inter
ebbe giornate di squalifica
si per quale gara?
nn lo ricordo
ricorda inter lazio
si
quanto finì e chi l'arbitrò?
no
finì 1-1- arbitro trefoloni ricorda qualche episodio?
si
quale
forse un gol della lazio che mi era sembrato irregolare
lo rappresrentò all'arbitro?
alla fine
e che gli disse?
in quei momenti si può dire qualsiasi cosa, adesso nn ricordo
il pm legge a mancini quello da lui dichiarato nel verbale di interrogatorio mancini smentisce di aver detto all'arbitro che aveva arbitrato per far perdere l'inter
ricorda un inter roma arbitro rosetti?
si
e che gli disse?
parlai di lui e dei suoi amici di torino
e a chi alludeva
a moggi
conosce moggi?
si da quando?
da sempre
e che volleva dire coln quella allusione
nulla, poichè l'arbitro era di torino mki venne di dire questa cosa pensavo che fossero amikci, in quei momenti quando uno pensa di aver subito un torto collega l'arbitro di torino alla juve
quanti anni ha fatto da giocartorte e da allenatore
20 da giocatore e 5 da allenatore
ha mai visto moggi frequantare gli spogliatoi degli arbirtri
si quando giocavano contro le sue squadre si
era prassi anche di altre squadre?
si

ha mai visto moggi sul campo'
solo una volta in supercoppa a torino
ed era lì dall'inizio?
no è arrivato nei supplementari
il pm legge ancora stralci dell'interrogatorio in cui mancini disse che spesso aveva visto moggi quando la sua squadra nn andava bene porsi ai bordi del campo tra il quarto uomo e la panchina della juve
no non è così, solo in quella occasione
ma poteva stare lì
nn credo
e venne allontanato?
no
sempre nel 2004 2005 ricorda partirte di bertini?
no
bertini al arbitra in inter roma 3 - 3 e poi inter samp 3-2 ricorda un inter perugia del campionato precedente?
no, ma nn ero io l'allenatore
mai avuto problemi personali con bertini?
nn ricordo ma spesso avevo da dire con gli arbitri in generale

L'interrogatorio di mancini è già finito! pazzesco ragazzi, i difensori delle parti nn hanno avuto necessità di fare domande al teste che ha smentito parola per parola ogni cosa! E' STATA UNA TESTIMONIANZA IN FAVORE DI MOGGI! ASSURDO!!!

l'avv.- di corioni dice che nn sta bene e che nn potrà essere presete a breve

teste ragazzoni, prewsidente del collegio sindacale del brescia

il teste dopo aver fatto tutta la storia del brescia calcio dai fasti di baggio, mazzone, toni e bachini (!) analizza i danni che la squadra ga subito per il fatto di non essere riuscita rimanere in serie a ma di essere stata costretta a disputare i campionati di serie b che ammonterebbe a circa 36 milioni di euro oltre al deprezzamento delnome della squadra

accanto a me nicola penta mi fa presente che ci sono intercettazioni di nello governato, del brescia, che sono simili se non peggiori di quelle di moggi

finito il teste

viene introdotto un altro teste delle parti civili, ex arbitro cornieti

lei ha svolto funzioni nel calciosi ho esperienza di giocatore diulettante e poi arbitro di saerie a e b ed ho collaborato con colleghi a livello internazionale. quando ho smesso ho collaborato con il perugia e poi con il san marino di cui sono stato npresidente per un paio di anni e vanto due promozioni con queste due squadre
lei conferma che le è stata affidato un incarico di consulente da parte del brescia calcio?
si per alcune partite: chievo lazio o-1, chievo fiorentina - lazio parma
ha preso visione dei filmati che provengono dalla panini
si ho riassunto nei dischetti. chievo lazio 20.2.2005 arbitro rocchi. dopo che la lazio era passata in vantaggio al 3o0° dels econdo tempo, rocchi espelle brighi e baronio del chievo provvedimento esagerato per fallo. tali episodi rendono difficilissima la rimonta del chievo. lazio parma, settimana dopo, lazio vince 2-0 arbitro messina e qui al 37' del primo tempo calcio di rigore per fallo di zauri. l'arbitro messina vicino all'azione nn concede il rigore ma ammoinisce cardone. poi c'è una mancata espulsione di liverani che rifila una gomitata ad olive del parma. rigore nn assegnato al parm aper due trattenute su gilardino e su pisano. grandi proteste. l'osservatore abitrale a fine gara contesta all'rbitro la mancata concessione di un roigore alla squadra opsite. chievo fiorentina, l'8.5.2005, arbitro dondarini. la fiore va in rete con poiszione irregolare di maggio e di bojinov. al 44' dcel secondo tempo nn concesso al chievo un rigore nettissimo per tre trattenute

altro commento di penta: si sono dimenticati di dire che messina è stato assolto nell'abbreviato

gallinelli per de santis
quante gare del 2004 2005 ha esaminato?
quelle che mi sono state consegnate
quante>?
quelle che ha sentito
sulla base di quali parametri ha stabilito s eun errore è volontario o involontario
io ho solo descritto i fatti in maniera asettica
nessuna altra domanda

gentile per lotito
chievo lazio. lei è in grado di riferire se anche couto è stato espulso?
io ho visto la gara ed ho rilevato quetsi fattu
cioè nn si è accorto dell'epulsione dei couto?
assolutamente no
casoria: cioè lei ha guardato solo i fatti in danno, com'è che nn si è accorto>?
ho guardato tutta la gara e dovendo relazionare per il chievo..
casoria: si è posto in quell'ottica lì...
avv. q2uindi nojnn si è accorto nemmeno dell'espulsione di altri tre giocatori del parma
teste: non insista
avv. lei condivide le ammonizioni e l'espulsione di couito?
si

avv. lei ha esaminatop il giudizio di rocchi della commissione arbitrale su questa gara?
no
se le dico che il giudizio è di 8,50 lo considera un buon punteggio?
si ma si potrebbe anche contestare
lei ha motivo di constetsare?
si perchè se uno riduce una squadra in 9 in tre minuti posso pensare che noin ha arbitrato benissimo. anche un osserfvatore può vededre non bene una gara
dice l'osservatore che rocchi mantiene il controllo della gara con stile in quasi tutte le circostanze. dà un taglio disciplinare molto sevedro nbegli ultimi minuti comminando tre espulsioni, lei lo ritiene un giodizio sbagliatoi
no, ma dice "quasi" tutte le circostanze. un giocatore come couto è tra i più sqaulificati del campionato italiano
quindi lei l'ha voista l'azione
no
casoria: sta esprimendo solo un giudizio
teste: scorrettissimo

l'avv. gentile legge il giudizio dell'osservatore su rocchi
il teste dice che è in contrapposizione con il voto dato alla fine perchè se in una gara un arbitro non dà un rigore non può avere avuto quelk voto
avv. l'osservatore che scrive prestazione più che positiva, ottima la gestione disciplinare, sempre molto attento, chi da questo giudizio è un incompetente?
no ma può sbagliare

avv. di della valle
chievo fiorentina: lei ha segnatgo un gol dal suo punto di vista in fuorigioco
si era un fuorigioco difficila da cogliere
ricorda il comportamento dell'assistente?
no
nessuna decisione
no,
ha verificato chi fosse?
si ma nn ricordo
se le dicessi copelli e mangiani?
si può essere
l'arbitro era in linea?
no
lei ha parlato di tre trattenute contemporanee. lei esclude che fossero delle trattenute reciproche?
si
ricorda il comportamento dei giocatori del chievo?
no
può essere che essi cercassero di mettersi in posizione migliore per il calcio d'angolo?
no
quindi erano fermi mentre venivano strattonati dai difensori della fiorentina?
no
cioè, erano fermi o in posizione dinamoica?
gli attaccanti erabo in posizione dinamica ma nn da fare fallo si spostavano ma in maniera corretta
avevano contatto fisico con i difensori della fiorentina?
si
ma è normale su calcio d'angolo una posizione del genere?
può succedere
esclude che possa parlarsi di blocco?
lo escludo
lei quando era arbitro partecipava ai raduni di coverciano?
si
anche alle riunioni in cui si facevano vedere errori arbitrali?
si
anche quando si facevano vedere suoi errori?
si qualche volta è accaduto, sono un uomo, ma forse nemmeno uno
cioè non è mai accaduto di averfe critiche, di sbagliare?
si avrò sbagliato ma non lo facevano vedere
è capitato qualche periodo in cui è stato fermato?
no non mi hanno mai detto di essere stato fermato per motivi disciplinari
è stato arbitro internazionale?
no

avv. gallinelli
lei ha evidenziato n umerosi prvvedimenti disciplinari a danno di couto. lei sa che de santis è internazinale, ha evidenziato un errore di de santis nell'ammonire nastase e petruzzi in fiorentina bologna. confernma?
si
ha anche evidenzioato che nastase e petuzzi erano diffidati
si
quante ammonizioni avavno già subito?
no
sa quali arbitri avevano già amminito questi giocatori?
no
sa che nastase e petruzzi erano tra i più ammoniti? di couto lo sa di questi due?
assolutamente no, mi chiede l'impossibile
lei ha anche detto che la settimana siccessiva erano squalificati, sa se erano stati amminiti dallo stesso arbitro?
casoria:. avvocato, non lo sa, l'ha già detto
teste: se è in diffida qualcuno lo avrà amminito
avv. lei aspirava a diventare internazionale
si ma ho avuto la tendinite, ho iniziato a 25 anni sono stato sfcortunato ho bruciato le tappe
sa se il regolamento sui falli di mano e sulle trattenurte in area sono state modificate nel tyenpo?
si certo
ma i parametri cambiano?
si
miccoli lei lo conosce bene? subisce molti falli?
si, è un attaccante... ma è anche piccolino
nastase prima di essere amminito aveva già commesso altri falli?
devo controllare
no ma se si ricorda...
nn mi ricordo


avv. de vita, bergamo
al di là dei filmati c he lo riguardavano lei ha sempre concesso i rigori che doveva?
ma l'ho già detto avrò commnesso i miei errori
quindi si può sbagliare
se uno è in forma ne commette di meno

avv. gentile per lotito
quando è stata l'ultima gara che ha arbitrato?
l'ultima del 90 91
grazie

avv. geremicca
le risulta se petruzzi insieme a couto era uno dei giocatori piùsqualificati della serie a?
no, couto di più

curatore fallimentare della salernitana che come il consulente del brescia calcio sta facendo una relazione econimica su quelli che sono le perdite subite per la retrocessione in serie b

prioreschi:
la salernitata è fallita su richiesta del pm?
si
e che cosa chiedeva il giudice?
un disavanzo di bilancio
quindi oltre al debito con l'erario quali erano altri debiti?
circa un milione di euro con i fornitori
ha rilevato fatti di bancarotta?
si
la relazione è corposa, ci sono alcuni episodo distrattivi e sicuramente violazioni di legge sukl mancato versamento di trattenute
c'è un procedimen to penale?
si per bancarotta fraudolenta
per distrazione?
si

nessuna domanda

altro consulkente, stavolta del bologna

moggi
cornieti era bravo come arfbitro molto più bravo come ex arbitro. sarebbe meglio che avesse optato per un altra consulenza. quando si parlòa di arbitri che non concedono rigori o gol validi ce ne sono così tanti e trovarsi di fromnte uno che è stato dismesso tanti anni fa...
vorrei andare sulla scorsa udienza di ancelotti
ha detto che meani non era vun dirigente del milan, io so che quando si porta una lista all'arbitro c'è scritto chi è l'addetto e c'è il nome di meani
i dirigenti vanno nello spogliatoio solo prima e dopo la gara e possono parlare con l'arbitro quanto vogliono. salvagno se diceva per patlare quando diceva che ero stato a parlare con de santis per un quarto d'ora o era in malafede o non conosceva il regolameto
anceloti ha detto di sentorsi defraudato ed ha fatto tre partrite ed i giornali hannop fatto i titoli
siccome in quetso mondo si dicono solo le cose che interessano, citerò in quel campionato in cui il milan è stato favorito parma milan vince il milna 2 a 1 arbitro pieri. per la moviola c'è dubbio per intervento di cafu su gilardino. se questo fosse un sodale dell'associAZIONe quale migliore occasione per far perdere il milan. reggina milan arbitro racalbuto, altro arbitro della cupola: commento dei giornali, la raggina ha una paio di cose da dire all'arbitro. fallo di nesta su un giocatore della regginma ma manca il rosso. se racalbuto era veramente uno che parteggiava per l'associazione poteva applicando la regola espellere nesta. atalanta milan, arbitro bertini. per la moviola, bertini altro arbitro dell'associazione non concede la punizione per fallo di nesta e non lo espelle

anche in quel camoionato in cui ancelotti si sentiva defraudato c'erano episodi in cui eravamio noi defraudati
il discorso di baglioni in siena milan. viene annullato un gol a sheva. se vogliamo prendere tutti i casi dedi gol annullati noin ne usciamo più. discutono durante il viaggio e viene fuori che baglioni era stato mandato da me. come sik fa a dire una cosa del genere se non ci sono prove, tracce di telefonate, tra me e il designatore mentre ci sono telefonate del milan con i designatori.
io ho fiducia nella giustizia ma vede quando si porta come accusa la mia amicizia con de santis perchè mi da del tu, se de santis si trova davanti al presidente della repubblica dà del tu anche a lui
ai consulenti del brescia e del bologna direi che quando si vendono i giocatori migliori si può anche retocedere, il preesidente del bologna è stato accusarto di bancarotta fraudolenta

l'udienza è tolta

lite finale tra moggi e l'inviato della gazzetta dello sport
moggi vuole che dica cosa ha fatto galdi(*)???

[...Moggi a Galdi: "Eccolo lui ha fatto il collaboratore!!!"

Galdi: "Ho fatto il giornalista"

Moggi: "No no ha fatto il collaboratore"...]


*E' il giornalista della Gazzetta dello Sport che collaborava con l'allora Maggiore Auricchio nell'inchiesta e che, guarda caso, riceveva anche consigli per i ricorsi alle proprie multe dallo stesso Auricchio...


Commento:

Come al solito invito tutti i lettori a fare copia e incolla e quindi a divulgare il più possibile il contenuto della relazione che Frales ci ha fatto dell'udienza odierna.

lunedì 24 maggio 2010

JUVENTUS - calciomercato

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Commento:

E' giusto che ci prendano un pò in giro e noi tifosi intelligenti sappiamo anche ridere di noi stessi e delle nostre disgrazie. Complimenti all'autore del video. ;)

D'Onofrio e De Paola a Stile Juventus

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La Juventus A Toronto

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(AUDIO) Gigi Del Neri: «Con me la Juve tornerà credibile»

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Caliendo su Trezeguet

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Del Neri su modulo Juve - Futuro Diego

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Report sullo spionaggio Telecom

1a parte
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2a parte
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3a parte
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4a parte
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5a parte
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Commento:

Per chi l'avesse persa, una puntata di Report davvero illuminante ;)

Il medico della Juve? Arriva dal Toro


Il dottor Stesina prima scelta ma c’è anche l’ipotesi dell’ex milanista Manara. Il medico granata è tra i più stimati nel settore, a fine playoff potrebbe passare in bianconero. Via il fisioterapista Esposito

TORINO, 24 maggio - Prosegue il doppio mercato bianco­nero: un po’ si guarda ai calciatori, un po’ ai diri­genti. E affini. All’inse­gna del tabula rasa (o quasi), e ripartire. Come sottolineato più volte, dunque, il passaggio di consegne tra John Elkann e Andrea Agnelli, neopresidente bianconero, implica una rivoluzione a tutti i livel­li: rivoluzione partita con la scelta di Giuseppe Marotta in qualità di di­rettore generale dell’a­rea tecnica (grosso modo il ruolo che prima rico­priva Roberto Bettega); con la scelta di Fabio Pa­ratici in qualità di coordinatore dell’area tecni­ca (ha raccolto l’eredità di Alessio Secco e Renzo Castagnini), con la scel­ta di Luigi Del Neri in qualità di nuovo allena­tore. Tuttavia il ribalto­ne, chiaramente, non è finito qui e si è invece sviluppato - o si sta svi­luppando - più in profon­dità.

SETTORE MEDICO - Il settore medico e quello dei preparatori atletici, in particolare, sarà og­getto di uno stravolgi­mento altrettanto mas­siccio. Vuoi alla luce del­la disarmante serie di infortuni e ricadute che hanno condizionato la passata stagione, vuoi ­in certi casi - in virtù della comprensibile vo­lontà dei nuovi dirigenti (e allenatore) di lavorare con collaboratori cono­sciuti, con i quali hanno avuto modo di operare già in precedenza. Il nuo­vo responsabile del set­tore medico sarà Fabri­zio Tencone, già medico sociale della Juventus dal 1995 al 2002 (400 ga­re sulla panchina bianco­nera), nonché direttore del noto centro di riabi­litazione Isokinetic di Torino. Tencone avrà la supervisione sullo staff sanitario, del quale farà parte un nuovo medico sociale al posto di Barto­lomeo Goitre. In tal sen­so la proprietà sta va­gliando alcune ipotesi, ma dopo attenta analisi il novero di candidati si è ristretto a due sole figu­re professionali. In lizza c’è il dottor Massimo Ma­nara: due stagioni come medico sociale del Milan (dal 2008 al 2010, ha in­terrotto il suo rapporto di collaborazione con i rossoneri pochi giorni fa) e prima ancora responsa­bile sanitario del Parma, per 18 anni. Eppoi c’è so­prattutto Gianluca Ste­sina, responsabile sani­tario del Torino, presso cui lavora dal 2006: tra i più giovani e stimati, nel settore. Luca Stefanini, attuale medico sociale juventino, sarà comun­que confermato.

da Tuttosport

Credere o non credere?

Del Neri: "Mi batterò perchè la Juventus ritorni credibile"


«Questo è un gruppo di campioni, serve soltanto un miglioramento»

TORINO
«Alla Juventus sarà un’avventura importante e impegnativa. Bisognerà lavorare molto sodo e tornare ad ottenere credibilità. La società è impegnata su questo». Gigi Del Neri traccia le linee della sua Juventus. Il neo allenatore bianconero dai microfoni di radio Anch’Io Sport definisce il suo lavoro a Torino un «compito stimolante, perchè dà la possibilità di confrontarsi ad alto livello ed arriva al momento giusto, perchè è per me un punto di arrivo, ma anche di partenza».

Del Neri pensa già al lavoro da fare anche sul mercato ma non vuole parlare di rifondazione dopo un’annata storta. «Parlerei di miglioramento non di rifondazione, questo è un gruppo di campioni, bisogna rafforzare la squadra per raggiungere quello che vogliamo raggiungere il prossimo anno». Il tecnico di Aquileia predilige il 4-4-2 ma ha giocato con altri moduli. «La Juve ha scelto Del Neri e sa come sviluppa il suo gioco. Ma non è che io ho sempre giocato con il 4-4-2, ho utilizzato anche le tre punte come a Roma, con il trequartista dietro la punta come a Bergamo o Genoa con altre soluzioni. Un allenatore ha il compito di organizzare la squadra secondo le proprie idee. Si partirà da una difesa a 4 questo è sicuro, poi la variazione ci sarà a seconda delle partite ma sempre per una positività, mai per una negatività. L’Inter ha creato questo 4-2-3-1 che è stato fondamentale per offendere con grande velocità e cinismo».

«Abbiamo il dovere di puntare a tutti gli obiettivi»
Secondo Del neri, Gigi Buffon non lascerà la Juventus. «È stata un’annata difficile per vari motivi, ci sono dei cicli con difficoltà maggiori in certi periodi, ma se Buffon difende la porta della nazionale italiana può difendere anche la sua squadra del cuore, cioè la Juventus», ha aggiunto il tecnico che difende le scelte "italiane" dei club del nostro paese. «Non male che una squadra italiana scelga un tecnico italiano, come la Juve e come il Milan che ha scelto Allegri, una scelta giusta, perchè il prodotto italiano è buono, vedete Ancelotti e Capello cosa hanno fatto all’estero».

Non tutti hanno condiviso la scelta Del Neri ma non è un problema. «C’è sempre qualcuno che è scettico, ma un allenatore ha il diritto di lavorare e verrà giudicato su quello che fa. Spero che il tifoso bianconero mi amerà come quello di Chievo, di Bergamo e di Genova», aggiunge Del Neri.

Un passaggio è però fondamentale per l’allenatore bianconero. «Un passaggio fondamentale per la Juventus è diventare credibile. Una società come la Juve ha l’obbligo di puntare a tutti gli obbiettivi. Iniziare bene in Europa e poi pensare al campionato e alla Coppa Italia. La mentalità deve essere quella di raggiungere tutti gli obbiettivi possibili. Abbiamo questo dovere verso i tifosi, la proprietà e Andrea Agnelli. Lavorare al massimo per ottenere il massimo, perchè a questo è chiamata la Juventus». Il tecnico non avrà a disposizione per questo inizio di avventura molti giocatori impegnati con la nazionale di Lippi al Mondiale. «Speriamo che i giocatori della Nazionale arrivino fino in fondo e i giocatori arrivino il più tardi possibile. La Juve ha risorse importanti per andare avanti in Europa League in attesa del loro rientro».

da La Stampa

Il vevo tevvove di tutti gli allenatovi...

New York Red Bulls: Post Match - Juventus

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Ampia Sintesi Amichevole NY Red Bulls-Juventus 3-1

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sabato 22 maggio 2010

New York Red Bulls: Juventus FC preview

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Juve, i trequartisti non servono più


Diego e Giovinco le pedine di scambio per Schweinsteiger e Pazzini. Candreva «tagliato».

TORINO
Bravissimo ad acquistare a prezzo di saldo campioni da riciclare, Beppe Marotta adesso dovrà scansare chi proverà ad imitarlo avvicinandosi al supermercato della Juve. L’uomo che tre estati fa ha portato gratis Cassano dal Real Madrid alla Samp (in Spagna per quell’operazione devono ancora vedere un euro e così sarà soltanto in caso di cessione ad un altro club), nelle nuove vesti di dg bianconero è chiamato prima di tutto a valorizzare ciò che s’è ritrovato in casa. Cercando di far rifiorire chi è reduce da una stagione disastrosa e potrebbe fare al caso del nuovo corso (Felipe Melo, ad esempio), ma soprattutto di rendere appetibile ai clienti una vetrina piena di merce in esubero. La prima frase pronunciata dal nuovo dirigente dopo l’investitura ufficiale, del resto, suonava come un manifesto programmatico: «Il patrimonio tecnico a nostra disposizione non va depauperato, ma salvaguardato. E solo successivamente puntellato con alcuni interventi per consegnare all’allenatore una squadra competitiva».

Sul banco, cedibili a buon peso, sono esposti soprattutto i trequartisti, specie sulla quale l’estate scorsa s’è investito ad occhi chiusi e che oggi, visto il credo di Del Neri (4-4-2 nei secoli), rischia l’estinzione. La spina più grande della rosa di Marotta si chiama Diego, difficilissimo da piazzare evitando il bagno di sangue di una minusvalenza monstre (fu pagato 25 milioni dal Werder solo 12 mesi fa), anche considerandone l’ingaggio pesante (3,8 milioni a stagione) e il contratto blindato (fino al 2014). «Pur di restare farei anche l’ala», ha giurato il ragazzo fiutando aria di cessione o prestito. Nel caso, per non rimetterci, la Juve potrebbe rispolverare il baratto, sfruttandone il residuo appeal a casa di chi (Bayern Monaco) l'estate scorsa sprintò con Blanc e Secco per metterlo sotto contratto. Il brasiliano diventerebbe così merce di scambio per arrivare a qualche esterno, razza apprezzata dal nuovo tecnico: se Robben e Ribery (fresco di rinnovo al 2015) appartengono alla categoria dei sogni («Ma senza si fa fatica a vivere», ha ricordato Andrea Agnelli), più avvicinabile è Schweinsteiger.

Anche gli altri due specialisti della trequarti, Giovinco e Candreva, sono sul piede di partenza, nonostante siano più dirottabili sulla fascia rispetto a Diego. La Formica Atomica ha bisogno di giocare con continuità e potrebbe essere utile per abbassare il prezzo di Pazzini (Samp), primo obiettivo per l’attacco. Scambi possibili anche con Palermo (Cassani) e Lazio (Lichtsteiner e soprattutto Kolarov: «Andrà via», dice il ds Tare), società segnalate sulle sue tracce dell’ex baby fenomeno. Per Candreva, dopo il taglio di Lippi, sembra ad un passo anche quello bianconero: arrivato in prestito dall’Udinese, non sarà riscattato alla cifra fissata a gennaio (7 milioni per la metà). Se ne (ri)parlerà solo in caso di sensibile sconto. Il mercato, in ogni caso, decollerà solo dopo le altre cessioni: da Trezeguet («C’è la possibilità che vada al Monaco», Caliendo dixit) a Camoranesi, da Amauri a Zebina, da Grosso a Grygera. Vendere (e bene), questo è il problema.

da La Stampa