domenica 28 febbraio 2010

sabato 27 febbraio 2010

Prima semestrale 2010


Il direttore finanziario del club Michele Bergero: «La partecipazione alla Champions League è la chiave per avere un bilancio sano, in rapporto alla nostra struttura dei costi. Ci sono in palio ricavi di almeno 23 milioni di euro. Dall'Europa League possono arrivare massimo 3,5 milioni»


MILANO, 26 febbraio - La Juventus ha chiuso il primo semestre dell'esercizio 2009-2010 con un utile netto di 14,2 milioni di euro, a fronte di un saldo positivo di 14,6 milioni dell'analogo periodo precedente. Lo si apprende da una nota secondo la quale i ricavi sono cresciuti dell'8,6% a 134,7 milioni. In crescita (+4,1%) anche i costi operativi, saliti a 95,4 milioni, mentre la posizione finanziaria netta si riduce da un saldo positivo di 25,6 a 10,5 milioni per effetto della prima fase della campagna trasferimenti e per l'investimento per il nuovo stadio.

BERGERO - «La partecipazione alla Champions League è la chiave per avere un bilancio sano, in rapporto alla nostra struttura dei costi - spiega il direttore finanziario della Juventus, Michele Bergero, commentando i risultati semestrali -. Sarà fondamentale concludere il campionato nelle prime tre posizioni, per accedere direttamente alla prossima edizione, o al massimo arrivare quarti per disputare i preliminari. Questa eventualità rappresenterebbe comunque un rischio perché metterebbe in palio ricavi almeno per circa 23 milioni di euro».

CHAMPIONS - Quest'anno infatti la società bianconera ha incassato quasi 23 milioni dalla partecipazione alla massima competizione europea. L'impatto economico dell'eliminazione dopo la fase a gironi è dunque ridotto. «L'effetto negativo - sottolinea Bergero - è limitato a 2,5 milioni, considerando che la scorsa stagione, con l'uscita agli ottavi, avevamo contabilizzato ricavi per 25,5 milioni». Introiti più bassi in valore assoluto rispetto all'esercizio 2008-2009, poiché la Juve ha disputato un turno in meno, ma più alti in valore relativo, visto che da quest'anno l'Uefa garantisce alle partecipanti alla Champions bonus fissi più elevati.
EUROPA LEAGUE - Intanto la Juve è in corsa per l'Europa League. «Arrivando almeno in finale - prevede Bergero - il guadagno sarebbe di circa 3,5 milioni. È una competizione che garantisce ovviamente premi ridotti rispetto alla Champions e va vissuta più sul piano sportivo che economico. Vincerla darebbe lustro alla società, con conseguenti effetti benefici sui contratti di sponsorizzazione e sul valore del marchio».

STADIO - Il direttore finanziario ha rivelato che il Consiglio di amministrazione ha incontrato Alberto Zaccheroni e il nuovo staff tecnico e ha quindi fatto il punto sui lavori del nuovo stadio. «Siamo in linea con il cronoprogramma stabilito due anni fa: si vedono già le prime tribune, in estate verranno posizionati i pennoni e la copertura. Il trend del secondo semestre - chiosa Bergero - sarà negativo per l'assenza di competizioni europee e per il minor numero di partite complessivamente in calendario nel periodo. Lo scorso anno la perdita fu di 8 milioni; per l'esercizio in corso attendiamo un ulteriore aggravio di 6 milioni, che dovrebbe portare a un risultato netto negativo comunque contenuto».

Tuttosport

Juventus News

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"Stile Juventus" del 26.02.2010: intervento di Gianluca Pessotto

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Tutto su Juventus - Palermo

La Juventus si prepara ad affrontare il Palermo nella settima giornata del girone di ritorno. Impegno non semplice, visti gli ottimi risultati ottenuti dai siciliani, che vantano 40 punti in classifica, uno in meno dei bianconeri, ma che presentano un andamento agli antipodi tra casa e trasferta. Il Palermo al Barbera ha raccolto 31 punti e in trasferta solo 9, frutto di 2 successi, 3 pareggi e ben 7 sconfitte. Notevole anche la differenza delle reti: 22 realizzate in casa e 13 fuori, 9 quelle incassate in Sicilia e 22 in trasferta. Lontano dalla Sicilia, il percorso dei rosanero ha preso avvio immediatamente con difficoltà. Due le sconfitte nei primi turni con Fiorentina e Parma, alle quali ha fatto seguito un 1-1 con la Lazio e la prima vittoria a Livorno per 2-1. Tre gli stop consecutivi nelle giornate successive: 5-3 con l’Inter, 3-1 con il Bologna e 1-0 con il Chievo. L’anno 2009 si è chiuso con la più grande impresa del campionato, un 2-0 conquistato a San Siro con il Milan. Nel 2010 il Palermo ha preso due punti nei primi due impegni con Sampdoria (1-1) e Napoli (0-0). Recentemente, sono arrivate sonanti bocciature a Bari (4-2) e con la Roma (4-1).

Juventus-Palermo, i precedenti

21 gli incontri tra Juventus e Palermo disputati in campionato e bilancio largamente favorevole ai bianconeri, vincenti in 16 circostanze, a fronte di 3 pareggi e 2 sconfitte (l’ultima delle quali nello scorso torneo, col risultato di 1-2). Curiosamente, non si è mai verificato il risultato di 1-0 e in ben 4 occasioni il risultato è stato di 4-1. Il punteggio classico, capitato già 5 volte, è di 2-1. Il debutto in tal senso si è avuto il 5 maggio 1935: la Juve alimenta con il successo la sua candidatura al quinto scudetto consecutivo. La vittoria è in rimonta: al gol del rosanero Blasevich rispondono Varglien e Cesarini, che decide l’incontro non nella sua tipica zona e la anticipa di un quarto d’ora. Il 2-1 torna nel 1953. I bianconeri passano nel primo tempo con un rigore di Mari. Nella ripresa pareggia De Grandi, ma Boniperti riesce a siglare il gol decisivo a tre minuti dal fischio di chiusura. Sette anni dopo, nel 1960, è ancora Boniperti a portare in vantaggio i suoi. Il momentaneo 1-1 è di Carpanesi. La Juventus ha l’occasione per riportarsi subito avanti ma Cervato fallisce il tiro dagli undici metri. Il 2-1 è di Colombo, al quarantesimo della prima frazione di gioco.Anche nel 1963 si fatica per conquistare i due punti. Un autogol del palermitano Sereni e la risposta di De Robertis portano le due squadre al riposo in parità. A spezzare l’equilibrio ci pensa Omar Sivori a metà della ripresa.Infine, nella penultima giornata del campionato 2005-06 Nedved e Ibrahimovic garantiscono il successo, nonostante la rete della bandiera do Godeas.

Gli uomini di Delio Rossi

C’è un giocatore nella rosa del Palermo a non avere saltato neanche un impegno di campionato. E’ il difensore Mattia Cassani, con 25 presenze e 2338 minuti, numeri che lo collocano nettamente al di sopra dei suoi compagni. Dietro di lui vi è Fabio Simplicio con 24 (ma la quota minuti è decisamente al di sotto: 1655). Seguono con 23 Simon Kjaer e Fabrizio Miccoli. L’unico giocatore ad avere maturato due cartellini rossi è il regista Fabio Liverani. Sulle ammonizioni il recordman è invece Cesare Bovo con 9 gialli, che precede Kjaer con 8 e Liverani, Migliaccio e Miccoli con 4Non ci sono attaccanti del Palermo nelle posizioni di testa della classifica cannonieri. La composizione dello score raccolto in zona offensiva è formata da Miccoli e Cavani con 8 reti, Budan ed Hernandez con 4, Kjaer, Nocerino, Fabio Simplicio con 2 e Balzaretti, Bovo, Blasi, Migliaccio e Pastore con 1.Il Palermo è reduce da un buon 3-1 conquistato in casa contro la Lazio. I migliori in campo, secondo La Gazzetta dello Sport, sono stati Kjaer, Nocerino e Pastore, tutti premiati con il 7. Il danese, autore finora di una splendida stagione, è stato definito “un muro invalicabile”. L’ex centrocampista della Juventus, autore anche della rete del momentaneo 3-0, ha abbinato “qualità e quantità” e si è ritagliato un ruolo da protagonista anche in occasione del gol in apertura di Hernandez, lanciato a rete da un suo assist. Quanto a Pastore, pupillo di Zamparini, la sua prestazione è stata definita “Lampi di fuoriclasse e grinta che comincia a manifestarsi”.

Juventus.com

De Ceglie: "Sono io il bello della Juve"


Il terzino che ha preso il posto di Grosso è figlio delle idee di Zac: «Ce l'ho fatta? Ve lo dirò a fine carriera»

Fino a un mesetto fa Paolo De Ceglie, 23 anni, di professione terzino sinistro («Il ruolo che mi riesce meglio»), lavorava part-time, poi Alberto Zaccheroni l’ha assunto a tempo indeterminato, raddoppiandogli il minutaggio per ogni partita. A uno che piace, alle ragazze (molto), al suo tecnico (abbastanza), non resta che aggiornare l’indice di gradimento anche di Marcello Lippi. Ansie, però, lui pare non averne: «Ora sono concentrato solo sulla Juve».

Paolo De Ceglie, cos’è cambiato nell’ultimo mese?«Un po’ di cose, ho trovato un po’ di spazio, ma dentro sono sempre lo stesso. Anche fuori: mi alleno adesso, mi allenavo prima. Certo di mantenere un equilibrio, non sono uno che si deprime: quando ti capita l’occasione devi essere pronto».

Le hanno allungato l’orario di lavoro: 662’ in sei mesi di Ferrara, 465 in trenta di Zac.«Non tutti hanno le stesse idee, ma nel calcio è così».

Che le ha dato Zaccheroni?«Fiducia. Oltre che a parole, mettendomi in campo, l’atto di fiducia più importante».

Per ora, ha soffiato il posto a Grosso, che andrà ai Mondiali: perché non dovrebbe andarci anche lei?«Sono sincero, in questo momento sono concentrato solo sulla Juve. Certo, poi ci sono sempre i sogni, ma sono uno che guarda di più le cose vicine, un giorno per l’altro».

Un sogno già afferrato.«Quello di tutti i bambini, o almeno di quelli che fanno le giovanili: stare qui, alla Juve».

Mestiere preferito?«Ho sempre ricoperto tanti ruoli: terzino, direi».

Zac ha inaugurato la difesa a tre: differenze?«Mica tante. Adesso c’è un po’ la moda dei numeri, ma in realtà parliamo di dieci metri, più avanti o più indietro».Uno più forte di lei?«Ce ne sono tanti».

Un modello?«Del Piero. Ruolo diverso, ma mi piacciono le sue giocate, la sua qualità, la meticolosità con la quale cura i dettagli».

Fa così anche lei?«Cerco di perfezionarmi».

Anche con la chitarra.«Bisogna riscriverlo? Mi piaceva la musica, e così a 13, 14 anni ne presi una: puro autodidatta».

Il pezzo da suonare?«Ligabue».

Altra musica?«Dance. Sempre, prima delle partite, dentro l’ipod».

Con le cuffie giganti, molto alla moda?«Macché, non mi piacciono. Quelle normali vanno benissimo».

Come ammazza il ritiro?«Non sono un malato di play-station, almeno non come Giorgio (Chiellini, ndr), il mio compagno di stanza. Pc sì, però. Più serie tv che film: ora siamo alle prese con Lost, sesta serie».

Quotidiani?«Sì, ma non quelli sportivi: se non il giorno prima della partita, giusto per guardare le formazioni degli altri».

Le vacanze?«Mi piace molto visitare i musei e le città: dopo le Olimpiadi, Torino è tra le più belle. E poi il mare: in Sardegna, a Villasimius».

Questa è da calciatore.«Ci andavo anche prima».

Passione per le auto?«Proprio no. Le considero solo un mezzo di trasporto. Il motocross, ma ho pensato che era meglio lasciar perdere».

Bello, a sentir le ragazze allo stadio: dica che ha evitato una velina.«Si chiama Alice, l’ho conosciuta ad Aosta, la mia città. Stiamo insieme da cinque anni, questo dato non posso sbagliarlo sennò mi strozza. Frequenta Farmacia, qui a Torino».
Gelosa?«Un po’. Ma lo sono anch’io».

Se la chiamano in Nazionale può dire di avercela fatta.«Ripeto, non ci penso, davvero. E che ce l’ho fatta lo potrò dire solo a fine carriera, quando mi girerò indietro e guarderò cosa ho fatto. Già adesso, però, sono un uomo felice».

La Stampa

Giuliano e Toloi dal Brasile


Vertice per il regista dell’Internacional e il centrale del Goias. Castagnini incontra i presidenti dei due club. E c’è pure un Ranieri... Uruguay e Argentina le prossime tappe

TORINO, 27 febbraio - Vertice di mer­cato a Porto Alegre. Risale a due giorni fa e Tuttosport è in grado di documentar­lo con la foto che si trova in questo articolo. In primo piano si no­tano Vitòrio Piffero, presi­dente dell’Intenacional Porto Alegre ( Branco, Taf­farel, Dunga, Falcao, Lu­cio, Pato alcuni dei “ pro­dotti” esportati nel nostro calcio) con in mano la ma­glia della Juventus appe­na consegnatagli dal capo degli osservatori biancone­ri, Renzo Castagnini. Non si è trattato (solo) di una visita di cortesia.

IL REGISTA - Esauriti i preamboli, Castagnini ( ac­compagnato dal Junior Chavari, da circa un anno osservatore juventino per il mercato brasiliano) e il padrone di casa sono pas­sati agli argomenti forti. Cioè hanno iniziato a di­scutere di due giocatori che Chavari ha monitorato con grande attenzione nel corso dell’ultimo anno, fi­nendo con il promuoverli: Giuliano Victor da Paula e Sandro Ranieri Gui­marães Cordeiro. Dician­nove anni il primo, 20 il se­condo, entrambi titolari al­l’ultimo Mondiale Under 20 con la maglia verdeoro. Giuliano in particolare è considerato un grandissi­mo talento, destinato nel giro di pochissimo tempo a trasferirsi in Europa. La sua carriera è iniziata nel Paranà, dove agli esordi ri­copriva il ruolo di trequar­tista, ma una volta appro­dato all’Internacional, al­l’inizio del 2009, Giuliano si è trasformato in un regi­sta dai piedi molto buoni e dall’ottima visione di gio­co, peraltro senza perdere efficacia in zona gol. Nel­l’ultimo campionato brasi­liano il talentino ha infat­ti realizzato 5 reti in 27 partite.

IL MASTINO - Sandro ha invece caratteristiche più marcate. Mediano fin dagli esordi, ha il punto di forza nell’atletismo ( 1,87 per 75 chili) che si sposa in una naturale combattività. An­che lui è titolare fisso del giovanissimo centrocampo dell’Internacional guidato da Jorge Fossati, formazio­ne che a dicembre ha con­teso il titolo al Flamengo fino all’ultima giornata.

IL VERTICE - Come dice­vamo, il vertice è servito alla Juventus per ufficia­lizzare il proprio interesse e conoscere le richieste dell’Internacional di Porto Alegre. Da questo punto di vista la situazione è in di­venire dal momento che la missione di Castagnini punta a gettare le basi per eventuali offensive estive, ma secondo logica l’atten­zione bianconera dovrebbe concentrarsi soprattutto su Giuliano, considerato che alla voce mediani la rosa bianconera è decisa­mente ricca.

Tuttosport

venerdì 26 febbraio 2010

Amauri, stop di circa 25 giorni


Questa mattina, Amauri è stato sottoposto ad accertamenti clinici e strumentali in seguito all’infortunio subito ieri sera nel corso della partita con l’Ajax. Gli esami hanno confermato la prima diagnosi fatta dopo la gara dallo staff medico bianconero, evidenziando la presenza di una distrazione di primo grado al tendine prossimale del bicipite femorale sinistro. La prognosi è di circa 25 giorni.


Juventus.com

Juve, finale Euroleague per compensare flop Champions


Oggi il Cda bianconero: si vota la semestrale

TORINO, 26 febbraio - E’ tempo di conti in casa Juventus, e non soltanto sportivi. Dopo aver superato la crisi con il cambio di allenatore e il ritorno a un filotto di vittorie, il presidente Jean Claude Blanc illustrerà stamattina al Consiglio di Amministrazione al completo (c’era pure Khaled Fareg Zentuti, il rappresentante della Lafico che ieri sera sedeva in tribuna all’Olimpico per assistera al match di ritorno contro l’Ajax) il bilancio dei primi sei mesi dell’esercizio 2009-10 (da luglio a dicembre 2009): i numeri sono in linea con quelli della passata stagione perché su questa semestrale non inciderà ancora l’esclusione dalla Champions e i mancati ricavi, dai 15 ai 20 milioni di euro.

MISSIONE FINALE - Semmai, il danno economico si farà sentire sulla prossima semestrale, quella che comprende il periodo da gennaio a giugno 2010, dove mancheranno i cospicui introiti dell’Uefa. «Per compensare l’esclusione dai soli ottavi di Champions, si dovrebbe arrivare in finale nell’Europa League»: è sufficiente questa constatazione di Michele Bergero, direttore finanziario della Juventus, per capire come l’ex coppa Uefa abbia, a livello sportivo, quasi lo stesso appeal della Champions, visto le avversarie di livello che la Juventus ha trovato, ma che da un punto di vista economico sia una competizione fortemente di minor impatto.
EFFETTI COLLATERALI - La differenza sono appunto dai 15 ai 20 milioni: 6-7 verrebbero a mancare in termini di introiti garantiti dal’Uefa e dall’incasso del mancato ottavo di finale (di solito l’Olimpico è esaurito), gli altri riguarderebbero l’indotto, ovvero i contratti commerciali, le presenze allo stadio e le vendita del merchandising. Si tratta di effetti collaterali che gravano sulle casse della società e dovrà essere il club a cercare altre vie per compensarle oppure dovrà limitare le uscite.

Tuttosport

Juve, i passi avanti di Zaccheroni

TORINO, 26 febbraio - Passi avanti. Il primo in Europa (League, evvabé), il secondo nel­la continuità di risultati della gestione Zac. La Juventus non perde più: e se è vero che ha interrotto la striscia di (tre) successi consecutivi, è altrettan­to vero che ha centrato l’obiettivo di qualificarsi agli ottavi di una compe­tizione internazionale. Che sarà pure di serie B ma che comunque riempie il morale, l’orgoglio e la stagione. Co­sì, mentre la Roma di Claudio Ranie­ri passava ai saluti beffata dal Pa­nathinaikos, la squadra di Alberto Zaccheroni piazzava l’ennesimo pun­tello della sua ricostruzione che, in estate, diventerà poi ristrutturazione. Un pareggio, quello con l’Ajax, fisio­logico alle esigenze aziendali, senza neppure troppi sforzi, giusto pernon prosciugare il serbatoio di energie in vista del Palermo e con l’unica pecca dell’infortunio di Amauri.Poteva andare meglio, d’accordo, ma tenuto conto dell’andazzo, poteva an­dare anche peggio. I tifosi bianconeri si erano ormai abituati a rosari di sconfitte e di delusioni, ora si stanno piacevolmente riadattando a una realtà più edulcorata. Certo, la Gran­de Juve è un’altra cosa, però almeno questa è Juve. Quella di prima non era niente di definito, niente di atten­dibile. Una patacca, ecco. La cura Zaccheroni comincia a funzionare. Ci vuole tempo e pazienza, ma si intrav­vede la luce in fondo al tunnel. Se per una volta, la prima volta da quando c’è il tecnico di Cesenatico, la difesa non ha buscato gol, viene quasi la ten­tazione di affiggere i manifesti. Forse il peggio è davvero alle spalle, nono­stante davanti ci sia tanta strada da macinare.

Vittorio Oreggia

La Stampa

Con l'Aiax, zero gol, pochi rischi: agli ottavi la Juve incontra il Fulham


Per i bianconeri un'altra tegola: Amauri si infortuna dopo 15’

TORINO
Costretto, per mancanza di tempo, a tradire il vangelo del bel gioco cui sempre s’è ispirato, Alberto Zaccheroni si sta almeno specializzando nella terrena dote di afferrar risultati pur giocando maluccio, a tratti proprio male, come ieri sera. In campionato, Zac ha riportato la Juve in zona Champions, e nell’odierna Europa che è rimasta da percorrere, ha spinto i bianconeri agli ottavi di finale di Europa League. Considerato il pianerottolo di partenza, va benone. Con questi parametri, allora diventa un buon rancio anche l’incolore pareggio dell’Olimpico (0-0), che abbinato al ratto di Amsterdam di sette giorni fa (1-2) garantisce il passaggio del turno, e un milioncino di euro nelle casse del club. Da festeggiare pure le zero reti incassate: non succedeva dal 13 gennaio, Coppa Italia contro il Napoli.

Meno bene va la salute dei suoi, che continua a essere di una fragilità sconfortante. E preoccupante. Ieri sono bastati poco più di dieci minuti per la brutta notizia clinica: dopo Buffon, s’è rotto anche Amauri, uscito per un’ammaccatura alla coscia sinistra. Oggi verranno esami e consulti, al solito, ma da come s’è toccato subito e da come s’è infilato negli spogliatoi, l’impressione è che siano guai muscolari: si andrà dalla settimana in su di stop. Bel problema, alla vigilia di un filotto di partite che potrebbero raddrizzare la stagione, in campionato. Ama, invece, potrebbe saltare la sfida di domenica sera contro il Palermo, già molto indicativa in vista Champions, e, chissà, quella del sabato successivo a Firenze. Siamo al crack numero 49: ormai evidente che l’epidemia non è affatto debellata, come si sperava. Almeno, per la Juve, è quasi pronto Trezeguet, andato dentro al posto del brasiliano: dopo l’infortunio alla caviglia del 6 gennaio, a David serviranno solo minuti. L’attacco resta comunque con l’armamento contato, visto che Iaquinta deve ancora rimettere i piedi in battaglia, dal 17 ottobre, ultima cartolina dal fronte. Poi l’ha inghiottito l’operazione al menisco e una decina di contrattempi: rispunterà a Firenze, forse.

Per Zac l’ennesimo referto medico sarà l’unica preoccupazione della partita, visto che sul prato l’Ajax si presenta molto meno pericoloso di quanto non lo era stato dentro la sua tana. Tutto l’impeto olandese si stempera in un paio di giocate iniziali, quando de Jong affetta il campo con un paio di aperture che avrebbero meritato più abili ricevitori. I veri brividi, la Juve se li fabbrica con le proprie mani, anzi con quelle di Manninger: due pasticci in 24 minuti.

L’austriaco, cui va concesso il bonus del lungo letargo, attacca dopo due minuti: avanza troppo su un innocuo lancio lungo, che finisce quasi per scavalcarlo, con il pallone recuperato soltanto in due tempi, ballando sui polpastrelli. Replay su un cross dalla destra, smanacciato, ma Vertonghen spedisce il dono in curva. Per il resto, praticamente zero tiri nemici: all’andata avevano fatto un gol, centrato un palo, e chiamato Buffon a un bel volo. Sulejmani non la vede mai, e Pantelic non ha il talento di Suarez (squalificato). Non che la Juve pianifichi chissà quali piani d’invasione, anzi, ma ha almeno il merito di innescare tre occasioni solari, su tre colpi di testa: palo di Sissoko (17’ pt), e due respinte sulla linea, sulle deviazioni di Chiellini e Legrottaglie. Avendo funzionato, o almeno prodotto attivo all’Amsterdam Arena (2-1), la Juve si presenta con la stessa dislocazione sul territorio: difesa a quattro, con Grygera al posto di Zebina, rombo di centrocampo, poi Diego alle spalle di Amauri e Del Piero. Levate le incursioni aeree, i bianconeri fabbricano poco: qualche inutile ghirigoro da Diego (che non gradirà il cambio), pure qui pedinato da Eno, briciole da Alex. E dei tre di centrocampo, Marchisio è l’unico ad abbozzare qualche idea.

La ripresa fila via noiosa, con l’unico brivido, esageriamo, una punizione deviata di Del Piero. L’Europa League riprenderà dall’Olimpico, l’11 marzo contro il Fulham, che ieri ha pareggiato (1-1) a Donetsk. Non ci sarà Felipe Melo che, da diffidato, s’è fatto ammonire per proteste dopo un fallo in favore della Juve: complimenti. Almeno non s’è fatto male.

La Stampa

Juventus: Buffon, Amauri e Alena Seredova alle Iene : )

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Aggiornamento Lavori Stadio Juve - Febbraio 2010

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Post Partita di Alex Manninger dopo Juve-Ajax 0-0

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Intervista a Del Piero dopo Juventus - Ajax 0-0

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Juventus-Ajax 0-0 Intervista Trezeguet

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Post Partita di Zaccheroni dopo Juve-Ajax 0-0

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giovedì 25 febbraio 2010

Tutto su Juventus - Ajax


Juventus-Ajax, ieri e oggi.

AJAX-JUVENTUS ALL’ANDATA Nonostante la sconfitta per 2-1, nell’incontro d’andata l’Ajax ha messo in campo una serie di qualità importanti. Le statistiche dicono che la squadra olandese ha effettuato un grande possesso palla (62 a 38%) e una notevole supremazia territoriale (per il 65% del tempo l’Ajax è rimasto nella metà campo bianconera), concretizzata anche dal numero importante di palloni entrati in area (51 contro 19). Suarez e compagni hanno concluso molto in porta, 18 volte, centrando però lo specchio solo in quattro circostanze, mentre la Juventus è stata molto più precisa con cinque tiri a bersaglio su sette. Infine, da sottolineare il grande lavoro sulle fasce, con ben 25 cross tentati, 18 dei quali riusciti. I leader del confronto dell’andata, in una serie di voci, sono stati i seguenti:Palle giocate: De Zeeuw – Sissoko Passaggi riusciti: Oleguer – De Ceglie Giocate utili: De Zeeuw – Buffon Palle perse: De Zeeuw – Sissoko Palle recuperate: Vertonghen – Chiellini Falli subiti: De Zeeuw – Del Piero Falli commessi: Oleguer - Diego Assist: De Zeeuw - Del Piero Tiri De Jong – Amauri


L’AJAX IN CAMPIONATO Sei vittorie, tre pareggi e tre sconfitte: è questo il cammino fuori casa dell’Ajax in Eredivisie. Questi i risultati maturati nel corso di questa stagione, che vede attualmente la formazione di Amsterdam collocata al terzo posto in classifica: - Groningen-Ajax 0-2 - Psv-Ajax 4-3 - Heracles-Ajax 0-3- VVV-Ajax 0-4 - Roda-Ajax 2-2 - AZ Almaar-Ajax 2-4 - Twente-Ajax 1-0 - Vitesse-Ajax 1-5 - Utrecht-Ajax 2-0 - Nac-Ajax 1-1 - Feyenoord-Ajax 1-1 - Heerenveen-Ajax 0-2


LA STORIA DEGLI JUVENTUS-AJAX L’Ajax ha giocato quattro volte a Torino contro la Juventus nel corso della sua storia. Il battesimo avviene proprio in Coppa Uefa, nel 1974/75. È l’andata degli ottavi di finale e i bianconeri vincono 1-0, grazie alla rete di Oscar Damiani, un risultato che basta per passare il turno perché in Olanda la Juve è stata sconfitta per 2-1. Tre anni dopo le due squadre si incontrano per i quarti di finale di Coppa dei Campioni. L’1-1 di Amsterdam viene replicato a Torino per effetto delle reti di Tardelli a metà del primo tempo e di La Ling a un quarto d’ora dal termine. Anche i tempi supplementari non sono sufficienti a spezzare l’equilibrio. Ai calci di rigori succede di tutto. La Juve parte malissimo con l’errore di Gentile, ma Dino Zoff riesce a pareggiare i conti ipnotizzando Geels. Nei successivi due tiri, Benetti e Cabrini mettono il pallone in rete, al contrario degli avversari Van Dord e La Ling. Per conquistare la qualificazione alla squadra di Trapattoni è sufficiente il quarto tiro di Causio, che permette alla sua squadra di andare avanti. Juventus-Ajax si rigioca il 23 aprile 1997. È la semifinale della Champions League e i bianconeri di Lippi si presentano forti del 2-1 ottenuto all’Amsterdam Arena. Il divario tra le due formazioni al Delle Alpi è ancora più eclatante. Il primo tempo si chiude sul doppio vantaggio, firmato da Lombardo e Vieri. Nella ripresa, dopo il punto della bandiera di Melchiot, sale in cattedra uno strepitoso Zidane che serve ad Amoruso il terzo gol, per poi calare il poker con un’azione personale che mette a sedere la difesa ajacideInfine, l’ultimo appuntamento è datato 23 novembre 2004. La quinta giornata del girone di Champions League vede la Juventus aggiudicarsi i tre punti con un gol di Zalayeta. Fabio Capello schiera la seguente formazione: Buffon, Birindelli, Thuram, Montero, Zambrotta, Camoranesi, Tacchinardi, Emerson, Nedved, Ibrahimovic, Zalayeta. Nell’Ajax gioca Grygera, attualmente in forza alla Juventus.


da Juventus.com

mercoledì 24 febbraio 2010

Oggi riuscirò ad aggiornare il blog solo nel tardo pomeriggio, mi scuso per l'inconveniente...

Conferenza Stampa Integrale di Zaccheroni e Chiellini Pre Juve-Ajax

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L'apparenza inganna...

Vinovo, si rivede Iaquinta, si ferma Trezeguet


Nella foto dagli allenamenti odierni, Manninger, Grosso e Cannavaro


Continua la marcia di avvicinamento verso la gara di giovedì sera contro l’Ajax. La squadra ha svolto una seduta pomeridiana a gruppo compatto a Vinovo, la prima dopo il defaticante di ieri post Bologna.

I bianconeri hanno lavorato a lungo sul campo agli ordini di Alberto Zaccheroni e del suo staff. Buone notizie per Momo Sissoko che, dopo la gastroenterite che lo ha fermato ieri, è tornato regolarmente in gruppo ed è stato uno degli ultimi a lasciare il campo. A riposo David Trezeguet a causa di un leggero affaticamento muscolare ai flessori della coscia destra.

Lavoro sul campo anche per Iaquinta e Poulsen, gli unici due ancora fermi per infortunio. Sia l’attaccante calabrese che il centrocampista danese hanno continuato a seguire il loro programma specifico, in attesa di un prossimo ritorno in campo.

Del Piero: «Abbiamo ricominciato a costruire»


Tra i protagonisti della risalita bianconera c’è sicuramente Alessandro Del Piero. Dopo una prima parte di stagione passata ai box, il capitano è tornato a suoi straordinari livelli. Giocate da fuoriclasse, assist a ripetizione e gol importanti, che hanno fatto salire a 299 la quota dei suoi gol da professionista.

In attesa di tagliare un altro traguardo, magari già dalla gara di giovedì con l’Ajax (squadra contro cui ha vinto la Champions League nel 1996), Del Piero ha fatto il punto della situazione attraverso un intervento sul suo sito interne ufficiale www.alessandrodelpiero.com. Un passo indietro e il pensiero torna alla gara di domenica: «Contro un ottimo Bologna siamo stati bravi e un po’ fortunati. Sono molto felice per il mio assist e per aver “tenuto a battesimo” Antonio Candreva, al suo primo gol in Serie A».

Il successo del Dall’Ara si è aggiunto a quelli con Genoa e Ajax e ha permesso al gruppo di Zaccheroni di infilare una piccola striscia vincente. «L'aspetto più importante del momento che stiamo attraversando – ha precisato il capitano - non è rappresentato tanto dalle tre vittorie consecutive, pure importanti perché non accadeva da tempo, ma dalla consapevolezza che abbiamo ricominciato a costruire qualcosa. Passo dopo passo, anzi mattone dopo mattone, stiamo contribuendo a tirare su la costruzione. Ma proprio per questo dobbiamo essere ben consapevoli che basta un mattone messo male e ci potremmo trovare di nuovo costretti a iniziare da capo».

Con maggiore ottimismo, tutti i bianconeri guardano al futuro. Un futuro che si chiama Europa League, ma anche campionato, proprio ora che arrivano le gare decisive. Del Piero lancia la sfida: «Adesso andiamo avanti. Anche se sembra banale e ripetitivo dirlo, per noi non lo è affatto: non dobbiamo mollare un attimo. È evidente che siamo in crescita, l’aria sta cambiando ma non basta. Ora pensiamo all'Ajax che verrà a Torino per fare la partita senza nulla da perdere. E poi penseremo al Palermo, scontro diretto per la zona Champions. Insomma, non possiamo distrarci».

da Juventus.com

Pronostico Inter- Chelsea (tanto hanno già vinto...)



1' partenza con piglio da grande squadra per l'Inter che dà il calcio d'avvio.
Da Milito a Cambiasso, da Cambiasso a Cordoba, da Cordoba a Santon che è quello con personalità. Bergomi apprezza.

5' Con una brillante azione che mette in luce gli schemi di Mourinho l'Inter si porta nella metà campo avversaria. Ancelotti visibilmente preoccupato ordina un abbacchio ben cotto; Moratti gongola convinto; Bergomi si liscia le sopracciglia con fare autoerotico. La gazzetta aggiorna: che inter!

10' Muntari prova la conclusione dalla distanza venendo subissato di fischi in quanto nero, brutto e anche scarso: due giornate a porte chiuse per l'Olimpico di Torino. Bergomi se la prende con la misura delle porte.

15' Sempre solo Inter a pasturare calcio sulla metà campo. Zanetti si lancia in un affondo alla Forrest Gump venendo fermato dall'opposizione di un fotografo sulla linea di fondo. Oriali inveisce contro i poteri forti; Bergomi mantiene la calma conficcando stuzzicadenti sul pupazzetto di Ronaldo.

20' Terry ci prova smaccatamente con la moglie di Julio Cesar : Mourinho reclama un rigore netto quanto quello negato all'Avellino nel 1967 sul campo della Juventus; Bergomi rivendica tutte le Champions League vinte dalle inglesi. E anche una FA cup

25' Stankovic alla conclusione dalla distanza facilmente neutralizzata da Cech. Il centrocampista fanculizza il portiere, l'arbitro, Alessandro Alciato che gufa a bordocampo e tutti i croati presenti sul suolo europeo; Carvalho se la prende con Ivanovic che doveva giocare coppe e non bastoni; Bergomi avrebbe giocato spade.

30' scocca la mezzora. Comincia diffondersi quella sensazione antipatica comunemente definita lacagarellacheprendeaigiocatoridell'interquandogiocanoinchampionsedopomezzoranonhannoancorasegnato, che per esigenze di spazio chiameremo “panico”. In altre parole: una situazione abbastanza antipatica.

35' Mourinho predica calma inserendo Pandev per Santon. Dalla curva volano monopattini; Bergomi elogia la viabilità milanese, una città a misura d'uomo.

40' Forcing interista. La preoccupazione negli occhi dei giocatori inglesi è ormai evidente; l'addetto stampa si avvicina ad Ancelotti: Essien ha una giustificazione firmata dalla mamma per uscire prima, deve andare dal dentista.

45' fine primo tempo sul bugiardo quanto antipatico risultato di 0 a 0. Un gruppo di gangsters brianzoli circonda l'arbitro ricordandogli che esistono anche le espulsioni dirette per i giocatori del Chelsea e che per altro c'era una rimessa laterale per loro al settimo minuto; dagli spalti piovono biciclette elettriche; Bergomi elogia il senso di responsabilità dei milanesi che rispettano l'ambiente.

46' Si riparte. Squadre invariate per questa ripresa che si prospetta ricca di gol per i pluricampioni d'Italia, portabandiera di un calcio giusto, senza favoritismi e senza ogm. Ancelotti si disegna un paio di baffi per ridere e nascondere i residui di cibo in mezzo ai denti. Bergomi sottolinea come lui li portasse già ai tempi dell'ultimo scudetto interista pre-calciopoli. Segue lungo ed imbarazzato silenzio.

50' Ancelotti incarica Lampard di andare a riprendere Anelka appisolato negli spogliatoi. Bergomi evidenzia la maggior organizzazione dell'Inter.

55' tipica manovra avvolgente nerazzurra su lancio lungo di Julio Cesar per Milito che stoppa la palla e attorniato di avversari in lacrime chiede la restituzione al Saragozza. Samuel prende a craniate il portiere in quanto brasiliano e cornuto; Moratti ordina a Branca sette nuovi acquisti per ruolo; Bergomi elogia la grinta della squadra.

60' Mourinho adotta la sua tattica segreta “penis de cao” : entra SuperMario Balotelli per Muntari. 12 milioni annui spesi mica per niente: Moratti prepara un rinnovo decennale; Bergomi elogia la temerarietà del suo allenatore.

61' Balotelli si dà la carica canticchiando l'inno del Milan

62' Balotelli si tuffa nella propria area

63' Balotelli non si passa la palla da buona posizione

64' Balotelli si fanculizza da solo

65' Balotelli si lamenta con l'arbitro perché Cole e Ballack non lo lasciano giocare con loro a campana solo perché è diverso

70' Inter sbilanciatissima ma costringe il Chelsea sulla difensiva: grande azione di Maicon che si spinge ben oltre la metà campo avversaria saltando avversari come birilli, eccolo che si appresta ad entrare in area ...quando viene accidentalmente colpito da una trivela di Quaresma intento a riscaldarsi a bordocampo e abbattuto. Bergomi se la prende col terreno; Moratti maledice la volta in cui ha ceduto Salgado; Mourinho annota su un foglietto che poi fa ingurgitare a Beppe Baresi: sì,sono un pirla.

75' Mourinho passa alla mossa ancora più segretissima “quel bunda encontrar o monacò” : fuori Maicon, dentro Materazzi di punta. Dagli spalti volano pezzi di locomotrice della linea gialla. Bergomi elogia i vantaggi portati dai mezzi pubblici nel capoluogo lombardo.

80' Ma l'inter segna!!!! Ancora una volta i cambi del mago portoghese hanno fatto la differenza!!! Su rinvio lungo di Julio Cesar la palla rimbalza davanti a Cech impegnato a tirare testate col suo apposito casco al petto di Materazzi, la sfera schizza via sull'erba bagnata senza incontrare alcuna opposizione e si infila in rete!!!!! Esplode di gioia San Siro; Moratti in un impeto di bontà regala la Pirelli ad una zingara che chiede l'elemosina; Balotelli zittisce l'intero stadio che gli impedisce l'ascolto di Pellegatti in telecronaca di Milan A vs Milan primavera; Oriali nell'entusiasmo generale distribuisce passaporti e patenti nautiche a tutti i presenti con buona pace di Borghezio; Bergomi sviene per l'emozione e viene rimpiazzato da Marco Civoli.

85' Si riparte, col giusto , sacrosanto e soprattutto onesto risultato di 1 a 0 quando mancano pochi minuti al termine di una partita eroica, ma che dico, epica,ma che dico, simpaticissima dei nostri prodi. Ancelotti alla disperata butta nella mischia Drogba tenuto a riposto per la temuta gara contro l'Hull City. Marco Civoli ci informa diligentemente riguardo tutte le statistiche sull'attaccante ivoriano nonché sulla tigrata compagine di Kingston.

87' Stoicamente ora si deve mantenere il vantaggio, ma l'Inter ha dimostrato dominando i campionati tutta la sua maturità e ora ordinatamente si difende in 10, meno Balotelli che cerca di battere il suo record di yoyo nei pressi della panchina. Civoli ci informa su tutti i record relativi all'utilizzo dello yo-yo stabiliti negli ultimi vent'anni.

90' Scocca il novantesimo, si attende l'indicazione del recupero che dovrebbe essere massimo di 45 secondi in nome della giustizia divina vintasenzarubare ma che invece è clamorosamente di 3 minuti!!!!! Moratti furibondo in tribuna telefona a Tronchetti Provera inferocito; Mourinho cerca di mantenere i nervi saldi invitando i suoi a buttarsi ad ogni minimo contatto; Javier Zanetti si controlla il ciuffo perché in queste occasioni si deve essere sempre in perfetto ordine.

92'e40secondi....Dramma...Dramma e sgomento...Dramma, sgomento e FURTO!!!!! FURTO VERGOGNOSO, INAMMISSIBILE, INENARRABILE, INCREDIBILMENTE ANTIPATICO FURTO!!! A pochi istanti dal fischio finale di una partita dominata, nonostante 18 rigori negati, 36 fuorigioco erroneamente fischiati, 21 rimesse laterali invertite e anche un'ammonizione per Balotelli del tutto inspiegabile e probabilmente razzista L'INTER si vede rimontare da un gol inammissibile in quanto escatologicamente non annunciato di Drogba. Si fa quindi così ironicamente beffa di ogni proclamo di vittoria, di decenni di successi nazionali, della dialettica mourinhiana della lamentela portata ai massimi livelli conosciuti!?!?!?!?!?!?!?

E rimbomba l'inevitabile domanda nella bolgia dello stadio inferocito; volano statuine a forma di duomo di milano in segno di sfida al Potere che invidioso imbriglia la gioia nerazzurra; Moratti dal dolore sfigura risultando nel complesso vagamente più apprezzabile; la sorella Bedy dal trauma ingrigisce perdendo la caratteristica chioma a manto di topo morto; Civoli ammutolito lascia il microfono a Salvatore Bagni che ponga fine con le sue parole all'agonia di San Siro.

Poi, nel silenzio, tra motorini fumanti e madunine sfregiate, si sveglia inebriato Bergomi, inconsapevole e felice come un bambino che ha trovato uno yo-yo.

Crazy Diamond

Pre Juventus-Ajax, obbiettivo qualificazione

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Moggi dopo Bologna - Juventus

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Allenamento pomeridiano a Vinovo, Trezeguet a riposo


Continua la marcia di avvicinamento verso la gara di giovedì sera contro l’Ajax. La squadra ha svolto una seduta pomeridiana a gruppo compatto a Vinovo, la prima dopo il defaticante di ieri post Bologna.


I bianconeri hanno lavorato a lungo sul campo agli ordini di Alberto Zaccheroni e del suo staff. Buone notizie per Momo Sissoko che, dopo la gastroenterite che lo ha fermato ieri, è tornato regolarmente in gruppo ed è stato uno degli ultimi a lasciare il campo. A riposo David Trezeguet a causa di un leggero affaticamento muscolare ai flessori della coscia destra.

Lavoro sul campo anche per Iaquinta e Poulsen, gli unici due ancora fermi per infortunio. Sia l’attaccante calabrese che il centrocampista danese hanno continuato a seguire il loro programma specifico, in attesa di un prossimo ritorno in campo.

da Juventus.com

Zaccheroni, l’Europa per restare alla Juve


Il tecnico sta rilanciando la Juventus e insinuando il dubbio tra i dirigenti. Prandelli e Benitez in pole per il prossimo anno, ma un trionfo internazionale è la chiave per la conferma dell’allenatore romagnolo

TORINO, 24 febbraio - Alberto Zaccheroni piace al di là dell’effetto Zac. Certo, Il suo ruolo è chiaro sin dall’inizio. La Juventus è società che non illude. Contratto sino al termine della stagione eppoi si vedrà. Del resto Zac ha preso al volo un’occasione che può segnare il rilancio della sua carriera. Era fermo dai tempi dell’esonero in granata: tre anni, cioè. Non poteva lasciar passare un treno così importante. Zaccheroni però ha fatto di più. Ha portato serenità nel gruppo. Eppoi sono arrivati i risultati: 2 pareggi iniziali e tre vittorie in una settimana.

Pacato, sereno, ma non morbido: Zac ha preso le decisioni che gli sembravano più appropriate senza che nessuno abbia sollevato un sopracciglio: lancio di De Ceglie per potenziare la fascia sinistra, ricorso alla difesa a tre, scommessa su Del Piero, recupero psicologico e fisico dei tre brasiliani. Accantonamento (anche, per quanto momentaneo) di due eroi mondiali come Cannavaro e Grosso, riportando Legrottaglie al ruolo di centrale difensivo.

Insomma, grazie a questa concatenazione di eventi e scelte, forse Zaccheroni potrà davvero giocarsi la conferma. Ma perché ciò accada ha bisogno di centrare due risultati. Assolutamente. Deve portare la Juventus in Champions, meglio senza ricorso ai preliminari che comportano rischi e scompaginano i tempi di preparazione (soprattutto in un anno Mondiale). Eppoi non sarebbe male tornare ad alzare un trofeo dopo tanto tempo. L’Europa League è l’occasione vera, in tal senso.

Del resto la società non può certo fermarsi e tantomeno attendere. Il futuro è alle porte, bisogna effettuare le scelte per la prossima stagione. E muoversi con prontezza sul mercato. Perciò bisogna scegliere l’allenatore. Diciamo che Zac ha un mese e poco più per convincere del tutto. Ma i dirigenti stanno proseguendo con sondaggi diretti e indiretti. Resta in pole Cesare Prandelli, con Rafa Benitez.

da Tuttosport

Grizzly Adams Pilot Episode Part 1

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Commento:

Invito tutti i lettori del blog che hanno una conoscenza medio alta della lingua inglese (americana) a vedere la puntata pilota divisa in 10 parti (ho postato la prima, le successive verranno caricate automaticamente alla fine dei vari episodi) di una meravigliosa serie televisiva prodotti negli States alla fine degli anni settanta, Grizzly Adams.

Ambientato sulle montegne rocciose (credo in Colorado o nel nord della California) nella metà dell'ottocento tratta di un uomo che si rifugia tra le montagne per sfuggire ad una condanna per un omicidio mai commesso. L'uomo "Grizzly Adams" impara a vivere nella natura più selvaggia rispettando gli animali e facendo amicizia con un orso Grizzly salvato da cucciolo in un crepaccio e fraternizzando con un indiano e con un vecchio minatore con il suo mulo "numero sette".

La serie fu trasmessa in italia su reti ormai scomparse nella metà degli anni ottanta, purtroppo ora si riescono a trovare le puntate solo in lingua originale.

I temi trattati sono l'ecologia e il rapporto armonico con tutti gli esseri viventi, una favola buddista/ecologista insomma.

Buona visione, ve la consiglio con il cuore.

Vecovaro
edit : vedo che abbondano gli OT in mia assenza eh! Crazy

martedì 23 febbraio 2010

Zuliani in Radio - Il clima invivibile e Bologna-Juventus 1-2

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Paolo Aghemo news Juve

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Riapre lo Juve Store. Zac: Molto Bello in Stile Juventus

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Commento:

Il Zac ci vorrebbe mettere le radici a Torino e la cosa comincia anche a non dispiacermi...

Con Super Del Piero ritorna una super Juventus


Un mese in crescendo: dal gol alla Roma all'assist per Candreva. Il fantasista bianconero simbolo della rinascita bianconera: «Abbiamo ricominciato a costruire qualcosa». Poi un pensiero all'Ajax: «Non possiamo distrarci»

TORINO, 23 febbraio - Calciatore, campione, trascinato­re, guru spirituale. Alessandro Del Piero è l'uomo della svolta juventina. Svolta fisica, svolta mentale. «Sono le convinzioni a determinare ciò che ci accade. Non esistono cau­se esterne», è la frase griffata dal "santone" David Hawkins che campeggia sul suo sito personale. Che si collega alla perfezione a quanto sta accadendo al capitano e alla sua truppa. Crollo e rinascita di una squadra di rango che ha toccato il fondo e che ora sta cercando di guarire dai suoi mali, partita do­po partita, allenamento dopo allenamento.

LA SCOSSA - Nella testa dei giocatori, dopo il cambio sulla panchina, è scattato qualco­sa. Gigi Buffon, per esempio, parla di «nuo­vo atteggiamento che ti spinge a osare anche l’inosabile». Alex, sulla falsariga, punta sul mister Zac. «Ci ha dato la sua impostazione e le sue idee, noi siamo stati bravi a seguirlo con convinzione e caparbietà». Convinzione, dunque, è la parola chiave, la parola magica. Poi, per far girare bene le gambe, ovviamen­te, ci vuole anche la forma adeguata. «L’a­spetto principale non è rappresentato tanto dalle tre vittorie consecutive, pure importan­ti perché non accadeva da tempo, ma dalla consapevolezza che abbiamo ricominciato a costruire qualcosa. Passo dopo passo, anzi mattone dopo mattone, stiamo contribuendo (tutti, nessuno escluso) a tirare su la costru­zione. Ma proprio per questo dobbiamo esse­re ben consapevoli che basta un mattone messo male e ci potremmo trovare di nuovo costretti a iniziare da capo. Contro un ottimo Bologna siamo stati bravi e un po’ fortunati. Sono molto felice per il mio assist e per aver "tenuto a battesimo" un mio compagno, An­tonio Candreva, al suo primo gol in serie A».

da Tuttosport

lunedì 22 febbraio 2010

Zac difende il lavoro degli arbitri: "Qualcuno avvelena il campionato"


Il tecnico si complimenta con Banti. Mourinho, mai nominato, nel mirino

Zac dimentica solo di citare il colpevole, nella sua requisitoria, ma ci si arriva anche senza chiamare i carabinieri del Ris: «Lasciamo stare gli arbitri. Se qualcuno ha delle prove, le tiri fuori: sennò ci lasci giocare a calcio». Secondo indizio: «Domenica scorsa con il Genoa, tutti i giocatori che erano in campo erano sicuri che quello su Del Piero fosse rigore: e andiamo a creare un clima del genere?»

Interrogarlo, non serve, anche quando gli si ricorda che c’è stato un solo collega che ha allargato l’area della Juve a 25 metri. Risposta di Zac: «Non mi riferivo a nessuno, era un discorso in generale». Come no. Se non basta, aveva continuato, infiammandosi come non gli capita spesso: «Abbiamo una cultura che mette sempre in mezzo fortuna o arbitri, che non sono così messi nelle condizioni di fare quello cui sono delegati. Sono gli unici a dover stabilire cosa succede in campo. Decidono e poi si va a controllare tutto con la moviola o la contromoviola». Non a caso, appena messo fuori i piedi dal prato, alle tv il tecnico bianconero aveva detto bravo a Banti, pure qui senza domanda: «Intanto, vorrei fare i complimenti all’arbitro, bisogna che a questi arbitri qualcuno glieli faccia. Perché con la situazione che si è creata nei nostri confronti, sui due episodi precedenti, l’aria che si respira non è delle migliori per loro. Quindi, devo fargli i complimenti: non si è fatto minimamente condizionare dalla settimana appena passata». Figurarsi, che dell’argomento aveva parlato pure ai giocatori negli spogliatoi, poco prima di andare in battaglia: «Ragazzi, oggi aiutate l’arbitro, perché per lui sarà una partita complicata, visto com’è stata questa settimana. Visto i messaggi che sono stati dati». Scusi, ma ha parlato un solo allenatore: «No, non mi riferisco a nessuno». Purtroppo nella sala stampa del Dall’Ara non era disponibile una macchina della verità.

Di Mourinho, l’indagato dovrebbe essere lui, Zaccheroni aveva parlato pure sabato, alla vigilia. Senza citarlo, va da sè: «Che ne penso? Non faccio l’opinionista, ho altri problemi cui pensare, e la Federazione non mi ha dato l’incarico per stabilire ciò che è giusto o sbagliato nel nostro campionato». Parlando in generale, si capisce. Alla cultura del sospetto, preferisce quella del lavoro, rasentando il fondamentalismo sacchiano: «Noi siamo qui per giocare a calcio - aggiunge il tecnico juventino - e per cercare di creare più occasioni degli altri. Sono convinto che alla fine, gli episodi contro e quelli a favore si bilanciano». Sull’arbitro, lui non spara. E men che meno gli metterebbe le manette: «Lasciamo stare l’arbitro, che sbaglia come l’attaccante sbaglia un gol. Mica lo massacriamo. Vediamo, e se a fine stagione si giudica che l’arbitro non è stato bravo, non lo si farà più fischiare». Senza censure o condanne preventive. Piuttosto, a Zac interessa solo il pallone, e il buon uso che i suoi devono farne: «Mi arrabbio se un mio giocatore da metà campo passa la palla al portiere, altro che arbitro».

Nel dubbio, di polemiche ce ne sarebbe una pure ieri: lo stop, sospetto, di Del Piero nell’azione del 2° gol. Moras, difensore rossoblù fa il testimone d’accusa: «Del Piero ha detto che l’ha toccata con la mano perché Portanova l’ha spinto». Vivisezionando i fotogrammi, cosa che Banti non può fare, il reato non s’identifica, anche se nell’immagine di Sky lo stop sembra più di bassa pancia che di braccio. Alex parla d’altro, godendosi vittoria e il secondo assist di fila: «Il campionato italiano è molto impegnativo e noi veniamo da un momento di convalescenza, quindi è giusto così, vincere soffrendo». Intanto ha ritrovato la felicità: «Si, sono felice per oggi, per Candreva, che si impegna sempre, per la nostra vittoria, per la mia partita, chiaramente. E’ una bella vittoria, che ci dà ancora più morale, più spinta. Ogni vittoria, ogni partita che riusciamo a portare a casa con questa determinazione, ci fa fare un passo avanti verso la totale guarigione». Stavolta, senza dover allargare l’area.

da La Stampa

Bologna FC 1909 - Juventus 1-2 21/02/2010 interviste dopo partita, Colomba


Onore a Colomba!

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Bologna-Juventus 1-2 Intervista Zaccheroni

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domenica 21 febbraio 2010

Bologna-Juventus 1-2 Intervista Buffon

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Bologna-Juventus 1-2 Intervista Felipe Melo

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Bologna-Juventus 1-2 Intervista Candreva

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Ammettiamolo dai, era fallo di mano

abbandoniamo la prostituzione intellettuale e diciamo le cose come stanno: rubiamo più di prima, ci stanno mandando in champions falsando il campionato

ci sono anche le prove

Il commento : Bologna Juventus 1 a 2

Terza vittoria consecutiva per la Juventus di Zaccheroni che a Bologna coglie un successo importantissimo, molto simile per i valori espressi alle due precedenti partite , portate a casa con la grinta del gruppo e le giocate dei singoli.
Questa volta però la gara pare partire in discesa, sbloccata già al 4° da una percussione di Diego rimandata al mittente da Viviano e poi ribadita in rete dallo stesso numero 28.

I primi venti minuti vedono una juve galvanizzata dal gol e organizzata, che pur senza partorire occasioni clamorose mostra una rete di passaggi palla a terra che non si vedevano da tempo. Mobili ed ispirati Diego e Del Piero, anche Amauri sembra in ripresa e partecipa più attivamente alla manovra, sempre supportata dalla spinta di De Ceglie sulla sinistra.

Le fatiche di coppa però non tardano a farsi sentire e col passare dei minuti la squadra sembra sedersi concedendo più spazi ad un Bologna che agisce con particolare convinzione sulle fasce servendo ai suoi avanti una serie di cross tagliati su cui la difesa sembra in costante difficoltà.

Se il vantaggio del primo tempo può dirsi meritato nonostante qualche brivido per la traversa di Adailton (calcio di punizione dal limite, palla centrale che incoccia il palo sopra la testa di Buffon) e una conclusione imprecisa di Guana, ben diverso è l'andamento della ripresa che vede gli uomini di Colomba riacciuffare immediatamente il pareggio con Buscè sull'ennesimo cross che vede in ritardo De Ceglie e indeciso Buffon.

La juve appare sulle gambe e meno compatta rispetto al primo tempo, Zaccheroni mostra personalità sostituendo Marchisio con Sissoko e Diego con Candreva.

E' ancora la squadra di casa a sfiorare la rete ,clamorosamente mancata dal neoentrato Gimenez, ma una volta tanto la regola del "gol mancato gol subito" premia la juventus che sigla il definitivo vantaggio proprio con Candreva su assistenza geniale di Del Piero.

E' il primo gol in serie A per il centrocampista ex livorno, che potrebbe raddoppiare in contropiede se non peccasse di macchinosità nel suo tentativo di pallonetto sull'ottimo Viviano.Nel mezzo c'è anche lo spazio per un gol annullato a Felipe Meno per fuorigioco considerato "attivo" di Del Piero a centro area dopo caparbia azione di Amauri.

Ma sono le ultime cartucce per una juventus visibilmente stanca che punta ormai solo a mantenere il vantaggio, mettendo da parte lo stile e concedendo una serie di angoli non sfruttati dai rossoblu. Zaccheroni sostituisce Del Piero col rientrante Camoranesi, mentre il Bologna vanifica le residue possibilità di agguantare il pareggio con l'espulsione di Raggi per fallo plateale su un ottimo Felipe Melo.

Finisce 1 a 2 con una buona dose di "cul de zac" dei bei tempi, ma anche con la sensazione di lenti ma costanti miglioramenti sul piano del gioco e soprattutto della convinzione, perchè si sa che vincere aiuta a vincere.

Per quanto riguarda i singoli ,sugli scudi Del Piero e Melo; ma una lode anche a Diego e incoraggianti passi avanti da parte di Amauri; bravo anche Grygera in fase difensiva.

Il capitano è apparso meno affaticato di quanto si potesse pensare dopo la dispendiosa trasferta olandese, ha giocato la solita partita di intelligenza tattica e colpi di classe: preziosa al di là dello splendido assist per la sua capacità di essere leader e trovare sempre la posizione in campo, vuoi allargando il gioco e combinando con De Ceglie, vuoi accorciando a centrocampo per dare il via all'azione o mettere ordine, vuoi dettando il passaggio in profondità ai compagni.

Al suo fianco un Diego apparso più sciolto di testa e di gambe per almeno 45 minuti, mobile e finalmente al fine di trovare la giusta posizione in campo per essere decisivo,e non tanto per correre come accadeva con Ferrara. Giustamente guidato in questo dalla mano di Zaccheroni che sembra riservargli particolari attenzioni.

Amauri sta lentamente ritrovando una condizione fisica accettabile e per quanto la forma migliore sia ancora lontana è leggermente più distante anche l'attaccante pachidermico piantonato in area visto fino a poche settimane fa.

Alle spalle del trio offensivo non una gran prova della mediana, dove il solo Felipe Melo è apparso in buona forma confermando i progressi delle ultime uscite. Altro osservato speciale del mister, al brasiliano è stato chiesto di osare di più quando la situazione lo consenta, ma in particolar modo oggi si è messo in luce per la fase di interdizione davvero convincente e senza particolari eccessi, se escludiamo un tocco di mano istintivo al limite dell'area e una delle solite entrate sudamericane sul pallone ma col piede a martello che possono costare caro con determinati arbitri.

Male Brazzo da cui ci si aspettava di più in particolar modo in fase offensiva; senza particolari acuti anche la prova di Marchisio che di certo non sta vivendo un periodo di particolare brillantezza. Quanto a De Ceglie occorre distinguere tra l'ottimo apporto che dà alla fase offensiva e la sciagurata presenza in quella difensiva che lo vede costantemente in ritardo nella marcatura sui traversoni felsinei.

Difesa ancora una volta lenta e in affanno, per giunta non aiutata da un Buffon sempre più ancorato alla linea di porta che non trasmette certo sicurezza. L'unico a salvarsi a mio avviso è Grygera,che pur non offrendo quasi mai spunti offensivi ha retto abbastanza bene l'urto nella fase calda della gara.

Bravissimo Candreva nell'inserimento in occasione del gol, meno lucido in occasione dell'1 a 3 mancato, comunque importante il suo ingresso in campo in termini di inserimenti e dinamismo. Dinamismo che sembra mancare in questo momento a Sissoko, che sta vivendo una strana involuzione fisica, per altro immediatamente visibile date le lacune tecniche. Il maliano pare come privo di forze, spesso e volentieri riesce a portare la fase di interdizione salvo perdere immediatamente il pallone una volta sottrattolo all'avversario.

In questo senso lodevole la capacità di analisi di Zaccheroni che mi sta stupendo per duttilità, lui presentato come dogmatico assoluto. Non sono in molti gli allenatori a scegliere formazioni e cambi in base allo stato di forma, al di là delle vuote parole propinate alla stampa. Il tecnico di Cesenatico invece ha avuto il coraggio, premiato, di sostituire Diego, per altro dopo una rete e un buon primo tempo, ai primi segni di stanchezza, per inserire un giocatore come Candreva che meglio accompagnasse il gioco offensivo e si inserisse centralmente con quei tagli senza palla che il brasiliano non garantiva. Anche la staffetta tra Marchisio e Sissoko non è mero calcolo dettato dalla presenza di tre mediani di valore (i due e Melo, appunto) per due meglie, ma onesta analisi delle condizioni di forma scadenti di entrambi.

Ottima anche la preparazione e la lettura della gara , con difesa a 4 e rombo dal primo minuto salvo poi allargare Diego e Del Piero in una sorta di tridente con Amauri centrale. Giuste come detto le sostituzioni, nota di merito per aver sostituito Del Piero non col solito medianaccio in difesa del risultato ma con un altro giocatore tecnico, Camoranesi, semplicemente più fresco: il modo migliore per tenere palla quando si è pressati dagli avversari.

Unico appunto che potrei fare quest'oggi ,la panchina di David Trezeguet: dal momento che non sembriamo in grado di portare a casa risultati tranquilli, sarebbe forse il caso di far partire il francese dal primo minuto salvo poi inserire Amauri nel finale per tenere alta la squadra con la sua stazza. Viceversa col risulato sempre in bilico sarà difficile vedere David in campo, con conseguente spremitura del brasiliano che gioca 90 minuti di fila praticamente ogni domenica.

Sottigliezze, comunque. Non è mia abitudine esprimere giudizi dopo una manciata di partite, ma di certo, più o meno bravo di altri che sia ,Zaccheroni è un allenatore che conosce bene il suo lavoro.

Per finire in bellezza, apprendo che i soliti noti del tubo catodico hanno tentato anche questa volta di alzare il polverone su un arbitraggio al contrario preciso e puntuale da parte di Banti. Fortunatamente a quanto pare Mister Colomba si è dimostrato ben più signorile e lucido dei parigrado genovesi non assecondando polemiche che davvero non hanno ragione d'essere, con buona pace del sempre "civilissimo" pubblico del dall'Ara che ha sonoramente fischiato l'uscita dal campo del capitano bianconero dopo una prova da uomo partita.

Per Del Piero dagli appalusi del Bernabeu e dell'Old Trafford ai fischi italioti, ognuno tragga le proprie
conclusioni.

Crazy Diamond

Bologna - Juventus 1-2 - Intervista a Alessandro Del Piero

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Tutto su Bologna - Juventus


I convocati bianconeri per la gara del Dall’Ara. Torna Cannavaro

Per la sfida di campionato di domenica pomeriggio contro il Bologna, Alberto Zaccheroni ha convocato 21 giocatori.

Il tecnico romagnolo non potrà contare su Caceres che, dopo aver saltato la sfida di giovedì con l’Ajax, non recupera e resta a Torino per proseguire le cure fisiochinoterapiche. Così come Giovinco che non parte precauzionalmente a causa di un leggero affaticamento ai flessori bilaterali della regione posteriore della coscia. Con loro, non convocaati Iaquinta, Poulsen e Chimenti. In compenso torna Fabio Cannavaro che ha smaltito l’infortunio patito a Livorno.

Ecco l’elenco completo dei convocati.

1 Buffon
3 Chiellini
4 Felipe Melo
5 Cannavaro
6 Grosso
7 Salihamidzic
8 Marchisio
10 Del Piero
11 Amauri
13 Manninger
15 Zebina
16 Camoranesi
17 Trezeguet
21 Grygera
22 Sissoko
26 Candreva
27 Paolucci
28 Diego
29 De Ceglie
33 Legrottaglie
42 Pinsoglio

Colomba convoca 21 rossoblu per il match di domenica

Sono 21 i convocati del Bologna per la gara di domenica pomeriggio al Dall’Ara. Tanti gli ex bianconeri (Zenoni, Appiah, Lavecchia e Zalayeta), ma mancherà l’atteso Di Vaio, assente per infortunio. Ecco l’elenco, pubblicato sul sito della società emiliana www.bolognafc.it

Portieri: Colombo, Spitoni, Viviano
Difensori: Britos, Moras, Portanova, Raggi, Santos, Zenoni
Centrocampisti: Appiah, Buscè, Casarini, Guana, Lavecchia, Mingazzini, Mudingayi
Attaccanti: Adailton, Gimenez, Savio, Succi, Zalayeta

Da una trasferta all’altra. Tornati da Amsterdam, i bianconeri non hanno avuto tempo di disfare le valigie. Sabato si parte per un altro viaggio, questa volta destinazione Emilia per la trasferta di domenica pomeriggio in casa del BolognaDa una trasferta all’altra. Tornati da Amsterdam, i bianconeri non hanno avuto tempo di disfare le valigie. Sabato si parte per un altro viaggio, questa volta destinazione Emilia per la trasferta di domenica pomeriggio in casa del Bologna.


La squadra di Zaccheroni pronta ad affrontare quella di Colomba, tra le più in forma in questo inizio di girone di ritorno.

IL BOLOGNA IN CASA
Cinque vittorie, tre pareggi e quattro sconfitte. Dei 28 punti finora conquistati dal Bologna, 18 sono arrivati dalle gare al Dall’Ara, dove è netta la differenza di reti fatte (16 contro le nove in trasferta), mentre è praticamente identico il rapporto dei gol incassati (16 contro 15). L’andamento delle partite in casa ha avuto un percorso a zig zag. Esordio con la Fiorentina e buon 1-1, al quale fa seguito la sconfitta con il Chievo per 2-0. Il riscatto arriva con il Livorno con un 2-0, vanificato però immediatamente dopo dallo stop con il Genoa per 3-1.

Alla 10ª e alla 12ª giornata il Bologna riconquista il suo pubblico con due successi: 2-1 sul Siena e 3-1 sul Palermo. Dopo la sconfitta con l’Inter per 2-1 (nonostante una prodezza straordinaria di Zalayeta il risultato sfavorevole matura già nei primi 45 minuti e viene solo precisato nella ripresa), gli emiliani piegano la resistenza dell’Udinese (2-1). Gli ultimi incontri in casa confermano una tendenza che non trova mai continuità: 0-1 con il Cagliari, 2-2 con l’Atalanta, 2-1 con il Bari e 0-0 con il Milan, una gara nella quale i rossoneri sono stati fermati dai legni e i padroni di casa si sono limitati a gestire il pareggio, senza riuscire mai a portare pericoli dalle parti di Abbiati.

Più in generale, il Bologna sta disputando uno straordinario girone di ritorno. Negli ultimi sei incontri – tra i quali il recupero della 17ª giornata con l’Atalanta – i rossoblu hanno conquistato 12 punti, che hanno portato la squadra dal quartultimo posto ad avere un rassicurante +5 dalla zona retrocessione

GLI UOMINI DI COLOMBA
Non essendo impegnato nelle coppe europee, il Bologna non ha utilizzato un numero di uomini pari alle altre squadre. Sono solo 21 i giocatori scesi in campo in campionato, con il difensore Daniele Portanova leader con 23 presenze, seguito dal centrocampista Roberto Guana con 22 e dal portiere Emiliano Viviano, dal difensore Salvatore Lanna e dall’attaccante Marco Di Vaio a quota 21.

Finora sono stati due i cartellini rossi, subiti da Britos e da Di Vaio. Sul fronte delle ammonizioni, invece, il leader è Guana con sette, che precede Portanova con sei.

Il cannoniere della squadra è Di Vaio, con nove centri, anche se è fermo ai box e non parteciperà quindi alla sfida contro la sua ex Juventus. Alle sue spalle vi sono Adailton con cinque, Gimenez e Zalayeta (altro ex) con tre, Portanova e Mudingayi con uno.

LA STORIA
Il primo successo a Bologna nella storia ha visto la Juventus prevalere 1-0 e questo punteggio è diventato un classico nel corso del tempo, verificatosi in dieci circostanze.

A inaugurare la serie è la rete di Munerati nel 1929/30. Il bis si ha nel 1953/54 e il match-winner è il danese Praest, che colpisce al decimo della ripresa. Due anni dopo tocca ad Angelo Caroli andare in gol nel giorno del suo esordio in maglia juventina. Il futuro scrittore-giornalista segna nei minuti iniziali del secondo tempo, in una stagione che vede i rossoblu piazzarsi prima dei bianconeri.

Dieci anni dopo, nel 1966, è il brasiliano Cinesinho a decidere la sfida. La gara si fa ricordare però per ben tre cartellini rossi: escono anzitempo Leoncini per la Juve e Bulgarelli e Haller per il Bologna. Il tedesco sarà poi un elemento di spicco della Vecchia Signora negli anni a venire. Nel 1976/77 è Causio a entrare nel tabellino dei marcatori, dopo appena tre minuti di gioco.

La sfida del 1990/91, che vede il ritorno dell’ex Gigi Maifredi nella città delle due torri da allenatore della Juve, si risolve dal dischetto. Roberto Baggio realizza dagli undici metri al ventesimo della ripresa. Non altrettanto fa l’ungherese Detari dieci minuti dopo. Si va poi all’aprile del 1997. Il gol che fissa il risultato è una prodezza personale di Boksic, imprendibile per la difesa avversaria.

Si prosegue nel nuovo millennio con la tradizione. Il 22 febbraio 2004 il Bologna viene condannato da un’incursione vincente di Iuliano. Dieci mesi dopo è Pavel Nedved su calcio di punizione a fare la differenza. Infine, l’ultimo 1-0 favorevole alla Juventus si ha nel 2006/07, campionato di serie B. Decide Zalayeta, oggi in forza proprio al Bologna, anche se non mancano polemiche perché neanche la moviola riesce a decidere se il pallone calciato dall’uruguagio abbia effettivamente varcato per intero la linea di porta.

da Juventus.com

sabato 20 febbraio 2010

Bologna- Juventus, la conferenza pre-partita

Pre partita Bologna - Juventus


Al lavoro per il Bologna. Sabato vigilia e conferenza stampa di Zaccheroni

Archiviata la vittoria all’Amsterdam Arena contro l’Ajax, nell’andata dei sedicesimi di finale di Europa League, i bianconeri si sono subito proiettati sul prossimo impegno. Il calendario impone la trasferta di campionato in casa del Bologna, match in programma domenica pomeriggio alle ore 15.

La squadra di Zaccheroni è subito tornata al lavoro per la prima delle due sedute che precedono la partenza per il capoluogo emiliano. A poche ore dal ritorno dall’Olanda, tutti in campo a Vinovo. Abituale defaticante per i protagonisti della vittoria in coppa - rientrati tutti in buone condizioni -, normale attività per gli altri. Seduta in palestra per Caceres, la cui disponibilità per la gara con i rossoblu verrà valutata domani.

La marcia di avvicinamento verso il match di domenica prevede ora un solo altro appuntamento. Domani, sabato 20 febbraio, allenamento pomeridiano. Prima dell’inizio, alle ore 13.15, conferenza stampa di Alberto Zaccheroni. Diretta tv su Juventus Channel.

A Bologna arbitra Banti di Livorno

Per dirigere Bologna-Juventus di domenica pomeriggio è stato designato Luca Banti di Livorno. Il direttore di gara toscano trova i bianconeri per la prima volta nella stagione in corso. L’ultima volta risale al gennaio dell’anno scorso e non fu un bel ricordo: ko casalingo contro il Cagliari per 3-2. Si è trattata dell’unica sconfitta in otto gare tra campionato e Coppa Italia. Tutte vinte le altre.

Otto i precedenti del Bologna con un bilancio più equilibrato: tre vittorie, quattro pareggi e una sola sconfitta. Molto recente l’ultima sfida, giocata lo scorso 17 gennaio e vinta 2-1 a Firenze.

Per il match del Dall’Ara, Banti sarà coadiuvato dagli assistenti Luca Maggiani e Simone Pirondini. Il quarto uomo sarà Matteo Trefoloni.

da Juventus.com

BOLOGNA-JUVENTUS

BOLOGNA (4-4-2): Viviano; Zenoni, Portanova, Moras, Raggi; Buscè, Mudingayi, Guana, Casarini; Adailton, Zalayeta. All. Colomba
JUVENTUS (3-4-1-2): Buffon; Zebina, Legrottaglie, Chiellini; Salihamidzic, Marchisio, Sissoko, De Ceglie; Diego; Trezeguet, Del Piero. All. Zaccheroni

QUI BOLOGNA
– Squalificato Lanna gioca Zenoni terzino destro, Raggi viene posizionato sulla sinistra da Colomba. Buscè e Casarini occupano le fasce a centrocampo, mentre in attacco si va verso il duo Adailton-Zalayeta.
Indisponibili: Mutarelli, Pisanu, Di Vaio, Modesto
Squalificati: Lanna

QUI JUVENTUS Caceres è in forte dubbio (dolori nella parte bassa della pancia), Salihamidzic pronto a sostituirlo. Possibile avvicendamento Trezeguet-Amauri visto che il brasiliano è acciaccato.
Indisponibili: Iaquinta, Poulsen, Caceres, Cannavaro
Squalificati: -

da Calciomercato.com

Dal risveglio di Amauri all'autostima Ecco le mosse vincenti di Zaccheroni


Buffon: «Ci mette bene in campo e sa sfruttare i difetti dell’avversario»

TORINO
L’allenatore che deve costruirsi il futuro per ora può accontentarsi del presente. «Per la svolta ci siamo dati due settimane», disse Zaccheroni il «traghettatore» sedendosi per quattro mesi sulla panchina della Juve. Gliene sono servite tre, ma adesso - dopo due pareggi e due vittorie - ha restituito a società e tifosi una squadra che lotta, corre, gioca e soprattutto segna, quindi vince. Un’abitudine che a Torino stavano dimenticando. Anche per questo, in uno spogliatoio fino a qualche tempo fa turbolento, si registra un plebiscito in favore del nuovo condottiero. Ultima voce, nel ventre dell’Amsterdam Arena dopo la razzia in casa dell’Ajax, quella di Buffon: «Abbiamo avuto una reazione ed è normale quando si cambia allenatore - ha spiegato il portiere -, però Zaccheroni ci mette bene in campo e sa sfruttare i difetti dell’avversario».

Pare di intuire, tra le righe, che sotto la gestione Ferrara («Inesperto», secondo Felipe Melo) certe cose, come la preparazione maniacale delle partite, non avvenissero. Raccontano ad esempio che Zac abbia passato i suoi primi tre giorni a Torino studiando dvd della Lazio, la squadra contro cui ha esordito. L’allenatore che ama Van Gogh e Superman e vive in albergo, non sapendo se resterà l’anno prossimo («Il mio obiettivo è un posto in Champions e mettere in difficoltà i dirigenti»), ha rivoltato la squadra come un calzino. Prima studiandola, attraverso ore di filmati in hotel, quindi in cinque mosse, a partire dalla testa, «il primo aspetto su cui intervenire».

Così s’è messo a parlare con i giocatori. Uno per uno. Diego, Amauri, Del Piero. Sedute psicanalitiche per gonfiare l’autostima («Solo l’Inter è meglio di noi») e lezioni tattiche, accompagnate da pubbliche carezze, come la difesa del bomber a microfoni unificati, roba di sette giorni fa: «Me lo tengo anche se non segna - spiegò - perché con lui gioco sempre in 11». Miracolosamente, i gol sono tornati copiosi: tre in due partite dopo 108 giorni di digiuno, quasi la metà del fatturato stagionale. Cul de Zac? Non proprio. Anche Del Piero, tre centri nella nuova gestione, è tornato al top e non può essere una coincidenza. «È uno straordinario trascinatore», l’ha ricompensato il tecnico. Che, d’altro canto, non ha esitato ad operare scelte decise quando è stato il caso (De Ceglie per Grosso, Cannavaro in tribuna), dimostrando maggiore autonomia di Ferrara, per il quale - anche secondo qualche dirigente - l’amicizia con i giocatori, da iniziale punto di forza, alla lunga s’è trasformata in un boomerang.

Ricompattare il gruppo ha restituito fiducia alla truppa, adesso capace di ribellarsi alle avversità. Lo dimostrano le ultime rimonte: Livorno (da 0-1 a 1-1), Genoa (da 0-1 a 3-2) e Ajax (da 0-1 a 2-1). «Sono tre volte che andiamo in svantaggio e riusciamo a risalire - sosteneva giovedì sera Buffon, libro “Intervista con il potere" di Oriana Fallaci alla mano - prendiamo ancora gol ma c’è carattere: anche sotto 1-0 non ho mai temuto, sapevo che potevamo recuperare». Una consapevolezza sconosciuta alla Juve di prima, anche se in Olanda s’è presentata con lo stesso modulo di Ferrara (4-3-1-2), uno dei «tre vestiti adatti a questa squadra», per dirla con Zac. Il quale, anche nel 3-4-1-2 visto a Livorno e col Genoa, ha insistito nel chiedere «ampiezza di gioco sulle fasce».

Risultato? Lo spiega ancora Buffon, parlando di Amauri: «Ha sofferto tanto, ma finalmente gli arrivano cross sulla testa». Finalmente. Come finalmente è stato recuperato qualche infortunato: Marchisio, Trezeguet, Camoranesi. Parallelamente, è stata impostata una minipreparazione fisica in vista del rush finale. Prezioso è l’apporto di Eugenio Albarella, il nuovo preparatore, già insieme a lui al Toro. «L’elemento fondamentale - racconta - è trasmettere agli atleti energia, trovando la chiave giusta per far rendere ciascuno al meglio». Il resto lo fanno i programmi di lavoro personalizzato («C’è una banca dati su tutta la rosa, abbiamo effettuato esami in collaborazione con i medici») e la cura maniacale dei dettagli: «Le sedute sono riprese da sistemi di Gps e telemetria, elaboriamo i dati ogni sera». Lo staff spesso si trattiene a Vinovo dalla mattina al tramonto, aspetto che ha colpito dirigenti («Speriamo che Zaccheroni ci metta in difficoltà», dice Bettega) e giocatori. «Sentivano il bisogno di lavorare di più», racconta una voce dai piani alti di corso Ferraris. La nuova Juve, forse, è tutta qui.

da La Stampa

Riscatto Caceres, chiesto lo sconto al Barcellona


Nuovi contatti tra gli emissari bianconeri e i dirigenti del club spagnolo: secondo gli accordi, la valutazione del difensore è di 12 milioni. La Juventus non è disposta ad andare oltre i 9

TORINO, 20 febbraio - Domanda: e Martin Caceres? Risposta: e Martin Caceres resta ugualmente in vetta alle priorità della Juventus in tema acquisti a titolo definitivo per la stagione 2010-2011. Il forte interesse che i bianconeri (a suon di missioni di osservatori e contatti tra club) stanno dimostrando per Van der Wiel, infatti, non deve trarre in inganno. A patto, però, che si riesca a spuntare uno sconto per l’acquisto dell’uruguaiano. Probabilmente esagera chi si spinge a pensare che l’operazione Van der Wiel sia semplicemente uno stratagemma, un diversivo architettato al fine di ottenere uno sconto dal Barcellona per l’uruguaiano. Più facile presupporre, invece, che Van der Wiel rappresenti la principale alternativa nel caso in cui le trattative per il sudamericano dovessero portare ad un esito negativo. E non è infine da escludere l’eventualità che la Juventus possa decidere di puntare su entrambi i giocatori (che peraltro in quanto a duttilità tattica hanno dimostrato di essere maestri) nell’intento di svecchiare la rosa e di non lasciarsi sfuggire due dei talenti più promettenti del panorama internazionale. Giocatori in grado di accrescere il proprio valore di mercato e non solo di risolvere i problemi per almeno una decina d’anni. In sostanza, nella migliore delle ipotesi, uno non esclude l’altro.

SCONTO PER CACERES? - Tanto più alla luce dell’ultimo restyling di Caceres, utilizzato da Zaccheroni in versione centrocampista. A proposito di Caceres, non a caso, occorre puntualizzare che la Juventus è recentemente tornata alla carica con il Barcellona, che del terzino detiene per intero il cartellino: è infatti stato girato al club bianconero in prestito con diritto di riscatto fissato a 12 milioni. Per “tornata alla carica”, si intende dire che si è mossa al fine di ottenere uno sconto sul prezzo del cartellino del giocatore. Secondo indiscrezioni, il mandato dato agli emissari è stato grossomodo questo: a 9 milioni possiamo chiudere anche subito, se invece non ci si smuove dal preezz già fissato allora non se ne fa nulla.. Ovvio, la cifra resta di tutto rispetto, ma è ritenuta ampiamente accettabile dai vertici di corso Galileo Ferraris alla luce delle ultime prestazioni di Caceres, tra i migliori sia in campo sia fuori (in società già c’è chi lo addita come esempio da seguire per i compagni). Ecco perché importanti sviluppi potrebbero registrarsi già in breve tempo.

da Tuttosport