giovedì 31 dicembre 2009

Juve: Arabia esaudita, ma Bettega gela i fedeli


Bianconeri sopraffatti dall’entusiasmo. Il vice dg: «Scudetto? Macché»

A quasi quattromila chilometri da casa, sulle sponde del Mar Rosso, si può anche sussurrare la verità: «Ragazzi, macché scudetto». Si conferma uomo di pochissime parole, Roberto Bettega, ma gliene bastano tre per spegnere l’illusione dei tifosi che s’aggirano nella hall dell’hotel InterContinental di Gedda, dove la Juve è volata un paio di giorni per l’amichevole con l’Al-Ittihad. E per oltre un milione di buone monetarie ragioni. Mai, il vicedirettore generale bianconero avrebbe fatto tale ammissione in pubblico, perché così vuole il codice del pallone, ma la non ufficialità della confessione la rende ancor più veritiera. Del resto, Bettega ha semplicemente ammesso ciò che penserebbe qualsiasi essere umano dotato di senno e buona volontà: se l’Inter continuerà a filare così, e la Juve non ritroverà i pezzi di se stessa, bye bye ai pensieri tricolori. Anzi, il problema sarà blindare secondo o terzo posto, cioè l’assicurazione alla prossima Champions League, che rischia già di essere boicottata alla ripresa dei lavori, lasciandoci le penne nel rifugio del Parma, il 6 gennaio.

La missione di Bobby gol, e della Juve tutta, di rianimare una squadra che ha perso 5 della ultime 6 partite, si conferma complicata, dopo aver annusato l’aria di caserma appena qualche giorno. Oltre alla sicurezza sgretolata quando c’è da andare in battaglia, «la palla che brucia tra i piedi» nella sintesi betteghiana, c’è pure una fiducia che si sta smontando al passare di ogni sconfitta. Incupendo animi e umori.

A partire da Ciro Ferrara, che da settimane ha riposto parte della sua congenita ironia per limitare contatti e sorrisi. Pure in terra d’Arabia, dove il club ieri mattina ha annullato la conferenza stampa che era in programma con il tecnico e Alex Del Piero: pare non sia piaciuto particolarmente l’assalto della notte precedente, dove allo sbarco nello scalo privato solitamente destinato a regnanti e primi ministri, s’era comunque assiepata una discreta folla. È dovuta intervenire la polizia, per evitare che alcuni giocatori fossero strattonati dalla ressa a caccia di autografi e ritratti. Eppure, entusiasmo ce ne sarebbe, tra le tribù bianconere, se pure ieri sera in ventitremila persone hanno stipato il «Prince Abdullah Al-Faisal Stadium»: tanti fedeli dell’Al-Ittihad, molti altri però aveva addosso la maglia della Juve, bianconera o color acciaio. Mai viste così tante originali, per la gioia del direttore commerciale, Marco Fassone: del resto, in un Paese dove un pieno di benzina costa sei euro, lo shopping nel negozio Juve di Riad, la capitale, non dev’essere uno scippo alle finanze.

Bella festosa l’invasione di ragazzini anche all’arrivo del pullman della squadra, ai bordi dell’impianto, alcuni pure con una precisa visione tecnica: «Change Ferrara for Hiddink», gridavano alcuni, ricetta evidentemente coltivata a qualsiasi latitudine. Sul momento, sarebbe bastata una nave, con il tecnico olandese in vacanza in Kenya. Non succederà, ora. Ma certo la trasferta di Parma e il duello in casa con il Milan, saranno il check point decisivo per il tecnico.

Serviranno solo risultati, ovviamente, pure per convincere un gruppo che non è quel monolite che si racconta. Mai i giocatori hanno operato contro il proprio comandante, ma le domande inconfessabili spuntano: un altro allenatore sarebbe già stato esonerato, il riassunto brutale del concetto. Per non parlare del tarlo mentale che le settimane senza successi hanno annidato: perché facciamo sempre gli stessi errori? Anche su questo dovrà lavorare Bettega, che da eventuale e improbabile rinforzo, fino a qualche settima fa, nel giro di qualche giorno era diventato quasi indispensabile: se l’offerta bianconera girava intorno al contratto di 18 mesi a 250 mila euro, e Bobby gol ne ha strappati trenta a quasi il doppio. Con una premessa: «Non ho la bacchetta magica». Per lo scudetto, avrebbe fatto tanto comodo.

da La Stampa

Striscia la notizia 30-12-09 - Consegna tapiro Ciro Ferrara allenatore Juventus

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mercoledì 30 dicembre 2009

Al-Ittihad - Juventus, la web cronaca

18.00 collegati per seguire la juve dopo la pausa natalizia! sarà la settima sconfitta di ciruzzo nostro?

18.02 Comincia la simpatica presentazione saudita

18.05 Nella penombra si staglia la sagoma tondeggiante del presentatore (che dev'essere un qualche principe di un qualche stato che ora ci dichiarerà prontamente guerra)

18.10 il gigggid'alessio della penisola arabica ci delizia con ritmi accattivanti vagamente lamentosi
18.15 viene presentato un truzzo in maglietta giallo-nera. non è ben chiaro se sia il nuovo centravanti della squadra o un rapper

18,17 hanno delle magliette ancora più brutte di quelli dei coreani che affrontammo questa estate
18.20 è veramente buio cacchio, che abbiano finito il petrolio? ah ah ah

18.21 la presentazione più lunga della storia....

18.22 il truzzo racconta emozionato la storia della sua vita

18.24 una vita davvero lunga ed avventurosa (quanti anni ha in effetti, 40?)

18.25 daiiiiiiiiiiiiiiii

18.26 finalmente entrano in campo!!! intervallati boati di giubilo e fischi, anche l' al-ittihad ha i suoi grygera

18.28 presentazione uno ad uno, potevano dircelo che era l'all star game

18.29 inquadratura per del piero che si sta addormentando (no non era tiago,credo)

18.30 non male la presentazione, galliani l'avrebbe fatta più sobria

18.31 marchisio entra in campo da solo per la disperazione

18.32 del pierooooooooooooooooooooooooooooooo (boato assoluto)

18.32 cristian molinaroooooooo (silenzio totale, ora si spara)

18.33 giovinco è più basso del bambino che lo accompagna, ma che vergogna

18.35 potremmo ordunque farcela

18.38 ma quanti cazzo di abitanti ha jeddah???

18.40 i nostri giustamente fanno una foto da soli in mezzo al campo tanto per ingannare il tempo

formazioni ufficiali: manninger marchisio del piero trezeguet poulsen molinaro giovinco grygera ARIADO legrottaglie de ceglie

adesso scrivo anche la loro eh..

18.42, si parte!!!

2' gran filtrante degli arabi , parata di manni

3' triplo passo di giominchio che poi appoggia con grande maestria agli avversari

5' del piero steso al limite dell'area, non è fallo. siete i moratti d'arabia

7' alittiallah in avanti, tiro moscio a lato

8' de ceglie per trezeguet, non ci arriva di un filo

9' inizia la girandola di cambi, alè

11' gooooooooooool, padroni di casa in vantaggio!!! mi è saltato lo streaming e non l'ho visto, puntualissimo

12' l'ho visto: manni,cribbio!

12 'replica immediata della juve, de ceglie al cross per treze, anticipato

14' poulsen cerca di segnare di mano e chiede scusa. gli conviene prenotare una protesi

16' pareggio, giominchiooooooo insacca su passaggio di del piero.un'azione di calcio! sono commossa. dal replay direi una bella lotta tra i portieri

17' gran cross di moli, del piero non se lo aspetta (chissà perchè) e se la dorme, non impatta nessuno

19' altri cambi. peccato perchè la partita ha un certo ritmo....

20' un folle fa un'azione paurosa sulla sinistra. suo cugino al centro spreca malamente

21' esce un crucco coi baffi decisamente fuori ambientazione , entra romario coi capelli di baggio

22' ottimo passaggio di prima di de ceglie a ferrara. non dite che giocano contro l'allenatore, cercano anche di coinvolgerlo

23' moli steso, picchiano come fabbri ferrai

24' bella trama juventina, insegnamo calcio per il mondo

25' molinaro si finge morto pur di non andare all'atletico: la juve è una grande famiglia

27' alitthaisdnonasd fermato in fuorigioco davanti alla porta: siamo solidissimi

28' de ceglie davanti alla porta, liscio fotonico. siamo elegantissimi

29' giovinco dispensa assist per gli avversari

31' entra grosso esce molinaro. noi l'avevamo detto

33' calcio di punizione juve dalla trequarti: svetta poulsen ed è reteeeeeeee NAAAAAAAT CI SENTI???? POULSEN UNO DI NOI!!!

35' manninger prende il gollonzo del secolo a gioco fermo, peccato

36' del piero per trezeguet che tira a casa sua. quella in argentina per la precisione

39' rischiamo gol su contropiede su angolo nostro. strano,mai visto qurest'anno

41' punizioni loro. fischiata al 39evisimo,ma si preparano bene

41' fuori

45' pareggio!!! 2 a 2 su azione da manuale del calcio dei mammalucchi con tanto di colpo di tacco. difesa arcigna

fine primo tempo. giustamente quello che stava mettendo la partita in streaming sta cambiando canale

intervista ai vips del luogo e al solito tamarrone star della serata

ora fanno vedere i bambini che giocano. ferrara prende appunti

si regalano macchine

se l'intervallo ha gli stessi tempi del prepartita la vedo bene.comincia anche a venirmi un po' di fame

comincia finalmente la ripresa: chimenti per manninger, tiago per poulsen, cannavaro per legrottaglie, amauri per trezeguet. ora svoltiamo

49' scambio maradonesco del piero -marchisio- grosso con del piero che si fa fermare in area da uno con la metà dei suoi anni. però non dite che non siamo spettacolari eh

40' cross di del piero dalla trequarti per amauri che si marca da solo (aumento di stipendio perchè occupa due ruoli)

45' amauri non tiene un pallone però a gioco fermo la passa di tacco benissimo al portiere avversario

55' finalmente esce la star della giornata, il fortissimo numero 9. a guardarlo bene non è nemmeno così vecchio nè così obeso, proporrei uno scambio con amauri


55' azione sulla destra e gran cross di un arabo a caso, pericolo

57' amauri fa una cosa fa calciatore e serve l'accorrente giovinco: tiro al volo non facile, fuori.passarla era pretendere troppo

59' amauri si mangia un gol davanti alla porta

60' rigore netto negato ai padroni di casa, rubiamo come ai bei tempi

61' cross di grosso per giovinco che ci riprova al volo, inquadra la porta stavolta ma il tiro è debole

64' tiago!!!! il tacco di allah!!!! non va...

66' fuori marchisio e del piero, dentro due sconosciuti. ora svoltiamo sul serio

68' amauri se ne mangia un altro

70' morto giovinco, crampi. d'altronde è una gara impegnativa

75' crambi anche per grygera, l'ospedale degli infermi

78' è assedio , ma noi ripartiamo con amauri ed incutiamo terrore

79' calcio di punizione. fortuna che ci mettono 40 minuti ogni volta per batterli, così teniamo il pareggio

82' inquadratura straziante di grygera

84' tiago difende un pallone. allah è grande

85' la juve si ricorda che può varcare la metà campo, ma non essendo preparata torna immediatamente indietro

87' grosso batte una punizione con le mani sui fianchi. non sia mai che si stanchi, tra poco ci sono i mondiali

89' tranciato netto de ceglie.speriamo sia grave

91' tiro di amauri fuori. me lo sono persa scusate, ero distratta. sarà stato sicuramente un capolavoro, peccato

93 finita!! meno male, visti i ritmi temevo un recupero di 20 minuti

ottimo il 2 a 2 fuori casa in vista del ritorno. la manovra è ancora un po' farraginosa ma non è che a lepanto fosse calcio spettacolo, io ci credo!


Crazydiamondnonhauncazzodafare

Short interview with Del Piero in Jedah

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Juventus: Amichevole, Parma e Hiddink

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Molinaro all'Atletico Madrid?


Il club spagnolo vorrebbe il difensore bianconero già a gennaio

Secondo la stampa internazionale l’Atletico Madrid è sulle tracce di Cristian Molinaro della Juventus.

Secondo il quotidiano spagnolo As il club biancorosso avrebbe allacciato contatti con la Juventus per acquistare il terzino sinistro entro gennaio.

Il giocatore, che finora ha giocato solo 5 partite a Torino, sembra avere anche altri estimatori come l’Hoffenheim, lo Zenit, il Napoli e l’Amburgo.

Secondo indiscrezioni, inoltre, la Juventus sarebbe invece interessata a Fernando Gago del Real Madrid.

da La Stampa

Beh.... A 'sto punto...

La Juventus è a Jeddah


Alle 22 locali (le 20 in Italia), dopo un volo di cinque ore, la Juventus è sbarcata in Arabia Saudita, a Jeddah, città che domani ospiterà l’amichevole contro la formazione locale dell’Al Ittihad. Gara in programma alle ore 20.15 locali, le 18.15 italiane, sul terreno dello stadio Prince Abdullah Alfaisal. Diretta tv in esclusiva su Juventus Channel.

L’arrivo a Jeddah è stata la conclusione di una lunga giornata iniziata con un allenamento mattutino a Vinovo, l’ultimo del gruppo per il 2009 ormai alla fine. Per rivedere tutti i bianconeri insieme, Ciro Ferrara dovrà attendere il pomeriggio del 1 gennaio, quando i partecipanti alla trasferta araba torneranno al lavoro dopo un giorno di riposo e a loro si riaggregheranno anche i sudamericani – Diego, Felipe Melo e Caceres – che nel pomeriggio hanno sostenuto la prima seduta dopo il ritorno a Torino.

da Juventus.com

Juve, lezioni in volo


Bettega a colloquio con i giocatori in aereo. Prima missione: ridare convinzione e serenità

Diagnosticata la paura d’aver la palla tra i piedi, ultimamente sconfinata nel terrore, come una delle patologie juventine, Roberto Bettega s’è messo subito al lavoro per aiutare a debellarla. Trattandosi di «problema mentale», il nuovo vice direttore generale bianconero ha cominciato la cura somministrando parole: alla classe intera e, da ieri, con lezioni private. Non volendo «sprecare tempo», come aveva ripetuto all’atto dell’insediamento, Bobby gol ha approfittato pure delle cinque ore abbondanti di volo che hanno portato la Juve a Gedda, in Arabia Saudita, per l’amichevole di stasera contro l’Al-Ittihad. E così sarà per il giorno di permanenza in terra saudita. Come illustrato alla presentazione di lunedì, squadra e allenatore hanno bisogno di ritrovare la serenità perduta: poi, chiaro, ci sono pure enormi guai tecnici e tattici da affrontare e risolvere, ma nel frattempo aggiustare l’anima aiuterà a sentirsi meno fragili. Di qualche vocabolo, forse, aveva bisogno anche Ciro Ferrara, al di là dell’abbraccio silenzioso del primo giorno. Non a caso Bettega, ieri mattina, s’è nuovamente fermato a discutere con il tecnico ai bordi dell’allenamento, a Vinovo, prima della partenza. Sulle rive del Mar Rosso, Bettega sarà il capo missione e, da ex giocatore (juventino), avrà modo di testare subito l’aria che spira nel gruppo: per questo s’è imbarcato anche all’ultimo con la spedizione bianconera, ottenendo il visto in tempi vietati ai comuni viaggiatori.

Dalle prime confessioni ad alta quota, sono rimasti esclusi Diego e Felipe Melo, forse i più bisognosi di lezioni private: avranno tempo per recuperare, però, perché i confronti individuali continueranno nel nuovo anno. Da ex bomber però, i consigli di Bobby gol saranno parecchio utili ad Amauri, uno che, in teoria, dovrebbe fare lo stesso mestiere, ma che pare aver smarrito il manuale d’istruzioni. Rispetto all’inizio della scorsa stagione, quando il brasiliano infilò dodici gol entro dicembre, tenendo in piedi insieme a Del Piero l’attacco bianconero, in questo primo pezzo d’annata ha buttato dentro appena quattro palloni, in 22 partite, uno al mese. Non sarebbe male imitare il percorso dell’esordio di Bettega, narrato due giorni fa: un gol subito seguito da dodici giornate di digiuno, ma poi tredici centri nel cammino di ritorno. Di parole, il direttore generale in seconda, ne ha già dispensate ad Alex Del Piero, cui non farà male un po’ di manifesta fiducia, anche se di prodigiose risalite il numero dieci se ne intende. Gli infortuni hanno inchiodato il capitano a cifre inattendibili (7 partite, zero reti), ma guai a discuterlo: «Uno come Alex non sarà mai un problema per la Juventus, sarebbe irriguardoso, per quello che ha fatto e per quello che farà», è stato il ricostituente di Bettega. Da buon confessore, ha ascoltato e ascolterà pure impressioni e osservazioni dei giocatori, specialmente dei più esperti, da Cannavaro a Del Piero, come si fa con i pazienti.

Va da sè che le parole non basteranno a guarire la Juve («i problemi non nascono mai da soli», ha premesso subito). Anche perché non è che prima a Vinovo nessun dirigente s’aggirasse, come narrano quei luoghi comuni sempre fiorenti nei dibattiti sul web quando le cose vanno male, o malissimo. Il ds Alessio Secco, per esempio, s’avvistava spesso a bordo prato, già ai tempi di Ranieri. Così come il ds ha avuto spesso incontri a quattr’occhi con i giocatori, anche con toni robusti: da Felipe Melo, dopo la lite con Ferrara e le chiassose uscite a notte fonda, a Tiago, quando l’anno scorso il centrocampista si sfogò sui giornali portoghesi. Rinsaldati umore e teste, bisognerà riparare piedi e giocate: e lì toccherà a Ciro Ferrara, se tutti, Bettega compreso, continuano a giurare che questa Juve tanto scarsa non lo è.

da La Stampa

martedì 29 dicembre 2009

Agente Hiddink: «Nessun contatto ufficiale con la Juve»


«Guus si trova in Kenya e per ora tratta solo con i leoni...»

TORINO, 29 dicembre - «Né io né Guus Hiddink abbiamo ricevuto alcuna offerta ufficiale da parte della Juventus, o una telefonata formale da parte dei rappresentanti del club bianconero. Guus in questo momento si trova in Kenya e gli unici con cui è in trattativa sono i leoni africani!». Cees Van Niewenhuizen, agente del Ct della Russia, Guus Hiddink, nega che, al momento, il suo assistito possa prendere il posto di Ciro Ferrara sulla panchina della Juventus.

PRIMA LA RUSSIA - In questi giorni il nome di Hiddink è stato più vole accostato a quello della "Vecchia Signora" ma, assicura l'agente, il club bianconero non si è fatto sentire. «Per quanto mi riguarda -dice a 'Sovietsky sport'- sto trascorrendo il Natale nel Sud della Francia e negozio solo con mia moglie...». «Voglio ribadire -aggiunge- che per ora ci interessa solo l'opinione del presidente della federcalcio russa. Se i suoi piani saranno differenti dai nostri, allora prenderemo in considerazione un altro lavoro. Ma fino a quel momento non ci saranno altre trattative».

da Tuttosport

Commento:

"...Ufficiale"

Un abbraccio ed un pensiero al povero Edwin Van der Saar...

Panucci consiglia la Juve: «Hiddink, il top»


Il difensore del Parma: E’ un perfezionista, un maestro di gestione

TORINO, 29 dicembre - Negli originali e vivaci percorsi calcistici di Guus Hiddink non ha mai fatto comparsa l’Italia. Almeno per ora. Lacuna strana, per chi fatto tappa a Londra. Madrid e pure a Istanbul, Seul e Camberra. Protagonisti del nostro calcio, però, il tecnico olandese ne ha incrociati inevitabilmente molti nel corso della sua ultraventennale carriera. Il più delle volte da nemico, alla guida della Corea del Sud, piuttosto che dell’Australia o di una squadra di club ( l’ultima volta è toccato proprio alla Juve andare a sbattere nel Chelsea rivitalizzato dalla “ cura Guus”). Fa eccezione Christian Panucci, che imbarcatosi al seguito di Fabio Capello nella prima esperienza madridista del tecnico di Pieris (’ 96- 97), finì con il restare al Real per tre stagioni, incocciando pure in Jupp Heynckes e infine proprio in Hiddink. Da allora è trascorso un decennio, ma l’ammirazione di Panucci per il maestro olandese appare intatta: « E’ uno dei più grandi. Non mi stupisce che da molti venga considerato il migliore in assoluto » .

TRADIZIONE ORANJE - Una Coppa Intercontinentale in bacheca rende dolce il ricordo, Panucci non sembra però indulgere al sentimentalismo e argomenta la totale apertura di credito nei confronti del tecnico di quel Real: «Hiddink è indiscutibilmente un grande conoscitore di calcio. Appartiene a una scuola ben definita, perché è un fatto che nel trasmettere la sua visione, i suoi dettami, emerga la cultura calcistica olandese. Infatti un suo assoluto dogma è il possesso palla e per farlo assimilare cura ogni dettaglio in maniera maniacale. Poi ci mette del suo e gli allenamenti che facevamo a Madrid erano davvero di grande spessore sotto il profilo tattico».

DA PRENDERE - Panucci non ha fatto il militare a Cuneo, ma per dirla con Totò “E’ uomo di mondo”. Per cui gira al largo da eventuali polemiche, evitando di infilare il naso in faccende altrui. Però... Però: «Nelle questione interne alla Juve proprio non voglio proprio entrare, ci mancherebbe. Dico solo che un eventuale arrivo di Hiddink in Italia, a prescindere dalla società coinvolta e anche a stagione in corso, rappresenterebbe un arricchimento per il nostro calcio. E quando sento parlare di problemi linguistici, mi viene da ridere. Guus è un uomo di grande cultura, parla molte lingue, tra cui lo spagnolo, si è ambientato in un attimo ovunque lo hanno chiamato. Non avrebbe nessuna difficoltà a farsi capire fin dal primo momento. E meno ancora a farsi seguire».

IL LEADER - Al suo arrivo, undici mesi fa, in un Chelsea unito dall’astio generalizzato nei confronti di Felipe Scolari, ma profondamente diviso in clan interni, Hiddink mise subito le cose in chiaro: «Resterò soltanto fino a giugno perché ho intenzione di proseguire il rapporto con la Russia, però non sono venuto qui a scaldare il posto a nessuno. Voglio che tutti remino nella stessa direzione». La sua. E ottenne immediata adesione dallo zoccolo duro dello spogliatoio, gente allineata come Frankie Lampard e John Terry, ma pure da spiriti liberi alla Didier Drogba. Anche qui Panucci non si stupisce: «Per quanto abbia una personalità molto spiccata, Hiddink sa essere molto gradevole. Comunque è sempre credibile. Infatti ovunque è stato, ha sempre avuto lo spogliatoio dalla sua parte». Chiudendo con un aggettivo che sintetizzi il giudizio su Hiddink, Panucci non ha dubbi: «Un perfezionista».

Da Tuttosport

Juve-D'Agostino, l'affare si può fare


L’agente del regista friulano: «La Juve per lui rimane un sogno, se con l’Udinese si trova l’intesa...». Rodella: «Il rapporto con il club dei Pozzo e i tifosi friulani è consolidato, ma è inutile nascondere il fascino della Signora». Sono Molinaro, Giovinco e De Ceglie le chiavi dell’affare

TORINO, 29 dicembre - Un altro matton­cino che va ad incastrarsi nella strada (un tempo sdrucciolevole, ora sempre meno insidiosa) che po­trebbe portare Gaetano D’Agostino alla Juventus. Di vecchio e consolidato ci sono le premesse per un buon esito dell’affare, men­tre vengono invece meno gli ostacoli che pochi mesi fa hanno portato ad un nulla di fatto ( vedansi le pretese esose da una parte, la poca elasticità a cedere le contropartite tecniche del caso dall’altra).

NUOVI SPIRAGLI - Nel ri­portare i controni del nuo­vo e più propizio contesto, in questi giorni s’è fatto ri­ferimento al periodo diffi­cile che sta attraversando l’Udinese così come ai rap­porti non esattamente idil­liaci tra il centrocampista e la società friulana. E s’è fatto riferimento, su spon­da torinese, alla presa di coscienza - da parte dei di­rigenti di corso Galileo Ferraris - della necessità di tamponare le lacune emerse a centrocampo con l’innesto di un vero regista di ruolo (alla D’Agostino, appunto). Degni di nota, infine, i messaggi di di­stensione vicendevolmente inviati dagli esponenti dei due club: «Siamo pronti a fare nuove affari con la Ju­ventus», hanno spiegato il patron Pozzo sia il diretto­re sportivo Gasparin. Ciò che restava da capire, sem­mai, era il modo in cui D’A­gostino potesse rapportar­si all’ipotesi d’una nuova trattativa con quell’affasci­nante Vecchia Signora che - a ben vedere - lo aveva se­dotto e poi abbandonato. Il giocatore era stato trasci­nato in tormentone, in un tira e molla rivelatosi este­nuante per tutte le parti in causa.

IL SOGNO - Ebbene, un aiutino a capire lo stato d’animo di D’Agostino ce lo fornisce il suo rappresen­tante, Paolo Rodella. Il no­to avvocato tiene innanzi­tutto a puntualizzare che «Gaetano è professionista serio: il suo rapporto con l’Udinese è consolidato e l’affetto che nutre per i tifosi è fortissimo. Non è certo al mercato, insomma, che sta pensando in questo momento». Poi la specifica: «Certo è, però, che per lui la Juventus, cioè la squa­dra per la quale tifava sin da bambino, resta un so­gno. Se le due società do­vessero mettersi d’accordo, lui ne sarebbe felice. Co­munque dipende tutto dal­l’Udinese e dalle intenzio­ni del club. Quali sono? Beh, lo scopriremo: ad ago­sto D’Agostino era stato definito incedibile o cedibi­le a prezzi fuori mercato, oggi forse è cambiato qual­cosa» .

da Tuttosport

Commento:

Ammettere un proprio errore e metterci una pezza è comunque dimostrazione di saggezza e sagacia e l'acquisto di D'Agostino rappresenterebbe proprio una di queste situazioni in cui l'errore è marchiano atutti salvo a chi l'ha commesso che non capisce o fa semplicemente finta di non capire.
Il problema secondo me sarà di ordine tattico, utilizzare un rombo con D'Agostino vertice basso e Melo e Marchisio ai lati? Rinunciare a Melo? Giocare col 4-3-3 con una diga Melo, Puzzen, D'Agostino? Magari con Marchisio e Diego sugli esterni e Trezeguet o Amauri unica punta?
Resta il fatto che uno come D'Ago ci serve come il pane ed è comunque il Benvenuto! ;)

Pensieri & Parole...

Per l’Arabia Saudita partono in 21


Per l’ultimo impegno del 2009, cioè l’amichevole del 30 dicembre contro l’Al Ittihad, Ciro Ferrara ha convocato 21 bianconeri.

Non prenderanno parte alla trasferta Buffon, Camoranesi e Iaquinta, in recupero dai rispettivi infortuni, Chiellini, Salihamidzic e Zebina che continueranno a lavorare a Vinovo, Sissoko già in ritiro con la Nazionale del Mali per la prossima Coppa d’Africa, Diego, Felipe Melo e Caceres che rientreranno solo domani pomeriggio dal Sud America.

Ecco l’elenco dei disponibili, di cui fanno parte anche cinque ragazzi della Primavera: Pinsoglio, Alcibiade, Marrone, Fausto Rossi e Immobile. La partenza è prevista per domani pomeriggio, subito dopo l’allenamento mattutino a Vinovo.

Portieri: Chimenti, Manninger, Pinsoglio

Al Ittihad-Juventus in diretta in esclusiva su Juventus Channel

Sarà un gran finale di 2009 per Juventus Channel. La tv ufficiale bianconera seguirà da vicino la trasferta in Arabia Saudita della squadra di Ciro Ferrara, impegnata nell’amichevole del 30 dicembre contro l’Al Ittihad.

Partita, quella in programma alle ore 18.15 italiane (le 20.15 locali) allo stadio Prince Abdullah Alfaisal, che Juventus Channel trasmetterà in diretta e in esclusiva.


Difensori: Alcibiade, Ariaudo, Cannavaro, Grygera, Grosso, Legrottaglie, Molinaro
Centrocampisti: De Ceglie, Marchisio, Marrone, Poulsen, Rossi, Tiago
Attaccanti: Amauri, Del Piero, Giovinco, Immobile, Trezeguet

da Juventus.com

lunedì 28 dicembre 2009

NataleChirico.... "Due risate in allegria! : )"

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Presentazione Roberto Bettega 28/12/2009

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Bettega: «La Juve è da sempre la mia vita»


13.23 BLANC: «NON COMPREREMO NESSUNO»
Blanc sul mercato: «Mercato? Prima è meglio fare una riflessione generale sulla squadra. Ma a prescindere da questo, non abbiamo pensato di fare operazioni, perché pensiamo di avere giocatori di qualità. Dobbiamo lavorare sullo spirito di gruppo: la Juve deve diventare la cosa principale rispetto a tutti gli interessi personali. In questo Roberto può essere importantissimo, ma anche i giocatori devono metterci del loro. Dobbiamo dimostrare di più di quello che abbiamo dimostrato nelle ultime settimane».

13.21 BLANC: «DIEGO E MELO ASSENTI GIUSTIFICATI»
Blanc parla anche delle prolungate vacanze di Melo e Diego: «Rispettiamo i programmi assegnati ai giocatori. Tutti hanno bisogno di staccare la spina per tornare con la volontà giusta e la carica giusta per riportare in alto la Juve. Quando rientreranno tutti sarà il tempo di avere un colloquio tutti insieme».

13.10 BETTEGA: «DEL PIERO NON È UN PROBLEMA»
Bettega: «Io non penso che un giocatore come Del Piero possa essere un problema per la Juve. Sarebbe una mancanza di rispetto per quello che ha fatto, per quello che sta facendo e per quello che farà. Non può essere considerato un problema per la Juve. Diego e Melo? Tanti episodi nella storia della Juve dimostrano che faremmo bene a investire su persone che magari più avanti faranno bene. Basti pensare ai casi di Platini, Zidane e Henry»

13.08 BETTEGA: «CON FERRARA POCHE PAROLE»
Bettega sul primo incontro con Ferrara: «Tutti devono capire l'importanza di lavorare insieme. Tutti hanno capito che sono arrivato per aiutare. Nello sport per dare un contributo bisogna essere sinceri e capaci di confrontarsi. Che cosa ho detto a Ciro? La cosa più importante è stato l'abbraccio iniziale».

13.05 BETTEGA: «GLI AGNELLI? I TEMPI CAMBIANO»
Bettega sui cambiamenti rispetto ai suoi tempi nel club: «La visita di Andrea Agnelli con John Elkann è stata importante, ma nessuno è eterno. Il marchio Juve è nato prima della famiglia Agnelli ed è quel marchio che va avanti. A me manca ad esempio l'avvocato Chiusano. Ma i cambi sono inevitabili anche perché a volte li propone il destino».

13.03 BETTEGA: «TIFOSI AIUTATECI»
Bettega: «Per noi è importantissimo l'affetto dei tifosi. I nostri giocatori accettano le critiche, ma alla fine della gara. I tifosi sono una componente della squadra e abbiamo bisogno che ci aiutino. Una parte dei problemi è la serenità. Non c'è niente di più brutto di quando speeri che la palla non ti capiti tra i piedi. E a questo contribuiscono anche i tifosi e i giornalisti. I nostri giocatori indossano una maglia importante, che implica la necessità di vincere e comporta anche responsabilità maggiori. È capitato anche a me».

13.02 BLANC: «MAI DETTO CHE LA B CI HA FATTO BENE»
A Blanc viene chiesto di confermare la frase detta in un’intervista («La B ci ha reso più simpatici»). Il presidente bianconero smentisce: «Questa cosa non l'ho mai detta. Forse in un'ora di intervista il giornalista ha fatto una sintesi. Quello che volevo dire è che la passione juventina è stata più forte della B e se qualcuno voleva verificarlo l'ha potuto verificare. Il concetto era questo. Anche sul fatto che sono criticato perché antipatico come francese voglio fare una precisazione. Quello che volevo dire è che mi appoggio sulla vostra buonafede per riportare il lavoro fatto. Il lavoro è di 40 mesi e non degli ultimi tempi. Io rispetto le critiche, ma mi aspetto da parte vostra che riportiate il lavoro fatto nel suo insieme. Non vuole dire che non dobbiamo affrontare le difficoltà di adesso. È anche per questo che abbiamo deciso di prendere Roberto. Nessuno meglio di Roberto può integrarsi in fretta, non solo perché conosce la Juve da 35 anni, ma anche perché abbiamo già lavorato insieme».

13.01 BETTEGA: «CALCIOPOLI? GLI SCUDETTI LI ABBIAMO VINTI SUL CAMPO»
Bettega parla anche della Triade: «Io non rinnego nulla. E debbo dire che per rispetto di una buona parte di quei ragazzi che si allenavano stamattina fuori, io credo che quei ragazzi gli scudetti li abbiano vinti sul campo. Però c'è stata Calciopoli, vedremo adesso quello che succederà, però ora guardiamo al futuro perché sono stato chiamato per questo»

12.58 BETTEGA: «FERRARA? I PROBLEMI NON NASCONO MAI SOLI»
Quando gli chiedono un parere sulla guida tecnica di Ferrara, Bettega si rifugia nella diplomazia: «La mia funzione è dal primo gennaio, ve lo dirò allora. Io credo che non si debba essere presuntuosi. Bisogna analizzare bene, perché i problemi non nascono mai da soli. Se andiamo a rivedere quello che si scriveva sulla Juve tre mesi fa i pareri erano molto diversi da quelli di oggi».

12.53 BETTEGA: «JUVE, LA MIA VITA»
Bettega: «Ho sempre considerato la Juve la realizzazione dei miei sogni. Il calcio per me è la Juve e non vedo alternative. Conoscete tutti il mio rapporto con questa squadra, con questa città. Cosa c'è da fare? Blanc ha accennato a tanti problemi, ma qui c'è una macchina che lavora a 360 gradi e c'è una parte di questa macchina che stenta a inserire la marcia giusta. Non dico che sia ferma, perché è terza in classifica, anche se è uscita dalla Champions League. Ma la storia della Juve l'abbiamo cominciata noi vincendo la Coppa Uefa e sarebbe bello rivincerla. Non credo ci sia un solo aspetto su cui lavorare, ma tanti. Abbiamo un obiettivo: essere protagonisti e vincere. Adesso l'obiettivo della Juve è guardare avanti. Quindi non chiedetemi di guardare indietro, anche perché la mia storia con la Juve non si è mai interrotta. C'è un rapporto affettivo che non ricomincia, ma continua a 60 anni».»

12.48 BLANC: «LAVOREREMO TUTTI INSIEME»
Blanc: «Affronteremo tutti insieme le difficoltà di questo periodo. C'è bisogno di pensare bene e lavorare meglio, per ritrovare l'equuilibrio che avevamo e che abbiamo perso. Dobbiamo fare un'analisi critica per ritrovare l'alchimia giusta per andare avanti insieme. Vogliamo dare più forza all'anima sportiva della società. Bisognava trovare la persona giusta per aggiungere quqalità all'organizzazioneche che abbiamo già. Bettefga è una testa in più per ragionare dal punto di vista strategico e per guardare avanti e portare avanti il lavoro fatto negli ultimi 40 mesi. Sono convinto che con Roberto aggiungiamo qualità alla nostra organizzazione».

12.39 BETTEGA: «PARLERO' CON I FATTI»
Dopo Blanc è la volta di Bettega: «Il compito, l'incarico, la responsabilità è molto importante, ma non potevo considerarlo troppo importante visto che si parla di quei 35 anni cui accennava Blanc. Nella mia storia non ho mai cercato di stare al centro dell'attenzione, ma la Juve è stata sempre davanti a me. Credo che se si fa il bene della Juve è meglio per tutti. È un compito importante, ma ho sempre creduto nel gioco di squadra e sono convinto che riusciremo a fare bene. Non è stato indifferente il mio convincimento che la Juve degli ultimi tempi non è quella vera: la Juve vera è quella di due mesi fa. Bisogna capire perché è successa, ma se ci darete il tempo necessario, ci risolleveremo. Tra noi c'è un rapporto di correttezza, simpatia e onestà. Sapete che non amo troppo parlare, preferisco agire piuttosto che dire e spero che mi perdonerete se continuerò a fare così. Sicuramente è un momento importante, mi ha fatto piacere che Blanc e la Juve abbiano pensato a me, ma sono consapevole delle difficoltà. Ma se uno si arrendesse di fronte alle responsabilità non avrebbe fatto nulla nella vita e come calciatore. Voglio cercare di dare quello che posso dare. Sono emozionato».

12.30 BLANC: «BENTORNATO BETTEGA»
Apre la conferenza stampa il presidente Blanc: «Oggi c'è la presentazione per una persona che conoscete già bene. Volevo condivedere con voi una decisione che ho preso io per rafforzare l'area tecnica con un ruolo nuovo per coprire tutta l'area sportiva e tecnmica della Juve e per guidare al mio fianco l'area tecnica. Hio chiesto pochi giorni fa a Bettega di affiancarmi per andare avanti su un lungo periodo. Abbiamo fatto un accordo per almeno 30 mesi per dimostrare che questa decisione è strategica per rinforzare ancora di più la nostrta organizzazione a livello sportivo. Ho voluto dare a Roberto kle deleghe e i poteri giusti per guidare tutta l'area sportiva, vale a dire la prima squadra, il settore giovanile, lo scouting e il settore medico e ovviamente il mercato. Un'area in cui deve dare il suo peso, la sua esperienza e la sua competenza. L'esperienza già fatta con Roberto in un periodo non facile mi ha fatto capire che possiamo lavorare bene, possiamo creare legami forti non solo tra noi due ma anche con Alessio Secco, che mantiene le sue prerogative sotto la direzione di Roberto Bettega. È una persona che rappresenta molto per questa squadra e per questa società e sono contento di riprendere con lui un cammino già fatto insieme nel 2006-2007».

12.15 BETTEGA A VINOVO
La Juventus ha fatto ritorno stamattina a Vinovo per riprendere la preparazione dopo un'intera settimana di riposo concessa per festeggiare il Natale. All'appello, assenti solo Diego, Felipe Melo e Caceres, a cui la società ha concesso un giorno in più per i viaggi intercontinentali, e Sissoko, già in ritiro con il Mali per disputare la prossima Coppa d'Africa. Il resto del gruppo ha subito iniziato a lavorare sul campo agli ordini di Ciro Ferrara e del suo staff e sotto gli occhi di Jean-Claude Blanc, Alessio Secco e Roberto Bettega. Per il neo vicedirettore generale è il primo giorno di lavoro allo Juventus Center dopo la nomina arrivata mercoledì scorso

da Tuttosport

Oliviero Beha ed i sospetti su Blanc e John Elkann

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Secco: «I nostri campioni non andranno via»

domenica 27 dicembre 2009

Dino Zoff: "Juve, che confusione ma Bettega è l'uomo giusto"


«Pochi come lui: più che sul mercato lavori sulle teste di chi c’è già»

TORINO
C’era una Juve che cominciava con Zoff e finiva con Bettega. Storia (felicissima) scritta fra il 1972 e il 1983: sei scudetti, due Coppe Italia e una Uefa. Altri tempi. Oggi c’è una Juve in crisi ma con un bel pezzo di passato che ritorna per provare a riprendersi il futuro: questo è il primo giorno della terza vita bianconera di Roberto Bettega ed è il suo vecchio compagno di trionfi ad augurargli buon lavoro.

Contento, Dino Zoff?
«Contentissimo per Roberto. È tornato a casa. Nel suo ambiente, nel suo mondo».

Ieri ha compiuto 59 anni. Vi siete sentiti?

«No, ma lo facciamo con una certa regolarità. Abbiamo un buon rapporto».

Lei che lo conosce bene, da 1 a 10 quanto sarà felice oggi?
«Dieci, almeno. Ci sperava. Se lo meritava. Ha ancora tanto da dare».

Può essere l’uomo giusto per risollevare la Juve?
«Sì. Ha equilibrio, competenza ed esperienza. Conosce tutto dell’ambiente bianconero e, in generale, del calcio. Sa di campo e di gestione societaria. Ne vedo pochi come lui, in giro».

Lei è stato anche allenatore e presidente: ha dei consigli da dargli?
«Non ne ha bisogno, sa benissimo come muoversi».

Qual è il problema più urgente da risolvere?
«Quello più serio è ormai irrisolvibile: la Champions se n’è già andata. Ma per il campionato, ne sono convinto, c’è ancora tempo. Bisogna sbrigarsi, però. E tornare a vincere subito».

Ferrara in panchina è stata una scelta azzardata?
«No. Ci stava, specie sull’onda di quel che ha fatto uno come Guardiola. Ciro, poi, è una persona a modo e un ragazzo intelligente. Se sono stati commessi degli errori, sono certo che adesso metterà a frutto la lezione».

Intanto, però, la tifoseria è in subbuglio. Bettega può servire anche a calmarla un po’?
«Sono scettico. I tifosi arrabbiati si calmano solo con i risultati positivi».

Dopo la sosta la Juve avrà Parma e Milan. Mica semplice.
«Già. Ma sono anche convinto che questi 15 giorni di stop possano essere quelli decisivi, se utilizzati per rimettere a posto un po’ di cose».

Tipo?
«Scrollarsi di dosso le paure e le tensioni che si sono viste nelle ultime partite. Questa è una squadra che continuo a ritenere particolarmente buona, nonostante l’ultimo filotto negativo».

Stupito anche lei, dunque, di tutte queste difficoltà?
«Certo. Vedevo una Juve da scudetto. Può esserlo ancora se capisce il suo grande errore».

Qual è?
«Aver considerato la vittoria contro l’Inter frutto di una prestazione straordinaria. Non lo è stata per niente, invece. Questa Juve può e deve fare molto meglio».

Non facile, se chi è arrivato in estate per fare la differenza non la fa.
«Alt. Non può essere solo colpa di Melo e Diego. Felipe, poi, è pur sempre il mediano titolare del Brasile. No, c’è un momento di confusione generale: quando è così, se ne esce tutti assieme».

Che ruolo può avere Del Piero?
«Come sempre importante, quando è in condizione».

E Cannavaro?
«È un giocatore integro. L’hanno ripreso perché poteva garantire solidità alla difesa. Deve farlo».

Bettega sarà anche l’uomo-mercato. Dovrà fare molto a gennaio?
«No. Per me potrebbe tranquillamente dedicarsi ad altro. Questa squadra ha già tutto, non ha bisogno di rinforzi, nemmeno di ritocchi. Recupererà infortunati importanti, Chiellini in primis. Il lavoro, anche per Roberto, dev’essere soprattutto sulle teste: a bocce ferme, ritrovare serenità, sconfiggere le paure. Convincersi intimamente di essere forti e di potercela ancora fare».

A vincere lo scudetto o soltanto a finire almeno terzi?
«Bisogna puntare al massimo. Anche se l’Inter continua a dimostrare in campionato di imporsi con il minimo sforzo. Anche se alle spalle ci sono una Roma in gran crescita e un Parma che, se non s’illude, può durare».

da La Stampa

Juve: si ricomincia con Bettega


Lunedì alle 12.30 il nuovo vicedirettore generale della Juventus, che oggi festeggia 59 anni, sarà presentato alla stampa. Intanto la squadra di Ferrara torna ad allenarsi a Vinovo: alle 11 tutti in campo, poi partenza per Jeddah, dove mercoledì 30 è in programma l’amichevole contro l’Al Ittihad

TORINO, 27 dicembre - Le vacanze di Natale sono finite. La Juventus torna a lavorare per riprendere una stagione fin qui piuttosto deludente. Lunedì 28 dicembre, alle ore 11, è fissata una seduta allo Juventus Center di Vinovo. Seduta che sarà seguita da un altro appuntamento importante: la prima conferenza stampa di Roberto Bettega dopo la sua nomina a vicedirettore generale della Juventus. Ore 12.30, in diretta su Tuttosport.com e su Juventus Channel. Martedì 29 si replica. Altro allenamento mattutino, prima della partenza per Jeddah, in Arabia Saudita, dove mercoledì 30 è in programma l’ultima gara del 2009: l’amichevole contro l’Al Ittihad.

RELAX FINITA - Il primo appuntamento sul campo sarà mercoledì 30 con un'amichevole a Gedda (Arabia Saudita) in diretta su Juventus Channel. Poi la ripresa in campionato il 6 gennaio, con la cruciale trasferta a Parma, dopo i ko con Bari e Catania (e la cocente eliminazione dalla Champions League ad opera del Bayern Monaco).

BETTEGA-FERRARA - Insomma, finite le vacanze, ricomincia la battaglia. Una battaglia che vedrà Ciro Ferrara lavorare fianco a fianco con Bettega, che già nei giorni scorsi gli ha riconosciuto la sua massima fiducia. Gli ha detto di stare tranquillo: Bobby-gol è convinto infatti che Ferrara abbia ancora molto da dare e che sia in grado di guidare la ripresa della squadra: una rimonta certo non facile, ma possibile.

da Tuttosport

giovedì 24 dicembre 2009

Tanti Auguri Evitasaponette!!!!

Juve: idea Scolari, il salva-brasiliani


L'ex tecnico del Chelsea può rilanciare Diego, Melo e Amauri. Accetterebbe un contratto “alla Mancini”: sei mesi e l’opzione per il rinnovo legata ai risultati

TORINO, 24 dicembre - Jean Claude Blanc ama parlare di progetto, ma fino­ra è stato evasivo sull’unico che conta: quello utile a uscire dalla crisi che attanaglia la Juve. I piani quinquennali possono atten­dere, urge salvare la stagione e a questo proposito la formuletta magica («Bisogna lavorare di più») convince poco. Perché presup­pone che finora in casa bianconera abbiano lavorato poco e ma­le, il che - se verificato - allungherebbe la lista dei colpevoli. Fran­camente non pensiamo che sia questo il punto: alla Juve hanno lavorato, probabilmente molto. Non l’hanno fatto bene, questo è oggettivo ma con i necessari distinguo. Le critiche generiche so­no, tra tutte, le più inutili. il che vale anche per le dichiarazioni di intenti. In realtà il problema della Juve è abbastanza sempli­ce da individuare: i giocatori non rendono per quanto valgono, gli ottimi (sulla carta) singoli non sono mai stati una buona squa­dra. Toccava al tecnico favorire l’integrazione degli ultimi arri­vati, sfruttare il materiale a disposizione. Ciro Ferrara non c’è riuscito, il che ha portato alla precoce eliminazione in Champions e al mega distacco dall’Inter: 9 punti a nemmeno metà percorso rappresentano un abisso. La soluzione appare evidente e riman­darla all’estate rischia di compromettere quel che resta: l’Euro­pa League, la Coppa Italia, addirittura la qualificazione alla prossima Champions. L’auspicio è che il ritorno in società di Ro­berto Bettega porti a un maggiore decisionismo.

OCCASIONI VECCHIE E NUOVE - Roberto Mancini sperava realmente in una telefonata. L’ha ricevuta, ma dal Manchester City. Occasione persa. Guus Hiddink è ancora raggiungibile, al prezzo di 4-5 milioni netti a stagione. Pensiamo li valga, ma a quelle cifre è una strada senza ritorno, un po’ come per Felipe Melo. Bisogna crederci e ci sono tutti i motivi per farlo. Ma l’im­pressione è che alla Juve tanti soldi per un allenatore, al momen­to, non sappiano come trovarli. Occasione da non perdere, se si può.

PRIMA DEL CHELSEA, UN VINCENTE - In questi giorni è circolato anche il nome di Felipe Scolari. Il brasiliano godeva di grande considerazione fino a un anno e mezzo fa, prima che ac­cettasse la corte di Roman Abramovich, ma la breve parentesi al Chelsea ne ha intaccato lo smalto. In effetti Scolari a Londra ha sbagliato tutto, a partire dall’approccio con Didier Drogba, emarginato durante la sua gestione, ritornato ai fasti di sempre con Hiddink. Vale, però, ricordare che fino a quel momento il curriculum del brasiliano era quasi immacolato: 2 Libertadores conquistate con Gremio e Palmeiras, 1 titolo brasiliano sempre con il Gremio, soprattutto il Mondiale 2002 ottenuto alla guida della nazionale verdeoro. Onestamente, non è il profilo di un car­neade. Certo, lo ribadiamo, il ricordo di quanto è accaduto al Chelsea pesa. E Scolari lo sa. Infatti chi gli è vicino assicura che, pur di avere un’altra chance in una grande europea, Felipao sa­rebbe disposto a liberarsi immediatamente dal munifio contrat­to che lo lega agli uzbeki del Bunyodkor (il club che tentò un paio d’anni fa Samuel Eto’o) e ad accettare un contratto simile a quello che lega Mancini al City: 6 mesi con la conferma legata al raggiungimento degli obiettivi. Il fatto che parli l’italiano e sia brasiliano potrebbe facilitargli le cose. Con lo zoccolo duro dello spogliatoio juventino, ma pure con Melo, Diego e Amauri, 72 mi­lioni di valutazione in tre. Uomini che la Juve deve assolutamen­te recuperare alla causa. Forse vale la pena meditarci sopra, ap­profondire la questione.

da Tuttosport

mercoledì 23 dicembre 2009

Juve, Bettega vicedirettore generale: «Sono entusiasta»


L'ex bomber bianconero ha firmato fino al 2012. L’incarico prevede la responsabilità su tutta l’area sportiva, con operatività immediata. Blanc: «È la figura giusta per ricoprire questo ruolo»

TORINO, 23 dicembre - Roberto Bettega è il nuovo vicedirettore generale della Juventus fino al 2012. L'ex bomber bianconero torna in società dopo due anni e mezzo di assenza. L'incarico prevede la responsabilità su tutta l’area sportiva, con operatività immediata.

LA DECISIONE - A dargli il benvenuto, ci ha pensato Jean-Claude Blanc: «Ho proposto a Bettega di entrare a far parte della nostra organizzazione – ha dichiarato il presidente – per assumere la responsabilità di tutta l’area sportiva. Una decisione maturata in questi mesi, per rinforzare l’area alla quale la società dedica il massimo impegno. Roberto è la figura giusta per ricoprire questo ruolo, perché è in grado di trasferire allo staff tecnico e alla direzione sportiva esperienza e autorevolezza, garantendo ulteriore solidità alle nostre ambizioni. Con il nuovo vicedirettore generale ho già avuto modo di collaborare con soddisfazione per quasi un anno: porta con sé la passione per il calcio e l’amore per una società di cui ha contribuito in modo determinante a scrivere la storia. Il suo ingresso, in una posizione di alta responsabilità e con deleghe operative, consolida il nostro staff dirigenziale, aggiungendo ulteriore competenza e forti motivazioni».

LA FIDUCIA - «Ho raccolto con entusiasmo la proposta di Blanc – ha aggiunto Roberto Bettega – e comincerò subito a lavorare per la mia Juve. Ritrovo una società che conosco bene, Jean-Claude Blanc e colleghi con i quali ho condiviso esperienze importanti, persone che in questi anni sono cresciute e con le quali sono felice di collaborare. La fiducia nel lavoro fatto dalla società e nelle persone che la guidano mi dà la certezza che, con il contributo di tutti e con il sostegno dei tifosi, sapremo essere competitivi ai massimi livelli».

LA SCHEDA - Roberto Bettega è nato a Torino il 27 dicembre 1950. La sua esperienza come calciatore della Juventus è cominciata nei Pulcini e si è chiusa nel 1983, dopo 480 partite e 178 gol, sette Scudetti, due Coppe Italia e una Coppa Uefa. È il terzo cannoniere nella storia della Juventus, dopo Alessandro Del Piero e Giampiero Boniperti. Da dirigente, è stato vicepresidente dal 1994 al 2006 e consulente di mercato dall’estate 2006 alla fine di maggio 2007. Da oggi, è vicedirettore generale.

da Tuttosport

Dunga: Melo? Gli serve un appoggio...

Pandev batte la Lazio: accolto il ricorso del macedone


L’annuncio del legale del giocatore Grassani: «Il Collegio arbitrale della Lega ci ha dato ragione. Ora il giocatore è libero. E Lotito dovrà dargli 160 mila euro di risarcimento danni»

MILANO, 23 dicembre - «È stato accolto il ricorso di Pandev al collegio arbitrale della lega calcio, che ci ha dato ragione. Il contratto di Goran con la Lazio è stato quindi risolto e il club è stato condannato a pagare come risarcimento danni 160 mila euro più le spese legali». Lo ha detto l'avvocato Mattia Grassani, che assiste il giocatore nella vicenda, spiegando di aver già ricevuto copia della sentenza. «Ci sono otto pagine di motivazione e ora me le leggerò con calma» ha aggiunto Grassani.

da Tuttosport


Bentornato a Casa BobbyGol

Leonardo da Vinci - Battesimo di Cristo 1470/1474, Galleria degli Uffizi, Firenze

Bettega: «Juve, ti risposo per amore»


Tutto pronto per il suo ritorno, sarà nominato vicedirettore generale, si attende solo l'ufficialità del club bianconero. L'ex bomber: «Sono innamorato pazzo di questa squadra».

TORINO, 23 dicembre - Il cellulare di Roberto Bettega ha squillato nel pomeriggio, sul display un numero noto, dall’altra parte un accento francese. La nuova avventura juventina dell’ex centravanti, vicepresidente esecutivo e consulente di mercato è iniziata con una chiacchierata telefonica, è proseguita in serata con un incontro e si dovrebbe completare questa mattina in sede, quando Bettega affronterà con Jean Claude Blanc l’ultimo colloquio prima del suo ritorno.

LE PAROLE - «Confronteremo le nostre idee», spiega Bettega concedendo pochissime parole e pochi concetti a chi cerca di farlo parlare. Fedele al suo stile, per altro assai sabaudo, in cui i fatti hanno sempre prevalso sulle parole, il nuovo dirigente della Juventus schiva le domande e lascia trapelare solo le briciole di quello che spiegherà a Blanc questa mattina. Un concetto però lo chiarisce, la convivenza con Alessio Secco non è un problema, ma una risorsa per il club. «Come al Milan ci sono Galliani e Braida, alla Juventus possono coesistere Secco e Bettega. Il bene della società e della squadra viene prima di tutto».

L’AMORE - Già, il bene della società e della squadra: è questo che sta spingendo Bettega nuovamente fra le braccia del suo grande amore. Dopo aver festeggiato le nozze d’argento, il dirigente (che ha esordito in bianconero nel 1970) ha voglia di celebrare le «nozze d’oro», cosa che presupporrebbe altri dieci anni in seno al club per arrivare al 2020. D’altra parte è lui che si definisce «innamorato pazzo della Juventus», non un dettaglio nel quadro del suo nuovo ingresso che è sì una rivincita personale e professionale, ma soprattutto un ritorno a casa, l’unica che Bettega abbia mai riconosciuto.

ALLO STADIO - Non per niente in questi anni di di­stacco dal club, lui allo sta­dio si è quasi sempre visto. La Juventus l’ha seguita e l’ha capita, nei sui pregi e nei suoi difetti, elaborando qualche idea, qualche pro­getto e, soprattutto, qualche soluzione. Su una cosa sem­bra concordare con Blanc: un intervento immediato è necessario, ma non deve es­sere drastico. Traduzione: Ferrara per il momento non si tocca. Si aspetta la ripre­sa del campionato e si darà l’opportunità all’allenatore di risollevarsi contro il Par­ma e il Milan. In caso di ulteriori sconfitte, allora si do­vrà prendere in considera­zione l’esonero, altrimenti il cambio di allenatore è una strada da evitare.

da Tuttosport


Commento:

Cos'è un vice direttore generale?????????????????
La domanda che mi porrei leggendo questo articolo sarebbe di dovere se non sapessi che Jean Claude Blanc durante l'ultimo CDA ha puntato i piedini volendo ridimensionare il più possibile la figura e la futura carica di Roberto Bettega che sarebbe cozzata inevitabilmente con quello che il dirigente francese considera il suo "empeur" e alla fine c'è riuscito facendo coniare ex novo uno status societatis al limite del ridicolo.

J.C. Blanc è già Presidente, Direttore Generale e Direttore Tecnico relegando il povero Alessio Secco a DS della Juventus s.p.a. cosa gli sarebbe costato rinunciare ad una delle due cariche minori a favore del nuovo entrato Bobby Gol?

Ma no, Monsieur le Président ha dovuto far spremere le meningi affrante ed abusate del CDA bianconero alla ricerca di uno status creato appositamente per Bettega, quello di vice direttore generale appunto.

Che la tristezza cosmica sia con Voi cari Compagni dello sciagurato cammino a strisce bianconere...

Vecovaro

Si riparte il 28 dicembre


Disputato anche l’ultimo match ufficiale di questo 2009, la squadra ha iniziato da ieri sera le vacanze natalizie. I bianconeri approfitteranno della sosta del campionato per fermarsi un’intera settimana.

La ripresa è fissata tra sette giorni esatti, il 28 dicembre, con una seduta d’allenamento allo Juventus Center di Vinovo. Una seduta che farà da prologo per la trasferta in Arabia Saudita che, di fatto, metterà fine all’anno solare. Mercoledì 30 dicembre, a Jeddah, è in programma l’amichevole con l’Al Ittihad.

Per rivedere la Juventus in campo per una gara con i tre punti in palio bisognerà attendere il 6 gennaio 2010. Nel giorno dell’Epifania si giocherà la 18ª giornata d’andata e i bianconeri saranno di scena al Tardini contro il Parma.

da Juventus.com

martedì 22 dicembre 2009

Juve, Ferrara non è più intoccabile


La Juve di Ferrara ha perso cinque delle ultime sei partite, Parma e Milan ultime chance.
Atteso l'annuncio di Bettega: dovrà gestire spogliatoio e assistere l'allenatore

TORINO
Nel film di Steven Spielberg, per salvare il soldato Ryan disperso nell’entroterra della Normandia lo stato maggiore alleato mandava oltre le linee un commando di otto uomini. Alla Juve invece pensano che ne basti uno, Roberto Bettega, per riportare a casa sano e salvo Ciro Ferrara dalla crisi tra le più profonde vissute negli ultimi dieci anni dai bianconeri: l’ex “Bobby gol” è l’ultimo appiglio che sarà offerto a don Ciro per continuare l’avventura benedetta un po’ da tutti in estate e che molti, a cominciare dalla proprietà, sperano possa arrivare almeno a fine stagione. Però, se la tutela non funzionerà e non arriveranno immediatamente i segnali di una svolta, il difensore che giocò per 500 volte in serie A non arriverà a disputarne 25 come tecnico, comprese le due della passata stagione.

Gennaio è il mese decisivo, ha fatto sapere John Elkann. Saranno le due partite contro il Parma e il Milan a decidere se il famoso “progetto” andrà avanti o lo si dovrà affidare a un tecnico non facile da individuare: il candidato più credibile è Hiddink, la riserva è Scolari, in Italia non c’è più niente di adeguato visto che Mancini e Spalletti fanno gli emigranti seppure con le valigie di Vuitton. Sono tutte soluzioni problematiche. Hiddink, ad esempio, deve ottenere il permesso dalla Federcalcio russa e non parla una parola di italiano per cui potrebbe impiegare troppo tempo a capire i problemi e a inserirsi nell’ambiente. Ecco perché alla Juve faranno di tutto per rinfrancare Ferrara e valutare con calma se sostituirlo nella prossima stagione. Le ultime dichiarazioni di Lippi («Non torno in un club nè come allenatore nè con un altro ruolo») paradossalmente liberano le mani a chi dovesse scegliere l’erede del tecnico partenopeo. Con l’attuale ct come direttore tecnico, il campo si sarebbe ristretto (sia a gennaio che in estate) a coloro che possono accettare una supervisione ingombrante: gente alle prime armi o che deve riscattarsi da un fallimento. Senza l’ombra di Lippi invece ritorna possibile puntare su un allenatore esperto e che pretenda un contratto pluriennale. La questione è davvero delicata. Tra l'altro c’è la sensazione che alla Exor, che detiene la maggioranza del pacchetto azionario, non tutti credano al disimpegno del Marcello. «Può aver detto certe cose perché a pochi mesi dal Mondiale non poteva dirne altre», è uno dei commenti che circolavano ieri ai piani alti del palazzo.

Lo scenario futuro è lontano dalla definizione. Quello presente è tratteggiato meglio. Proviamo a riassumerlo:

1. Bettega ripete che non c’è stato alcun passo da parte della Juve e quindi non ha alcuna certezza. Elkann però spinge per la soluzione. Ha chiesto che l’ex vicepresidente sia attivo prima della trasferta del 30 dicembre a Jeddah, in Arabia Saudita, per l’amichevole con l’Al Ittihad. E, con simile input, l’incontro decisivo con Blanc non può che essere oggi, con annuncio in coda.

2. Bettega è considerato l’uomo giusto per risistemare uno spogliatoio dove non ci sono grandi attriti ma che è considerato poco reattivo. Si pensa che il suo passato lo renda più credibile agli occhi dei giocatori di quanto non sia Alessio Secco, che continuerà a operare sul mercato. «Se Bettega prende Amauri da parte, è probabile che Amauri ascolti le sue critiche e che si dia una scossa», è il messaggio che viene fatto trapelare.

3. A Ferrara si rimprovera di non aver frenato il crollo e di mantenere la squadra in un’impaurita confusione. Inoltre lo si incolpa di aver voluto uno staff composto da professionisti come lui alle prime armi in serie A. Leonardo ha come vice il navigatissimo Tassotti, don Ciro ha l’ex allenatore della Primavera, Maddaloni. Quando sono arrivate le difficoltà a ripetizione nessuno dei due aveva il “background” che permettesse di affrontarle attingendo dall’esperienza. Con Bettega, Ferrara avrà un interlocutore “tecnico” con cui confrontarsi.

4. La Juve dovrà cambiare modulo. A Ferrara è stato chiesto di abbandonare il “rombo” che mette in difficoltà Felipe Melo e tiene Diego troppo avanzato, invece di farne l’ispiratore a tutto campo com’era nel Werder Brema. In pratica è gradito il ritorno a un 4-4-2 di stampo simile a Ranieri: anche per questo non si esclude il ritorno sul mercato ma soltanto per prendere un regista, che potrebbe essere Ledesma della Lazio.

5. Ferrara dovrà cercare una collaborazione più fitta con la vecchia guardia cui si chiederà di dargli un aiuto soprattutto nel restituire coraggio e fiducia alla squadra. Queste le condizioni per salvare il soldatoFer-ryan. Sempre meglio che venire considerato come «L’allenatore nel pallone».

da La Stampa

Intervista a Roberto Bettega del 1971

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Riecco Bettega!

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N.B. Con un pò di ritardo ma ci hanno preso questo è importante... ;)

Felipe Melo: «Juve, non sono un regista»


Clamoroso sfogo con i dirigenti: «Ferrara mi chiede cose che io non so fare». Convocato per spiegare la sua condotta in campo e fuori dopo la tribuna di Cagliari, il brasiliano ha spiegato il disagio tecnico e tattico

TORINO, 22 dicembre - Regista o media­no, questo è il dilemma in­torno al quale ha cercato di fare chiarezza Felipe Melo, ben prima di venire sostituito dopo appena 32 minuti - e di fatto bocciato da Ciro Ferrara, che lo ha esposto alle bordate di fi­schi dei tifosi - domenica contro il Catania.

CONVOCATO - La querelle tra il brasiliano e il tecni­co ha inizio un mese fa, do­po la partitaccia di Bor­deaux in Champions Lea­gue e la successiva tribu­na nella trasferta di Ca­gliari. Il problema stava nel rendimento e nell’at­teggiamento del giocatore, dal temperamento non sempre malleabile, che non aveva gradito le scelte dell’allenatore e le aveva esternate. Nel tentativo di una riconciliazione tra lui e Ferrara, erano interve­nuti il presidente Jean Claude Blanc e il direttore sportivo Alessio Secco, che avevano convocato il bra­siliano in sede.

IL MEDIANO - Un incontro nel quale i dirigenti vole­vano chiedere spiegazioni al giocatore, trasformatosi però in un momento di sfo­go da parte di Felipe Melo. «Io non sono un regista. Ferrara mi chiede cose che io non so fare, non rientra­no nelle mie caratteristi­che. Il mio compito è quel­lo di rubare i palloni e di spingere in avanti, non certo impostare l’azione, questo spetta ad altri» . Con onestà il giocatore aveva chiarito il frainten­dimento sui ruoli e illu­strato il suo disagio tecni­co: per trovare un regista Ferrara deve cercare altro­ve, Felipe Melo si sente un mediano e, soprattutto, da mediano agisce.

IN DIFESA - Non a caso, nello stesso periodo sul brasiliano - finito nel miri­no di Ferrara - era interve­nuto anche Cesare Pran­delli, che lo aveva allenato nella passata stagione alla Fiorentina. Il tecnico viola aveva spiegato le peculia­rità del giocatore, pren­dendone le difese: «Posso dire che io l’anno scorso gli chiedevo cose semplici per­ché lui non deve prendere l’iniziativa personale, del resto non è un regista. Con me sapeva sempre quali movimenti doveva fare, e quali movimenti facevano i compagni, sia quando agiva davanti alla difesa, sia quando si spingeva più avanti. Abbiamo cercato di dargli punti di riferimen­to. Lui è soprattutto un giocatore di grande fisi­cità, ha una buona tecnica, ha personalità, una discre­ta, ma non ottima, visione di gioco. Perciò deve sape­re cosa fare quando ha la palla» . Suggerimenti im­portanti di un allenatore d’esperienza che conosce il giocatore, ma Ferrara non ha preso in considerazione quelle parole, mantenendo inalterato l’equivoco sul ruolo che Felipe Melo deve ricoprire.

da Tuttosport

lunedì 21 dicembre 2009

Lippi: "Io non torno alla Juve"


Il ct azzurro: «Non sono il burattinaio della squadra bianconera, ma consiglierei di nuovo Cannavaro e Grosso»

TORINO
Doveva essere una chiacchierata sull’anno che lo attende con la Nazionale. Inevitabilmente si è sforato sulla Juve nell’occhio del ciclone, un po’ perché sarà la principale fornitrice dell’Italia ai Mondiali in Sudafrica, un po’ perché il nome di Marcello Lippi è associato sempre più spesso alla crisi bianconera. Il ct è il grande burattinaio che si muove dietro alle scelte di Ferrara e della società? «Per come la raccontano i giornali e le tv - replica Lippi - sembra che alla Juve facciano tutto quello che dico io».

E non è così?
«Sono amico della proprietà e della dirigenza ma tutto quello che ho fatto è dare un paio di pareri, rispondendo alle loro domande. Esattamente come faccio e continuerò a fare con allenatori e direttori sportivi di altri club. Se mi chiedono come la penso io lo dico».

La Juve cosa le ha chiesto?
«Se fosse un affare prendere Cannavaro e poi Grosso. Risposi che erano due affaroni e lo direi anche adesso».

Non era un parere troppo interessato?
«E’ ovvio che mi faceva piacere che tornassero in Italia dove ricostituivano in un club i quattro quinti della difesa della Nazionale. Ma la ragione vera è che sono grandi giocatori, due punti fermi nella squadra per i Mondiali».

Anche in queste condizioni?
«Non so perché incontrino qualche difficoltà nella Juve ma non sono preoccupato. Ogni giocatore ha un suo club di appartenenza e un altro di elezione, che è la Nazionale: non è automatico che se va male in uno, lo faccia anche nell’altro».

Però è più probabile che le due cose coincidano, non crede?
«Mica vero. Ci fu un periodo in cui Pirlo sembrava poco ispirato nel Milan e in Nazionale giocava benissimo. Sarei più contento se la Juve andasse bene e i suoi giocatori mi arrivassero con il morale alto ma, ripeto, non sono preoccupato. Al momento giusto faranno bene».

Ha la bacchetta magica?
«Quando stiamo insieme in Nazionale per 30 o 40 giorni ci trasformiamo. E’ successo in Germania, ho fiducia che ricapiterà in Sudafrica».

Tornando alla Juve: consiglierebbe ancora Ferrara?
«Sì. Ciro ha tutto per fare bene l’allenatore: è pratico, concreto, ha idee e personalità»

Oggi sembra in confusione.
«L’ho sentito, è un po’ giù. La Juve di questi tempi mi sembra soltanto una squadra intimorita ma si risolleverà».

La leggenda vuole che sia lei a ispirare Ferrara. Smentisce?
«E’ una sciocchezza. Ogni tanto parlo con lui come con tanti tecnici che sono pure amici».

Insomma tra Lippi e la Juve non c’è nessuna relazione?
«Niente più di quanto ho spiegato prima».

E in estate cosa succederà?
«Ho già detto che non tornerò alla Juve nè come allenatore nè come direttore sportivo: alla Juve come in qualsiasi altro club. Se qualcuno fatica a crederlo sono fatti suoi».

Eppure John Elkann vorrebbe riprodurre la Triade con lei, Bettega e Blanc.
«Dovrebbe dirlo anche a me».

Ogni volta che è nata una voce su di lei si è poi avverata: quando andò all’Inter, quando prese la Nazionale, quando tornò alla Juve, quando riprese la panchina azzurra. Perché stavolta non dovrebbe essere così?
«Perché quello che lei dice non è esatto. Si pensava anche che tornassi alla Juve nell’estate del 2007 e non l’ho fatto».

Però gliel’avevano chiesto. Cos’è che la blocca?
«Non voglio più lavorare in un club. E basta».

Troppo bella la vita del ct?
«Mi ci trovo bene».

Anche quando la fischiano?
«Mi ha stupito che succedesse a chi ha vinto un Mondiale e mi ha dato fastidio che a Parma ci urlassero di andare a lavorare, mi sembrava una mancanza di rispetto. Ma è finita lì».

Si è mai pentito della scelta?
«Mai, la motivazione di tornare in Nazionale era fortissima forse perché qualche mese dopo averla lasciata mi ero pentito di averlo fatto. Avevo almeno dieci proposte molto più remunerative dello stipendio da ct però avvertivo un debito per aver messo la Federcalcio in difficoltà andandomene a quel modo».

Molti, nel Palazzo, sono convinti che se ne andrà anche dopo questo Mondiale.
«Con Abete ho un rapporto di sincerità che sfiora la trasparenza e lui sa che non ho ancora deciso nulla. Ne parleremo. Potrei restare per un nuovo ciclo, o allenare un’altra Nazionale, o dedicarmi alla pesca. Sono così concentrato sul Mondiale che adesso non ci voglio pensare».

Inutile chiederle chi vi porterà.
«Giusto. Ho in mente 30 nomi ma ho solo 4 o 5 dubbi e non avrò preclusioni di alcun tipo: nè verso chi è troppo giovane, nè verso chi è già stato in Nazionale e ne è uscito».

Quindi porterà Totti?
«Porterò chi può servirmi, che è l’unico criterio delle mie scelte, e penso che avrò tutto il necessario per rifare un buon Mondiale, migliore di quanto fanno pensare alcune prestazioni di questo biennio. Mi sento molto avanti nel lavoro. Abbiamo fissato l’inizio del ritiro (il 23 maggio al Sestriere, n.d.r.) e la partenza per il Sudafrica l’8 giugno».

Cosa le è piaciuto di più del 2009?
«Il gioco del Barcellona. In Italia cosa fanno il Cagliari, il Napoli, il Genoa, il Palermo».

E cosa cancellerebbe?
«La tragedia di Viareggio. Anche se ha ricompattato una città rendendola più solidale e non passa giorno in cui non si ricordi chi è morto o ha avuto un lutto, vorrei svegliarmi come quella mattina, ignaro di cosa era successo, e poter riavvolgere il nastro per cancellare quel treno».

da La Stampa

Il Cda Juve conferma Ferrara e accoglie Bettega dirigente


E' durato quasi cinque ore il consiglio d'amministrazione: si va avanti con Ciro. In arrivo l'ex vicepresidente, forse domani incontro con Blanc

TORINO, 21 dicembre - E' durato cinque pre il Cda della Juve. Molti i temi affrontati nel corso dell'incontro, fra i quali spiccano due decisioni importanti: Ferrara resta sulla panchina bianconera e Bettega entrerà nella società come dirigente e non come consulente.

BETTEGA IN SOCIETA' - Il Cda ha dunque appoggiato la linea d'azione del presidente Blanc: nessuna rivoluzione in panchina, si va avanti con Ciro. Il tecnico non è mai stato messo in discussione e la sua posizione resta salda. Il Consiglio ha poi dato mandato al presidente di cercare una figura che possa completare l'organico da punto di vista dirigenziale. Il nome che si è fatto è quello di Bettega. Domani forse l'incontro decisivo. Bettega arriverà non come consulente ma diventerà parte integrante del corpo dirigenziale della società.

da Tuttosport


La Juve riparte da Bettega e Ferrara
Il tecnico ha due partite per il riscatto Cannavaro e Amauri: "Siamo con lui. Blanc si affida all'ex attaccante icona

TORINO
È durato cinque ore il summit anticrisi ufficializzato nella veste di Consiglio di Amministrazione della Juventus. Da questo cda, Ciro Ferrara esce ancora in carica, come ribadito ieri dal presidente Jean Claude Blanc con l’ennesima attestazione di fiducia. Ma paradossalmente la posizione del tecnico bianconero è sempre più debole. E non si escludono a breve decisioni sul suo futuro.

Roberto Bettega, nel frattempo, è la prima mossa della Juventus per frenare la crisi in cui è precipitata la squadra. Il Cda ha approvato il suo possibile arrivo, ma la decisione ufficiale verrà presa domani o mercoledì. Non si tratterà però di un rapporto di consulenza, bensì un vero e proprio ruolo dirigenziale. L’ipotesi è quella di direttore generale, che lascerebbe aperta quella dell’arrivo di Marcello Lippi nella veste di responsabile dell’area tecnica, oppure di altre strade che la proprietà intende intraprendere rivoluzionando l’organigramma societario. Ma si è anche diffusa una voce insistente, nella giornata: la Juventus starebbe contattando altri tecnici, nell’ipotesi di nuova sconfitta della squadra a Parma il 6 gennaio, oppure, addirittura, in vista di effettuare un cambio in corsa già nei prossimi giorni, a fari parzialmente spenti perchè c’è la sosta invernale.

Per il momento, il club di corso Galileo Ferraris si aggrappa all’icona della juventinità e dei bei tempi vincenti, rappresentati da Roberto Bettega sia in veste di calciatore che di dirigente, per arginare una emorragia che coinvolge spogliatoio, progetto tecnico, rapporto con i tifosi, obiettivi finanziari. La mossa certificata oggi dal Cda bianconero porterebbe a una conclusione logica, la conferma del progetto-Lippi, visto che era stato proprio Bobby-gol a portarlo a Torino nel ’94, quando era solo un giovane e promettente allenatore. Ma non è detto che sarà necessariamente questa la strada.

A Bettega la Juventus chiede anche di fare lo psicologo, in un certo senso, perchè se da una parte sono abbastanza chiari gli errori di dirigenti e tecnico che hanno condotto a questo bilancio per ora fallimentare, dall’altra rimangono misteriose la cause di black out clamorosi come quelli di Melo (pur sempre nazionale brasiliano), Amauri, Diego, Grosso e di una difesa che sembra terrorizzata dagli avversari non appena si avvicinano all’area. Si potrebbe trattare di un blocco mentale, che certo la contestazione delle Curve, che hanno perso la pazienza dopo tre anni difficili, non aiuta certo a superare. A ciò si aggiungono gli infortuni, in numero impressionante e ben oltre la media delle altre squadre. Oltre a questo, nel Cda è stato chiesto anche conto di come sono stati spesi i 250 milioni in tre anni, con gli acquisti di Almiron, Andrade, Tiago, Poulsen, Diego, Amauri, Melo, Grosso, per arrivare a perderne altri 4,5 di ricavi con la eliminazione dalla Champions League e a un risultato sportivo che non solo non indica una crescita costante, ma anzi, un regresso. Cannavaro e Amauri, rispettivamente da Napoli e Palermo, parlano di «responsabilità di tutti» e di «squadra che sta con Ferrara».

da La Stampa

Juve, scossa Cannavaro

"Dobbiamo dare tutti di più"

Il difensore bianconero torna a Napoli per un'iniziativa benefica e parla del difficile momento del suo club: "I tifosi? La loro amarezza è la nostra: nessuno è contento di come vanno le cose. L'amicizia con Ciro? E' un'ulteriore responsabilizzazione"

NAPOLI, 21 dicembre 2009 – Fabio Cannavaro non fa drammi e rilancia la sfida per il 2010. Il periodo nero della Juventus finirà con il nuovo anno. Di questo ne è sicuro. “I risultati nell’ultimo mese sono stati pochi – dice il difensore bianconero, oggi a Napoli con Ciro Ferrara per presenziare alle iniziative benefiche in cui è impegnata la loro fondazione -. Dobbiamo lavorare di più, ciascuno di noi deve dare qualcosa in più di quanto non stia dando ora. Inoltre, ci sono alcuni infortunati da recuperare”.

QUESTIONE DI FORTUNA — La sconfitte con Bari e Catania, dunque, non lo preoccupano granché. “Non siamo diventati scarsi all’improvviso – continua -. Ci manca un pizzico di fortuna: alla prima occasione ci scappa un rigore o subiamo un gol”. Cannavaro si è intrattenuto coi bambini malati del reparto di cardiochirurgia infantile dell’ospedale Monaldi di Napoli. Foto di rito, decine di autografi, uno di questi impresso su una sciarpa azzurra del Napoli. La Juve, però, è il suo primo cruccio. L’amicizia con l’allenatore (che non ha voluto parlare di Juve), la contestazione di ieri sera dei tifosi, non lo scalfiscono. “Il fatto che conosca bene Ferrara mi responsabilizza ancora di più. Io, comunque, ho la coscienza a posto”.

SUI TIFOSI — C’è spazio anche per un commento alla striscia positiva di risultati della sua squadra del cuore, in cui gioca il fratello, Paolo. “Dopo un inizio negativo il Napoli si è ripreso alla grande – continua -. Spero si confermi anche nel girone di ritorno”. Il suo volto, però, subito dopo si tinge nuovamente di bianconero: “Ai tifosi dico che c’è grande amarezza e noi siamo i primi a saperlo. Non possiamo continuare su questa strada. Come uscirne? Con l’aiuto di tutti. Non solo Diego o Felipe Melo sono in difficoltà. Lo siamo tutti. Nella Juve, in questo momento, non c’è un solo giocatore che stia giocando ad altissimi livelli. Bisogna ritrovare la compattezza e tornare forti come prima. I momenti difficili arrivano per tutti e sono fatti per essere superati. Del Piero uomo della rinascita? Possono e devono esserlo tutti, non solo Ale. La Juve è una società costruita bene e per risultati importanti”. Infine gli auguri. “Speriamo che il 2010 ci porti risultati diversi. A nessuno piace perdere, uscire dal campo e non avere i tre punti – conclude il capitano azzurro -. La rabbia accumulata la metteremo tutta sul campo il 6 gennaio a Parma”.

Gazzetta.it

Calciopoli, Moggi: «Io l'unico rimasto a difendere la Juve»


L'ex dg bianconero: «La sentenza contro Giraudo non mi preoccupa, non ho intenzione di mollare». Domani si torna in aula: attesa per l'audizione del capo del nucleo indagini, Auricchio

TORINO, 21 dicembre - Calciopoli, domani si torna in aula. Attesa la decisione sulla ricusazione della giudice Teresa Casoria da parte dei pm ma, soprattutto, è il giorno in cui sarà ascoltato il tenente colonnello dei carabinieri Auricchio capo del nulceo indagini su Calciopoli e pesantemente contestato anche nel processo Gea da Moggi. Nella stessa udienza dovrà comparire il presidente del Cagliari, Cellino, accompagnato dalla forza pubblica. Difficile, invece, che sia a Napoli Carlo Ancelotti.

MOGGI - Intanto l'ex direttore della Juventus, Luciano Moggi, intervenendo nella trasmissione radiofonica "Tutti pazzi per la Juve", in onda su RADIO ERRE 2, ha voluto dire la sua sulle prime sentenze emesse dal processo di Napoli, sulla docufiction OFF-SIDE mandata in onda da LA7, sulle dichiarazioni dell'amministratore delegato dell'Inter Paolillo e su quelli che lui ritiene i veri mandanti di Calciopoli.

LA SENTENZA CONTRO GIRAUDO? NON MI PREOCCUPA, ANZI - «Quella di Giraudo non è una condanna. È una sentenza di primo grado, ma in sostanza c'è la possibilità di appellarsi e poi di andare in Cassazione. Mi sembra normale una condanna con il rito abbreviato visto che si basa prevalentemente sulle investigative dei carabinieri. La mia posizione non è affatto peggiorata anzi le testimonianze al processo di Napoli stanno dimostrando che la Juventus era fuori da tutti gli impicci che ci hanno addebitato. Ci sono 50 testimoni della difesa da ascoltare e credo che le cose si metteranno abbastanza bene. Basti pensare che dei 50 testimoni portati dell'accusa, 45 hanno poi finito per esser a nostro favore…. Le intercettazioni stesse, se le ascoltate bene, riguardano altre squadre e non la Juventus: non c'è un'intercettazione in cui noi si chiede ad un arbitro "aiutami!". Invece gli altri… Se ricordate c'è un dirigente di un'altra squadra che dice ad un assistente come doveva pilotare la bandierina. A chi dice che la scelta difensiva di Giraudo sia stata suggerita dall'attuale società, dico comunque che si sbaglia, la proprietà non ha imposizioni da fare a Giraudo: gli è contro e basta. È stata una sua scelta, sbagliata a mio parere, così come lui ha scelto di andare in Inghilterra e io di rimanere in Italia a combattere, per difendere me stesso ma soprattutto la Juventus visto che non l'ha difesa nessun altro. Sono rimasto solo io a difendere la Juve».

OFF- SIDE UNA DOCUFICTION "DISPERATA" - «Ho già scritto quello che penso. Come tutte le docufiction, che si inventano cose che non esistono, anche quella ha stravolto completamente la realtà. Mi consola il fatto che chi è stato chiamato in causa a giudicare la trasmissione l'ha definita una cosa sconsiderata, soprattutto perché c'è un procedimento in corso. Se avete letto chi l'ha fatta… Alla fine della trasmissione c'era scritto chiaramente: Telecom la stessa società che ha effettuato le intercettazioni….. E poi è andata su La7 e si tratta di un canale molto vicino a Tronchetti Provera. Devo aggiungere altro? Ho visto i dati auditel, comunque, e hanno fatto oltre un milione di spettatori in meno delle "Casalinghe Disperate" e ho detto tutto».

MONTEZEMOLO? VIA QUELLA FACCIA - «Mi dite che su SkySport in questo momento stanno passando immagini di Montezemolo? Non le posso vedere, ma meglio così perché anche io sono del parere che è una faccia che fa star male».

PAOLILLO E GLI SCUDETTI "RUBATI" - «Questi signori parlano sapendo quello che dicono… Ma la realtà li sta sconfessando. Due settimane fa l'ex guardalinee Coppola ha in pratica dimostrato come l'Inter abbia fatto pressione per non far squalificare Cordoba. Fare pressione significa telefonare, telefonate che l'Inter faceva in serie, come hanno confermato anche gli ex designatori. Peccato queste telefonate siano sparite, d'altronde Telecom non è di proprietà della Juventus ma dell'Inter, nelle persone di Tronchetti Provera e di Buora. Non parliamo poi di Guido Rossi, che ha tolto gli scudetti alla Juventus per darli all'Inter. E poi cosa fa? Va a lavorare alla FIAT. Cos'altro dire di più?».

LE INTERCETTAZIONI MANOVRATE DA MORATTI.... - «La verità sta venendo fuori al processo Telecom. Tavaroli è stato convocato da Moratti alla Saras e gli ha detto "intercettami queste persone e queste società". Lo stesso Moratti non ha mai smentito, e come farebbe a smentire Tavaroli? Purtroppo è andata come è andata perché lo hanno permesso i proprietari della Juventus, perché a Roma al processo sportivo non si sono difesi, additando come colpevoli noi della Triade. Al processo di Torino hanno fatto il contrario, e per confermare che noi fossimo colpevoli hanno fatto una querela contro ignoti, che il giudice ha rigettato. Così come ha rigettato il tentativo di patteggiamento della Juventus. Se noi siamo ridicolizzati e messi all'indice da tutti lo dobbiamo solo alla nuova società della Juventus».

ANDREA AGNELLI: VISITA STRUMENTALIZZATA - «Una questione formale. Non c'è niente di più, la sua visita Vinovo è stata totalmente strumentalizzata. Voleva solo andare a trovare la squadra e mostrare la sua vicinanza. Buon sangue non mente, il padre è stato sempre attaccatissimo alla Juventus e lo stesso Andrea quando c'eravamo noi veniva spesso in campo».

da Tuttosport