venerdì 30 aprile 2010

Radiazione, la polpetta avvelenata che inguaia la Figc


Anche il patron rossoblù Preziosi rischia. I trasferimenti di Milito e Thiago Motta all’Inter potrebbero essere irregolari


IL PARERE CONSULTIVO sulla (possibile, non effettuale) radiazione di Luciano Moggi rischia di trasformarsi in una “polpetta avvelenata” per la Figc. Un po’ come, a posteriori, lo è stata quella sullo scudetto del 2006 per Guido Rossi: perché dentro le quattro pagine vergate dal Collegio ci sono ampi spazi di interpretazione e, soprattutto, di discrezionalità da parte dell’organo politico. E, dettaglio affatto trascurabile, non indica in alcun modo chi sia a dover irrogare la sanzione: il Presidente federale? Il Consiglio? Un bel rebus di cui si discuterà nel Consiglio federale fissato per il 5 maggio, quando Abete potrebbe chiedere che venga ratificato il provvedimento e magari che venga assunta una responsabilità, diciamo così, collegiale, sul provvedimento di radiazione.COINVOLGIMENTI - Perché c’è un altro “problemino” insito in questo parere: se dovesse venire accolto senza distinzioni personali - come è doveroso trattandosi di questioni di diritto ­chiamerebbe in caso altre situazioni simili. In questa situazione, per esempio, si trova anche Enrico Preziosi, l’attuale patron del Genoa, squalificato per cinque anni con conseguente proposta di radiazione. Il parere, al paragrafo 9, recita che il «provvedimento di preclusione debba ritenersi implicito quale effetto ex lege (...), dopo aver erogato le sanzioni nella misura massima, si sono pronunciati nel senso della particolare gra­vità delle infrazioni». Insomma, fuori dal linguaggio giuridico, la radiazione sarebbe insita nel provvedimento di squalifica e quindi retroattiva, annullando anche eventuali negoziazioni successive come avrebbero fatto, a quanto sembra, Preziosi e la Figc.DUE PESI - Se la Procura federale fosse più solerte e usasse lo stesso metro, potrebbero esserci clamorose conseguenze anche sull’Inter, fino all’annullamento del passaggio di Milito e Thiago Motta in nerazzurro. Essì, perché fu lo stesso Preziosi a dire pubblicamente che «si sarebbe incontrato a colazione con Moratti per definire il trasferimento dei due». C’è un problema, però, perché l’articolo 10 comma 1 del Codice di giustizia sportiva recita: «Ai dirigenti federali, nonché ai dirigenti, ai tesserati delle società, ai soci e non soci di cui all’art. 1, comma 5 è fatto divieto di svolgere attività comunque attinenti al trasferimento, alla cessione di contratto o al tesseramento di calciatori e tecnici, salvo che avvengano nell’interesse della propria società. È fatto altresì divieto, nello svolgimento di tali attività, di avvalersi di soggetti non autorizzati e di avere comunque contatti con tesserati inibiti o squalificati. In questi casi gli atti, anche se conclusi, sono privi di effetto». Conclusione facile facile: i trasferimenti di Milito e Thiago Motta non sono validi. E, sempre codice alla mano, essendo il tesseramento di questi due giocatori irregolare, in ogni partita in cui anche solo uno dei due sia stato schierato (anche per pochi minuti) dovrebbe scattare la sconfitta a tavolino. Ma, ovvia­mente, non succederà perché nella giustizia sportiva non c’è l’obbligatorietà dell’azione penale e la Procura federale può far finta di niente, anche nel caso in cui venga segnalato un comportamento irregolare.

da Tuttosport

La Juve svolta, tesoretto da 80 milioni



Aspettando il sì di Benitez sono pronti i soldi per il rilancio da investire in tre anni. E in più ci sono i ricavi delle cessioni
TORINO

In attesa di armare la nuova Juve, assumendo parte dell’equipaggio e chi lo piloterà dalla panchina, ieri s’è avuta la conferma che già sono pianificati investimenti per farlo, anche senza i contributi della Champions League. Nel corso dell’assemblea dei soci di Exor, azionista di maggioranza del club, l’ha assicurato Carlo Sant’Albano, ad della finanziaria e componente del cda della società bianconera: «I risultati sportivi sono sotto le aspettative - ha detto - ma ora la Juventus si sta impegnando a investire nella squadra perché solo con il successo sportivo il valore si incrementa».Si parla di risorse per circa 80 milioni di euro, cui andranno aggiunti i ricavi delle cessioni, tra giocatori in comproprietà e alcuni big, nell’ambito di un piano triennale che dovrà rilanciare la squadra in Italia e in Europa. Senza interventi straordinari, perché la Juve ha fondi per affrontare il momento sportivamente delicato: «La Juventus non ha bisogno di risorse - ha aggiunto nel corso dell’assemblea John Elkann, il presidente -. Exor ha fatto fronte a un aumento di capitale tre anni fa, oggi non ce n’è bisogno». Così come, ha aggiunto, «non è all’ordine del giorno l’ingresso di nuovi soci. La cosa importante su cui si sta lavorando è vedere come rafforzare per l’anno prossimo la componente sportiva».Partendo, s’intende, dall’allenatore e dall’innesto atteso in società. Alla panchina resta sempre candidato Rafael Benitez, cui resta da risolvere il precedente (e vigente) contratto con il Liverpool. Così come rimane sullo sfondo l’affascinante idea di riportare a Torino Fabio Capello: nuovo tentativo, nei giorni scorsi, ma prima di metà luglio non potrebbe comunque essere libero. Fino a quel momento sarebbe il buio. Volendo «rafforzare la struttura a tutti i livelli» (copyright Andrea Agnelli) bisognerà arruolare qualcuno anche per puntellare la gestione sportiva: l’uomo è Beppe Marotta, ad e direttore generale della Samp. Oggi, in occasione dell’assemblea di Lega a Milano, è in menù un nuovo incontro tra il dirigente doriano e Jean-Claude Blanc, replicando la chiacchierata di un paio di settimane fa. L’idea è quella di sistemare tutti i pezzi entro la prima metà di maggio, per poi dedicarsi alla ristrutturazione della squadra. Che è poi la missione più urgente, e complicata, perché sui libri contabili la Juve si conferma a posto: «La Juventus ha le potenzialità per essere un modello virtuoso - ha infatti sottolineato Elkann nel corso dell’assemblea - in grado di coniugare risultati sportivi e compatibilità del conto economico». Parametro che diventerà presto fondamentale, «ora che la Uefa ha definito il fair play finanziario delle società che obbligherà tutti ad avere conti in ordine, se vogliono partecipare alle competizioni europee».Molte cose, insomma, sono rotolate bene, tranne il pallone, ultimamente. Che però alla lunga fa poi la differenza: «Non c’è dubbio che la Juventus - ha aggiunto Elkann - sia una realtà che ha del valore, e nel corso di questi anni molte cose l’hanno rafforzata, come ad esempio lo stadio, un’opera importante perché permette di avere un attivo a patrimonio». Però, «la stagione sportiva è stata deludente, e se non si riescono a mantenere le aspettative, si crea una situazione in cui anche se c’è uno stadio bello la gente non ci va». Condizione necessaria e sufficiente, allora, sarà quella di riassemblare una squadra forte, e vincente, con i ricavi di qualche vendita (Buffon compreso) e 80 milioni di euro. Ben inteso, non prima di aver scelto chi li dovrà utilizzare: di quattrini, non pochi, ne sono stati spesi pure nelle ultime tre stagioni.
da La Stampa

Iniziativa on. Beltrandi su calciopoli

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Elkann dopo L'Annuncio di Agnelli parla di Calciopoli (29/04/2010)

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La radiazione di Moggi e sentenza su Giraudo

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Intervento avvocato sui casi di illeciti nel passato

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mercoledì 28 aprile 2010

Il blog oggi subirà dei ritardi nell'aggiornamento causa finale champions inter.... Hihihihiihi

Juve, Andrea Agnelli Presidente: con Benitez e Marotta c'è anche Nedved

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NEWS JUVENTUS: Trattativa Benitez; Marotta; Andrea Agnelli

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Juve, ritorno all'antico Andrea Agnelli presidente


Domani l'annuncio durante l’assemblea della Exor, che detiene il pacchetto di maggioranza della società. Un Agnelli torna così dopo quasi mezzo secolo anni sulla poltrona più alta del club più vincente d'Italia, con un ruolo operativo, l'ultimo era stato il padre Umberto. Blanc rimarrà amministratore delegato. Nedved tornerà da responsabile del settore giovanile e uomo di fiducia del presidente

TORINO, 28 aprile 2010 - Andrea Agnelli sarà il prossimo presidente della Juventus: lo annuncerà domani stesso suo cugino John Elkann durante l’assemblea della Exor, che detiene il pacchetto di maggioranza della società. Un Agnelli torna così dopo quasi mezzo secolo sulla poltrona più alta del club più vincente d'Italia, con un ruolo operativo visto il piano che da tempo aveva nel cassetto. L’ultimo, nel 1961-62, era stato suo padre, e proprio il figlio di Umberto verrà cooptato nel prossimo consiglio di amministrazione, in programma il 10 maggio.

la nuova juve — La notizia, non ancora ufficiale, ma confermata da più parti, farà felici i 12 milioni di tifosi della Juventus in Italia, molti dei quali per via dei pessimi risultati di questa stagione, auspicavano, anzi invocavano, Andrea Agnelli presidente. Il passaggio di consegne era nell’aria da quando John Elkann, che rimane proprieetario della società, ha assunto le presidenze della Fiat e della Giovanni Agnelli & C. Con Andrea va quindi delineandosi il nuovo organigramma della Juventus, con Blanc che rimarrà amministratore delegato, Beppe Marotta probabile direttore generale e Rafa Benitez in panchina. Non solo, perchè insieme a quello degli Agnelli un altro grande nome sta per tornare alla Juve: è quello di Pavel Nedev, vicino di casa, grande amico e compagno di squadra nell partitelle del giovedì del prossimo presidente bianconero. Il suo ruolo sarà probabilmente quello di responsabile del settore giovanile, ma soprattutto, di consigliere personale di Agnelli.

da Gazzetta dello Sport

Precisazioni di Pairetto al processo

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Nuove dichiarazioni di Moggi al processo

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Andrea Agnelli presidente?

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Bundesliga e Ranking Uefa, le ragioni di un sorpasso


Nel Ranking Uefa la Germania ha messo la freccia e ha ormai sorpassato un’Italia calcisticamente alla deriva. E’ solo questione di tempo e il quarto posto in Champions League sarà assegnato alla Bundesliga.

Nulla avviene per caso, è bene essere chiari. Questa batosta è solo l’ennesima prova che il sistema calcio italiano arranca penosamente. La Figc non è stata in grado di trovare soluzioni all’altezza della crisi, in concerto o meno con le varie Leghe (serie A, serie B e Lega Pro).

Il mondo pallonaro italiano soffoca sotto il peso insostenibile rappresentato da 132 squadre professionistiche la cui sopravvivenza è a forte rischio, in quanto le risorse a disposizione sono troppo esigue per far fronte ai bisogni di questa armata Brancaleone. Senza contare la vetustà degli stadi, che ci ha fatto perdere Euro 2012 e che segnerà verisimilmente un’ulteriore sconfitta anche per Euro 2016.

Se la Germania ci sta facendo mangiare la polvere i motivi sono lampanti. All’Italia occorrerebbe solo sapersi adeguare al nuovo che avanza, invece di impantanarsi come sempre nel suo (deleterio) provincialismo. Proviamo a indicare sinteticamente in cosa consiste il modello tedesco.

Organizzazione. Il modello organizzativo è agile come quello inglese. I club professionistici sono in tutto 90 (in Inghilterra 92), tanti quanti ne conta da sola la nostra asfittica Lega Pro tra Prima e Seconda Divisione, suddivisi secondo la regola del 18 tra Bundesliga 1, 2 e 3 (quest’ultima ha tre gironi).

Bilanci. Il calcio tedesco è il meno indebitato d’Europa. L´Uefa ha confermato il dato rendendo noto che la Bundesliga 1 ha un deficit pari a meno di un terzo rispetto a quello della serie A italiana. In quanto ai ricavi la Germania ci ha superato già dal 2007.

Biglietti e trasferte.I biglietti d´ingresso allo stadio hanno costi fra i più bassi d´Europa. Un abbonamento nel settore più economico si aggira su una media di 100 euro. Le trasferte sono fra le più sicure e i club le organizzano direttamente. Bus e treni sono sorvegliati dagli steward messi a disposizione dalle società e I prezzi sono contenuti. Allo stadio vanno intere famiglie.

Stadi e spettatori. Gli impianti tedeschi costruiti in occasione del Mondiale sono i più belli e confortevoli d’Europa. La media di spettatori per partita è di 42mila, quasi il doppio di quella italiana (24mila).

Equilibrio tecnico. Nella massima serie tedesca domina un sano equilibrio, che rende l’interesse dei tifosi verso la Bundesliga molto più intenso rispetto a quello che c’è in Italia verso la serie A. Negli ultimi tre anni il campionato è stato vinto da tre diversi club (Stoccarda, Bayern Monaco e Wolfsburg) e da cinque squadre negli ultimi otto. Da noi vincono sempre le stesse “strisciate” e l’appeal del torneo ne risente. I mass media sono concentrati, in modo pressocchè esclusivo, su un gossip di bassa lega. Come è stato giustamente osservato, una maggiore incertezza significa un maggior numero di tifoserie coinvolte nella lotta per lo scudetto, più interesse e più denaro in circolazione.

da Calciopress.net

Pairetto: «La Figc ci diceva di parlare coi dirigenti»


L'ex designatore arbitrale: «I vertici federali ci chiedevano di disinnescare alla radice qualsiasi possibile conflittualità: per questo parlavamo con i club per spiegare griglie e sorteggi. Fra l'altro, non era vietato da nessuna norma»

NAPOLI, 27 aprile - Approfittando della pausa obbligata dall’attesa del teste Cosimo Ferri, giudice del Csm, atteso nel pomeriggio nell’aula 216, hanno voluto prendere la parola Luciano Moggi e Pierluigi Pairetto. Molto interessante l’intervento dell’ex designatore che ha voluto precisare alcune affermazioni rese dal teste Salvagno. E spiega come sia stata proprio la Figc, nei suoi vertici Carraro e Ghirelli, a sollecitare il contatto diretto («Non vietato da nessuna norma federale, anzi») tra i designatori e i dirigenti di club.

«La Figc voleva che noi disinnescassimo alla radice le possibili conflittualità che avrebbero portato a polemiche e inasprimento dei toni: così ci chiedevano di chiamare i club per spiegare certi sorteggi. Io avevo contatti con tantissimi dirigenti: chiamerò a testimoniare Nello Governato, all’epoca dei fatti consigliere del Brescia (qui parte civile, ndr): gli anticipavo le griglie quasi ogni settimana. Ma dire le griglie, salvo aggiustamenti del venerdì mattina, essendoci il sorteggio a determinare la scelta non era un problema e non era vietato. Anzi: la Figc sollecitava a mantenere rapporti diretti. Ci invitava a telefonare per trovare l’equilibrio ed evitare polemiche dannose. Ricordo il segretario Figc Ghirelli (prosciolto in Cassazione, come Carraro, ndr) in almeno due casi che ora racconterò. L’arbitro Nucini, che mai abbiamo isolato o vessato, subì un presunto sputo dal perugino Coly: il referto portò a una squalifica di 8 giornate. Al rientro, in un Genoa-Perugia, capitò per sorteggio proprio Nucini alla squadra umbra. Telefonai al figlio di Gaucci, invitato da Ghirelli, per spiegare che non era accanimento, ma solo il sorteggio e che Coly non aveva nulla da preoccuparsi. Un’altra volta per un errore nelle preclusioni fatto dal segretario Can, Manfredi Martino, venne precluso Collina per alcune gare senza doverlo essere. Il sorteggio era stato già effettuato e al Palermo era capitato proprio Pierluigi: dovendo, per ordine del notaio, rifare il sorteggio, chiamai Zamparini per spiegare cosa fosse successo per evitare il diffondersi di sospetti assolutamente infondati. E questi sono solo due esempi».

Poi Pairetto ricorda qualcosa che riguarda le telefonate di Torino. «Riguardo al fatto che De Bleckeere (l’arbitro di Barcellona-Inter, ndr) fosse, stando a una telefonata di altro tesserato, un mio pupillo voglio precisare che io ero il tutor ufficiale dell’Uefa di De Bleckeere e di Busacca, due dei migliori arbitri d’Europa: io non ho mai determinato designazioni europee e verrà a testimoniarlo il segretario della commissione arbitrale Uefa, Corniu. De Bleckeere, nel caso di specie, arbitrò la Juve che avrei dovuto favorire: bene, il belga non vide un gol regolare di Del Piero e la Juve venne eliminata dal Liverpool...».

da Tuttosport

Nuovo stadio Juventus - Simulazione

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Calciopoli-Intervista a Paolo Bergamo

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Calciopoli-Moggi: "Mai Avuto Schede Telefoniche Estere"

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martedì 27 aprile 2010

L'utente Frales di j1897 ci informerà in diretta su tutto ciò che emergerà nell'odierna udienza di Napoli


Frales dixit:

primi arrivi: bertini, de santis e la fata del foro: Silvia Morescanti, stamattina in camicia bianca e gonna scura.... meno male che silvia c'è...

c'è ressa e qualche protesta all'esterno per la gente che vorrebbe entrare rivendicando il fatto che il processo sia pubblico. Ma effettivamente l'aula è diventata troppo piccola. Nella piccola zona riservata ai giornalisti ci sono una decina di grosse telecamere che occupano quasi per intero la prima fila di sedie
Sono appena entrati Trofino e Prioreschi

comincia l'appello della udienza odierna del processo penale Ambrosino Marcello + 23...
questo appello è diventato come la lettura delle formazioni all'inizio di una partita... poco ci manca ci scappi un olè alla lettura dei nomi...

saranno presenti sampagno e ferri. Non credo che verranno ancelotti e mancini. La prossima udienza nn si terrà il 4 per una astensione degli avvocati, qwuindi si rinvia all'11 quando si comicerà anche con i testi della difesa, cominciando da quelli di pairetto

prioreschi: stiamo continuando ad ascolatre. abbiamo problemni con alcuni cd che nn si leggono. è un problema del cd originale per cui choiedo asl tribunale se sutorizza il nostro consulente ad estrarre presso la società TRS che ha effettuato le intercettazioni gli originali, nonchè le trascrizioni dei brogliacci
pm: nn so che tipo di problema hanno ma se sono gli stessi che hanno avuto i trasvrittori, sono problemi risolti, credo che questa autorizzazione debba passare attraverso la procura.
il tribunale si riserva

è arrivato moggi

la casoria respinge le richieste degli avvocati di meani che chiedevano la modifica della ordinanza con la quale si ritenavno ammissibili le intercettazioni anche in riferimento a soggetti che al momento della stessa non erano indagati.
L'udienza è stata sospesa in quanto il teste è in ritardo. Il suo aereo atterra a capodichinoi alle 10.30.
Si riprende non prima delle 11

Nicola Penta dice che ci sono delle intercettazauioini che riguardano il Parma,(2)e una di cellino partire dall'utenza fissa della società. Inoltre proprio stanotte ha ascoltato una tra facchetti e de santis (anche se nin ha detto nè chi chiamava chi, nè il contenuto)

ci sarebbero decine di telefonate partite dalle sedi delle società verso cellulari sotto intercettazione. In particolare, ce ne sarebbero 4 partite dalla sede dell'inter. Quella tra Facchetti e De Santis è sucessiva ad un derby. Inoltre, ce ne sarebbe una della durata di 42 minuti tra cellino e bergamo
Secondo penta, il cd che nn si apre, relativo a pairetto sarebbe invece interessante

secondo penta la difesa presenterà altre intercettazioni che loro ritengono rilevanti. Ci sono anche chiamate dalla sede delo Bologna agli arbitri
ad una domanda sulle sim svizzere ha risposto: se si dice che de santis aveva una sim dal 7 gennaio alla fine di febbraio, e poi il colonnello auricchio viene qui e sotto giuramento dice che de santis è uscito dall'associazione il 6 gennaio, la cosa si commenta da sola...

riprende l'udienza

casoria: pm: lei alla prossima udienza dovrà metteer a disposizione della difesa la trascvizione leggibile di tutte le 171 mila telefonate, rinnovando la richiesta alla società che ha curato l'intercettazione
il pm dovrà ricitare il maresciallo di laroni per il controeame


entra il teste salvagno
pm: lei ha svolto attivitòà investigativa nel 2003 2004 a cairico di moggi, pairetto e giraudo. quale era l'origine?
ERA IL PROCESSO DI TORINO CHE AVEVA IMNPUYTATO AGRICOLA. NEL CORSO DELLE INDAGINI abbiamo interectatto i telefoni di agricola più altri
priore: possiamo sapere che cosa consulta?
salvagno: sono atti miei, sono stato autorizzato
pm: facciamo rispondere il teste
casoria: finora sta parlando senza leggere, al momento opprtuno ditremo che nn può farlo
salvagno: abbiamo intercettato anche altre poersone tra cui moggi
questa l'origine
si in particolare modo c'èera una telefonata tra moggi e pairetto in cui moggi si lamentava dell'arbitraggio di un preliminare di champions dopodichè moggi indicava gli arbitri che avrebbero dovuto arbitrare le amichevoli con messina, livorno e trofeo berlusconi

in altre chiamate moggi si lamentava...
opposizione di priore: vorrei sapere se il testa ha firmato delle informative
salva: ho ascoltato le telefonate
io ho chiesto altro: lei ha sottoscritto informative?
pm: è irrilevante, lui ha solo ascoltato, ha fatto attività investigative
ma come è irrilevante, se è uno che ha svolto indagini deve aver firmato delle informative
il teste viene autorizzato a leggere solo i progressivi e le date delle telefonate senza leggere il contenuto
pm. ma per dare un senso alla telefonata ci vuole almeno il perchè quella chiamata ha rivetsito importanza dal pjunto di vista investigativo:
casoria: no, le legga soltanto

salvagno legge dei progressivi e le date, appena si lasvcia sfuggire dei contenuti di telefonate prioreschi si infoca
la casoria dice al pm che le telefoinate le leggerà il collegio
trofino: presidente si fa confusione tra atti investigativi verbalizzati. se ha fatto degli atti ninvestigativi, ce lin indichi e noi parliamo di qyesti. se ci parla di telefonate non ha senso
il pm chiede di continuare l'interrogatorio
trofino: io mi oppongoi proprio a che venga posta la domanda il teste nn può riferire perchè ha solo alscoltato le chiamate nn ha fatto nessuna attività investigativa!
casoria: lei deve solo riferire qauello che è seguito all'ascolto.
pm: può dirci chi ha arbitrato messina juve
cassarà
e livorno jujve
rocchi sempre sulla stessa indicazione
e del trofeo berlusconi
pieri
e il preliminare con la squadra svedese da chi fu arbitrata
da un inglese perchè cardoso si era infortunato
ci sa dire se attrvareso i dirigenti della juve ci fossero benefici per altri soggetti?
priore: opposizione continuo a chieder su quali atti investigativi staimo facendo questo interrogatorio
pm: ci riferisce il progressivo di altre telefonate da voi ritenute rilevanti?
altra opposizione degli avvocati
salvagno legge i progressivi. una tra facchetti e pairetto in cui pairetto ottiene dei biglietti, un'altra biglietti per la juve parcheggio interno per pairetto e arbitri di nichelino, un'autovettura del gruppo fiat (lapo deve sbloccare il contratto in favore di mino raiola, per las convivente di pairetto, per lippi, per la moglie di capello), interessamento di moggi pèer una maserati pe run amico di pairetto

pm: nel corso del periodo in cui ha ascoltato si dipana anche la vicenda sul mantenimento della fazzi che può riferire?
la vicenda nasce nell'estate del 2004 nn si capisce il motivo dell'estromissione della fazi
prio: è una valutazione non li capisce lei...
salva: la fazi nn va più a coverciano, viene estromessa a favore di manfredi. la persona nn era più affidabile ed era diventata pericolosa.
prio: questo è un commento delle telefonate, lui nn ha fatto alcuna attività
salva: è nelle telefonate
priore: le telefonate noi ce le leggiamo, o lui ha fatto delle attività successive, o stiamo perdendo tempo,
casoria: quello che lei ci legge nelle telefonate, non rileva, è solo una sua interpretazione

(è arrivato anche pairetto)

salva: ce ne anche una nella quale si organizza un incontro tra moggi e fazi, ma nn so se sia avvenuto..
prioreschi se la ride
pm: è emersa l'esietzna di utenze riservate tra questi autori?
si, e legge i progressivi
pm: perchè lei parla di utenze riservate?
salva: parlano di un telefoino speciale assegnato alla faz e si chiede di aprire e chiudere i telefoni, e poichè stavamo intercettando i telefoni, nn si capisce a quali si faceva riferimento
si parla anche di una cena a casa giuraudo?

si, la cena è stata organizzata con una telefonata. gli organizzatori sono moggi, pairetto, giraudo e bergamo, ne sono a consocenza mazzini e lanese
pm. partceipano alla cena questi due?
mazzini dice che nn è opportuno e incontra i dirigenti juve alla sede della juve
che giorno si tiene la cena?
il 21 settembre lanese raggiunge all'aereoporto pairetto e moggi
ha avuto modo di ascoltare chiamate durante la cena?
si mentre si consumava la cena le persone chiamarono. legge alcuni progressivi. e legge integralemnte delle intercettazioni ambientali affettuate a sua firma
pm. a cosa si riferivano?
salva. parlavano di gliglie degli arbitri
pm. nel corso del vostro ascolto, ha avuto modo di sewntire moggi avere rapporti con esponneti delle istituzioni o del mondo del calcio?
salva: marabotto (ex procuratore capo della repubblica di pinerolo) e moggi claudia una segretaria della juve, poi moggi con la questura di roma
qual'era l'oggetto?
i soggetti effettuavano degli accompagnamenti dello stesso moggi, di emerson. sempre correlati c'è quella tra moggi e bonsignore e tra moggi e galasso, tra moggi e tosatti che chiede interssamento di moggi per recuperare una cassetta per un'azione legale attrvareso le amicizie di moggi al ministero dell'interno. emerge che moggi nn viene minacciato perchè paga i giornalisti...
priore: perchè i giornalisti minacciano?
caasoria: nn ho capito, riferisca il contenuto
salva: tosatti dice che è stato attaccato su una radio romana da marione e moggi che nn ha capito chiede: chi è stato attaccato, io? no, io, dice tosatti, a te chi vuoi che ti attacchi, tu paghi... (sorrisi dal collegio difensivo moggi). per la vicenda fazi c'è stato l'interessamento nei confronti di carraro, nei confronti di ghirelli, nei confronti di mazzini tutti si sono adoperrati per risolvere e trovare una collocazione idonea a questa signora. E poi c'è il procedimento disciplinare relativo ad alessandro moggi

salva legge i progressivi di alcune telefonate tra moggi e i componenti del collegio che avrebbe esaminato il caso del figlio
poi legge i progressivi delle telefonate tra moggi e i giornalisti. ce n'è una tra moggi e fabio (forse baldas), poi moggi biscardi, moggi franza, moggi fabio, parla della partita udinese brescia e dell'espulsione di jankukowski... se dattilo è più sveglio dimezza l'udinese...
pm quella che riguarda dondarini, mi dice il progressivo?
nn la rammento
si parla di juve samp
ah si, la telefonata è tra dondarini e pairetto in cui pairetto raccomanda un arbitraggio attento in quanto era appena stato promosso ad arbitro internazionale
ce n'è anche un'altra?
si di un osservatore. si dice di alzare il punteggio dell'arbitro poi ce n'è una di meani con pairetto con pairetto che comuniva il lancio di dondarini a san siro perchè è uno bravo
ce ne sono altre che riguardano la nazionale di calcio?
si un dialogo tra la moglie di agricola e altra donna nn identificata dove la prima dice del nuovo assetto medico e atletico della nazionale dicendo che è stato fatto fuori tutto il vecchio staff grazie all'intervento di moggi. hanno mandato via bet e nicolai e devono fare posto a mazzini in federazione perchè mazzini è amico di moggi
pm: altre chiamate?
si, moggi lippi in cui c'è il benestare di moggi a convocare cannavaro e quante partite fargli giocare, poi moggi e mazzini in cui moggi racconta come il presidente si sia raccomabdato a lui per la nazionale
ce n'è anche un'altra in cui si parla di giocatori della juve che giocano in nazionale
si, moggi e lippi
pm: riguardo all'interessamento di moggi per la fazi è emerso anche l'interessamento dell'imputato de santis alla cosa?
si. de santis ha arbitrato juve atalanta 2 - 0 il 19.9.04. telefonate del 18.9 pairetto de santis e poi il 19.9 tra pairetto e dall'oglio in cui si evince che c'è stato un incontro di un quatro d'ora tra moggi e de santis negli spogliatoi
quali sono stati gli esiti del procedimento disciplinare nei confronti di alessandro moggi
il procedimento era in corso da due anni, la richiesta era della sospensione dell'attività, la conclusione è stata una multa di 15.000 euro
priore: ma quale richiesta di sospensione, moggi aless. lo difendevo io, ha avuto la multa più alta della storia del calcio!!

finito l'interrogatorio

una sola domanda di priore: era solo lei o eravate più di uno
eravamo di più
quanti?
sull'elenco si sono intervallate 5 persone più me, ma si sono avvicendati
il periodo va dal al?
da quello che c'è negli atti
non lo sa dire... avete trascritto tutte le telefonate che avete ascoltato o avete fatto una selezione
no, nn abbiamo trascritto tutte
quante ne avete ascoltate?
nn ne ho idea
quante trascritte?
nn ne ho idea
presidente ma il teste deve rispondere, non è che al pm risponde a comando e a me no
casoria: risponda
salva. nn lo so, io ho portato al procuratore tutto quello che avevamo fatto
io ho contato 157 telefonate trascritte, rispetto a questo numero, lei nn mi sa dire,...
ci sono i numeri progressivi
casoria: allora, visto che ci sono i progressivi, potrebbe dirci quale è l'ultimo
priore: ma nn sia spazientito, abbiamo aspettato che l'aereo arrivasse da torino e adesso lei è spazientito...
trofino: nn si senta nemico degli avvocati, un pò di rispetto...

lefonate è difficila da farsi
priore: a questo punto chiedo che vangano acquisite tutte le telfonaste, visto che dobbiamo acquisire quelle delle 171mila
pm. presidente: alla fine delle ibdagini, gli imputati sono in grado di entrare in possesso dei cd rom con le telefonate in possesso della procura di torino. i cd sono nei faldoni dunque era presente nel fascicolo del pm fin dal momento dell'avviso.
casoria: ma nn c'è solo l'interesse del difensore, ma anche del tribunale
pm: le parti possono chiedere la trascrizione delle chiamate. i cd rom originali sono stati affidati ai tre periti nominati dal tribunale. per effettuare le trascrizioni è stato consegnato la cipia di tuti non di una parte dei cd roma questa operazione di individuazione di una parte è stata fatta da ciuscuno dei tre periti. quando il perito verrà convocatol'11 la questione potrà essere risolta

dichiarazione spontanea di moggi:
alcune precisazioni relative ad inesattezze dette dal teste:
innanzitutto per quello che riguarda le amichevoli, posso dire che c'era un accordo di mandare gli arbitri più vicini dal punto di vista territoriale. non vi era nessuna richiesta in quanto per le amichevoli era possibil. per questo per la partita con il messina venne l'arbitro di catania, per quella con il livorno l'arbitro di firenze. per quello che riguarda poi il trofeo berlusconi, era uso nominare l'arbitro che era passato internazionale quell'anno ed era il caso di pieri
per quanto riguarda la maserati, ci sono state indagini della finanza che hanno smentito il tutto e poii bastava vedere che noi non avevamo una lira senza fare alcuna indagine, altro che maserati.
sento dire ancora della nazionale: ma chi più di un dirifgente di una squadra sa se un certo giocatore è in grado di giocare, di reggere più di una partita a settimana?
Ancora: avrei incontrato de santis nello spogliatoio, a fine partita. E allora? Ma lo sa questo signore che non era vietato? lo sa che noi nn avevamo addetti agli arbitri come meani che entravano negli spogliatoi anche a metà partita? GFacchetti ha avuto inibizione per tre mesi per essere entrato negli spogliatoi a metà partita ed era vietato, io sono andato a fine gara e non lo era..
Mazzini era un brav'uomo ma era solo l'ultima ruota del carro
un'ultima osservazione per quanto riguarda il metodo di indagine seguito da auricchio: dice di avere utilizzato come metodo di indagine la gazzetta dello spot che è il giornale che praticvamente fa le sentenze e per il quale il principio di non colppevolezza non esiste. le faccio un esempio. la partita di sabato scorso inter atalanta;: per la gazzetta l'arbitro merita 6,5 per il corriere dello sposrt di roma merita 5,5

dichiarazione spontane di pairetto
ho sentito delle imprecisioni per quanto riguarda le designazioni uefa. voglio precisare che io ero solo uno dei tre vicepresidenti che dovevano fare delle osservazioni sulle designazioni che venivano effettuate da uno svizzero. io non ho mai fatto nessuna osservazione i tutta la mia carriera.
è stato anche fatto riferimento ad una designazione di debleckeer che sarebbe un mio amico ignorando che in quella partita la juventus venne penalizzata in quanto venne annullato un gol regolare a dcel piero
per quello che riguarda i caontatti con le società, mi creda, sono contentissimo che stiano venendo fuori le telefonate con tutte le società della serie a. Deve sapere che era proprio la federazione ad incoraggiare tali frequentazioni. in due casi, anzi ci chiese proprio di chiamare le società. successe quando coly aggredì nucini che lo aveva espulso e beccò 8 giornate. casualmente dopo 9 turni, proprio al ritorno in campo di coly nucini venne nuovamente stratto col perugia e lafederazione ci fece chiamare la società per tranquillizzarla. una volta, poi in corso di sortteggio ci accorgemmo che era stata fatta una preclusione col palermo di collina che nn esisteva. alla fine del sorteggio i notai ci fecero ripetere le operazioni per quel motivo e dopo dovemmo chiamare zamparini per spiegarghli l'accaduto

Ho dimenticato una cossa detta da moggi prima:
per quanto riguarda udinese brescai, prima venne detto che l'arbitro avevga ammonito tre difidati dell'udinese, poi questa versione venne ritrattata, ora si dice di jankulovsky, ma nessuno è andati a vedere il filmato: in quellla occasione il fgiocatorte aveva sferrato un pugno ad un avversario, volevo vedere che non veniva espulso

una aggiunta, mi sono accorto che il post nn è stato pubblicato.
c'è stato il conbtrointerrogatorio del teste anche da parte della morescanti e di gattinelli i quali hanno chiesto, la prima che certezze ha dedlla partecipazione di bergamo a quella cena a casa giraudo,
salvagno nn ha saputo rispondere,
ha chiesto poi quali sono state le indagini che ha svolto e nemmeno ha ottenuto risposta
gattinelli ha chiesto se ha visonato la gata atalanta juve e se ha avuto modo di pensare che il sorteggio per quella gara fosse falsato
le risposte sonoi statte negative

PAUSA PRANZO

l'udienza nn è ancora ripresa. stiamo aspettando l'arrivo, da roma, dove era impegnato in un incomntro al quirinale, il giudice ferri

riprende l'udienza

cosimo maria ferri.

pm: ha rivesto incarichi all'interno della figc
ho fatto parte della commissione vertenze economiche si occupa di danni materiali, quando le tifoserie provocano danni materiali e poi è una commisione di secondo grado per quanto riguarda gli svincoli dei giocatori
lei conosce lotito
si risale a prima che entrasse nel calcio, per rapporti familiari e diamicizia
ed anche dopo il suo ingresso nel calcio?
si come no, fu anche per me una sorpresa ma mantenni rapporti di amicizia
questo avviene anche durante il 2004 2005?
si si mantenemmo normali rapporti, ci frequentavamao
ha conosciuto anche mazzini?
lui l'ho conosciuto forse ancora prima di lotito, lo conosco perchè lui nasce come dirigente sportivo dalla toscana e si è sempre interessato di diliettanti e io vivo in un centro dove ci sono gtante squadre nel calcio dilettanti. era copresidente del comitato regionale ed era molto amato nel mondo per questo suo carattere giocherellone. Io frequentavo l'oratorio e fondai una squadra dilettanti e lo conobbi quando nn ero ancora diciottenne. quando mi laureai mi propose di fare il giudice sportivo sempre per i dilettanti nell'ambito provinciale. io lo feci per un paio di anni e poi cominciai a stidiare per il concorso in magistratura. poi persi i contatti
lotito ha mai conosciuto mazzini?
io che conoscevo entrambi nn lo so, lotito entra nel mondo del calcio improvvisamente e io intanto assumo l'incarico delle vertenze economiche l'unica volta c he si sono incontrati con certezze fu ad un pranzo che io stesso organizzai e c'eravamo io e loro due. mi ricordo che lotito si presentò con un'ora emezzo di ritardo e il pranzo durò pochissimo. e in questo pranzo nn si parlò mai di questioni arbitrali. avendo due caratteri esuberanti non capii nemmeno se fosse la prima volta che si vedevano.
può collocarmi il pranzo temporalmente?
sinceramente nn lo so, mi fu anche chiesto in sede di sommarie informazioni e veniva data una collocazione che nn mi ritrovavo. il pranzo c'è stato, nn so se lei mi vuole aiutare
sono qui per questo. il 24.5.06 lei ricorda che dopo che lotito era divenuto oresidente della lazio mazzini mi chiese di organizzare un pranzo con lotito
ma nn c'è una data
si ma comunque è dopo che lotito è divenuto presidente della lazio
glielo confermo
faccio riferimento ad una telefonata dell'8.2.05 tra ferri e mazzini. mazzini dice di nn riuscire a trovare lotito perchè era tanto interessato "a una cosa che gli ho fatto". mi può chiarire questa conversazione?
a distanza di 5 anni nn è facilissimo anche perchè ricevo centinaia di telefonate al giorno e nn vorrei dire delle imprecisioni
proviamoci
quello che posso ricordare è che riguardasse il rapporto tra la lazio e l'empoli che in quel momento c'era un calciatore dell'empoli,l rocchi, che doveva essere riscattato, insomma dovevano trovare un accordo ed essendo mazzini toscano penso che si riferisse a questo

sul secondo pezzo della telefonata quando si parla della questione arbitrale, nn so che dire, ma si vede che ebbi una risposta evasiva...
che cosa intendeva mazzini quando diceva : poi aveva bisogno di una verifca se c'era stato un intervento sulla questione arbitrale
io della questione nn mi ricordo, nn gli diedi importanza, mi limitai a diregli "ti faccio richiamare". quando mi è stato chiesto una interpretazione...
io nn parlo di interpertazioni, le ho chiesto se può riferirci in ordine a questa frase se parlando con i due in seguiti lei ha potuto apprendere che cosa volesse dire mazzini
su questa questione arbitrale nn so, quando mi è stato chiesto, anche in riferimento ad altre telefonate, dopo una determinata partiuta io chiamo mazini e io l'ho ricollocata, ma è una mia deduzione niente altro...
casoria: nn è il caso di insistere
pm: c'è una contestazione
casoria: nn era a conoscenza di quale fosse la questione arbitrale
pm: lei dice cose diverse. nel vervale del maggio 2006 su questa telefonata lei dice "premetto che nn mi concentrai su quella affermazione ma quaLCHE GIORNO , DOPO una partita tra lazio e chievo, parlai con mazzini che mi disse che aveva favorito la lazio facendo designare un arbitro toscano, cioè rocchi. ricordo di averne parlato anche con lotito e ricordo che lui mi aveva confermato che rocchi aveva arbitrato in favore della lazio.
voglio precisare. ricordo che alla fine del verbale, dop averlo riletto, tornai sul punto perchè già allora lo dissi in modo nn esplicito, dissi che nn avevo alcuna certezza, avevo collegato la wuestione arbitrale, senza avere certezze
dottor ferri è vero che mazzini le disse che aveva favorito la lazio facendo designare un arbitro toscano?
devo fare una premessa: la mancanz adi esperienza, un interrogatorio di circa 6 ore, fu una cosa nuova per me... io avevo coinvolto 2 persone che ceonoscevo e che parlavano davvero tantissimo, molto autoreferenziali che se la cantavano e suonavano da soli. lotito entra nell'esperienza calcistica più grande di lui e si trova in un maredi problemi, con i debiti, con i tifosi, ecc.. voleva cambiare il sistema veniva definito il moralizzatore, voleva ridurre gli stipendi ai giocatori era ossessionato dai debiti, quelle risposte partivano da queste considerazioni, inoltre, in quel periodo si stavano rinnovando gli organi federali e mazzini da un lato si voleva accreditare nei confronti di lotito ma nn so nemmeno quanto spazio avesse nella figc e lotito parlava sempre dei torti che subiva, che la lazio veniva penalizzata. poi nn so se fosse vero...
lei mi dovrebbe dire se ha raccontato la verità ai pm e se è vera quella sua affermazione
ho detto la verità ma ho sempre detto che erano mie copnsiedrazioni
dott ferri io le ho appena letto una sua dichiarazione nella quale dice di aver parlato con mazzini e con lotito
intendevo che era l'unico modo in cui potevo dare un senso a quella telefonata. lotito dopo lazio chievo lotito era soddisfatto dell'arbitraggio, diceva doi non aver subito dei torti, forse impropriamente ho usato lka parola "aiutato"

il pm rilegge ancora la telefonata
casoria: ma il teste può anche correggersi...
pm: telefonata del 15.2.05 lei colloquia di nuovo con mazzini. lei chiede a mazzini se lotito lo ha votato. mazizni dice di si che è stato leale, lei conferma. mazzini dice: lui ai giornali, alla tv nn devono mai parlare male degli arbitri, se no siamo rovinati. e se no dopo è difficle aiutarlo. può chiarrmi questa conversazione?
si confermo le parole
è una telefonata, onsetamente era difficle smentirla
ci tengo a riprecisare: ferri, lotito e mazzini si sono visto solo una volta in quel pranzo. ho una percezione diretta solo in quella occasione e nn si parlò di arbitri. ogni volta che lotito parlava con me si lamentava degli arbitri penso che come faceva con me faceva con tutti q euindi anche con mazzini il quale come detto voleva accreditarsi per le elezioni, io quelle cose le ho sempre inquadrato in quell'ottica io le interpreto così
pm: ancora contestazione: la sua risposta all'epoca fu: mazzini si stava adoperando per aiutare lotito mediante designazioni di arbitri a lui favorevoli. come spiega questa risposta?
mi sembvra di aver detto le stesse cose, solo posso rimarcare che quando mi è stato chiesto di interperatre la telefonata che era una mia ipotesi. io cerco di collocare la telefonata, come ho fatto in sede di interrogatorio.

altra telefonata letta dal pm in cui mazzini dice a ferri di far presente a lotito che è stato aiutato
ferri: lotito è uno che è un fiume in piena, a volte inizia un discorso e nn lo conclude, ha molti limiti, anche come educazione, come modo di porsi, gli ho sempre detto che così nn andava bene. cooscendolo, mi sembrava che lotito lo snobasse mazzini. avevo impressione che mazzini si facesse bello nel vantarsi di aiuti che secondo me non gli ha mai dato, nn so in che potevano consistere. nel vantarsi e nel dire che lotito era un amico, sempre perchè voleva l'appoggio elettorale, mazzini era arrivato ai vertici della federazione proprio per questo suo carattere gioviale e scherzoso, doveva attaccarsi s tutti i presidente delle squadre grandi, mi sembrava più un cercare una squadra che lo spingesse nella sua carriera federale, le ho sempre interpretate così, anche lìarbitraggio di chievo lazio lotito disse che era stato regolare nn che aveva avuto aiuti
il 22 aprile 2005 inizuata tra ferri che ha accanto lotito e poi prosegue tra lotito e mazzini, avendo sempre accanto ferri
no non è vero, pm! Ci tengo a c hiarire perchè lei si riferisce alla telefonata in cui si parla di della valle. io ricordo benissimo che ero dai miei genitori chiamo io mazini, lotito era lontabo, controlliamo le cellule telefoniche
pm: lei mi deve far parlare! uomo uno: ce l'ho accanto, uomo due: bene, uomo uno, te lo passo, la telefonata è quesat io le chiedo una cosa e lei mi risponbde un'altra
avv. botti: ma è una telefonata tra due persone che nn sono il teste, nn può essere ascoltata. il teste nn partecipa alla telefonata si limita a passare il telefono
casoria: allora sentiamo

LITE TRA IL TESTE DELL'ACCUSA E IL PM! FARSA!!!

Pm: la telefonata parte con il teste che ha accanto a se lotito e passa il telefono
casoria: e come fa a sapere che rimane lì tutto il tempo
pm legge la telefonata

erri: a questa telefonata io ero presente. andai a trovare lotito in sede. lui ha una stanza grande qwuanto questa e ha il vizio di parlare al cellulare camminando. mi ricordo però che quel giorno il pensiero di lotito era il rapporto con petrucci, il coni aveva chiesto alla lazio alcuni vecchi canini di locazione lui nn chiedava vantaggi si vedeva solo vittima, in quel caso ce l'aveva col coni e stava scrivendo un comunicato stampa. per questo chiamai mazzini e glielo passai, l'argomento principale fu questo fatto del coni poi parla dei della valle dicendo che quelli che facevano i moralizzatori erano i peggiori
perchè erano i peggiori
perchè gli avevano fatto una proposta che lo avevano quasi scandalizzato, prima di fiorentina lazio, una proposta da bandito
casoria: e quale è queìsta proposta
nn lo so, ma so che lui aveva un rapporto di antipatia con i della valle
pm: lei sta dicendo di avere appreso la notizia da lotito. è lui che ha fatto il nome di diego della valle?
nn so se diego, ma ha detto della valle
quale è stata l'espressione testuale di lotito? qwuale è stata la proposta ricevuta da lotito
lui ha parlato di proposta da bandito
l'espressione l'abbimo capito, in che si sostanziava?
ha detto solo che era una prposta da bandito, che c'eras fiorentina lazio e la lazio nn aveva più bisogno di punti,
casoria: nn sa dire le parole?
no
pm: contestazione, sempre dalla sua testimonianza, della valle voleva che la la lazio perdesse la gara e la sua contropartiuta sarebbe stata in termini economici. lotito mi fece questo racconto commentandolo con un tono disgustato perchè colui che si presentava con un rinnovatore, diego della valle, non aveva esitato a fare una proposta del genere. dice ancora che è una sua opinione che lotito non avesse accetttao questa proposta proprio per il suo disgusto
il mio ricordo di oggi è molto sfumato. chiaro che la sostanza , essendo opresente alla telefonata, è quella,

ferri: dott. narducci io sono abituato a dire la verità se n nn farei il magistrato. ma nel contesto di quelle sei ore inn cui sono stato esaminato, nn vorrei aver dato una interpretazione di un colloqui con lotito in una maniera netta che oggi nn mi sento di confermare. lui ha detto della proposta di della valle però oggi parlare di vendita o di offerte econimiche mi sembra un pò troppo. non vorrei avere aggiunto magari nella circostanza del momento una interpretazione più mia che del colloquio. fatto sta che la partita è finita in pareggio il che mi ha dato ulteriore riprova del comportamento giusto di lotito
pm: esiste altra conversazione del 20 maggio 2005 in cui lei parla con mazzini, due giorni prima di lazio fiorentina in cui mazzini dice che era il caso di accettare la proposta, dice mazzini magari glielo puoi dire tu...
ferri: mazzini e della valle, entrambi toscani, mazini si inserisce nei rapporti tra della valle elotito e vuole fargli fare la pace
pm: ma ìaveva a che fare con la gara fiorentina lazio?
nn ho elementi per dirlo ho elemento per dire che mazzini cercava di accreditarsi con le società

OT: SIGNORI SE QUESTO NON FOSSE UN GIUDICE DEL CSM, SAREBBE SOTTO PROCESSO PER FALSA TESTIMONIANZA!|!!

PM: lei ha detto nel verbale che mazzini prospettava la possibilità di lotito di accordarsi con della valle. ma qui c'era anche la questione della partita e lei nel verbale dice che ascoltando la telefonata mazzini metteva anche l'incontro nel contesto della pace tra i due club
ferri: mi sembre di aver detto la stessa cosa. aggiungo che è una mia interpretazione è una mia ricostruzione
volevo passare ad altro: se aveva mai avuto modo di apprendere da lotito fatto relativi al rapporto tra lo stesso e carraro soprattutto nella fese del rinnovo delle carica. fatti che apprendeva da lotito
era tra le varie cose che mi diceva: lotito ce l'aveva anche con carraro. si lamentava di lui e nn si fidava. tutto ruotava sul rinnovo della cariche federali. lo stesso lotito aspirava ad entrere nella cabina di comando e c'erano alleanze con tutti che cercavano di accreditarsi con tutti.
pm: altra contestazione: lei risponde lotito mi fece intendere che anche questa storia dell'aiuto alla lazio era stata discussa con carraro
confermo quello che ho detto. lotito nn mi ha mai parlato di questioni arbitrali e di vantaggi che voleva

finito l'esame

difesa lotito mazzini le disse in che modo era riuscito a far assegnare l'atbitro rocchi alla lazio?
assolutamente no ricordo che dopo la garas lui era euforico e che era soddisfatto della regolarità dell'artbitraggio non che avesse avuto favori. mi sembvrava che mischiasse l'euforia della vittoria e la soddisfazione della regolarità dell'artbitraggio.poi chiamo mazzini ed è una mia iniziativa anche perchè mi sembrava che lotito si faceva delle fissazioni inutili
sulle sue dichiarazioni sulla diffidenza di lotito per carraro. questo comportamento si riferiva a favori che lui aveva chiesto per la lazio o alla rateizzazione dei debiti, ai diritti televisivi ecc?
secondo me nn alle questioni arbitrali ma poi lui mischiava tutto.gli arbitraggi erano una sua lamentela ma il suo principale motivo di lamento era la questione economica
quando dice nella telefonata che lotito dice che era stato trattato bene da dove desume il collegamento con l'arbitraggio?
ripeto, lui era contento della vittoria ttuto qui. io nn ho assistito a nessun fatto, ho solo interpertato sei o sette telefonate. alla fine dell'interrogatorio, durato sei ore, stremato, ho chiesto di correggere alcune cose relative a lazio chievo per far capire che erano mie impressioni, mie sensazioni

difesa mazzini:
lei ha detto di avere assistito in una sola circostanza ad un colloqui tra i due chi le aveva sollecitato l'incongtro?
da mazzini
lei nn chiese a mazzini il motivo?
no,
dal contenuto del colloqui,o, dall'amosfera percepì che era il primo incontro?
guardi sono due persone talmente alla mano e poco formali cjhe nn riuscii a capirlo. sicuramente nn avevano confidenza
lei sa che mazzini era espressione delle società dilettantristiche?
no, questo nn lo sapevo.
lei ha definito mazzini un giocherellone, uno che millantava. perchè ha evidenzaito questo aspetto?
il personaggio deve essere descritto, a volte è un pò superficiale,aveva un modo di fare carismatico ma era poco di sostanza quando ho viostop che era diventato vice preskidente della figc mi sono meravigliato
lei ha utilizzato gli aggettivi ribadendoli nella questione lotito della valle. ha un riferimento specifico?
si ma ex post, in quanto la gara è finita in parità

oltre a quella con il chievo ha intrattenuto commenti su altre gare della lazio con lotito e mazzini
no, nessuna
nè di altre gare di calcio?
no assolutamente no

difesa della valle
un chiarimento sulla risposta di prima. secondo lei mazzini in quanto fiorentino aveva rapporti di frequentazione con della valle. lei sa se ci sono state frequentazioni tra i due?
no nn ne ho
è una sua presuzione
si
è a conoscenza dei rapporti tra i due
no ma secondo me nn erano buoni
lei aveva ustao l'esperssione "inesistenti" sono due cose diverse. conferma il giudizio dato nel 2006?
inesistenti posso anche conferlarlo mka credo che qualche incontro debbano averlo avuto
ha assistito ad inconbtri tra i due?
no
secondo passaggio. ha mai ascoltato giudizio espresis da lotito su della valle?
si
li può riferire?
che nn lo stimava, che il rapporto era pessimo, però c'era anche un pò di gelosia erano sentimenti confusi ma lotito è fatto così...
ha mai registrato un cambiamento del giudizio di lotito su della valle?
sarei impreciso, se può aiutarmi...
sempre dal verfbale lei dice: lotito parlava assai male di alcuni pertsonaggi, gazzoni, moggi ma i giudizi più pesanti li usava per della valle
si confermo
venendo al discorso della telefonata che ha ascoltato. nell'ambito di questa telefonata, ascoltò o meno lotito fare riferimento alla tematica dei diritti televisivi?
mi pare di si
le rosulta che in quel periodo lotito aveva grandi contrasto con della valle per quel motivo?
si lo ricordo
e che ci fisse un contrasto anche sul piano economico?
si, certamente era quello principale
lei dice che c'è stata la telefonata. sa se in quel momento lotito era impegnato anche in altre telefonate?
era la regola, era inmpossibile seguirlo
nel momento in cui assiste alla telefonata, è corretto dire che lotito parlava anche con altre persone alò telefono?
si
lotito quando le riporta del colloquio conj della valle le riferisce in maniera chiara di quandio si sarebbe verificata questa proposta?
no, per niente
casoria: nn le è venuta la curiosità?
no, non era di mio interessa anc he perchè ripeto era difficile stargli dietro, era meglio nn fargli domande, erano monologhi

quando lotito le ha fatto il racconto, ci ha creduto?
no,
dopo questa occasione ha più riparlato con lui del tema?
no
le ha detto anche in termini chiari quali sarebbe stata la sua posizione?
già nel racconto implicitamente mi sembrava infastidito, poi ho visto come era andata la gara e ho capito che ilo suo atteggiamento era stato corretto

prossima udienza si completa l'esame dell'accusa e si comincia quella delle difese, per prima quella di pairetto. verrà citato di nuovo di laroni, per il controinterrogatorio. (ancelotti, mancini, vignaroli, pepe e cuttica)


l'udienza è tolta, rinvio all'11 maggio.

Commento:

Ringraziando di cuore il "soldato" Frales che ci scrive dalla trincea napoletana invito tutti i lettori a fare "copia e incolla" per diffondere tra i selvaggi la parola del verbo. ;)

Napoli, è giorno di udienza. Ma Ancelotti non c’è


Prosegue l’esame dei testimoni al processo Calciopoli. In aula toccherà all’ispettore di polizia Salvagna e al magistrato Cosimo Ferri

NAPOLI, 27 aprile - Riprende stamattina, davanti alla nona sezione del Tribunale di Napoli, il processo di Calciopoli e sarà ancora un’udienza dedicata all’esame dei testimoni. Due dovrebbero presentarsi in aula: un ispettore di polizia, Salvagna, che svolse indagini sulle intercettazioni disposte nella prima fase dalla procura di Torino e il magistrato Cosimo Ferri (ora membro del Csm), che all’epoca dei fatti era presso la commissione tesseramenti della Federcalcio e parlando dei suoi rapporti con Lotito e Mazzini inguaiò non poco il club romano.

SLITTAMENTO - Slitta ancora l’attesa deposizione in aula dell’allenatore del Chelsea Carlo Ancelotti così come verrà rinviato anche l’incarico di perizia che doveva essere conferito alla successiva udienza per la trascrizione delle telefonate ‘’inedite’’ la cui acquisizione è stata chiesta dai legali di Luciano Moggi e Pierluigi Pairetto.
Per il 4 maggio, data dalla udienza in cui il Tribunale aveva convocato il perito (e per la quale aveva dato disponibilità Ancelotti), è infatti stata proclamata una astensione dei penalisti. Intanto i pm Giuseppe Narducci e Stefano Capuano (e il pm Filippo Beatrice che si occupò dell’inchiesta prima di passare alla Direzione nazionale antimafia) ritengono di avere incassato un punto a favore grazie motivazioni della sentenza del processo con rito abbreviato sule condanne dell’ex amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo, dell’ex presidente dell’Associazione arbitri Tullio Lanese e degli arbitri Tiziano Pieri e Paolo Dondarini.

da Tuttosport

Da Trezeguet ad Amauri: quel che non resta con Rafa


La nuova Juve secondo Benitez: Attacco e corsie laterali da rifare

TORINO
Una volta affidata la direzione del cantiere bianconero a Rafael Benitez, se così andrà, i lavori saranno di robusta ristrutturazione tra vendite e posizionamento di nuovi pezzi. Del resto la Juve l’avrebbe scelto anche, e soprattutto, per quella sua professionalità, e attidudine, da allenatore-manager. A prova della sua intraprendenza, a tratti ai confini dell’ipertrofia sibilano i suoi critici inglesi, ci sono le sei stagioni da padrone del Liverpool: Rafa ha acquistato un totale di 56 giocatori, contro 66 venduti, per una bilancia commerciale di 228,9 milioni di sterline al capitolo spese (circa 265 milioni di euro) e 151,6 milioni tra i ricavi (oltre 175 milioni di euro). Insomma, ha fatto e disfatto. Alla Juve, con le dovute proporzioni di capacità di spesa, s’appresta a fare altrettanto.

Nei contatti avuti fin qui con il club bianconero, s’è infatti parlato di qualche giocatore, e mica solo di quelli da inseguire. Pure di quel che resterà della Juve attuale. A Benitez piacciono, e molto, Gigi Buffon e Giorgio Chiellini, come anche Vincenzo Iaquinta, per la capacità di attaccare gli spazi in profondità. Da rifare, quasi completamente, ci sarebbero le corsie laterali, con l’eccezione di Martin Caceres e, forse, Mauro Camoranesi. Rafa, spifferano i suoi amici spagnoli, avrebbe pure in testa un vistoso make-up per l’attacco, mettendo in discussione David Trezeguet, un pezzo di storia bianconera, e Amauri, uno dei pezzi più costosi degli ultimi due anni di mercato. Alla cessione del francese, da tempo, sta lavorando anche il club che ha l’ultima occasione di vedere qualche euro, con il contratto in scadenza il prossimo anno, e che pure ha fatto un pensiero per favorgli l’uscita, visto che lo stipendio resta alto (4,5 milioni di euro a stagione). Trezegol a Rafa è sempre piaciuto, ma nella versione original, non intaccata da età e acciacchi. Per diversi motivi s’annuncia complicata la sistemazione di Amauri, che difficilmente potrà essere eventualmente collocato nella fascia del prezzo d’acquisto (22,8 milioni). Senza dimenticare che la merce perde valore, pure se usata come merce di scambio per arrivare ad altri giocatori. Lo spagnolo ha in testa un centravanti che possa essere l’unico avamposto, ma che abbia più gol nel caricatore: come Torres, Dzeko o Pazzini, in ordine di gradimento.

Discorso a parte merita il centrocampo, quello che dovrà dare la fisionomia al progetto. Intoccabile Marchisio, che mette d’accordo società e (papabile) tecnico, si spalancano infinite ipotesi per Felipe Melo e Diego Ribas da Cunha, divisi dal ruolo ma uniti dal luogo di shopping, deluxe: 25 milioni il mediano, 24,5 il fantasista. Rafa pare abbia precise idee pure in questo settore, ma i piani dovranno confrontarsi con le possibilità del mercato. Alla fine, il duo Brazil dovrebbe restare, e non solo per mancanza di offerte (adeguate). L’attuale allenatore dei Reds stima infatti Melo, così come diverse squadre della Premier League, ed è convinto che il giocatore valga ben più di quello che ha fatto vedere in questa stagione. Su Diego si aprirà, s’è aperto, un dibatitto. Non è il giocatore ideale di Benitez, e per i fondamentalisti del 4-4-2 sarebbe da mettere nella lista di proscrizione. In realtà Rafa è abituato ad armeggiare gli assetti sul campo quasi più delle compravendite, spesso giocando sui difetti dell’avversario di turno: ecco allora, volendo giocare con i numeri, che il suo 4-4-2 s’è spesso piegato a 4-4-1-1 o a 4-2-3-1. Da ricavarne un posto anche per Diego, anche se poi un centrocampista con le funzioni di regista il tecnico dei Reds l’avrebbe chiesto. Ora per far partire i lavori manca solo una persona: Benitez.

da La Stampa

lunedì 26 aprile 2010

Ecco perché le motivazioni della sentenza di De Gregorio rischiano di essere superate dai fatti nuovi di Calciopoli/2


Nelle 202 pagine il Gup De Gregorio afferma che è certa l'esistenza di dati sicuri che provano l'esistenza di un'associazione per delinquere che condizionava il mondo del calcio italiano. Eppure oggi sappiamo che le telefonate su quei temi che sostanziano il peso dell'accusa erano di molti, se non di tutti. Sulle sim manca l’elemento di contesto: Moggi pedinato e intercettato dalla security Telecom. Ora sarà inevitabile l’appello, ma intanto tre anni Giraudo se li è presi e forse difendendosi in altro modo avrebbe potuto evitarseli

NAPOLI, 26 aprile - L’impressione che si trae leggendo le 202 pagine vergate dal gup De Gregorio, se appassionati seguaci del filone Calciopoli e se assidui frequentatori – come chi scrive – delle udienze del processo con rito normale in corso a Napoli è che queste motivazioni ripercorrano pedissequamente il lavoro fatto dai pm e le loro sintesi fino al 2007. Pochi i casi in cui si aderisce alle motivazioni difensive addotte – va ricordato – nel rito abbreviato praticamente solo con memorie difensive, senza ascolto di testi e senza nuovi elementi. E’ un salto nella Calciopoli del 2006, quella del processo sportivo, quella in cui di griglie parlava solo Moggi. Oggi sappiamo che le telefonate su quei temi che indicano la gravità dell’accusa e sostanziano il peso della sentenza inflitta a Giraudo erano di molti, se non di tutti. Sappiamo che Begramop aveva parlato anche alla Figc di cene e chiamate da Facchetti, Meani, Sacchi, Capello e altri dirigenti, sappiamo che ci sono altre intercettazioni trascurate dall’accusa e quindi che De Gregorio non può conoscere.

LE RIFLESSIONI - Sulle sim manca l’elemento di contesto: Moggi pedinato e intercettato dalla security Telecom per un anno. Si dà per scontato che fosse grave chiamare Bergamo, ipotizzando soltano (perché non ci sono riscontri) di contatti diretti con arbitri presentissimi nelle nuove intercettazioni che l’11 maggio saranno date in pastyo ai trascrittori e a giugno alla Figc. Insomma, manca tutto quello che tsa emergendo dal processo Moggi, dove a picchiare sull’incudine non è solo il martello del’accusa, ma anche chi lavora al servizio delel difese. Ecco perché, oggi in particolar modo, pare incomprensibile la scelta di Giraudo di difendersi in un rito mozzo qual è quello abbreviato visto che De Gregorio e i pm ritenevano il suo essere dirigente apicale della Juve e consigliere federale un elemento fortissimo d’accusa per il reato di associazione a delinquere volta a cogestire (a livello arbitrale e politico) il calcio in Italia. Arriverà l’appello, ma intanto tre anni Giraudo se li è presi e forse difendendosi in altro modo avrebbe potuto evitarseli.

da Tuttosport

Moggi "Bettega più competente di Marotta"

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Moggi "Juve in B grazie a Montezemolo"

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Calciopoli II - Parla Pietro Sandulli......

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Beha "tifiamo per l'accertamento della verità"

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Calciopoli: arrivano le 202 pagine della condanna di Giraudo


Sarà disponibile tra poco la sentenza del rito abbreviato scritta dal Gup Eduardo De Gregorio per l'ex ad della Juve e altri tre arbitri. Si attende poi la presentazione dell'appello da parte degli interessati

NAPOLI, 26 aprile - È attesa a momenti l'uscita delle 202 pagine della motivazione della sentenza del rito abbreviato scritta dal Gup Eduardo De Gregorio che ha inflitto ad Antonio Giraudo la condanna per associazione a delinquere lo scorso 14 dicembre a Napoli. Condannati con l'ex ad anche l'ex presidente dell'Aia, Tullio Lanese (due anni) e gli arbitri Tiziano Pieri (due anni e quattro mesi) e Paolo Dondarini (due anni).

SECONDA SENTENZA - È la seconda sentenza sulle vicende di Calcipoli dopo quella dello stralcio Gea pronunciata nel gennaio 2009 dal giudice Fiasconaro al Tribunale di Roma. È però la prima sentenza del filone principale, che sta - secondo il rito normale - sviluppandosi di fronte alla IX sezione del Tribunale di Napoli dove sono imputati per associazione a delinquere e frode sportiva Moggi e altre 23 persone.

IN DUBBIO ANCELOTTI - A tal proposito domani prenderà corpo un'ennesima udienza: in dubbio l'arrivo da Londra di Carlo Ancelotti, al controesame dei PM e degli avvocati si sottoporrà l'ispettore di Polizia Salvagno, che condusse l'indagine di Torino su Moggi e Pairetto, e il giudice del Csm Cosimo Ferri.

IL RICORSO - Lette le motivazioni si attende nelle prossime ore la presentazione della domanda d'appello degli imputati. Ricordiamo che sono stati assolit nel medesimo rito abbreviagto l'arbitro Rocchi, Messina, Baglioni, Foschetti, Cassarà, Gabriele, Griselli.

da Tuttosport

Benitez, 7 giorni per decidere Mascherano vuole seguirlo


Il tecnico spagnolo, l'offerta della Juventus e la tentazione del City

TORINO
Lui (Benitez), lei (la Juve) e l’altro (lo sceicco Mansour Bin Zayed Al Nabyan, proprietario del Manchester City, possibile spasimante). Il triangolo no, Jean-Claude Blanc non l’aveva considerato, non durante il corteggiamento nei confronti dell’allenatore del Liverpool, iniziato in un pomeriggio di fine gennaio, quando si doveva trovare un sostituto di Ciro Ferrara destinato all’esonero. Allora c’erano in ballo gli ultimi quattro mesi di stagione e la qualificazione alla prossima Champions League, adesso si sta progettando una gran fetta di futuro. Le cose stanno più o meno così. Benitez, 50 anni, è in cima alla lista dei desideri bianconeri. È l’allenatore considerato ideale - secondo profilo, esperienza e palmares - per guidare una rifondazione profonda come quella che aspetta la Juve. Al punto che sul suo tavolo c’è già, da settimane, un’offerta concreta spedita dal presidente, ad e dg del club di corso Ferraris. L’unica nero su bianco, per ora. Solo che Rafa, due campionati e una Coppa Uefa conquistati con il Valencia, più una Champions League, una Coppa d’Inghilterra e una Supercoppa europea con il Liverpool, prende tempo.

Per dare una risposta, giovedì scorso, ha chiesto almeno una settimana, forse dieci giorni, nonostante il suo manager, Garcia Quilon, sia in pressing per convincerlo a trasferirsi a Torino. L’intenzione di Benitez però è spingersi fino a quando la Juve non potrà più aspettare. Questione di soldi, certo. Come in ogni trattativa, da che mondo è mondo. Soprattutto considerata la differenza tra richiesta (triennale da sei milioni netti a stagione, staff compreso) e offerta (intorno ai quattro milioni, stessa durata), ancora troppo ampia per sperare in una fumata bianca dietro l’angolo. Tanto è vero che la Juve nel frattempo ha ripensato a Capello.

Ma di mezzo c’è di più. La novità riguarda le perplessità e i dubbi di Benitez, che starebbe riflettendo - sempre che lasci davvero i Reds, con i quali è legato da un contratto fino al 2014 da 2,7 milioni (di euro) a stagione - sull’opportunità di abbandonare la Premier League per tentare l’avventura in Italia. «Qui sto bene», ripete sempre più spesso agli amici, dove il «qui» sta per l’Inghilterra e non solo per Anfield. Lo sguardo del tecnico spagnolo si sposta di una sessantina di chilometri verso Est, in direzione Manchester, dove presto potrebbe essere in ballo la panchina milionaria del City.

Questo è l’altro scoglio su cui rischia di infrangersi la trattativa. Benitez sa che Mancini, segnalato in rotta con lo sceicco (e lo spogliatoio), potrebbe essere presto defenestrato, specie se non otterrà la qualificazione alla prossima Champions. Così, fiutata l’aria di svolta, Rafa sfoglia la margherita aspettando una chiamata. Non dal Real Madrid, possibilità più teorica che pratica, ma dal City. Che, guarda caso, è pronto a sfoderare una mega offerta da 50 milioni di sterline (circa 58 milioni di euro) per strappare al Liverpool il pupillo dell’allenatore, l’attaccante Fernando Torres.

A proposito di giocatori. Se n’è già parlato, ampiamente, anche con la Juve. Dello stesso Torres, degli attuali bianconeri da confermare (Buffon e Chiellini, anch’essi segnalati nella lista della spesa del City: solo una coincidenza?) e di Javier Mascherano, centrocampista argentino, il più fedele dei fedelissimi di Benitez. «Mister, sono pronto a seguirla ovunque vada», dice spesso al suo allenatore, che nel caso vorrebbe portarlo con sé a Torino. Il parco mediani dei bianconeri, però, con Poulsen, Felipe Melo e Sissoko è già più che affollato: difficile sia questo, però, a far saltare l’affare, se si vorrà farlo.

da La Stampa

domenica 25 aprile 2010

Ma quanto è Alfredo di Stefano???????

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Juventus - Bari 3-0 - Intervista a Iaquinta

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POST PARTITA JUVENTUS - BARI - Del Piero

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MARCHISIO Juventus - Bari 3:0

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Juventus - Bari 3-0 | Intervista a Zaccheroni

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Andrea Fortunato, quindici anni dalla tragedia: il ricordo di Bettega


Il 25 aprile del 1995, a soli 23 anni, Andrea Fortunato si spegneva dopo una dura battaglia contro la leucemia. Il suo ricordo non ha mai abbandonato la Juventus, i suoi tifosi e tutti coloro che ebbero la fortuna di conoscerlo. Tra questi Bobbygol: «Si ammalò nel pieno della sua giovinezza, del percorso del suo sogno»

TORINO, 24 aprile - Il 25 aprile del 1995, a soli 23 anni, Andrea Fortunato si spegneva dopo una dura battaglia contro la leucemia. Sono passati quindici anni da allora, ma il suo ricordo non ha mai abbandonato la Juventus, i suoi tifosi e tutti coloro che ebbero la fortuna di conoscerlo. Tra questi c'è Roberto Bettega, che ha ancora bene in mente tanti momenti condivisi con Andrea: «Una volta - ricorda sul sito internet del club bianconero - ci fermammo nella sala da pranzo di Villar Perosa, dopo cena, a parlare insieme, perchè era un momento non troppo positivo per lui. Pensandoci a posteriori, probabilmente stava già covando la malattia. Ho cercato di rincuorarlo, facendogli capire quanto fosse difficile la nostra piazza, indossare questa maglia. Un'altra volta, si giocava un'amichevole a Tortona e tra il primo e il secondo tempo rimase negli spogliatoi perchè aveva un po' di febbre. Quello fu il campanello d'allarme».

Quando ad Andrea fu diagnosticata la malattia, fu proprio Bettega a comunicarlo alla squadra: «La notizia toccò profondamente tutti. È chiaro che trattandosi di un ragazzo di quell'età, di uno sportivo, si fa fatica a pensare che possa essere colpito da un male così grave. In piccola parte provai la stessa cosa quando avevo vent'anni e forse ero quello che si era trovato più vicino ad una situazione del genere e quindi toccò a me dirlo ai suoi compagni. Sono rimasto molto legato alla famiglia, perchè quelli furono momenti molto difficili e delicati per tutti. Andrea aveva una grande forza, una grande volontà, che credo tutti trovino quando si è costretti ad affrontare certe sfide. Sono sicuro che ce l'abbia messa tutta per provare a vincere la sua, ma purtroppo non è bastato».

La scomparsa di Andrea colpì profondamente tutto il mondo del calcio: «Andrea si ammalò nel pieno della sua giovinezza, del percorso del suo sogno. Il calcio fu sicuramente colpito, anche perchè per fortuna situazioni del genere sono rare in un mondo come il nostro, fatto di atleti. E poi la personalità di Andrea aveva toccato tutti e anche per questo furono in molti a partecipare al dolore per la sua perdita. Sono cose purtroppo tristi, che però rimangono dentro e viene da chiedersi perchè ad esempio io sono stato più fortunato... Viene da chiedersi: perchè lui?».

da Tuttosport


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Commento:

Guardando questo video non possono non uscire lacrime dagli occhi...

NEWS JUVENTUS - Servizio Studio Sport - 24/4/2010

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Conferenza Stampa di Zaccheroni Pre Juventus-Bari

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sabato 24 aprile 2010

Oliviero Beha per Dagospia


"Calciopoli 2 Finirà In Burletta"

Il caso Calciopoli, fino a ieri l’altro Moggiopoli e da domani Brogliacciopoli, è una perfetta lente di ingrandimento dei rapporti tra magistratura e informazione, con sullo sfondo ma neanche tanto la politica. Sia quella sportiva che la Politica con la maiuscola.
Ma bisogna aver voglia di vedere tutto quello che questa lente ingrandisce. E invece non è così: dopo anni di silenzio sullo scandalo, in cui in solitudine dicevo “semplicemente” che in quest’inchiesta non tornava nulla e non certamente che Tizio era innocente e Caio colpevole, adesso hanno cominciato a suonare trombe e campane.
Si è tifosi delle squadre coinvolte oppure no, specie nella distinzione tra Juventus, Milan e Inter, tifosi degli imputati, tifosi dei non imputati, tifosi dei pm titolari dell’inchiesta, addirittura tifosi della giustizia sportiva che quattro anni fa “avrebbe fatto pulizia”.
Pur di camuffare non la verità ma anche soltanto la ricerca della verità, si riesce a mischiare tutto in un minestrone maleodorante, Craxi e Moggi, Tangentopoli e Calciopoli (a condizione di circoscriverla a Moggiopoli), la giustizia ordinaria in atto e quella sportiva già preconfezionata con i suoi tempi brevi, il “presto e bene” dell’allora responsabile ad interim Saverio Borrelli che sta risultando essere inevitabilmente quello che già era, cioè una contraddizione in termini. “Presto e male”, casomai.
Ma l’ignoranza delle caratteristiche di un mondo guasto come era ed è quello del pallone, la confusione del codice sportivo con quello penale, il partito preso per cui un pubblico ministero ha comunque ragione e un imputato presunto zozzone comunque torto, genera una confusione dilatata anche nei migliori Cordero d’occasione, i corderini solitamente attrezzati alla bisogna.
La differenza tra Tangentopoli e Calciopoli (non possiamo più chiamarla solo Moggiopoli, davvero mi spiace…) si riflette nella differenza abissale tra giustizia ordinaria e giustizia sportiva. La prima, che chiunque può discutere come vuole e che ha diviso stampa e opinione pubblica in “giustizialisti” (gli onesti…) e “garantisti” (quelli un po’ meno onesti…), è fatta da magistrati fino a prova contraria indipendenti. Che si muovono sulle notizie di reato.
Il Pool di mani Pulite è stato questo. La giustizia sportiva al di là dei formalismi istituzionali dipende in mille maniere dal potere esecutivo, dalla Federcalcio avviluppata alla Lega Calcio dove contano i club più forti economicamente e politicamente.
Non si muove paglia nei termini di “questa” speciale giustizia del “presto e bene” e del “forza che deve cominciare il campionato” e del “vai che assegniamo lo scudetto di cartone”, che non venga filtrata dal potere.
Quindi il paradosso è che nella giustizia sportiva succede quello che Berlusconi vorrebbe accadesse alla giustizia ordinaria. E i corderini che temono sacrosantamente un esito di questo genere per la separazione di poteri alla base della nostra democrazia, ignorano o fingono di ignorare le caratteristiche già ultraberlusconiane (gallianesche?) del pallone.
Così assistiamo alla meraviglia delle meraviglie: un giustizialista di calibro di fronte a tutto quello che sta uscendo fuori e che testimonia di un sistema-calcio in cui Moggi spartiva il bottino arbitrale con gli altri, diventa un garantista nuovo di zecca per tutto ciò che risulta extra Moggi.
La clessidra è rovesciata a tal punto che si commenta la prescrizione dei reati secondo il codice sportivo di ieri e di oggi (vedrete che anche la seconda inchiesta della Federcalcio farà ceneri, lapilli e prescrizioni non foss’altro che per non sfarinare l’intiero pallone) facendo spallucce: tanto è tutta roba prescritta…! Ma come, Andreotti prescritto fino al 1980 e Berlusconi prescritto professionista sono due infamoni, e nel caso del calcio la prescrizione suona come un’assoluzione a divinis? E su, un minimo di decenza anche da parte dei corderini.
Anche perché la difesa di Moggi può fare o tentare di fare quello che vuole per difendersi in Tribunale, credo vagamente (addirittura solo con una laurea in lettere…) che faccia parte dei suoi diritti. Stabilirà il Tribunale la fondatezza dei rilievi mossi dagli imputati. Ma chiunque metta mano alla questione delle indagini di Auricchio e company, dei brogliacci ignorati o sottovalutati, del lavoro di indagine smembrato e selezionato tra la Procura della Federcalcio, i carabinieri e la Procura di Napoli, ha il formidabile sentore di trovarsi appunto di fronte a una sorta di Brogliacciopoli, in cui si è combinato eufemisticamente un enorme pasticcio.
E comunque a quel che appare si è mirato in una sola direzione. Magari colpendo il bersaglio, come è giusto se provato. Ma gli altri?
Forse che questo significa la litania “tutti colpevoli, tutti innocenti”, alla Craxi? Ma per carità. La mia posizione resta quella di allora, quando Craxi diceva di voler “vuotare il sacco” girando per le Procure, e da Santoro (nel 1994, una delle due volte in cui sono stato ospite in vent’anni) c’era una sollevazione contro di lui: ma come, Craxi, il Cinghialone, vuole vuotare il sacco? Ci mancherebbe altro… Ingenuamente allora pensavo che più verità si fosse ricercata meglio sarebbe stato per tutti. Lo stesso penso oggi di Moggi e company.
Anche perché cito da un’intervista all’Espresso dei due Pm iniziali di Calciopoli, Beatrice e Narducci, del 12 luglio 2007:
Domanda: “Torino aveva archiviato, ci voleva la procura di Napoli per scoprire lo scandalo?”.
Risposta dello stesso Narducci, oggi in difficoltà in aula: “Un anno fa i commenti erano di questo tipo: l’indagine napoletana ha dato forma di prova a ciò che tutti sapevano. Non era proprio così, non c’era questo grado di consapevolezza. Nemmeno negli organi di informazione, salvo eccezioni. Per anni ho sentito un’espressione riferita ad arbitri e partite: esiste una sudditanza psicologica della classe arbitrale verso alcune squadre più potenti. Nel campionario di sciocchezze che si ripetevano in Italia c’era questa enorme mistificazione.
È servita un’indagine giudiziaria penale per individuare fatti che il mondo del calcio difficilmente avrebbe individuato. E anche l’informazione ha molte colpe. I pochi che hanno avuto coraggio, Oliviero Beha tra questi, sono stati estromessi dal circuito. La procura di Torino? Ha fatto le sue valutazioni su un breve periodo di intercettazioni: 40 giorni”…
Conclusioni: rischio di “essere estromesso dal circuito” anche oggi che non mi contento di Moggiopoli, né di corderini, né di tifosi, siano essi tifosi della Juve, della giustizia alata o di un pm per partito preso, giustizialisti,garantisti o moggisti. Non è così che faremo molti passi avanti, mistificando i rapporti di forza e i poteri davvero in gioco.
P.S. Come è vero che finirà in burletta (prescritta) la seconda Calciopoli della “giustizia” sportiva, così è vero che in un mondo marcio la rimozione del capataz Moggi è partita dall’interno della Juventus per un regolamento di conti, di cui gli altri capoclan calcistici si sono giovati conoscendo perfettamente, mafiosamente e omertosamente come tutto ciò avvenisse. Ma finora sono stati zitti e solo adesso reagiscono perché toccati, avvalendosi della stampa che abbiamo sotto gli occhi.
E tutti mordono solo la polpetta di Moggi. Non è un po’ riduttivo? Non hanno voglia di altre polpette? Temono a tal punto che siano avvelenate da chiudere occhi e orecchie, dibattendo alla morte se in un’intercettazione il nome di Collina l’ha fatto Bergamo oppure Facchetti? E capirai…

Terracinabianconera...LA VISITA DI MOGGI AL CLUB

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Commento:


BRAVI!

Calciopoli 2? Bergamo aveva detto tutto


L’ex designatore anticipò all’Ufficio indagini quello che emerge, e che ora rischia di essere prescritto. Perché non si è indagato? Nel 2006 agli 007 Figc: «Parlavo di griglie e di arbitri con Facchetti, Capello, Meani, Sacchi e altri. La conoscenza della griglia era il segreto di Pulcinella»

CAPALBIO, 24 aprile - Il ristorante ha un nome evocativo per i cultori di Calciopoli: «Da Tullio», non il rifugio di Moggi nel cuore di Roma, ma il locale amato da Bonolis e dagli aficionados della Feniglia. Ci scherziamo su sotto la pioggia che allaga pure la Maremma: abbiamo chiesto a Paolo Bergamo di ridarsi un’occhiata alla sua deposizione fornita agli inquirenti dell’allora Ufficio Indagini, gli uomini del pool di Borrelli, che l’8 giugno 2006 interrogano dalle 9.10 alle 18 l’allora ex designatore. Quella deposizione è finita in copia firmata nelle nostre mani in queste ore. La curiosità, in questi giorni, era per il caso umano: uno che da quattro anni dice e scrive (sul suo libro) che lo chiamavano tutti e che parlava di griglie con chi avesse da buttare un po’ di credito telefonico, ma non viene creduto da nessuno.

I NOMI - Fa, nero su bianco, i nomi di Facchetti, Meani, Capello e Sacchi, ma potrebbe allungare la serie. Addirittura le sue intercettazioni con altri dirigenti finiscono nel dimenticatoio penale per quattro anni, non sono segnalate nella trasmissione degli atti nel Natale 2007 dalla Procura di Napoli alla Figc (questo ribadiscono da via Allegri e via Po). Insomma: ‘sto Bergamo non se lo fila nessuno, sarà perché ha rinunciato alla tessera durante il processo, s’è sottratto al giudizio sportivo... Mah. Oggi, lui come altri protagonisti (De Santis e Mazzini) sono pronti a raccontare e confermare che certe cose le hanno dette e verbalizzate (Bergamo, De Santis) o le avrebbero potute dire (Mazzini: «Ho una gran voglia di parlare, se mi chiamano...»).

CHE ERRORE... - La deposi­zione di Bergamo - se creduta, approfondita, riscontrata nel 2006 - avrebbe potuto far aprire Calciopoli 2 molto tempo prima di questa primavera del 2010, in cui da via Allegri, e non solo, si parla troppo di prescrizione dei reati sportivi. Per fortuna che il presidente Abete, qualche settimana fa, ci ha rassicurato: «L’etica non va in prescrizione» (per lo scudetto 2006). Beh, neanche gli eventuali reati sportivi comuni ci sarebbero andati se si fosse indagato subito, partendo dalla confessione di Bergamo, o solo si fosse tenuto aperto un fascicoletto nel quale raccogliere, ai margini del Caso Principale, il materiale raccolto...

DEPOSIZIONE - Borrelli e Palazzi non l’hanno fatto. Apprendiamo da pagina tre delle faticosa deposizione di Bergamo (interrotto e fatto ripartire da zero da uno strano collasso del computer federale: faceva caldo, in quei giorni, si dirà) che l’ex designatore confessa subito ai vicecapi dell'allora Ufficio Indagini, D’Andrea e De Feo, spiegando la telefonata della griglia con Moggi (9 febbraio 2005): «Non ho mai negato di parlare della probabile formazione della griglia, che comunque dovevo confrontare con Pairetto, anche con tutti gli altri dirigenti di società che me ne avessero fatto richiesta. Questa consuetudine di parlare della griglia o di quegli arbitri che potevano andare nella griglia, ribadisco, ce l’avevo anche con altri dirigenti (tra gli altri Facchetti, Meani, Capello, Sacchi). Non so dire se Pairetto si confrontava con altri su questi temi. E preciso che la conoscenza della griglia era il “segreto di Pulcinella” in quanto gli arbitri erano certamente individuabili per gli addetti ai lavori».

da Tuttosport