lunedì 30 novembre 2009

Famose 'na risata co 'sti cialtroni...

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Blanc: "Juve avanti con Ferrara Ciro ha la tutta nostra fiducia"


Inter e Bayern sono sfide decisive: ma il presidente esclude che altri passi falsi possano portare all'esonero del tecnico: "Ferrara non rischia, sta lavorando bene. Momento difficile, ma l'hanno avuto tante grandi squadre". Diego: "Non possiamo più permetterci di perdere nessuna partita. La riscossa deve partire con l'Inter"

TORINO, 30 novembre 2009 - Non tutti i mali vengono per nuocere. Forse la sconfitta contro il Cagliari, la seconda consecutiva dopo quella in Champions contro il Bordeaux, servirà per dare uno scossone alla Juventus e rimetterla in carreggiata in vista della prossima sfida, già decisiva contro l'Inter. Più che decisiva, vitale per i bianconeri che si giocano tutto in una settimana.

"avanti con ferrara" — Contro l'Inter il 5 dicembre e col Bayern tre giorni dopo. Due appuntamenti da non fallire per nessun motivo, ma che non decideranno il futuro di Ferrara, almeno a giudicare dalle parole del presidente Jean Claude Blanc, all'uscita dall'assemblea di Lega: "L'esito delle due prossime partite non cambierà nulla, andiamo avanti con il nostro progetto. Ferrara non è a rischio, ha tutta la nostra e la mia fiducia. Ciro lavora bene, ha grandi capacità ed è un gran lavoratore, ha con lui uno staff di qualità - ha continuato Blanc -. Sono due partite importanti per il campionato e la Champions League ed ovviamente le affrontiamo con professionalità, serenità, grande impegno e lavoro". Blanc non nasconde che il momento sia "difficile", ma aggiunge: "Altre grandi società, come Real e Bayern, hanno avuto momenti difficili, adesso l'abbiamo noi e dobbiamo lavorare per superarlo. C'è poco da parlare e solo da lavorare, tornare sul campo e vincere. Capisco che può esserci un pò di nervosismo da parte dei nostri tifosi, ma chiedo loro di abbassare i toni e di tenere un atteggiamento di civiltà"

DIEGO E I RIGORI — Il presidente poi interviene sulla presunta crisi dei nuovi acquisti, in particolare Felipe Melo e Diego, e sulla questione arbitrale: "Capiamo che il campionato è difficile, che alcuni giocatori non hanno troppi spazi per giocare e hanno un pò difficoltà. Su Diego vengono fatti molti falli e non è sempre facile per lui esprimere il suo talento. Ho fiducia negli investimenti fatti e nella qualità della squadra". Chiusura sui due falli da rigori non sanzionati che hanno fatto arrabbiare Ferrara e che avrebbero potuto cambiare la gara di Cagliari: "Non c'è differenza tra quello che ha detto Ferrara e quello che pensa la società - afferma Blanc -. Ci auguriamo che nell'arco temporale di una stagione tutto si riequilibri"

"puntando alla testa" — Intanto Diego è consapevole delle proprie responsabilità ma ancora alla ricerca del miglior sé stesso: "Abbiamo giocato male e abbiamo perso tre punti che avrebbero potuto essere decisivi più avanti nel campionato. Non possiamo più permetterci di perdere nessuna partita". l brasiliano è categorico, vietato sbagliare e ora molto dipenderà da chi sta davanti. "Dobbiamo sperare in qualche passo falso dell'Inter. La prossima sfida di campionato sarà una gara difficile, una grande sfida. Dovremo lavorare duro questa settimana per correggere i nostri errori e, una volta scesi in campo, dovremo mostrare un gioco differente. Il risultato contro il Cagliari ha complicato i nostri piani di portarci in testa alla classifica. Già dalla prossima gara però, dobbiamo riprendere il cammino".

da Gazzetta dello Sport

Diego: «Dobbiamo reagire»


«Abbiamo giocato male e abbiamo perso tre punti che avrebbero potuto essere decisivi più avanti nel campionato». Diego non si nasconde: il brasiliano analizza la sconfitta di Cagliari sul suo sito internet e ovviamente non può essere soddisfatto. Ora però la Juve dovrà reagire, a cominciare dalla prossima sfida, il big match contro l’Inter: «Non possiamo più permetterci di perdere nessuna partita e dobbiamo sperare in qualche passo falso dell'Inter. Il nostro prossimo incontro sarà il confronto diretto con i nerazzurri, una gara difficile, una grande sfida. Dovremo lavorare duro questa settimana per correggere i nostri errori e, una volta scesi in campo, dovremo mostrare un gioco differente. Il risultato contro il Cagliari ha complicato i nostri piani di portarci in testa alla classifica. Già dalla prossima gara però, dovremo riprendere il cammino».

da Juventus.com

Lippi non boccia la Juve: «La lotta-scudetto è aperta»


VICENZA, 30 novembre - «Il campionato di serie A rimane ancora aperto». È il parere di Marcello Lippi, tecnico della nazionale italiana di calcio, intervenuto al Gala del Calcio Triveneto, organizzato da Aic e Ussi, a Vicenza. «Parlare di campionato chiuso dopo 14 giornate - ha precisato - mi sembra esagerato, visto che mancano ancora 24 partite e quasi sei mesi nei quali possono essere diversi i fattori a decidere. Indubbiamente certi valori si stanno delineando - ha concluso Lippi - ma parlare di scudetto già assegnato mi pare esagerato». L'allenatore della nazionale non ha voluto parlare né fare pronostici sulla super-sfida di sabato prossimo tra Juventus e Inter, né della crisi che riguarda la squadra bianconera.

NESSUN RAZZISMO - Lippi ha parlato anche del caso Balotelli, sostenendo che «non esistono in Italia casi di razzismo nel calcio». Ricordando i cori dedicati dai tifosi della Juve all'attaccante dell'Inter, il ct azzurro ha sottolineato che «quello del razzismo è un problema che non ci appartiene. Semmai fa parte della società civile, ma purtroppo fa notizia quando allo stadio si verificano dei cori particolari da parte di dieci-venti imbecilli». Le uniche due domande rivolte dagli studenti al tecnico viareggino sono arrivate da una coppia di sedicenni, una ragazza e un ragazzo, entrambi di colore. «Vedete - ha detto Lippi rivolto alla platea - questo è un ottimo segnale, ossia che questi giovani sono perfettamente integrati nella nostra vita quotidiana e godono della stima dei compagni». Ilarità e applausi in sala dopo l'unica domanda rivolta da un ragazzo a Lippi: «Perché non ha convocato Cassano?»: «È una domanda che non avevo mai sentito - ha scherzato Lippi - però lasciatemi la libertà di non rispondere».

CERCHIAMO IL BIS - Il ct azzurro sarà il 4 dicembre in Sudafrica, assieme alla delegazione italiana, ai sorteggi della fase finale dei campionati del mondo del giugno 2010: «Non spero nulla - ha detto Lippi - le variabili sono così tante che è banale in questo momento fare ipotesi. Siamo la squadra campione del mondoe accetteremo quello che verrà fuori dall'urna». Lo stesso ct ha comunque espresso un certo ottimismo in vista dell'impegno mondiale. «Ci riproveremo anche se ci rendiamo conto che sarà un'impresa molto difficile. L'Italia è una squadra formata da grandi giocatori in tutti i reparti, con il miglior portiere al mondo che è Buffon. Speriamo di arrivarci in buone condizioni e con tutti i giocatori a posto fisicamente. Il nostro punto di forza sarà ancora il gruppo. È il mio segreto sin da quando ho iniziato ad allenare in serie C. La conferma che il gruppo è fondamentale arriva dal fatto che un giocatore come Ibrahimovic non ci sarà, mentre Messi, che probabilmente vincerà il Pallone d'Oro, e Cristiano Ronaldo si sono qualificati con le rispettive nazionali in extremis. Ai mondiali tutte le squadre vorranno vincere ma l'importante sarà essere al massimo della condizione fisica e psicologica in quei 40 giorni di partite».

da Tuttosport

La Juve cade a Cagliari: -8 dall'Inter


Negato un rigore su Amauri, ma la squadra è senza idee

Anche una partita di calcio offre almeno due prospettive da cui può essere vista: perciò Ferrara ha colto del match di Cagliari il lato in luce e scarica sull’arbitro, sul destino e su qualunque cosa non abbia attinenza con la Juve le colpe della seconda sconfitta per 2-0 in 4 giorni. Tutti gli altri invece ne hanno scorto la faccia in ombra e pensano che don Ciro abbia assistito a un’altra partita, probabilmente come gli sarebbe piaciuto che fosse.

E’ solo questione di intendersi. Gli occhi di uno contro il giudizio di migliaia. Di solito fa fede la maggioranza, tanto più quando la conforta il risultato. A una settimana dalla sfida con l’Inter e a nove giorni dalla prova della verità con il Bayern, la Juve non poteva stare peggio: ha subìto in Sardegna la terza battuta d’arresto del campionato. Il Palermo, il Napoli, adesso il Cagliari. A Ferrara, uomo del sud, le squadre meridionali costano il pesantissimo distacco dai nerazzurri e minano la tranquillità tuttavia la crisi di gioco non ha un fondamento geografico: le ragioni si scorgono nella mancanza di movimento e di ritmo, nell’opacità della manovra, nella confusione sui ruoli accresciuta da un tecnico alla ricerca dell’erede di Nedved, che butta sulla sinistra ora questo e ora quello. A Bordeaux mise Del Piero, ieri Marchisio, un giocatore completamente diverso.

Gli effetti sono stati simili e negativi. Marchisio, poveraccio, veniva dall’operazione di menisco eppure Ferrara lo ha impiegato nel ruolo in cui occorre più freschezza atletica perché bisogna difendere e attaccare in velocità. Anche Del Piero in Coppa era reduce da uno stop di tre mesi. A meno che don Ciro non sia della vecchissima scuola per cui lo zoppo lo si mette all’ala, la scelta lascia perplessi.

Non è soltanto questione di un uomo nel posto sbagliato. I giocatori fanno la loro parte. Sembrano sfiduciati e poco convinti. La carica di inizio stagione si è spenta. Non avevamo mai visto Cannavaro così statico da farsi saltare quando lo puntavano. Diego ha smarrito il senso del football che possedeva a quintalate nel Werder e nelle prime apparizioni juventine. Il centrocampo, con o senza Felipe Melo che era in tribuna, filtra poco e costruisce male.

Camoranesi è nervoso, Amauri pure. Le ragioni di Ferrara poggiano sul rigore non ottenuto al 25’ della ripresa per una spinta di Pisano su Amauri che hanno visto dalla Corsica. Sarebbe stata l’occasione per pareggiare. Ma il plateale tocco di mano di Caceres su Cossu era forse meno evidente? La realtà è che quando ci si imbatte in De Marco bisogna mettere in preventivo gli errori arbitrali, però non possono diventare l’alibi per giustificare una partita sballata per un’ora e rattoppata nell’ultima parte quando c’è stato l’arrembaggio e sono saltati gli schemi. Il Cagliari è stato più lucido nei tocchi, meglio organizzato, mai in soggezione se non nel finale perché in troppi stavano con il fiato corto. Colpisce che gli avversari della Juve in genere corrano di più e arrivino primi sul pallone. Bisognerà studiarci.

I sardi avevano una bella partenza. Buon palleggio, contrasti efficaci. Ripartivano bene (l’arbitro fermava Jeda lanciato a rete non concedendo il vantaggio) e il gol veniva da una prodezza del brasiliano Nenè, ex capocannoniere in Portogallo. Mai avuto fortuna, la Juve, con i giocatori del Cagliari con quel nome: negli Anni Sessanta ne spedì uno in Sardegna dopo averlo provato per un anno in cui non piacque a Sivori e diventò un fenomenale protagonista dello scudetto rossoblù, stroncando le speranze bianconere. Ieri il Nenè contemporaneo ha azzeccato una sassata nell’angolo sotto il quale stava Buffon: gran rete con qualche dubbio sul portiere. La Juve non arrivava mai a concludere: ogni schema si spegneva con un inutile traversone di Diego o, peggio, Molinaro. E, con l’obbligo di rimontare, nonostante l’ingresso di Del Piero e il cambio di modulo, la ripresa esaltava un paio di contropiede sardi più della pressione juventina. Mischioni in area, Marchetti parava il parabile. Solo dopo il raddoppio di Matri, fuggito con il permesso di Cannavaro nella prateria davanti a Buffon, la Juve aveva due grandi occasioni: Del Piero e Diego le sprecavano ma si era ormai agli sgoccioli. Sono queste le recriminazioni di Ferrara?

da La Stampa

Piccolo editoriale del post Cagliari - Juventus

Premetto che non ho visto la partita della Juventus e che ho appreso il reultato finale mentre stavo tornando a Roma in treno, quindi non farò disquisizioni tecnico tattiche, perchè non saprei come e perchè ci sta Crazy che le fa e le fa molto molto bene ma il collegamento tra le dichiarazioni di Diego post Bordeaux e il resultato di Cagliari mi è sembrato più che lampante.

Non sapevo di Melo in tribuna, ne tantomeno avevo ascoltato le dichiarazioni di Ciro Ferrara nel post match ma non dubito che l'idea che mi è balenata in testa sia ordunque venuta a molti.

Allenatore e alcuni vecchi giocatori da una parte, nouvelle vague dall'altra, a mio parere personale una realtà più che scontata.

Mi torna in mente una dichiarazione/intervista rilasciata da Gianni Agnelli alcuni anni fa, Minà gli chiese perchè nella Juve non venivano presi giocatori brasiliani (vi ricordare le battute sul difensore Julio Caesar nella seconda metà degli anni '80 e le spiaggie di Copa Cabana?), il proprieterio della Juve rispose più o meno "Pensano troppo a loro stessi, al Brasile e al carnevale di Rio...".
Saggezza d'altri tempi.

La Juve ha voluto puntare su due giocatori brasiliani che nei disegni di un fantasmagorico rombo avrebbero dovuto rappresentare i due perni fondamentali, vertice basso e vertice alto con Sissochi? e Marchisio o Camoranesi o Tiago a loro indelebile supporto, dove si è sbagliato?

Nel progetto tecnico tattico? Nella scelta dell'allenatore? Nell'acquisto dei giocatori? Nell'acquisto di giocatori che pensano solo a loro stessi, al Brasile e al Carnevale di Rio?

Secondo me si è sbagliato poco o tutto, dipende sempre dai punti di vista.

Giochiamo al fantacalcio e quaindi a fare la formazione sulla carta: Un centrocampo con Melo (titolare della nazionale brasiliana guidata da un certo Carlos Dunga), Sissochi? (guerriero bronzeo dalle lunghe leve che ha dimostrato ampiamente nello scorso anno il suo valore e la sua insostituibilità), Marchisio (il vero fenomeno della tanto decantata nidiata delle giovanili juventine dell'86'-87'), Diego Ribas da Cuhna (che da solo ha portato il Werder Brema a giocare una finale di Coppa Uefa) chi ce l'ha in Italia? Chi la puà vantare in Europa? Poche, pochissime squadre a mio avviso.

Allora cosa c'è che non va?

La difesa? Sulla carta (vedi sopra) è formata da 4/5 di quella titolare della nazionale che si è appena qualificata ai mondiali in sudamerica.

L'attacco? Amauri ha dimostrato di essere un buon attaccante, non un fenomeno ma buono sicuramente soprattutto tatticamente. Trezeguet è tornato a segnare e a farsi notare per le sue doti indiscusse di cecchino d'area mentre Iaquinta finchè ha giocato ha fatto piuttosto bene.

Siamo veramente una squadra da buttare, da rifondare?

Io credo proprio di no, perchè la media dei giocatori è piuttosto giovane e perchè sul mercato si è operato molto bene negli ultimi due anni, solo che in casa Juve si è scommesso due volte in una tornata sola, nuovo allenatore e giocatori brasiliani un pò fighette (come li giudacava Gianni Agnelli) nei ruoli fondamentali; in borsa come in una roulette chi fa due scommesse insieme puntando tutto ciò che ha, ha la possibilità di vincere molto o trovarsi da subito con le pive nel sacco e questo è male, molto male visto che rischiamo ad inizio dicembre di aver fallito su tutti i campi.

John "Nosferatu" Elkann si è fatto sentire, solo che da bravo proprieterio che pensa solo ai cavoli propri disintaressandosi completamente del gioiello di Gianni ed Umberto Agnelli, ha sciorinato solo parole dettate dal bisogno contingente di chi verrà sicuramente preso in giro nei salotti buoni e non dal bisogno impellente di un cuore dolorante di uno juventino che soffre per il fallimento della sua squadra. Questo comporterà una pressione enorme sull'allenatore con i giocatori insorti pronti a fargli l'ennesimo sgambetto alla prossima partita a meno di non mettere simultanemante i due brasiliani costati 50 ml di euro in tribuna. La triade aveva il potere di farlo, Moggi avrebbe sputato in faccia ad entrambi e poi li avrebbe rinchiusi in qualche spogliatoio, Bettega li avrebbe presi a calci nel culo mentre il povero Ferrara dovrà dipanare la matassa da solo, con solo pochi vecchi e stanchi compagni della Juve di una volta a dargli manforte.

Il sangue dei giovani è più tempestoso e forte, Del Piero non conta più nulla è un cane che si è stufato di abbaiare alla luna e Buffon non ha il carisma del leader che si impone nello spogliatoio mentre Nedved corre e saltella col figlio e nessun altro è rimasto della Juve tra le più gloriose della storia.

Come dicevo poco tempo fa Blanc ha bisogno di uomini forti nell'organigramma ma se si incaponirà a fare tutto da solo le spalle del buon Ciro si spezzeranno sotto i colpi di John Elkann che ne chiederà la testa al Presidente per poi sostituirlo con chissà quale cialtrone, nel perfetto stile inter dei bei tempi.

Se mai qualcuno alla Juve leggese questo "de profudis cum grano salis" suggerisca a Jean Claude di assumere da domani Paolo Montero come Dobermann dello spogliatoio e riprendere da subito Roberto Bettega per il mercato ad aiutare "motoretta" Secco nell'ingrato compito di scegliere i giocatori non solo per il prezzo ma anche per le doti umane, come Boniperti insegnava.

Ciro deve rimanere in sella al suo ciucchino, aiutato a prendere a calci sul fondoschiena gli insorti e magari ad alzare qualche patibolo in quel di Vinovo, vedere i falegnami tirare su uno strumento così dissuadente farebbe molto bene ad alcuni giocatori che nella Juve oggi pensano solo a loro stessi, al carnevale di Rio e al Brasile.

Noi (cazzo) siamo la Juventus, la società più gloriosa e amata d'Italia e non l'inter di "assegnone" Moratti...

Vecovaro

Post di Ferrara dopo Cagliari-Juve 2-0: «Diego deve fare quello che dico io» (29/11/09)

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Giampiero Mughini dopo Cagliari-Juventus= 2-0

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giovedì 26 novembre 2009

Chiusura blog per il fine settimana


Non mi mancherete affatto, tanto non vi lavate ne avete cura del vostro pene, quindi...

Juve, quanto manca Nedved...


Il vuoto è enorme perché nessuno dei sostituti morali e tecnici riesce a dare un decimo di quanto abbia dato il ceko

ROMA, 26 novembre – Quanto manca, Nedved… La Champions juventina è una specie di via crucis del rimpianto: non c’è stata una singola partita di quelle giocate finora dalla squadra di Ferrara nella quale l’apporto di uno come Pavel, a centrocampo o da trequartista, da ala o da terzino (come sapeva fare solo lui, anche a 35 anni) non sarebbe stato decisivo. Nedved non c’è e il vuoto è enorme perché nessuno dei sostituti morali e tecnici riesce a dare alla Juventus un decimo di quanto abbia dato il ceko anche al crepuscolo di una carriera chiusa al massimo livello.

Diego per apporto offensivo, Melo per l’apporto caratteriale, Grosso per il suo apporto sulla fascia sinistra in questo momento in cui stanno deludendo le attese di tutti hanno un modello al quale attagliarsi: giocare con grinta e provare anche i tiri che possono portare i fischi e senza cercare alibi nella zona calda (vero Diego?); picchiare e far sentire la gamba e il fisico senza esagerare con spacconate da cartellino (vero Melo?), coprire le sortite altrui. Quello che nei video non troveranno i tardi epigoni di oggi è il contributo che sarebbe tanto utile anche a Ferrara: quello che Pavel garantiva come voglia di vincere sempre, non accettazione della sconfitta, e presenza nello spogliatoi come elemento carismatico. Di questo Ferrara qualcosa dovrebbe sapere: provi a riportarselo nella bottega di Vinovo, che Pavel Nedved manca troppo alla sua Juve…

da Tuttosport

Il Bue che dice cornuto all'Asino...


Juve, Diego furioso: «Qualcosa non funziona» il brasiliano deluso dopo il ko col Bordeuax chiama in causa il tecnico: «Ferrara deve individuare i problemi e spiegarci come risolverli perchbisogna uscire da questa situazione»

BORDEAUX, 26 novembre - C'è grande delusione in casa Juve dopo la sconfitta in Champions col Bordeaux. I primi a fare autocritica, ma anche a cercare di capire cosa non ha funzionato, sono i giocatore.

DIEGO - Esce allo scoperto anche il fantasista brasiliano Diego, furioso per il risultato: ­«Non­ è una questione fisica, ma di organizzazione. C’è qualcosa che non funziona e Ferrara deve individuare i problemi e spiegarci come risolverli perché bisogna uscire da questa situazione. Sul gol sbagliato pensavo che il portiere o il difensore uscissero, invece hanno fatto passare il pallone e io sono rimasto sorpreso».

FERRARA - Nell'immediato dopo-partita, Ferrara ha provato ad analizzare la situazione: «Abbiamo subito il gol forse nel nostro momento migliore. Abbiamo sofferto tantissimo i calci da fermo, mi ero raccomandato di non fare falli nei pressi dell'area di rigore eppure ne ho visti veramente tanti. E infatti entrambi i gol sono arrivati proprio da lì. Su palla inattiva quando hai una marcatura la devi tenere e mi sembra che nel primo gol non ci sia proprio stata. In queste situazioni ci deve essere la massima attenzione. Comunque il Bordeaux ci è stato superiore.»

da Tuttosport


Commento:

Premesse le grandi responsabilità del tecnico napoletano il buon Diego Ribas dovrebbe sempre tenere a mente la cifra spesa per il suo cartellino e l'ammontare del suo ingaggio non proprio da scarpone di seconda categoria. Non siamo di fronte al nuovo Platini, questo è certo, però da un giocatore come Diego ci si aspetta che prenda la squadra in mano e la porti a vincere le partite anche le più difficili. Il testimone il buon Del Piero ieri ha provato a darlo con tre finte e un cross che aspettava solo di essere messo dentro ma chissà perchè il brasiliano l'ha ciccato clamorosamente come fosse la metafora di una mancata presa di quel bastone che ha il potere magico di far entrare un giocatore di calcio nell'Olimpo degli indimenticabili, ma purtroppo quel testimone Alex Del Piero ancora non sa proprio a chi darlo...

Vecovaro

Intervista a Sissoko dopo Bordeaux - Juventus 2-0

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BORDEAUX-JUVENTUS 2-0 Intervista a Ferrara, Buffon e Legrottaglie

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Merito ai Vincitori....

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Nota positiva della mattina...


Juve, Tiago al Wolfsburg? 'Sarebbe un grande acquisto'

Il difensore del Wolfsburg, Ricardo Costa, è contento dei rumors che vogliono la sua squadra vicina al centrocampista della Juventus, Tiago.

Il portoghese è sotto contratto con la Vecchia Signora sino al 2012, ma non ha mai convinto appieno. E a gennaio potrebbe fare le valigie: "Tiago è un giocatore molto buono - ha detto Costa, come riporta skysports.com - se il club lo ingaggerà, la qualità della squadra ne gioverà. Sarebbe un grande acquisto".

da Calciomercato.com

mercoledì 25 novembre 2009

Piccolo commento post partita


Hmmmmmmmm, da dove iniziamo?!

Sicuramente facendo i complimenti a Laurent Blanc e al suo Bordeaux ricco di giocatori discreti e qualche individualità sopra il livello medio, Diarra su tutti, ma soprattutto caratterizzata da tanta grinta, gamba, velocità e soprattutto un assetto di gioco solido e semplice da eseguire. Una squadra ben messa in campo, veloce nella ripartenze, grintosa sul portatore di palla avversario e rocciosa nei contrasti. Difesa più che discreta e un portiere sicuro nelle uscite anche se piuttosto facili ad essere sinceri. La partita è stata vinta giustamente dalla squadra che ha espresso il gioco più bello ed armonioso ed è stata legittimamente persa da quella più arruffona e scompaginata.

A questo punto passiamo alla Juve, nota dolentissima della serata.

Se da una parte avevamo un team francese con dieci giocatori ben messi in campo, dall'altra avevamo dieci pecore senza pastore ne cane a loro guardia pascolare liberamente su di un prato di circa 600m quadrati, un pascolo tranquillo, con solo pecore nere e nessuna bianca a portare la bandiera dell'onore del blasone juventino.

Risulta pleonastico criticare il pastore, Ferrara ha dimostrato anche oggi di non avere le idee chiare su come mettere i giocatori in campo, 4-2-3-1 o rombo o 5-5-5 la squadra si muove male, senza automatismi ne raziocinio, nessuno prende la palla a centrocampo e la distribuisce, nessuno si allarga a creare superiorità numerica, i terzini si muovono male, tutti hanno paura a prendersi le dovute responsabilità anche perchè non hanno mai nessuno smarcato a cui passare la sfera con un pò di tranquillità.

Passiamo all'analisi dei singoli:

Buffon commette una papera clamorosa, non ci si piega in quel modo in mezzo all'area di rigore anche se la colpa la divide a metà con i centrali difensivi che non hanno coperto un giocatore avversario davanti alla porta amica, ma il meno colpevole è proprio il portiere che almeno si è rifatto con un paio di interventi alla Buffon ordunque.

Grosso è rimasto a Lione e ci hanno mandato una copia brutta, svogliata, incapace di spingere, di difendere e di proporsi nell'uno due, Drenthe uno di noi...

Chiellini è bravo ma deve smetterla di fare il superman in ogni zona del campo, non può impostare il gioco ne lanciare lungo, non è capace, facesse quello che sa fare benissimo e basta.

Legrottaglie è lento e macchinoso, falloso come al solito ma almeno da bravo cristiano se commette un peccato chiede scusa, questo gli si deve riconoscere.

Caceres stasera l'unica cosa decente l'ha fatta vedere negli interventi a spazzare da terra, qualche volta prendeva il pallone, altre volte le gambe degli avversari. Completamente insufficiente.

Camoranesi un imbecille che spesso mi ricorda "un neurone" Davids, irritante, scomposto, falloso, ha rischiato l'espulsione un paio di volte, da sostituire a metà tempo con Christian Poulsen.

Sissochi? ha provato qualche sgambata, ma in fondo il suo compito è proporsi e togliere la palla agli avversari, se si lascia a lui il dovere di impostare i limiti di piede e di testa li evidenzia tutti miseramente.

Melo mi sbilancio e dico, 25 milioni buttati nel cesso visto il Marchionni nazionale e il redivivo Zanetti, due giocatori che con i 21 milioni nelle casse della Juve ci avrebbero fatto dannatamanete comodo. Corvino genio del male!

Diego non è un leader, non ne ha le caratteristiche mentali, ha un ottimo piede, si inserisce bene negli spazi, dialoga bene con chi ha i piedi buoni ma non è e non sarà mai la testa pensante della Juve. Un buon giocatore di calcio, pagato il giusto, visto le sparate di Florentino Perez ma nulla di più. Galia aveva un'attitidine al comando molto più marcata...

Amauri un povero spaventapasseri in mezzo a dei trattori marcati Renault, il meno colpevole visto che non ha MAI ricevuto un pallone giocabile, magari sarà scarso come gli altri ma è fortunato perchè nessuno gli permette di mettere in evidenza le sue sicure carenze.

Immobile un eroe buttato nella marana, fossi in lui mi sarei sentito più stronzo che ranocchio.

Ciro non ha ancora capito nulla e sono passate diverse settimane, ci si gioca la qualificazione col Bayern a Torino e poi passando (visto che la squadra bavarese sta riuscendo a giocare peggio della nostra...) ci beccheremo qualche prima del girone che ci riporterà sulla terra prendendoci sonoramente a pallonate.

Non invidio invece la seconda che si beccherà l'eccellente Bordeaux, a mio modesto avviso una delle realtà più belle dell'intera champions 2009-2010.

P.S. Alessio Secco ha delle difficoltà ad impostare la futura campagna acquisti a causa della aleatorità dello schema proposto da Mister Ferrara?
Fossi in lui comincerei da Diarra e il terzino destro del Bordeaux, due assegni in bianco, se poi arrivasse Laurent.............................

Vecovaro

P.P.S. Mi sono dimenticato di Del Piero.......... Ma voglio troppo bene a Crazy..............

Del Piero: «Pronto per la Champions»


«Mi sento bene, ho recuperato e dopo quasi tre mesi senza giocare non era facile rientrare. Sono felice di aver avuto lo spirito e l’attenzione giusta. La forma sono convinto che migliorerà». Alex Del Piero, dopo il rientro in campionato, è pronto anche per il debutto europeo in questa stagione «Non c’è nessuna proibizione né fisica né mentale per cui non debba essere pronto. È chiaro che sarebbe la seconda partita dopo tanto tempo. Dipenderà dalle decisioni mister e qualunque sia la scelta sarà assolutamente rispettata» sottolinea il capitano. Riguardo alla sua posizione in campo poi, Alex è assolutamente aperto alle novità: «Da Luglio a oggi non mi sono sempre allenato con la squadra, il mister ha provato il rombo, il 4-2-3-1, il 4-3-3 e non c’è mai stato nessun problema da parte mia. Non c’è nessun vincolo riguardo alla mia posizione in campo»


La Juve si prepara ad affrontare il Bordeaux che ha staccato con due turni d’anticipo il biglietto per gli ottavi di finale: «Non è una sorpresa ma quasi, perché pensando al girone, all’inizio, lo si credeva più equilibrato e si pensava che fino all’ultimo sarebbero stati in palio entrambi i posti validi per la qualificazione». In palio mercoledì sera c’è anche la possibilità di qualificarsi come di primo posto: «Arrivare primi è importante per il blasone, ma relativamente per passare gli ottavi, dove in ogni caso si incontreranno squadre molto, molto forti». Infine, a chi gli chiede se dopo la squalifica di due giornate inflitta a Maicon si senta graziato, vista un’imprecazione che gli sarebbe scappata durante la gara con l’Udinese, Alex risponde con ironia: «La differenza è che Maicon ha detto all’arbitro “Vai tu” e io gli ho detto “Vado io”, quindi credo si sia sentito esentato. Scherzi a parte credo siano due casi diversi: la mia imprecazione non era rivolta all’arbitro, ma al fatto di aver ricevuto un’ammonizione che non ritenevo giusta».

da Juventus.com

Juve, Sissoko dal primo minuto. Melo a riposo


Bianconeri a Bordeaux per sfruttare il primo match point. Forse Legrottaglie dall'inizio. A centrocampo spazio al maliano e a Poulsen

BORDEAUX, 25 novembre - La Juventus è in Francia per sfruttare il primo dei due match point qualificazione in Champions League. Servirà una vittoria ai bianconeri per rendere ininfluente l'ultima sfida in casa contro il temibile Bayern Monaco di Van Gaal. Per centrare il primo march point Ciro Ferrara potrebbe affidarsi dall'inizio a Legrottaglie in difesa. e a Sissoko al fianco di Poulsen a centrocampo. In tal caso verrebbe dato un turno di riposo a Felipe Melo.

da Tuttosport

Sissoko, che rissa per la Yespica!


Il centrocampista si scontra con dei paparazzi all'uscita di un locale

ROMA, 25 novembre - La notizia comparirà oggi su Chi, ma già il sito di gossip Dagospia ha dato risalto sui fatti accaduti alla discoteca Armani Caffè. Momo Sissoko incrocia lo sguardo di Aida Yespica. I due cominciano a chiacchierare e dopo un’ora lasciano il locale. Ma il maliano si accorge che fuori ci sono i fotografi e si scatena la rissa. Una persona che lo accompagnava distrugge i vetri delle auto dei paparazzi, Aida se ne va e Marco Borriello assiste ammutolito alla scena.

da Tuttosport

Cos'è in fondo il genio?

Juve, Diego non ama spostarsi: "Io a sinistra? Solo per mezz'ora"


Il nodo della convivenza con Alex

Già costretto a cambiare credenze in fatto di numerologia, scegliendo il 28 al posto dell’amato dieci, ora Diego Ribas da Cunha non vorrebbe dover traslocare pure sul prato, lasciando la piazzola centrale di trequartista. Domenica contro l’Udinese, appena rimesso piede in campo, lì s’è posteggiato Del Piero, dietro ad Amauri: «Quando è entrato Alex - racconta il brasiliano - Ciro mi ha detto di spostarmi sulla sinistra, e per me non è stato un problema. E non lo è, se si tratta di venti, trenta minuti». Un’alchimia sperimentata da Ferrara per tenere insieme i due dentro al 4-2-3-1, l’assetto che ultimamente ha offerto più garanzie: basta che non diventi una formula stabile, s’intuisce. Toni bassi, ma programma di gioco abbastanza cristallino: «Non è che non mi piace giocare lì, è che era la seconda volta che lo facevo». Insomma, il mestiere preferito è un altro: giocare in mezzo, da fantasista. Ancora meglio se dietro a una coppia di punte, come nel rombo ipotizzato fin dall’estate.


Se compromesso storico sarà, lo vedremo già da stasera dentro lo stade Chaban-Delmas di Bordeaux, dove Del Piero comunque giocherà, perché il dubbio resta solo sul minuto dell’entrata in scena, dall’inizio o a show avviato. Il capitano ha confermato che s’adatterà alle mansioni: «Io non ho nessun problema riguardo al modulo - spiega - e quello sarà scelto dall’allenatore. Sono pronto a giocare in tutti i ruoli dell’attacco». Il massimo, appunto, sarebbe da seconda punta, la professione di sempre. Gli toccherebbe nel 4-3-1-2 pianificato in origine, e che farebbe felice anche il brasiliano: per adesso, entrambi dovranno attendere. Del dislocamento, Ferrara aveva parlato con i due, faccia a faccia, nei giorni scorsi, ed entrambi avevano promesso collaborazione, nel rispetto della rispettiva indole.

Nel frattempo, Diego vorrebbe confezionate il primo gol di Champions colorato di bianconero: «Spero di farlo a Bordeaux - sorride - perché in Europa non ci sono ancora riuscito. L’importante è vincere, ma se lo fai e segni diventa tutto perfetto». La rete fuori casa gli manca dal 28 novembre di un anno fa, non è l’unica cosa da aggiungere: «Penso di poter dare ancora di più, così come può farlo tutta la squadra». Diego elogia i suoi bodyguard, come Sissoko («un giocatore eccezionale»), Poulsen e Felipe Melo. Anche se il collega do Brasil sta un po’ facendo fatica: «Gli pesano i 25 milioni del prezzo? Di questo deve parlare lui, nel mio caso non è così». Forse, il mediano è solo un po’ stanco, uscito dal frullatore delle solite trasferte intercontinentali: «E’ stata solo una serata storta», ha confidato agli amici dopo la nottata con l’Udinese. Intanto ha firmato un accordo con Diadora, fino al 2012: magari, la nuova scarpa gli levigherà i piedi.

da La Stampa

Laurent Blanc: «Più pressione sulla Juve»


Nulla da fare per Jussiè, oltre che per Gorcouff, ma qualche possibilità di recupero per Chamakh. Laurent Blanc, durante la conferenza stampa tenuta alla vigilia della sfida tra Bordeaux e Juventus, nutre ancora qualche speranza di recuperare l’attaccante franco-marocchino: «Dopo l’infortunio patito da Chamakh avevamo poche speranze di vederlo in campo domani. Nelle ultime 48 ore è migliorato molto e speriamo che l’evoluzione continui anche sino a domani».

Gli infortuni non cambiano comunque i piani di Blanc: «Preparerò la gara nello stesso modo in cui l’avrei preparata se avessi avuto tutti i giocatori a disposizione. È sempre interessante giocare contro la Juventus, in casa, per quanto riguarda la motivazione non devo fare nulla. Rispetto all’andata la Juve però ha cambiato il sistema di gioco, visto che schiera un solo attaccante. Non ci sarà Iaquinta, ci saranno Diego e Sissoko e mi pare che ci sia anche il miglior giocatore della Juventus: Gigi Buffon».

La partita sarà probabilmente decisiva per assegnare il primo posto nel girone A: «Non sono originale se dico che il primo posto ci darebbe più vantaggio per gli ottavi. Abbiamo visto lo scorso anno, se il Lione fosse arrivato primo avrebbe evitato il Barcellona negli ottavi. E poi ci sarebbe il vantaggio di avere la seconda partita in casa».

I bianconeri sicuramente avranno maggior pressione addosso rispetto ai girondini: «La Juventus si gioca la qualificazione e dunque ha più pressione perché se dovesse perdere contro di noi si dovrebbe giocare il passaggio del turno nell’ultima partita visto che il Bayern molto probabilmente batterà il Maccabi Haifa. Noi abbiamo solo la pressione di guadagnare il primo posto, loro devono ancora centrare la qualificazione».

Il Bordeaux marcia spedito in Champions, ma in campionato ultimamente ha incontrato qualche problema: «Un risultato positivo contro la Juve ci potrebbe aiutare, certo, ma in ogni caso ci troviamo in una situazione perfetta: siamo già qualificati e giochiamo davanti allo stadio pieno con la Juventus. Questo è un grande piacere, anche se il piacere più grande nel calcio rimane vincere. In Champions le cose vanno ottimamente, in campionato abbiamo avuto qualche difficoltà, ma nulla di preoccupante, ci sono squadre che hanno ben altri problemi. Se potessi giocherei anche io questa partita».

da Juventus.com

Ferrara e Del Piero + Allenamento Pre Bordeaux-Juve (24/11/2009)

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martedì 24 novembre 2009

Ferrara: «A Bordeaux per i 3 punti. È nel dna della Juve»


Il tecnico bianconero alla vigilia della sfida di Champions contro i Girondini: «Vogliamo la qualificazione e magari pure il primo posto nel girone, anche se non è indispensabile»

BORDEAUX, 24 novembre - Diciotto anni fa erano compagni di squadra al Napoli. Poi hanno preso strade diverse. Entrambe, però, di successo. E da allenatori si ritrovano uno sulla panchina della squadra più titolata d’Italia, l’altro su quella della squadra campione di Francia. Visti questi precedenti, Ciro Ferrara e Laurent Blanc hanno passato una decina di minuti in amorevole colloquio prima della classica conferenza stampa della vigilia del match di Champions Legaue che domani sera vedrà i girondini opposti ai bianconeri.

VINCERE - Dopo questo simpatico amarcord, Ferrara è entrato in sala stampa. E ha mostrato di avere le idee chiarissime sulla partita di domani. «Noi non abbiamo ancora conquistato la qualificazione matematica - dice Ciro - e dunque abbiamo più bisogno del Bordeaux dei tre punti. È altrettanto vero che il Bordeaux vorrà mantenere la prima posizione in classifica. Il pareggio certo a noi non cambia la vita, a meno che nella gara tra Bayern Monaco e Maccabi non esca un risultato a noi favorevole. Noi abbiamo comunque la fortuna di avere in mano la possibilità di qualificarci e dunque di non dover dipendere da altri risultati. Per blasone credo cha la Juve debba puntare sempre alla posizione più alta. Ora abbiamo due punti in meno e per noi è importante qualificarci. Poiché arrivare primi non ti assegna la Champions League, anzi, spesso l’hanno vinta squadre arrivate seconde, ne farei anche a meno, ma, ripeto, come storia la Juve deve puntare al massimo».

PROBLEMI - La Juve domenica sera in campionato contro l’Udinese non ha particolarmente brillato, ma Ferrara è convinto che quella contro il Bordeaux sarà una gara completamente diversa: «In una competizione come questa - afferma il tecnico bianconero - è difficile rivedere una partita come quella con l’Udinese, dove abbiamo trovato una squadra che chiudeva tutti gli spazi ed è venuta a giocare con un modulo forse anche condizionato dalle assenze. In coppa gli spazi dovrebbero essere maggiori perché le squadre tendono a fare gioco. Potremmo rischiare qualcosa in più, ma potremmo anche avere più occasioni. Cambi di formazione? Qualcuno è possibile».

INFORTUNI - Il Bordeaux avrà tante assenze - Gourcuff, Jussiê, Henrique, Jurietti e forse Chamakh - ma Ferrara non vuole sentire parlare di Juve favorita: «Noi in quanto a infortuni non siamo da meno. Sulle assenze non mi soffermerei più di tanto perché ne abbiamo avuto molte nel corso di questa stagione. Ora pare che anche il Bordeaux abbia qualche problema, ma fa poca differenza. Indipendentemente dalle assenze vogliamo fortemente i tre punti e troveremo una squadra che ci creerà sicuramente dei problemi. Il Bordeaux nella gara di andata ci ha creato delle difficoltà e sarà così anche domani, anche se in questo momento stanno facendo un po’ di fatica in campionato».

L’AMICO - Come detto all’inizio, sulla panchina del Bordeaux ci sarà l’ex compagno di squadra di Ferrara Laurent Blanc. Il tecnico della Juve non lesina complimenti all’amico: «Come allenatore ha ottenuto subito ottimi risultati e credo sia uno dei tecnici emergenti più bravi. Anche da giocatore aveva le caratteristiche del leader, giuste per guidare un gruppo. Anche se l’ho appena incontrato e gli ho detto cha la Juventus è più forte… Sta già piangendo».

da Tuttosport

Amarcord

Lettera del figlio di Vittorio Chiusano

Mi chiamo Francesco Chiusano e sono figlio del grande Vittorio, compianto presidente della Juve.

Giorgio Cecotti mi ha chiesto di scrivere un articolo su mio padre ed io sono ben lieto di accontentarlo.

Innanzitutto vorrei dirvi che, se mio padre non ci avesse lasciati nell’ormai lontano 2003, tanti dispiaceri e ingiustizie non li avremmo sofferti.

Purtroppo anche la scomparsa dell’Avvocato Agnelli e di suo fratello un anno dopo, hanno lasciato un grande vuoto incolmabile.

La società si è trovata improvvisamente vulnerabile agli attacchi velenosi della giustizia sportiva, di certa stampa e di certe società.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Scudetti contestati e confiscati, accuse ridicole, palate di fango sulla reputazione di una società che ha fatto e farà la storia del calcio. Fa tristezza vedere come in questo paese si dimentichino i meriti e le virtù ma non, invece, i demeriti e le ipocrisie.

Ma ora vorrei soffermarmi sulla figura di mio padre.

Vittorio Chiusano diventò Juventino già in tenera età quando suo padre lo portava a vedere quella Juve che vinse ben 5 scudetti di fila! Trentenne si innamorò della squadra che fu di Boniperti, Charles, Sivori!

Bei tempi! Non dimenticava mai di parlarmi della Juve degli anni 70, la squadra che sfiorò la Coppa Campioni nel ‘73 a Belgrado, sconfitta dal magico Ajax di un certo Cruijff. La squadra che fu di Altafini, Furino, Haller e di un giovane Bettega. Mio padre mi diceva sempre che quella era la squadra che più ricordava con affetto, confidandomi che anche l’Avvocato era della stessa idea.

Quando nel 1989 diventò presidente, ricordo che la sera tornò a casa, mi chiamò insieme agli altri due miei fratelli, ci strinse in un abbraccio forte e disse: “Oggi ho coronato il sogno della mia vita”. Fu una delle poche volte che vidi le lacrime scorrere sulle sue guance.

Vittorio Chiusano ha fatto molto per la Juve. La difese alla fine degli anni 70 quando scoppiò il calcio scommesse. La difese contro gli insulti di un certo Zeffirelli. La difese in ogni sede, ovunque fosse possibile. Per lui essere juventino voleva dire indossare una maglia, un casacca che si doveva onorare e difendere, mai infangare e insudiciare. Prima di ogni partita importante scendeva negli spogliatoi e in un tono tra l’affettuoso e il burbero diceva ai giocatori: “Ricordatevi che dovete onorare la maglia che indossate. Ricordatevi che vi vedono milioni di tifosi. Loro confidano in voi, sperano in voi, hanno pagato e fatto sacrifici per essere qui oggi. Non deludeteli!”.

Così era mio padre! Il suo motto era: “Prima il dovere e poi il piacere”.

Vittorio Chiusano amava il calcio pulito, la competizione ad armi pari ma soprattutto la lealtà.

Purtroppo negli ultimi anni soffriva nel vedere che il calcio stava diventando ben altra cosa.

Non voglio dilungarmi ma ricordo che mi diceva che la rovina del calcio erano i procuratori e un certo Berlusconi.

La Juve ha perso tanto con la scomparsa di mio padre. Vittorio Chiusano era un presidente che amava la Juve, si può dire altrettanto dei Cobolli o dei Blanc, sicuramente non Juventini?

Essere Juventini è ben altra cosa!!

Vorrei concludere con un ultimo ricordo.

Nel ‘90 si giocò un Fiorentina-Juventus. Baggio al suo primo anno nella Juve si rifiutò di calciare un rigore di fronte alla sua vecchia tifoseria. Al termine della partita, mio padre lo fermò negli spogliatoi, lo guardò negli occhi e gli disse: “Se vuoi tornartene a Firenze fai pure, avremmo perso solo un vigliacco!”.

Baggio qualche giorno dopo si scusò e diventò Juventino vero!


Ciao a tutti!

Intervista a Diego 24-11-09 (Pre Bordeaux - Juventus)

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Intervista a Cannavaro prima di Bordeaux-Juventus

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Poulsen: «Sono un tipo da Juve»


Il danese convinto: «Voglio dimostrare il mio valore in bianconero»

TORINO, 24 novembre - Non è una rivincita ma poco ci manca.Il danese Christian Poulsen sta attraversando un momento positivo. E' rimasto alla Juve nonostante la società abbia provato a venderlo in estate e ora si sente di poter dare ancora molto a questa squadra grazie anche alla fiducia che gli ha dato mister Ferrara. Il danese lavora con serietà e con la massima professionalità: «Mi avevano detto che a centrocampo eravamo in troppi dopo l'acquisto di Felipe Melo», ha detto il danese. «Però io non potevo andare via dopo solo un anno. Per me arrivare alla Juve rappresentava una grande occasione dopo le stagioni in Germania e in Spagna. Lasciare sarebbe stato un fiasco. Io volevo e voglio dimostrare appunto il mio buon livello di gioco, voglio dimostrare che in questo club ci posso stare».

da Tuttosport

Doping amministrativo, assolti Giraudo, Moggi e Bettega


Il giudice: «Il fatto non sussiste». L'inchiesta sui tre ex dirigenti Juve scaturita dalle plusvalenze

TORINO - Antonio Giraudo, Luciano Moggi e Roberto Bettega sono stati assolti, «perché il fatto non sussiste», al processo per i conti della vecchia gestione della Juventus. La causa si è celebrata con il rito abbreviato ed era lo sbocco dell'inchiesta sulle cosiddette plusvalenze sulla compravendita di giocatori. I pm Marco Gianoglio e Antonio Pacileo avevano chiesto tre anni per Luciano Moggi e Antonio Giraudo, due anni per Roberto Bettega. La Juventus aveva proposto di patteggiare una pena pecuniaria ma il giudice, Dante Cibinel, non solo non ha accolto la proposta ma ha assolto la società.

da La Repubblica

Giuste precisazioni...

La Juve non risponde all'Inter: il silenzio del buon senso


La società bianconera non ribatte alle affermazioni di Mourinho e anzi pensa ad iniziative in Lega. Blanc telefona a Milano per stigmatizzare i cori Poi lo stupore per la presa di posizione nerazzurra

TORINO, 24 novembre - La Juventus non risponde a Mourinho e, almeno ieri, ha scelto la strada del silenzio. Un silenzio che vuole attutire la volgarità di certi cori e pure il malizioso rumore che questi hanno provocato. Ma il silenzio è anche il modo migliore per evitare le trappole, tese da chi in silenzio ci sta raramente ed è abituato a cacciare gli avversari con astute tagliole mediatiche, nelle quali è pericoloso infilarci il piede. In questi casi ti salva una battuta, la stoccattina leggera, ma pungente per la serie una risata, a denti stretti, vi seppellirà. Ma ieri in Corso Galileo Ferraris avevano tutti poca voglia di ridire dopo le dichiarazioni di José Mourinho.

LA TELEFONATA - Anche perché i rapporti con i nerazzurri, che fisiologicamente non possono essere del tutto rilassati, sono comunque civili e vengono coltivati con educazione da entrambe le parti. Almeno a livello dirigenziale. In questo senso, infatti, risulta che all’Inter avessero molto apprezzato una telefonata di Jean Claude Blanc. Squillo di cortesia partito nella mattinata di ieri per commentare, stigmatizzandoli, i cori su Balotelli. Il tutto prima che Mourinho sganciasse, nel pomeriggio, la sua personalissima bomba.

LO STUPORE - L’eco dell’esplosione mourinhiana è arrivata nella sede della Juventus in tempo reale, facendo inarcare più di un sopracciglio. Stupore, più che stizza, anche perché in molti si ricordavano della furibonda polemica scatenata dal tecnico nerazzurro per il pronostico scudetto di Marcello Lippi a inizio stagione («Il campionato secondo me lo vince la Juve»). Come dire: a settembre Mou se la prendeva con il ct, tacciato di volere influenzare il calcio italiano (dai vertici Figc in giù) a favore della Juventus, e ora cerca di influenzare una decisione del giudice sportivo. Viva la coerenza.

da Tuttosport

La situazione del Bordeaux alla vigilia della sfida


Si avvicina Bordeaux-Juventus, gara valevole per la 5ª e penultima giornata del Gruppo A di Champions League. Una partita – quella di mercoledì – che sarà decisiva soprattutto per la squadra di Ferrara, a caccia della qualificazione agli ottavi che i francesi hanno già ottenuto. Tutta da decidere la classifica finale, con il primo posto ancora in bilico e i bianconeri più che mai in corsa con due soli punti da recuperare (otto contro dieci).


Al match le due formazioni arrivano lasciandosi alle spalle un secondo posto in campionato, ma con stati d’animo diversi. Se la Juventus ha vinto con l’Udinese, il Bordeaux ha perso la vetta nel corso dell’ultimo fine settimana. Fatale la sconfitta interna con il Valenciennes, la quarta subita in Ligue 1 nel giro di appena due mesi. Ora al comando c’è l’Auxerre con 26 punti, davanti ai 25 della squadra di Laurent Blanc e del Lione, i 24 di Lorient e Montpellier, i 23 del Valenciennes e i 22 di Marsiglia e Monaco.

Il tecnico francese, ex compagno di Ferrara ai tempi del Napoli, è alle prese anche con alcuni infortuni importanti, così come annunciato nel pomeriggio sul sito societario www.girondins.com.

Chamakh, uscito anzitempo dalla gara di sabato, è stato sottoposto a esami che hanno riscontrato una piccola lesione agli addominali obliqui. Problemi anche per la stella Gourcouff che ha un infortunio all’adduttore sinistro. Jussie soffre per un dolore all’anca sinistra mentre Jurietti ha una faringite. Stop anche per Carlos Henrique.

Per capire chi recupererà eventualmente per la gara di mercoledì, decisive saranno le prossime ore. Se ne saprà di più dopo la conferenza stampa di vigilia e l’allenamento di rifinitura in programma domani pomeriggio.

da Juventus.com

lunedì 23 novembre 2009

Venticinque convocati per Bordeaux


Dopo Alessandro Del Piero e Momo Sissoko la Juventus ritrova anche Marchisio Tiago e Jonathan Zebina. I tre rientrano nell’elenco dei convocati per la trasferta di Bordeaux, così come Hasan Salihamidzic che tornerà a respirare l’aria del gruppo, proseguendo nel suo programma di recupero.


Non partiranno per la Francia i soli Kirev, Iaquinta e Trezeguet. In tutto sono venticinque i convocati da Ferrara. Questo l’elenco completo:




1 Buffon
2 Caceres
3 Chiellini
4 Felipe Melo
5 Cannavaro
6 Grosso
7 Salihamidzic
8 Marchisio
10 Del Piero
11 Amauri
12 Chimenti
13 Manninger
15 Zebina
16 Camoranesi
18 Poulsen
19 Molinaro
20 Giovinco
21 Grygera
22 Sissoko
23 Ariaudo
28 Diego
29 De Ceglie
30 Tiago
33 Legrottaglie
40 Immobile

Onore al vichingo che non ha mai mollato la presa!

Diego: «Del Piero è un giocatore impressionante»


Il brasiliano della Juve: «Non è difficile giocare con lui, anzi è un piacere»

TORINO, 22 novembre - Solo quaranta minuti con Del Piero, ma Diego dice di avere già un buon feeling con il capitano della Juve. «Mi sono trovato benissimo - dice il brasiliano - Del Piero è un giocatore impressionante, non è difficile giocare con lui, anzi è sempre un piacere».

LA GARA - Con l'Udinese è arrivata una vittoria pesante, ma molto sofferta. «Una partita difficile, l'Udinese è una grandissima squadra, nel primo tempo abbiamo fatto poco movimento, per questo abbiamo fatto fatica, nel secondo tempo siamo andati meglio per questo abbiamo fatto tre punti».

MONDIALE - Diego non nasconde che il Mondiale in Sudafrica è un suo obiettivo. «Io ci penso e ci spero, continuo a lavorare, è l'unica cosa che posso fare, ci spero». Per Diego il modulo non è importante. «Per me non fa differenza 1 o 2 attaccanti, perché se Giovinco e gli altri ci danno un buon appoggio è lo stesso».

da Tuttosport

Intervista a Chiellini dopo Juventus-Udinese 1-0 (22/11/2009)

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Juventus - Udinese 1-0 Intervista a Sissoko

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domenica 22 novembre 2009

Intervista a Ferrara dopo Juventus - Udinese 1-0

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Le Pagelle: Juventus- Udinese 1 a 0



BUFFON 6 Si guadagna lo stipendio sulla conclusione di Floro Flores. Pensandoci in effetti è bello fare il calciatore...

GROSSO 6.5 Sul cross di Caceres si inserisce alla perfezione e ci fa godere. Ci fermiamo qui perchè noi non siamo come Tuttosport che ha bisogno di beceri doppi-sensi per creare un titolo decente

CACERES 6.5 Ennesimo traversone-assist, ormai un marchio di fabbrica. Quello famoso della birra: Ca-Cères, c'è!

CANNAVARO 5.5 Non è colpa sua, alla sua età e con questo freddo dopo le 20.30 minestrina e a letto

CHIELLINI 6 Sbeffeggiato un paio di volte da Floro Flores si fa bello prendendo a spallate i bambini. Son cose brutte da vedere

MELO 4 Anche lui è brutto da vedere. I piedi sembrano in ordine, deve avere qualcosa tra i due emisferi del cervello che fa contatto

POULSEN 7 Incredibile, sta diventando un punto di riferimento per il centrocampo juventino. Se esistesse una meritocrazia nel mondo a Bordeaux partirebbe titolare,e Gigi d'Alessio venderebbe lupini in spiaggia

DIEGO 6 Bravo è bravo, solo che quando arriva nella zona calda è un po' timido. Diciamo che in confronto Tiago e Almiron sembrano Belen e Fabrizio Corona

GIOVINCO 5+ Corre a destra e manca senza riuscire a combinare nulla di nulla. Sarò io che non comprendo la sua fondamentale importanza sulla sinistra, a me sembra che ce lo piazzino per una sorta di Horror Vacui

CAMORANESI 5.5 Voglia di lavorar saltami addosso

AMAURI 5 Probabilmente tanta era la smania di mostrarsi italiano che ha ingurgitato lasagne e cannelloni per un anno, non si spiega viceversa perchè abbia la leggiadria di un facocero d'allevamento

SISSOKO 7 "Ma quant'è lunga la gamba di Sissoko?!?! Eeeeeeh, è lunghissima, Fabio"

DEL PIERO 5.5 Prestazione da rientro dalle vacanze scolastiche, tanti buoni propositi iniziali e a breve si progetta il primo fuoco

DE CEGLIE s.v. Ma ribadiamo tutti in coro: non è un calciatore


FERRARA 6.5 Quel che può sembrare assurdità, 4 4 2 con Diego ala sinistra, ci sta assolutamente alla luce della magra prestazione di Giovinco e dello stesso brasiliano per vie centrali,e soprattutto della condizione precaria di Del Piero che non avrebbe potuto ad oggi fare la fascia. Ha dimostrato di saper leggere le partite. Oppure di non capirci nulla


Crazy Diamond

Commentino post partita.

La Juve questa sera nel primo tempo è stata una delle più brutte di inizio stagione con gli esterni del 4 2 3 1 completamente inefficienti ed un Felipe Melo davvero irritante. Nel secondo tempo si è svegliato Camoranesi e in casa Juve si è magicamente accesa la luce.

Migliore in campo il danese Christian Poulsen, che non sarà Garrincha ma comincia a riprendere fiducia nei suoi mezzi non passando la palla al giocatore vicino in difficoltà bensì tenendola più tra i piedi e ragionando un pò e tentando anche due o tre lanci di pregevole fattura. Tatticamente un pilastro inamovibile tanto da farmelo preferire a Melo al fianco del titolare indiscutibile Sissochi?

Il maliano è imprescindibile, corre, si muove, spacca, demolisce, sorride, morde i polpacci degli avversari, fa le spaccate, insomma Melo in panca e Sissochi? con Poulsen titolari.

Difesa mai messa sotto pressione in modo scientifico ma solo con dei gran mischioni senza arte ne parte, il lentissimo Cannavaro e il supergasato Ciellini non hanno avuto chissà quanto da fare; se Grosso svolgeva il compitino il grande Caciares dominava incontrastato la fascia di competenza sfoderando dei cross degni del miglior Beckam.

Diego luci e ombre, si vede che non riesce ad esprimersi al meglio e lui se la prende molto con gli altri e poco con se stesso ma farà bene perchè ha dei mezzi straordinari. Amauri un brutto spaventapasseri con dei capelli stirati orribili non ha mai visto la porta se non in un tiraccio di semiginocchio finito tra le braccia del portiere. A questo punto prendiamo Gilardino così il povero Corvino finalmente comprerà lo yacht tanto agognato.

Del Piero invece fa la stessa finta di corpo da più di 200 anni ma i giocatori avversari non riescono a far di più che fargli fallo, ma è giovane e crescerà. Si vede che è un giocatore di un altro livello e se la dea bendata lo dovesse supportare ancora un pò magari quest'anno qualche soddisfazione ce la potremmo anche togliere.

Ferrara si merita un bel voto, per aver demolito il morale del povero Grygera a cui stato preferito Caceres preso al volo mentre stava scendendo le scalette dell'aereo ma per quanto dolorosa è una scelta che avrei fatto pure io.

P.s. Trezeguet in tribuna e il povero palchetto della madre ringrazia sentitamente...

Vecovaro

Tutto su Juventus-Udinese


L’UDINESE IN TRASFERTA

Due pareggi e tre sconfitte. I risultati finora bocciano l’Udinese in trasferta, con soli due punti sui 15 raccolti complessivamente e solo tre reti segnate.
La prima partita lontana dal Friuli ha visto i bianconeri soccombere 3-1 con la Sampdoria. Meglio è andata la sfida successiva al San Paolo: contro il Napoli guidato ancora da Roberto Donadoni è arrivato un pareggio a reti bianche, un verdetto legittimo per il volume di gioco espresso dalle due formazioni, ma sul quale ha inciso un gol ingiustamente annullato a Di Natale.

Alla settima giornata l’Udinese ha conosciuto la beffa di San Siro. Come già era successo nel precedente campionato, l’Inter è riuscita ad avere ragione dei ragazzi di Marino solo nei minuti di recupero. Ma quel che è peggio, è che poco prima del 2-1 di Sneijder, Di Natale ha avuto sul destro il pallone della possibile vittoria e lo ha calciato tra le braccia di Julio Cesar.

Due giornate dopo, la sconfitta è stata prodotta al Barbera di Palermo, un 1-0 che ha rappresentato per l’Udinese il terzo risultato negativo di fila. Infine, l’1-1 con il Chievo al Bentegodi. Floro Flores ha portato in vantaggio gli ospiti a metà primo tempo, nell’unica occasione prodotta in tutto l’incontro. I veronesi sono arrivati al pareggio con Yepes, abile a sfruttare una situazione aerea.

I FEDELISSIMI E GLI STRANIERI

Sono cinque i giocatori dell’Udinese che sono stati presenti in tutte le 12 gare di campionato. Il portiere Samir Handanovic è l’unico ad avere collezionato tutti i 1158 minuti disputati finora dalla squadra. Dietro al numero 22 vi sono i difensori Andrea Coda, il regista Gaetano D’Agostino, il capocannoniere del torneo Antonio Di Natale (fermo però all’Olimpico per una squalifica) e Simone Pepe.

Com’è tradizione, la società di Pozzo lavora su un ampio mercato e la rosa annovera molti stranieri. Tra chi finora ha annoverato almeno una presenza vi sono 12 elementi che rappresentano 10 paesi: lo sloveno Samir Handanovic, i serbo Dusan Basta (una delle rivelazioni del campionato) e Aleksander Lukovic, i colombiani Cuadrado e Zapata, il brasiliano Felipe, il ghanese Kwadwo Asamoah, lo svizzero Gokhlanm Inler, i cileni Mauricio Anibal Isla e Alexis Alejandro Sanchez, lo spagnolo Romero, il danese Niki Dige Zimling.

I PRECEDENTI DI NOVEMBRE

Sono cinque i precedenti tra Juventus e Udinese disputati a Torino nel mese di novembre. Due sono le particolarità: non si è mai verificato un pareggio (quattro i nostri successi) e sono stati tutti giocati nella prima decade.

La serie inizia nel lontano 1 novembre 1953, con la Juve che festeggia il suo compleanno con la rete decisiva di Ricagni, che potrebbe essere raddoppiata se Boniperti non fallisse successivamente un calcio di rigore. L’8 novembre del 1992 i bianconeri di casa travolgono i friulani con un 5-1 che vede brillare la stella di Roberto Baggio. Suoi sono quattro gol e pure il restante è originato da una sua conclusione deviata dal difensore Pellegrini: con le regole odierne sarebbe una rete attribuita a lui.

In rimonta è la vittoria del 1 novembre 1997. L’Udinese passa in vantaggio con Locatelli, ma Conte, Inzaghi, Del Piero su rigore e Amoruso confezionano un altro successo di grandi proporzioni: 4-1. Vince l’Udinese, invece, il 1 novembre del 2000. Un 2-1 per i friulani ottenuto grazie a una doppietta di Sosa, un giocatore che spesso si è fatto valere contro la Vecchia Signora. Inutile, se non ai fini statistici, la rete della bandiera siglata da Del Piero dal dischetto.

Infine, il 9 novembre 2003, un altro successo con le stessi dinamiche del precedente 4-1. Anche stavolta è l’Udinese a portarsi in vantaggio al minuto 66 con un rigore di Jankulovski. In soli undici minuti, la squadra di Marcello Lippi cala un poker travolgente, frutto delle reti di Di Vaio (una doppietta), Miccoli e Trezeguet.

da Juventus.com

Stasera in campo con Iveco


Nell'ambito dell'iniziativa benefica promossa da Iveco "All Blacks&White", che ha visto l'incontro tra Alessandro Del Piero e il capitano della squadra neozelandese di rugby Richie McCaw, questa sera i bianconeri, in questa speciale ed unica occasione, scenderanno in campo con la maglia personalizzata con il logo Iveco Fiat Group al posto del logo New Holland.


Le maglie che il capitano bianconero e il capitano neozelandese si sono scambiati nell'incontro avvenuto allo Juventus Center di Vinovo, lo scorso 11 novembre, sono state oggetto di un'asta di beneficenza sul sito ebay, il cui ricavato verrà consegnato nell'intervallo della partita dottor Daniele Farina, responsabile della Fondazione "Crescere Insieme al Sant'Anna" onlus. Contestualmente verranno consegnate a coloro che se le sono aggiudicate, in particolare Sergio Orsero riceverà la maglia di Del Piero e Cesare Bertolino la maglia di McCaw.

da Juventus.com

Ferrara: "Alex ci sei mancato"


Juve pronta al trio delle meraviglie. Il tecnico bianconero: «Lui con Diego e Camoranesi, mi fido»

TORINO
Senza svelare i piani di battaglia da attuare stasera contro l’Udinese («come giocheremo non ve lo dico»), Ciro Ferrara ammette comunque che dentro la sua miglior Juve arruolerà assieme tutti i piedi buoni: Camoranesi, Diego, Del Piero, in ordine di apparizione sul prato. «Possono dare tantissimo insieme - spiega il tecnico bianconero - e sono più contento di quello che possono dare in più, rispetto ai pericoli che posso rischiare mandandoli in campo tutti e tre». Scontato l’armamento offensivo, i dubbi riguarderebbero quando la palla ce l’ha il nemico: «In quella posizione ci ha già giocato Giovinco, e non penso abbia caratteristiche difensive», risponde sereno Ciro.

Così come tranquillo si pone pure davanti alla domanda che gira attorno a Del Piero da una vita: punta o trequartista? «Alessandro è una seconda punta a cui piace venire incontro ai centrocampisti - aggiunge Ferrara - gli piace partire da una posizione esterna per poi accentrarsi». Tanto da renderlo collocabile nel terzetto di fantasisti alle spalle dell’unica punta centrale (Amauri), nel recente assetto messo a punto dalla Juve, il 4-2-3-1. «Lo può fare - continua l’allenatore - come abbiamo anche provato negli allenamenti. Non possiamo pensare che copra tutta la fascia, troveremo soluzioni», puntualizza alle obiezioni. In fondo, Ciro l’aveva premesso fin dall’estate: «Vorrei far giocare tutti i piedi buoni che ho». Del ruolo, tecnico e capitano, hanno parlato con reciproche concessioni. Alex aveva riassunto qualche giorno fa: «Sono un attaccante, ma sono pronto a ogni sacrificio nell’ambito delle caratteristiche del ruolo di ogni giocatore». Pure lui, allora, si spremerà nel gioco senza palla, ma nelle zone limitrofe verranno prese adeguate contromisure. Senza dimenticare che Ferrara non ha mai abbandonato il 4-3-1-2, il modulo a due punte, il primo cui lavorò, dall’inizio della preparazione.

Al di là dei numeri, che Ciro non ama, il ritorno di Del Piero fornirà piedi felpati: «Averlo a disposizione è un grande vantaggio - spiega il tecnico - per la carica che trasmette al gruppo e, ovviamente, per quello che può fare in campo. Alessandro ci è mancato, di sicuro, anche se gli altri giocatori si sono ben comportati. La Juve è lì, nonostante i tanti infortuni». Se fargli attaccare la partita dall’inizio, o innestarlo cammin facendo, Ciro ci penserà, dopo i 56 giorni di assenza: «Del Piero ha lavorato bene per due settimane, senza interruzioni. È tanto tempo però che non gioca, bisogna tener presente questo aspetto».

Se la gestione del numero dieci fu un «problema» per Deschamps, non lo sarà per Ferrara, altro ex collega: «Quando si parla della Juventus, si pensa a lui e so qual è la situazione: è un punto di riferimento importante per il gruppo, so qual è la sua figura e il suo ruolo. So anche che tutti i giorni mi verranno fatte domande su di lui, ma io conosco le risposte. E il rapporto di stima che c’è tra noi va al di là di quelle che saranno le scelte. Allenare Alessandro non è un peso».

Recuperato Del Piero, s’è perso qualcun altro (Trezeguet) e altri sono in piccolo ritardo (Marchisio, «affaticamento muscolare generale»): «All’emergenza siamo abituati - scherza Ferrara - non ci sono novità». L’obbligo di risultato rimane lo stesso: «Siamo pronti a ripartire dopo la sosta: siamo indietro rispetto all’Inter e dobbiamo prendere questi tre punti».

da La Stampa

sabato 21 novembre 2009

Conferenza Stampa di Ferrara Pre Juve-Udinese (21/11/2009)

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Del Piero felice: «Juve, ti riconquisto»


Il capitano bianconero: «Vivo questi giorni con l’entusiasmo di quando inizia una nuova stagione»

TORINO, 21 novembre - «Vivo questi giorni con l’entusiasmo di quando inizia una nuova stagione, perché a me sembra davvero di ricominciare da zero, dato che finora sono stato a guardare». Il calvario è ufficialmente finito e Alessandro Del Piero può tornare a respirare aria di campo. Il capitano bianconero esprime tutta la sua felicità per il completo recupero fisico attraverso una nota pubblicata sul suo sito ufficiale. «Sono pronto, ho voglia di riprendermi tutto quello che mi sono perso fino adesso e aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Di sicuro questo lungo periodo di recupero sarebbe stato più duro se non mi foste stati così vicini». L'Udinese è avvisata: Del Piero ha voglia di tornare a riprendersi la Juve.

da Tuttosport

Juventus - Intervista a Giorgio Chiellini 20-11-09

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Del Piero & Diego, primo ciak insieme


Ma Trezeguet si ferma: fermo un mese. Salgono a 28 gli infortunati

TORINO
Ci sono gli imprevisti che allarmano Ferrara (l'infortunio a Trezeguet, l'ennesima tegola sulla squadra, insieme allo stop di Marchisio) e le dolci speranze che fanno sognare i tifosi (Del Piero e Diego finalmente insieme). Tutto si mescola alla vigilia della partita che per la prima volta permetterà alla Juve di scoprire che effetto fa giocare con i due fenomeni lì davanti, dopo una lunga attesa e qualche lecito dubbio sulla possibile convivenza. Del Piero&Diego è il marchio di fabbrica che i bianconeri non hanno ancora potuto esibire per gli infortuni muscolari che hanno colpito a targhe alterne i due campioni. Quando c'era il capitano, mancava il brasiliano. Quando tornava in campo l'ex asso del Werder Brema, si fermava Alex. Nel frattempo sono passati più di quattro mesi dalla prima amichevole a Pinzolo e la Juve si è dovuta arrangiare alternando diverse soluzioni tra rombo, centrocampo a quattro ed ora trequarti folta a sostegno dell'unica punta. Ed è proprio in questa variante tattica, quella del 4-2-3-1, che Diego e Del Piero si scopriranno coppia.

Da subito o in corso d’opera? Jean-Claude Blanc con diplomazia dribbla l'argomento, per evitare di bruciare le scelte di Ferrara, attuali o venture. «Ciro sceglierà la squadra migliore». Questo perché il capitano non gioca da 50 giorni e finora ha collezionato solo una manciata di minuti contro il Bologna all'Olimpico. Un gettone simbolico, buono per raggiungere le 400 presenze in serie A con la Juve, ma poco utile per ritrovare un posto in squadra: subito dopo si sarebbe procurato uno stiramento agli adduttori della coscia sinistra e addio strombazzatissimo rientro.

La pausa di campionato e una condizione fisica finalmente ottimale hanno permesso a Del Piero di ritrovare la gamba e proporsi con forza negli allenamenti. Ferrara l'ha sempre schierato con Amauri e nelle ultime rifiniture l'ha testato alla sinistra di Diego. Quale sia la tenuta è la variabile del caso, visto che il capitano bianconero non ha sufficienti minuti nelle gambe e mercoledì si torna a giocare con scarse possibilità di turn-over in attacco (anche Iaquinta è fuori uso). Per questo il ballottaggio con Giovinco è vivo e Ferrara scioglierà i dubbi solo all'ultimo, dopo la rifinitura di questa mattina.

La staffetta è certa, resta soltanto da capire l’ordine. Del Piero è favorito e ha una voglia matta in corpo: non solo per riprendersi quello che ha perduto, ma anche per capire che effetto fa dialogare con Diego, numero dieci virtuale. Vale anche l’opposto dato che il brasiliano, in questi mesi, non sempre ha trovato chi parlasse il suo medesimo linguaggio tecnico. «Con lui, me e Camoranesi sulla stessa linea - ha detto Del Piero, interpretando un pensiero diffuso - la Juve s'è voluta dare un’arma in più». Quanto efficace, si vedrà. Per ora hanno funzionato soprattutto gli slogan e le affermazioni di principio. «È un onore poter scendere in campo accanto ad Alessandro - ripete Diego - perché ha una classe infinita ed è fonte di ispirazione».

La ditta, va da sé, si è già data una missione: impedire all’Inter di scappare e dare un senso forte allo scontro diretto del 5 dicembre. Alla partitissima, però, mancherà Trezeguet. Ieri mattina il francese ha scoperto, con un'ecografia e una risonanza magnetica, un «trauma distrattivo al polpaccio sinistro procuratosi durante l'allenamento di giovedì». La diagnosi è di lesione di primo grado del muscolo soleo di sinistra, per il quale è previsto uno stop di circa 30 giorni, e il problema di David porta a quota 28 il numero degli infortuni stagionali in casa Juve. Una cifra pericolosa, cesellata anche dall'affaticamento muscolare a Marchisio: il giovane centrocampista rischia di passare dall’euforia del rientro alla disillusione, visto che difficilmente sarà in grado di dare una mano alla squadra.

Ma è lo stop al francese a produrre l’impressione maggiore, non solo perché si tratta del capocannoniere bianconero. «Non è che un infortunio cambi una strategia definita da tempo a medio e lungo termine», smorza Blanc, che esclude interventi sostanziali sul mercato di gennaio. Trezeguet tornerà a giocare solo nel 2010, anche se domani sarà in campo per ricevere dal figlio di Sivori il premio per aver eguagliato i gol del padre (167). «Ci dispiace per David - dice Chiellini -, ma se questa stagione vogliamo combinare qualcosa di buono lo dobbiamo dimostrare in questa settimana».

da La Stampa

Juve-Ferrara, patto anti-Inter


Allenamento segreto (Ahahahahhahahah) per lanciare Diego con Del Piero

TORINO, 21 novembre - Si riparte. Dopo la pausa per le amichevoli della Nazionale, la Juventus prepara la sfida contro l'Udinese. Fra campionato e Champions, questo sarà il mese della verità per gli uomini di Ferrara, chiamati in Italia a recuperare il gap che attualmente li divide dall'Inter per approcciarsi poi alla sfida diretta del prossimo 5 dicembre con la speranza di un sorpasso. Ciro Ferrara chiede una mattinata di lavoro lontano da occhi indiscreti: più che nascondere segreti tattici, è la volontà precisa di richiamare tutti «alla massima concentrazione: è un mese importante, decisivo».

FUORI SOLO TREZEGUET E MARCHISIO - La serenità di Ferrara è figlia di una infermeria finalmente deserta. Con tutti gli uomini a disposizione il tecnico può contare su tutto l'importante organico bianconero in vista della partita con l’Udinese, prima, e del mercoledì di Champions a Bordeaux. Unico indisponibile sarà Trezeguet, per un mese ai box a causa di un polpaccio lesionato, mentre Claudio Marchisio, che ha accusato un affaticamento muscolare e prosegue con una preparazione mirata verso l’impegno di coppa, non ci sarà solo contro i friulani.

da Tuttosport

venerdì 20 novembre 2009

Blanc: «Il ko di Trezeguet non cambia i piani Juve»


Il presidente bianconero: «Prendiamo atto e andiamo avanti, non si cambia strategia. Ho già detto che a gennaio faremo pochissime cose. Henry? Da tifoso della Francia non sono orgoglioso di vincere così»

MILANO, 20 novembre - Tegola sulla Juventus con l'infortunio a Trezeguet, che starà fuori almeno per un mese. Ma questo non dovrebbe cambiare i piani dei bianconeri, almeno stando a quanto dichiarato dal presidente Jean Claude Blanc. «Prendiamo atto e andiamo avanti - ha detto Blanc lasciando la sede della Lega Calcio al termine della riunione odierna delle società di serie A - Non è che un infortunio cambi una strategia definita da tempo a medio e lungo termine». A questo punto ci si attende sempre di più di vedere in campo la coppia Diego-Del Piero. «Sono a disposizione del mister e Ciro sceglierà la squadra migliore per affrontare i prossimi impegni», è stata la risposta diplomatica del presidente juventino. «D'altra parte ho già detto che a gennaio faremo pochissime cose», ha ribadito a chi voleva sapere di un interessamento per Dominguez del Rubin Kazan. Domenica la Juventus trova l'Udinese di quel D'Agostino lungamente inseguito in estate. «L'Udinese è una squadra di qualità - fa notare Blanc - che ha sempre fatto bene contro di noi e quindi, anche se non ci sarà Di Natale, sarà una gara difficile per noi, da affrontare con grande serietà».

HENRY? DA FRANCESE NON SONO ORGOGLIOSO - «Da tifoso della Francia devo dire di non essere molto orgoglioso di aver vinto così. Comunque è andata in quel modo». Jean Claude Blanc, presidente della Juventus, esprime il suo punto di vista sulla qualificazione dei 'bleus' ottenuta con un gol viziato da un doppio fallo di mano di Henry. Sulla decisione della Fifa, peraltro ampiamente prevista, di non far ripetere la partita Francia-Irlanda, Blanc non ha nulla da dire. «Tocca alle istituzioni - sottolinea - prendere questo tipo di decisioni. È stato deciso di non ripetere la gara e prendiamo atto di questo».

Zeman: "Rovinato da Moggi. Incarichi bloccati ed esoneri"

Il tecnico boemo testimonia a Napoli al processo sullo scandalo del calcio: "Ho allenato in pace fino al '98, poi si è scoperto che Moggi non mi voleva in squadre tipo Bologna e Palermo. A Napoli fui assunto solo col suo benestare, per poi rovinarmi la carriera"

NAPOLI, 20 novembre 2009 - Zdenek Zeman ha testimoniato oggi a Napoli per il processo sullo scandalo del calcio. Ha sostenuto che la sua carriera di allenatore è stata danneggiata dopo la denuncia dell'affaire doping in cui fu coinvolta la Juventus. L'ex d.g. della Juve Luciano Moggi avrebbe, infatti, impedito che allenasse squadre come il Palermo e il Bologna e avrebbe altresì favorito la sua assunzione al Napoli solo per rovinarlo, come ha affermato.
boicottato da moggi — In aula c'era lo stesso Moggi, Zeman ha detto: "Ho allenato in pace fino al '98, poi si è scoperto che Moggi non mi voleva in squadre tipo Bologna e Palermo". Il tecnico boemo ha anche sottolineato che l'ex vicepresidente del Lecce, Moroni, gli riferì di essere stato rimproverato dall'allora amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo per averlo preso nella società pugliese. Zeman si è anche soffermato sulla sua breve esperienza nel Napoli: "Alla settima giornata, dopo il pareggio a Perugia, fui esonerato: noi facemmo una grande partita, vincevamo e ci fu fischiato contro un rigore inesistente. In tv fui esonerato dal signor Corbelli (ex presidente del Napoli, ndr)". Secondo Zeman, fu assunto al Napoli con il consenso di Moggi in quanto intendevano rovinargli la carriera e ciò è venuto alla luce da alcune dichiarazioni, ha spiegato Zeman, fatte da Corrado Ferlaino. Anche l'ex presidente del Bologna Gazzoni Frascara, ha ricordato Zeman, disse: "Volevo prendere Zeman, ma Moggi me l'ha vietato"
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