sabato 31 ottobre 2009

Juve-Napoli 2 a 3,commentino a caldo (del foco)

Lo so, ora dovrei commentare approfonditamente la partita e magari buttare giù due pagelle,ma vi dico la verità: stavo preparando le castagne.

Ai tempi del liceo inventavo scuse migliori quando non ero preparata, però stavo sul serio preparando le castagne,e nel mentre buttavo un occhio qua e là al naufragio dei nostri meravigliosi

(S)fortunatamente a quanto pare non mi sono persa nulla,se non l'ennesima riprova delle lacune di una squadra priva di identità, totalmente umorale e decisamente orfana dei pochi campioni in rosa che uno dopo l'altro ci stanno mestamente abbandonando

Tanto si è esaltato il bel gioco di Juve-Sampdoria e i fraseggi tra i nostri fenomeni o pseudo tali sulla trequarti, ma che piaccia o meno agli esteti non sono stati tanto i piedi buoni a fare la differenza rispeto ad un Juve-Chievo qualsiasi, quanto il ritmo.
Ritmo che è puntualmente tornato a mancare al nuovo infortunio di Momo Sissoko

Poulsen ha fatto il suo ed è stato anzi imho uno dei più positivi in assoluto, ha recuperato diversi palloni finchè ha retto fisicamente ed addirittura accompagnato talvolta l'azione
Ma ha un altro passo rispetto al maliano, e il compagno di reparto Melo appare in fase di stanca non solo per i consueti appannamenti mentali

Quanto ai tre davanti, è evidente che Camoranesi sia il più importante tra i tre, e non solo perchè unico vero esterno destro in rosa (al solito,impostiamo la campagna acquisti con una filosofia e poi ci ritroviamo a giocare con un'altra e con titolari giocatori che avremmo volentieri spedito a timbuctù in estate) , semplicemente perchè è attualmente di livello superiore, tatticamente e mentalmente

Giovinco a mio giudizio ha giocato l'ennesima partita fatta di tocchetti e dribling a metà campo inutili o quasi , di calci d'angolo ad altezza busto (il suo) e palloni persi alla ricerca del numero ad effetto. Buono solo il gol (anche se andrebbe per onestà intellettuale attribuito a Campagnaro) e qualche cross, ma si conferma giocatore privo di facoltà mentali, un'ottima ala quando si decide a buttarla in mezzo e fare le cose semplici, mai e poi mai però un fuoriclasse

Diego ha disputato una gara secondo me assolutamente sufficiente, ma senza mostrare quel carattere che si chiede ad un uomo simbolo. Sembra più un regista offensivo che non un trequartista, gioca arretrato per indole o necessità,ma soprattutto gioca bene arretrato mentre stenta 20 metri più avanti. Distribuisce ottimi palloni, ne perde pochi e si impegna molto, ma non tira in porta e spesso e volentieri il suo ultimo passaggio è rivolto alle corsie laterali e non al cuore dell'attacco. Con tutto il rispetto: un passaggino al terzino che si sgancia lo sa fare persino Tiago, da Diego vorremmo qualcosina in più. Ma soprattutto a darmi fastidio è il sentore che non si prenda responsabilità. Che è sensazione difficile da esprimere, perchè fuoriclasse non è nemmeno colui che tenta cinquecento giocate difficili al limite dell'area per poi finire su youtube quando gliene riesce una.Ma per quanto intraducibile è un qualcosa(in questo caso la mancanza di qualcosa) che non credo di avvertire solo io: Camoranesi e Del Piero si prendono responsabilità e si caricano la squadra sulle spalle, Diego e Giovinco fanno tante belle giocate che talvolta possono pure risultare decisive al fine del risultato, ma non si caricano un bel nulla.

David ha fatto un signor gol, s'è rivisto l'anticipo dei bei tempi andati,dopo partite interminabili in cui arrivava sempre un attimo in ritardo. Però per il resto non l'ha quasi mai vista (anche perchè Ferrara non ha pensato di affiancargli Giovinco dopo l'uscita forzata di Camoranesi) ed ha sbagliato in tempo in maniera orribile quanto colpevole su diversi calci d'angolo napoletani che per puro caso non si sono tramutati in gol

Sarà lui che non partecipa alla manovra, sarà che dietro non hanno ripetuto la prova di mercoledì, ma di scambi se ne sono visti ben pochi e alla fine il pallone più invitante è arrivato dall'ottimo Grygera del primo tempo. Fatto sta che dovrà abituarsi a dipendere dalle lune alterne dei trequartisti, perchè tanto per aggiungere al danno la beffa perdiamo anche Amauri per un'espulsione di cui naturalmente non si lamenterà nessuno perchè è tutto normale.
Della mediana s'è già detto, Melo scarico e Poulsen che fa il suo ma il suo non è quel che servirebbe ad una Juve così impostata. Poi ci sarebbe anche Tiago, ma ero veramente intenta nel mio faccendare domestico e non l'ho notato

Dietro nota di merito per i soli primi 45' di Grygera, che si conferma ottimo crossatore quando riesce a scastrarsi dal pilone di cemento nella propria area in cui viene meschinamente conficcato da quando è a Torino. Nel secondo tempo anche lui va alla deriva spazzato via da tal Datolo, oggetto semi-misterioso del nostro campionato trasformato in Garrincha più dagli errori di Ferrara però che non dalle lacune del nostro pur lento ceko

Velo pietoso sui centrali ,che se sono giustificabili e giustificati quando poco coperti dal centrocampo,non possono invece permettersi di soffrire all'inverosimile ogni calcio da fermo nè di farsi saltare come birilli da Lavezzi e co. ogni volta puntati

Quanto alla fase difensiva di Grosso mi piacerebbe discuterne, se esistesse una fase difensiva nel gioco di Fabio Grosso

Buffon ha salvato il salvabile e non mi è parso di scorgere sue colpe nei tre gol napoletani

Ciro..beh se me ne sono accorta io senza guardare la partita che il Napoli ripartiva come e quando voleva, che Datolo aveva le praterie davanti, che Giovinco non ne aveva più e che Poulsen era l'unico lì in mezzo a tenere un minimo perchè Tiago faceva il fighetto al limite dell'area avversaria...

Continua a non leggere le partite.Anzi,a leggerle male, il che è peggio. Il napoli correva il triplo e lui toglie un mediano per mettere una punta di peso, per giunta allargando l'unica fonte di gioco (Diego) sulla destra (non ha più toccato un pallone da quel momento)e lasciando in campo Giovinco che non ne aveva più da svariati minuti, salvo inserire De Ceglie quando ormai la frittata era fatta. Poteva stendere direttamente un tappeto rosso verso la porta di Buffon e offrire babà a tutti i tifosi partenopei presenti allo stadio, intanto che c'era. E per favore, se già si pestano i piedi due attaccanti slungagnoni, evitiamo di buttare nella mischia pure il difensore slungagnone e proviamo a giocare a calcio? Prima ci atteggiamo a Barcellona dei poveri con ottocento trequartisti nani e poi finiamo col lancione lungo per Chiellini centravanti.Evviva.

Ultima nota: possibile che tutte e dico tutte le squadre di serie A corrano più di noi? Ce ne sarà una con il suo Tiago a centrocampo? Una con l'attaccante lampione? Una con un paio di assenti per infortunio, o anche solo una che ha impostato la preparazione diversamente e ora non ci surclassa fisicamente? C'è?

Ora ci diranno che questa è "una sconfitta salutare", che "dobbiamo rimboccarci le maniche, i giochi sono ancora aperti" e che "la vera Juve non è questa". Non ci credo ma va bene,aspettiamo. Io intanto mangio le castagne.


Crazy Diamond

Grande Napoli corsaro in quel di Torino.

Che dire? Il Napoli ha meritato quanto la Juve ha demeritato e Ciro stavolta ha sbagliato solo il cambio di Poulsen, ma contro dei ventenni che corrono come cavalli al galoppo c'era veramente poco da fare.

I nostri sono nati vecchi e stanchi perchè a guardare l'anagrafe Tiago ha 28 anni e Poulsen 29, Melo 26 e Diego 24 ma correvano come ne avesse 47 a testa e portati anche male. Diamo e riconosciamo il merito a chi ha vinto meritatamente e becchiamoci sulle gengive questo ulteriore ridimensionamento.

L'inter (merda) vincerà anche questo scudo con 20 punti di vantaggio soprattutto perchè in europa non andrà lontano, posso solo sperare che la vecchia Signora arrivi tra le prime tre ma sono quasi certo che questo avverrà.

Cosa ci manca?

La mentalità vincente, quid pluris che i nuovi calciatori seppur buoni non hanno saputo apportare al team bianconero e si vede davvero tanto in campo, la Juve del 2006 avrebbe vinto 2-0 e avrebbe messo il Napoli a cuccia ma il tempo passa e la nuova Juve non ha uomini che le permettano di entrare in campo facendo paura all'avversario, come avveniva nei tempi migliori.

Se prima potevo arrabbiarmi e scrivere un commentino di fuoco ora mi trovo in uno stato d'animo molto diverso, quello di chi ha realizzato che la sua squadra è discreta e niente più e per cui non vale la pena proprio incavolarsi più di tanto.

Bravo il Napoli, bravo il suo allenatore e bravo il suo Presidente che ha avuto il coraggio di cambiare in corsa scegliendo, stavolta, gli uomini giusti.

E noi?

Speriamo di cavarcela...

Vecovaro

Tutto su Juventus-Napoli

I FEDELISSIMI
Sono cinque i giocatori del Napoli che non hanno saltato neanche un incontro di campionato. Due sono i fedelissimi a oltranza, presenti in campo per tutti i 968 minuti disputati: il portiere Morgan De Sanctis (un ex della sfida, con la Juventus esordì in Serie A) e lo slovacco Marek Hamsik, 22 anni e grandi lodi finora ricevute soprattutto per le sue doti di goleador (in questa stagione già cinque le reti messe a segno). Seguono il centrocampista uruguaiano Gargano e la coppia d’attacco titolare, l’argentino Ezequiel Lavezzi (due gol all’attivo) e il nazionale Fabio Quagliarella (tre le sue realizzazioni nell’attuale torneo).


IL PRECEDENTE DEL 31 OTTOBRE
Già in un’occasione Juventus e Napoli si sono affrontati il 31 ottobre per un incontro di campionato. L’appuntamento risale al 1954, alla settima giornata di un campionato che avrebbe visto le due squadre non partecipare alle posizioni di vertice (anzi, gli azzurri precedettero i bianconeri nella classifica finale per un punto).

La gara vive tutte le fasi determinanti nel primo tempo: al minuto 25 Boniperti porta in vantaggio la Juventus, ma dieci minuti dopo i campani guidati da Monzeglio riescono a pareggiare con Amadei. Il risultato resta questo fino alla fine, anche perché i bianconeri falliscono un calcio di rigore con il danese Praest. La formazione dei padroni di casa, schierata dall’allenatore Aldo Olivieri, era la seguente: Viola, Travia, Manente; Oppezzo, Ferrario, Gimona, Muccinelli, Mannucci, Boniperti, Bronée, Praest

LA LEGGE DELL’1-0
Il risultato più frequente nella storia di Juventus-Napoli è l’1-0, verificatosi 12 volte nel corso del tempo (oltre che negli ultimi due incontri avvenuti in campionato dopo il nostro ritorno in Serie A). Ecco la lista dei match-winner: nel 1938/39 Defilippis; nel 1946/47 Piola; nel 1956/57 lo svedese Hamrin, in gol a tre minuti dal termine; nel 1963/64 Miranda; nel 1977/78, anno tricolore, Boninsegna, in rete in apertura di gara; nel campionato successivo è Tardelli a decidere la sfida, seguito per il terzo 1-0 consecutivo da Scirea; si torna all’1-0 nel 1990/91 con Casiraghi; nel 1993/94 è Ciro Ferrara, difensore in forza al Napoli, a deviare nella propria porta un diagonale di Andrea Fortunato; nel 1994/95 il goleador è Fabrizio Ravanelli; infine, gli ultimi due campionati di Ranieri, con le reti sotto la curva Sud ad opera di Iaquinta nel 2007/08 e di Marchisio nel 2008/09.

Da Juventus.com
Nedved ospite di Formazione Juventus: «La squadra può vincere già quest’anno»

Una presenza speciale ha allietato i ragazzi bianconeri presenti alla lezione odierna di “Formazione Juventus”, il progetto che la società bianconera dedica alle squadre del Settore Giovanile. Nella lezione tenuta da Paolo Rossi, volto noto di Juventus Channel, a fare da testimonial ci ha pensato niente meno che Pavel Nedved.

La Furia Ceca ha incontrato tre gruppi di ragazzi (Giovanissimi Sperimentali e due formazioni Esordienti) raccontando tanti episodi della sua lunga e vincente carriera da calciatore. Episodi che ne hanno costruito la fama fino a farlo diventare uno dei giocatori più amati dal pubblico bianconero, ma anche tra quelli maggiormente presi come esempio dai giovani calciatori.

Al termine dell’incontro, Nedved ha parlato in esclusiva con Juventus Channel raccontando la sua esperienza da maestro per un giorno e commentando la situazione dei suoi ex compagni alla vigilia della partita con il Napoli: «Io la sto vedendo bene la squadra. Ha ricevuto qualche critica ma siamo solo all’inizio e i risultati si vedranno alla fine. Ciro Ferrara sta seguendo la sua strada, sta facendo ottime cose e i ragazzi sanno di essere forti. Per me la Juventus può già vincere quest’anno».

da Juventus.com

Commento:

Il figlio di Pavel diventerà anche più forte del padre ;)

"Grinta più importante del modulo"


Ferrara e il dubbio Amauri, pronto Trezeguet. Confermato Giovinco

TORINO: «Il modulo passa in secondo piano rispetto alla grinta e alla cattiveria agonistica che i ragazzi sono riusciti a mettere contro la Samp. Quel tipo di atteggiamento e di preparazione alla gara credo abbiano fatto la differenza. È in questo che dobbiamo avere continuità». Lo dice il tecnico bianconero Ciro Ferrara. «La partita con la Samp - aggiunge - ha dato delle risposte anche a noi su quello che possiamo fare, perchè dopo un periodo difficile avevamo bisogno di una gara di questo tipo per convincerci ulteriormente di poter fare molto bene. Dobbiamo essere bravi a gestire questo momento e cercare la continuità di gioco. Quelle che possono sembrare gare più semplici possono invece essere le più delicate. Con il Napoli dobbiamo immediatamente dare delle risposte. Dobbiamo capire se la vittoria con la Samp è stata frutto di una giornata in cui ci è riuscito tutto o se possiamo darle un seguito». La Samp ha messo in mostra anche una grande intesa tra Giovinco e Diego: «Mi sembra che per affinità tecniche i tre che hanno giocato contro la Samp abbiano piedi e giocate geniali e quindi riescono a dialogare meglio. Sono riusciti a lavorare insieme e con il resto della squadra. Sappiamo che ci possiamo esprimere su altissimi livelli. Magari non sarà sempre come contro la Samp, ma quella dev’essere la mentalità giusta». Mentalità da mettere in campo già domani con il Napoli: «è una squadra che corre fino alla fine e i risultati dimostrano che è riuscita a recuperare o vincere negli ultimi minuti - ha spiegato Ferrara -. Fa dell’aggressività una sua caratteristica. Troveremo una squadra che chiude tutti gli spazi e corre. Hamsik, Lavezzi e Quagliarella possono inventare la giocata in qualsiasi momento e non danno punti di riferimento ai nostri difensori. Noi dobbiamo essere perfetti e attenti. Cosa c’è di nuovo con Mazzarri? Quando c’è un cambio, c’è sempre una reazione. C’è voglia di uscire da un determinato momento. Si nota questa reazione e quelle che sono le idee di Mazzarri».

Domani sarà anche la prima di Ferrara da allenatore contro la squadra dov’è cresciuto. «Per fortuna non è una partita che ora mi tocca giocare. È chiaro che sono legato al mio ambiente, alla mia città in cui ho avuto la fortuna di iniziare e vincere. Ho ricordi bellissimi però, detto questo, mi auguro in qualità di allenatore della Juventus di battere il Napoli. Allenarlo un domani? Spero che la mia carriera possa essere lunga, è cominciata da un punto di partenza molto alto. Se in futuro ci sarà questa possibilità, mi farebbe piacere». Vincere permetterebbe di restare in scia all’Inter: «Non ho visto la gara con il Palermo, però 5 gol dopo i 5 di Genova... Credo sia l’attacco più prolifico. Non c’è nulla di nuovo. L’Inter resta una grandissima squadra e l’avversaria da battere. Noi anti-Inter? Non lo so, perchè le sensazioni cambiano dopo ogni gara. Prima della Samp si parlava di una Juve che doveva dare delle risposte nonostante risultati positivi in un periodo difficile. Dopo la Samp noto esaltazione da parte di tutti, perchè la Juve può essere l’unica alternativa all’Inter. Non credo sia così, perchè se il Milan non avesse pareggiato a Napoli era lì. È una squadra che lotta e lotterà per il vertice. Se sentiamo già la sfida con l’Inter? No, per quella partita c’è ancora troppo tempo davanti e noi abbiamo obiettivi a brevissima scadenza molto importanti. Stiamo pensando al Napoli, non certo all’Inter. Noi vogliamo fortemente i tre punti e cercherò di mandare in campo i giocatori che in questo momento possono garantire un livello di prestazione molto alta».

Tra i convocati c’è anche un Amauri febbricitante e allora qualcuno ha pensato a Giovinco nel ruolo di attaccante: «In questo momento posso ipotizzare tutto con due soli attaccanti, ma non credo che sia una cosa su cui andremo a lavorare - ha risposto Ferrara -. Togliere responsabilità a Giovinco può giovargli? Non penso possa essere un problema per lui. Per giocare nella Juventus bisogna prendersi delle responsabilità. Tutti, dal primo all’ultimo, devono dimostrare di essere giocatori da Juve. Noi di giocatori di questo tipo ne abbiamo tantissimi e quelli più giovani devono guardare i più anziani».

da La Stampa

Juve, avanti con due mediani


Confermato il 4-2-3-1: c’è Poulsen. Il danese prenderà il posto di Sissoko. Amauri, di nuovo influenzato, è convocato: ma Trezeguet resta favorito

TORINO, 31 ottobre - Questa volta Ciro Ferrara avrebbe seguito con piacere il consiglio di Vujadin Boskov: «Squadra che vince non si cambia». Concetto anco­ra più valido dopo un successo netto (5-1) come quello sulla Sampdoria. Con l’infortunio di Momo Sissoko (distrazione all’adduttore della coscia sini­stra) cambiano un po’ i pro­grammi, ma la filosofia di Fer­rara resta la stessa. Il tecnico juventino vuole dare conti­nuità «all’esplosione nucleare» di mercoledì, dunque avanti con il 4-2-3-1 che tanto ha im­pressionato contro Cassano e compagni. Avanti con due me­diani a protezione della dife­sa, tre trequartisti pronti ad accendere il gioco bianconero e una punta centrale. L’inferme­ria piena - con Sissoko gli indi­sponibili sono sette - non per­mette all’allenatore juventino tante varianti. In mezzo al campo il forfeit del maliano verrà tamponato da Christian Poulsen.

TRIO MERAVIGLIA - Per as­secondare il diktat di Ferrara («Voglio un nuovo segnale di forza») a fare la differenza do­vrà essere soprattutto il trio fantasia. A Diego, central­mente, e a Camoranesie Gio­vinco, sugli esterni, spetterà il compito di far cambiare pas­so alla Juventus (ovviamente con il supporto dei due terzini, in special modo di Grosso). In­venzioni, tagli e inserimenti senza palla sono fondamenta­li per tenere impegnati i late­rali del Napoli e appoggiare nel modo giusto l’unica punta bianconera. In attacco il favo­rito è David Trezeguet. Dopo il gol (partendo dalla panchi­na) contro la Sampdoria, il francese è pronto a guidare l’attacco. Amauri, di nuovo in­fluenzato, ieri ha saltato l’alle­namento. Ferrara lo ha co­munque inserito tra i convo­cati. Quasi certa - febbre e ri­sultato permettendo - una staffetta con Trezegol.

da Tuttosport

Intervista a Blanc: «La Juve si sente addosso 29 scudetti» (30/10/2009)

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Commento:

Io a questo lo adoro! :)

Juventus - Conferenza Stampa di Ferrara (Pre Juventus - Napoli) 30-10-09

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venerdì 30 ottobre 2009

Bisogna sapersi accontentare.......



Blanc nuovo Consigliere di Lega al posto di Cobolli: «Nel segno della continuità»

L'assemblea straordinaria dei club di Serie A, in corso nella sede della Lega Calcio a Milano ha eletto Jean-Claude Blanc consigliere di categoria al posto di Giovanni Coballi Gigli. «La mia presenza è nel segno di quanto fatto da Cobolli. Il tema della continuità è quello che si applica anche alla Lega» sono state le parole del neo Presidente bianconero.

Prima di entrare in assemblea, Blanc anche parlato del momento della squadra, reduce dal netto successo di mercoledì: «Ovviamente cercheremo di confermare il buon risultato ottenuto contro la Samp già da domani sera contro il Napoli, magari con lo stesso passo spedito».

Dopo la nomina di Blanc, il governo della Lega è così composto dal presidente Beretta, dalla vicepresidente Rosella Sensi, dai presidenti delle assemblee di A, Galliani, e di B, Fantinel, da otto consiglieri di A e cinque di B. Oltre ai tre consiglieri designati nella Figc.

Da Juventus.com

I convocati per l’anticipo con il Napoli. Si ferma Sissoko ma torna Tiago

A due giorni dalla grande vittoria contro la Sampdoria è già tempo di pensare al nuovo incontro. È vigilia dell’anticipo di campionato contro il Napoli e Ciro Ferrara ha diramato l’elenco dei convocati.

Il match con i liguri, oltre a tanti sorrisi, ha portato anche una brutta notizia. Nel corso della sfida, Sissoko ha lamentato una sofferenza muscolare. Gli esami effettuati ieri hanno evidenziato la presenza di una distrazione di primo grado del muscolo adduttore lungo della coscia sinistra. La prognosi per la completa ripresa agonistica è di circa 25 giorni. Già da oggi il centrocampista maliano ha effettuato le cure mediche e fisioterapiche del caso.

Per un Sissoko che si ferma, c’è un Tiago che torna invece a completa disposizione del tecnico. In totale, sono 21 i giocatori convocati e tra questi ci sono anche i Primavera Fausto Rossi e Ciro Immobile.

Ecco l’elenco completo

1 Buffon
3 Chiellini
4 Felipe Melo
5 Cannavaro
6 Grosso
11 Amauri
12 Chimenti
13 Manninger
16 Camoranesi
17 Trezeguet
18 Poulsen
19 Molinaro
20 Giovinco
21 Grygera
23 Ariaudo
28 Diego
29 De Ceglie
30 Tiago
33 Legrottaglie
37 Rossi
40 Immobile

Da Juventus.com

Ferrara: «La grinta fa la differenza»

La Juventus perde Momo Sissoko per venticinque giorni e la notizia ovviamente è tutt’altro che piacevole. Ciro Ferrara però non si abbatte, perché sa di avere a disposizione una rosa ampia e di qualità: «È un periodo così. Chiaramente ci dispiace, ma siamo convinti di poter fare bene, nonostante le assenze. Cambiare modulo? Penso di avere giocatori che mi possono permettere qualsiasi tipo di soluzione e non credo che l’assenza di Momo possa condizionarmi. Tiago? Ha caratteristiche che meglio si adattano a un centrocampo a tre, ma in emergenza potrebbe comunque esserci utile».

Più del modulo conta l’approccio alla gara e Ferrara chiede ai suoi di presentarsi contro il Napoli con la stessa convinzione messa in mostra contro la Samp: «Il modulo e la disposizione tattica passano in secondo piano rispetto alla grinta, alla voglia e alla cattiveria agonistica che i ragazzi sono riusciti a mettere in campo contro la Sampdoria. È l’atteggiamento che ha fatto la differenza ed è in quello che dobbiamo avere continuità».

Per la continuità, fondamentale sarà la gara con il Napoli. Un appuntamento che per Ciro Ferrara, ma anche per Fabio Cannavaro, avrà un sapore particolare visto il passato. Dopo tante partite da ex vissute dal campo, ora la prima in panchina: «Da calciatore è sempre stato un problema giocare questa partita per quanto sono legato alla città e alla squadra. Ma domani contano i tre punti e mi auguro di batterlo in Napoli. Sappiamo di trovare una squadra in ripresa dopo il cambio di allenatore e che in avanti può contare su giocatori imprevedibili».

I bianconeri saranno i primi a scendere in campo e inizieranno un nuovo duello a distanza con l’Inter, dopo le cinquine messe a segno dalle due squadre nel turno infrasettimanale. Ma più che ai nerazzurri, Ferrara ha altro a cui pensare: «Lo scontro diretto è in programma il 5 dicembre e c’è tanto tempo per prepararlo, ora abbiamo obiettivi più ravvicinati, come la partita di martedì con il Maccabi che per noi sarà fondamentale. Ma prima c’è il Napoli e adesso stiamo pensando solo a quello. Per il campionato poi, non credo sia solo una corsa a due, c’è anche il Milan».

Da Juventus.com

Tegola Juve: Sissoko è out

Il maliano ha rimediato una distrazione muscolare alla coscia sinistra: salterà la gara di domani contro il Napoli e dovrà stare fermo per 20-25 giorni. Al suo posto giocherà Poulsen, nel 4-2-3-1 confermato da Ferrara

TORINO, 30 ottobre 2009 - Pochi minuti prima della conferenza stampa di Ciro Ferrara, al termine della rifinitura di stamattina (a porte chiuse), arriva la notizia: Mohamed Sissoko ha rimediato una distrazione muscolare alla coscia sinistra. Nonostante fosse stato convocato, salterà dunque la gara di domani contro il Napoli pochi giorni dopo il recupero dal precedente guaio muscolare. Ma non solo: l'infortunio lo obbligherà a uno stop di 20-25 giorni.

Ferrara comunque non cambierà modulo: confermato il 4-2-3-1, al posto di Sissoko giocherà Poulsen, al fianco di Felipe Melo e dietro al trio composto da Camoranesi, Diego e Giovinco.

Da Gazzetta dello Sport

Il Comune gira alla Juve la bolletta da 700 mila euro

E' la spesa per le riprese tv in HD della Champions

TORINO. Settecentomila euro: è questo l’investimento necessario per migliorare l’illuminazione dell’Olimpico e rendere così possibili le riprese in HD delle partite di Champions League. Una bella cifra che, pare, dovrà essere sborsata per intero dalla Juventus dal momento che il Comune (proprietario dello stadio) si è chiamato fuori dalla questione. «Dopo esserci consultati con i nostri uffici tecnici - spiega l’assessore allo Sport Giuseppe Sbriglio - siamo arrivati alla conclusione che all’amministrazione comunale questa spesa non spetta nel modo più assoluto: si tratta di una miglioria realizzata in funzione delle riprese televisive, mentre il Comune è in dovere di pagare soltanto quando sorgono problemi inerenti alla sicurezza dell’impianto o al suo degrado».

Della questione si parla da tempo, ma dal momento che gli uomini dell’Uefa saranno a Torino attorno al 15 novembre per discutere del problema (insieme con altre questioni tecniche), urge che la società bianconera assuma una decisione. E’ infatti passato più di un mese da quando la Uefa, attraverso una lettera formale - inviata alla divisione Sport di Palazzo Civico - chiedeva al Comune di dirimere la matassa. A quel punto l’assessore Sbriglio prese carta e penna e scrisse alla Juventus per informarla dei lavori che si sarebbero dovuti fare per mettere a norma l’impianto. Nonostante all’Olimpico giochi anche il Torino infatti, la miglioria riguarda solo le partite di Coppa e quindi non la squadra granata. Come ha preso la notizia la società bianconera? Per il momento la replica è un sobrio «no comment», forse in attesa di una contro-interpretazione della questione a cura degli avvocati del club.

In ogni caso una via d’uscita temporanea per la squadra potrebbe esserci: «La Città potrà aiutare la Juventus chiedendo alla Uefa una ulteriore proroga, magari fino al 2011 quando la società bianconera avrà il suo stadio al Delle Alpi. Non sappiamo che cosa ci risponderanno, ma intanto noi il tentativo lo faremo» conclude Sbriglio.

da la Stampa

Giovinco: «Visto? Sono uno vero, con me vi divertirete!»


Intervista al talento rilanciato da Ferrara: «Non ho mai pensato di aver sbagliato a restare. Nel nostro calcio non c'è equilibrio nei giudizi, un giorno sei un mago, quello successivo uno qualsiasi»

TORINO, 30 ottobre - Piccolo e abbastanza diretto, ma per lo meno Sebastian Giovinco, anni 23 il prossimo 26 gennaio, è una persona schietta. Che va interpretato e non preso di punta. Forse la Juventus ha fatto bene a non “prestarlo” in giro, forse lui ha fatto benissimo a non lasciarsi prestare. Il resto è vita, anzi pallone.

Sebastian Giovinco, ben­tornato in paradiso...
«In paradiso? Grazie, grazie, ma sono sincero: un po’ mi girano. Perché il calcio italiano è fatto in modo strano: oggi sei un mago, domani sei uno qualsiasi, la vecchia storia dell’altare e della polvere. E’ sufficiente sbagliare un paio di partite e, zac, vieni martellato. Ho davanti ai miei occhi cosa è accaduto l’anno scorso a Buffon: all’improvviso sembrava che non fosse più capace a parare. E parliamo del miglior portiere al mondo, non di uno qualunque. Mi creda, ci vorrebbe più equilibrio » .

Dunque?
«Io sono vero e corretto, non riesco a fingere. Soprattutto, per indole dico sempre quello che mi salta in testa» .

Un passo indietro. Quest’estate dichiarò preventivamente che avrebbe rifiutato il trasferimento, in Italia e all’estero. Perché?
«Perché gioco in una delle squadre più forti del mondo e perché ho anche la fortuna di farlo nella mia città. Per quale ragione avrei dovuto accettare l’idea di andarmene? E poi, me lo consenta, si tratta pure di consapevolezza nei propri mezzi».

Nei mesi passati, non l’ha mai sfiorata il dubbio che sarebbe stato più congruo per la sua carriera fare il titolare lontano da Torino piuttosto che l’alternativa di lusso in bianconero?
«Onestamente no. E c’è un motivo. A Empoli ho capito che posso giocare con continuità in una provinciale, ora la mia sfida è riuscire a giocare tutte o quasi tutte le partite nella Juventus. Guardi, non sono presuntuoso, sono soltanto testardo. Se mi fisso su una cosa, cascasse il mondo...».

Ci spieghi come è riuscito a conquistare la fiducia di Ferrara.
«Semplice: con i fatti, perché nel calcio le parole contano zero. E i fatti, nello specifico, sono gli allenamenti » .

Insomma, un lavoro di metodo, giorno dopo giorno.
«E pensi che la scorsa stagione circolava voce che mi allenassi in maniera svogliata, con un atteggiamento sbagliato. Invece non è mai stato così. A volte sembra che mi estranei dal gioco, ma si tratta di sensazioni fasulle».

Il nuovo sistema tattico, il 4-2-3-1, le è stato un po’ di aiuto per riemergere?
«A mio avviso no».

Per lo meno ha aiutato la Juventus...
«Ancora no. Il nostro rilancio non è dovuto al tipo di gioco ma alla determinazione, alla voglia, all’intensità che abbiamo messo. Prerogative che in alcune partite sono venute a mancare e di cui abbiamo preso coscienza. Il 70- 80 per cento dei nostri problemi scaturiva dall’approccio e dall’interpretazione delle sfide. Ripeto, il modulo non lo considero determinante».

Diego è davvero bravo?
«Lo è, lo è... A me hanno impressionato i tempi d’inserimento e la capacità di leggere con largo anticipo lo sviluppo dell’azione. E poi segna».

Cosa che lei non fa più.
«E che sinceramente mi manca. Io non sono un attaccante, però il gol dà sicurezza, aumenta la stima in se stessi. Prendete Amauri: dopo sette mesi vissuti a secco, adesso si è liberato e subito scatenato. Ci sono meccanismi che scattano dentro, vai a sapere...».

E quando tornerà Del Piero?
«Il mio compito sarà farmi trovare pronto dall’allenatore e sfruttare le occasioni che mi saranno concesse. Chiaro che mi piacerebbe ci fosse spazio per tutti e tre, magari contemporaneamente » .

Con la soluzione a una punta, meglio avere da­vanti Amauri o Trezeguet?
«Uguale. Assolutamente uguale. Ripeto, il nocciolo della questione sta nell’approccio, dell’atteggiamento, nella determinazione del gruppo. Rombo o 4-2-3-1 è la stessa faccenda».

Da Tuttosport


Del Piero: «Juve, che vittoria! Ora sotto con il Napoli...»


Il capitano bianconero : «Sono ottimista per il futuro, voglio tornare presto. Ringrazio Cobolli per aver lottato sempre al nostro fianco e faccio un grande in bocca al lupo a Blanc»

TORINO, 30 ottobre - Lettera aperta ai suoi tifosi. Alex Del Piero si stropiccia gli occhi davanti a una Juve così bella, come quella vista contro la Sampdoria e, ora più che mai, non vede l'ora di rientrare. Il capitano della Juve racconta le sue sensazioni sul sito personale www.alessandrodelpiero.com. È un momento cruciale, anche dal punto di vista societario. Cobolli Gigli ha lasciato la presidenza a Jean Claude Blanc, ma prima di andar via ha ringraziato i giocatori, soprattutto i "fedelissimi", tra cui Del Piero. Un pensiero speciale che l'attaccante bianconero ricambia, prima di rivolgere un sincero «in bocca al lupo» a Blanc.

Ecco la lettera di Del Piero:

Che vittoria!

La partita contro la Sampdoria ci fa guardare al futuro con grande ottimismo, la squadra ha dato il massimo e il risultato premia la prestazione, l’impegno, il gioco, contro un avversario difficilissimo. E adesso sotto con il Napoli. Io ho esultato dalla tribuna, ma presto, molto presto, voglio farlo in campo con i miei compagni!

I tre punti contro la Sampdoria, inoltre, accompagnano un momento molto importante per la società. E’ stata la settimana del passaggio di consegne tra il presidente Cobolli Gigli e l’attuale presidente Blanc. Nell’ultimo discorso agli azionisti il presidente Cobolli ha ricordato i suoi primi giorni a Torino, nel pieno della bufera che ci stava travolgendo, e ha voluto ringraziare per primi noi giocatori.

Vorrei ricambiare queste parole, e rivolgere a lui un grande ringraziamento per quello che ha fatto in questi anni non facili, per avere lottato al nostro fianco per raggiungere i migliori risultati e venire fuori dal periodo più difficile della nostra storia, e per avermi personalmente supportato in questi tre anni.

Gli succederà Jean Claude Blanc, anche lui con noi fin dalla serie B, che saprà raccoglierne l’eredità unendo la carica di presidente a quelle che ha già ricoperto finora alla Juventus.

Desidero rivolgere il mio “in bocca al lupo” al nuovo presidente, e a tutto il suo staff, affinché raggiunga i traguardi che tutti noi ci siamo prefissati, fuori e dentro il campo. Con la speranza che vada sempre come mercoledì sera…

da Tuttosport

Intervista a Trezeguet: «Juve, lo scudetto è possibile» (29/10/2009)

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Trezeguet si racconta a “Open Mind”

È stato un pomeriggio particolare quello di David Trezeguet che, da spietato bomber dell’area di rigore, si è trasferito dal campo nel centro di Torino, e più precisamente in Piazza Castello, per trasformarsi in oratore, nell’ambito di "Open Mind", progetto rivolto ai giovani sostenuto dal Ministero dell’Interno e cofinanziato dall’Unione Europea.

Un’occasione di confronto che la città di Torino ha organizzato per permettere ai giovani di venire a contatto con concittadini illustri e interrogarli sulle loro storie, sulle opportunità che hanno incontrato, sulle passioni e i principi che li hanno guidati nell’affrontare la vita adulta. Un momento di crescita per i ragazzi che durante la Settimana della Cittadinanza, dal 27 al 31 ottobre, hanno l’occasione di trarre proficui insegnamenti dal dialogo con personaggi illustri come è accaduto ieri con John Elkann (presidente di Exor) e Angelo Benessia (presidente della Compagnia di San Paolo).

David da Torino è stato “adottato” ormai da dieci anni e ha sempre sottolineato il suo legame con la città oltre che con la Juventus, così si è prestato volentieri al confronto. Alle oltre 300 persone presenti, per la maggior parte giovani, David ha raccontato la sua vita, partendo dall’Argentina e dai suoi primi calci al pallone con una porta delimitata da due pietre, fino al trionfo al Mondiale e all’Europeo e ai tanti successi con la Juventus.

Del momento attuale della Juventus David ha poi parlato ai giornalisti presenti, raccontando «che la cosa più bella della partita con la Sampdoria è stata essersi divertiti e aver divertito il pubblico». Ma la testa di Trezegol e dei suoi compagni è già rivolta alla gara di sabato contro il Napoli «una bella squadra che dovremo affrontare con lo stesso spirito che abbiamo avuto contro la Samp». «Non bisogna mollare – chiude Trezeguet - abbiamo tanti impegni davanti a noi».

da Juventus.com

giovedì 29 ottobre 2009

Blanc e Cardinaletti in visita al nuovo stadio

Una visita importante oggi al cantiere del nuovo stadio. Jean-Claude Blanc ha fatto il suo primo sopralluogo come presidente della Juventus: ad accompagnarlo c’era anche il presidente del Credito Sportivo, Andrea Cardinaletti. Un incontro programmato da tempo, che fa parte di un rapporto di collaborazione con l’istituto finanziario che, con il prestito di 50 milioni di euro sottoscritto il 20 marzo, contribuisce alla realizzazione dell’opera intorno alla quale la Juventus sta disegnando il proprio futuro. «Un incontro utile, che ha permesso al presidente Cardinaletti di prendere atto personalmente del ritmo intenso dei lavori nel cantiere del nostro stadio. Con il Credito Sportivo prosegue pertanto un rapporto di piena collaborazione e di totale sintonia sulla necessità di rinnovare le strutture per far crescere il calcio italiano». Al momento sono in corso l’elevazione per la costruzione delle tribune del secondo e terzo livello, l’elevazione del settore Ovest e il tunnel e i locali annessi del settore sud.

Prima di recarsi allo stadio, Blanc e Cardinaletti sono stati a Vinovo, dove il presidente della Juventus ha potuto verificare il successo della prima apertura al pubblico della tribuna del campo di allenamento della Prima Squadra: «Avevamo promesso ai nostri tifosi che avremmo aperto Vinovo e così è stato. Per ora si tratta di una fase “sperimentale”, con un pubblico selezionato di gruppi che vengono invitati di settimana in settimana. All’inizio del 2010, invece, saremo in grado di raccogliere le domande di tanti appassionati che si aggiungeranno agli Juventus Member e ai soci dei Club Doc, che continueranno ad essere premiati con un’attenzione speciale».

da Juventus.com

Le Pagelle: Juve - Sampdoria 5 a 1



BUFFON 6 totalmente inoperoso, si fa rubare la scena dal collega Castellazzi. Che gioca da migliore in campo e piglia cinque pappine. Com'è che diceva Oscar Wilde?

GROSSO 7
sostegno costante alla manovra offensiva senza mai patire dietro, meriterebbe il gol e quel cross per Trezeguet è poesia. Mi pare anche di aver letto nel labiale della mamma di David un "Molinaro hijo de puta!"

CANNAVARO 6
gli fanno marcare l'unico veramente veramente forte della sampdoria che giustamente lo brucia sul gol. Fortunatamente il nuovo dopobarba Gillette riduce il senso di irritazione

CHIELLINI 7
da qualche gara sempre più pericoloso in area avversaria senza per questo perdere la bussola dietro, la coperta corta non sa nemmeno cosa sia. Anche perchè ad occhio e croce dorme per terra, ricoperto di fogliame e con un macete al fianco

GRYGERA 6+
tecnicamente inadeguato, ben figura grazie alla bravura dei compagni come il miglior Roque Junior

FELIPE MELO 6.5
in dubbio fino all'ultimo per una botta alla caviglia, pare giocare col freno a mano tirato eppure macina chilometri lo stesso. E' successo anche a me una volta e la mia Peugeot non ha gradito affatto..

SISSOKO 7
torna Momo ed improvvisamente la squadra ha un altro ritmo. Non ricordavamo un'entrata in scena tanto impetuosa dalla carica degli gnu nè Il Re Leone

GIOVINCO 7.5
manca di cattiveria per fare la differenza negli ultimi metri ma da sinistra,nel suo vero ruolo,dispensa assist in quantità e dà uno sbocco alla manovra. Se la gara di ieri avrà visto nascere l'era del 4 2 3 1 lui potrebbe esserne il protagonista. Certo, nano è nano, ma anche Pipino il breve guidò un Regno. Poi ad onor del vero ci sarebbe quell'altro...

DIEGO 7.5
come previsto con più spazi davanti dà il meglio di se' e distribuisce suggerimenti splendidi con facilità disarmante. Chiederemo una deroga a Chiamparino per giocare direttamente in Piazza San Carlo

CAMORANESI 8
mostruoso.Un sunto di classe, grinta, sapienza tattica..quando gioca così c'è solo da lustrarsi gli occhi. E' triste pensare che è quasi al tramonto della sua carriera, quando smetterà non sarà facile trovare un giocatore simile, anche se la Schiavone ci va vicino

AMAURI 7.5
due gol di prepotenza e tanto lavoro. Fisico possente e capello stirato, alzi la mano chi ancora biasima Marrazzo



POULSEN 6+
entra a gara già scritta come le vecchie glorie. Anche se in effetti non è mai stato una gloria fa il suo

DE CEGLIE S.V
. si allinea alla prestazione. Della sampdoria.

TREZEGUET 6.5
giusto il tempo per fare esultare mammà e testare le doti statiche della tribuna Vip



FERRARA 7.5
giustamente contro il 4 4 2 di Del Neri abbandona il rombo e propone uno schema meno scoperto sulle fasce e al tempo stesso spregiudicato. Sarebbe però ingiusto fare paragoni, questa volta mancava Pieri


Crazy Diamond

Quando è giusto è giusto!



Incontro Blanc Marotta ieri all'olimpico di Torino... Incrociamo le dita...

Commenti post partita

Giovinco: «Gara quasi perfetta, battuto la squadra più in forma»

Sebastian Giovinco, autore di un’ottima gara, commenta così la vittoria sulla Sampdoria: «Abbiamo battuto la squadra che forse stava meglio di tutte, dimostrando che noi ci siamo. Stasera abbiamo disputato una gara quasi perfetta e a parte il gol subito non abbiamo sbagliato nulla. Questione di modulo? Non credo. Penso che ciò che più conta è come si affrontano le partite. Chi ha giocato oggi l’ha fatto nel migliore dei modi. Ora dobbiamo dare continuità ai risultati positivi degli ultimi giorni».

Cannavaro: «La squadra mi è piaciuta al di là del modulo»

La ricerca della perfezione e il non essere pienamente soddisfatti neppure dopo un netto 5-1 in uno scontro diretto. Anche così si forma il carattere delle grandi squadre e uno come Fabio Cannavaro queste cose le sa.

Alla fine del match con la Samp, il difensore napoletano è rammaricato per il gol ininfluente subito da Pazzini. Ma anche e soprattutto soddisfatto per la prova della squadra: «Una vittoria così ci voleva per confermare gli ultimi risultati e per cancellare qualche critica piovutaci addosso. Abbiamo recuperato lo spirito e la voglia di lottare fino alla fine. La squadra mi è piaciuta molto stasera. Il nuovo modulo? Al di là di quello, mi è piaciuta l’interpretazione della partita da parte di tutti e la voglia di recuperare il pallone anche degli attaccanti».

Grosso: «Siamo un gruppo unito che punta ad essere capolista»

Settimana da incorniciare per Fabio Grosso: lunedì sua moglie ha dato alla luce Giacomo, il suo secondo figlio, e stasera con la Juventus ha rifilato un sonoro 5-1 alla Sampdoria. «Siamo un gruppo unito che punta ad essere capolista – commenta a caldo il terzino bianconero –. È proprio grazie al nostro affiatamento che siamo usciti da una parentesi negativa. Stasera abbiamo giocato alla grande, tutti, nessuno escluso. Creavamo occasioni dalla destra, da sinistra, dal centro. Il loro gol? Ha fatto bene Cannavaro ad arrabbiarsi. Anche se vincevamo 4-0, la concentrazione deve restare alta per tutta la gara».

da Juventus.com

Centrata l’operazione sorpasso

La Juventus sceglie la serata giusta per offrire la miglior prestazione della stagione. Nello scontro diretto con la Sampdoria, la squadra di Ferrara disputa una gara perfetta e vince con un netto 5-1 che non lascia discussioni.

Amauri conferma di essere tornato ai suoi livelli di bomber e firma una doppietta. Chiellini bissa la rete di sette giorni prima con il Maccabi. Camoranesi chiude i conti prima del gol della bandiera di Pazzini e dell’ultimo sigillo di Trezeguet su cross di Grosso.

Con questi tre punti, i bianconeri scavalcano proprio i blucerchiati e si portano al secondo posto a un solo punto dall’Inter che domani sera affronterà il Palermo nel posticipo.

Da ricordare la prima da Presidente di Jean-Claude Blanc, in attesa di un altro match casalingo. Sabato sera, all’Olimpico arriva il Napoli in uno dei due anticipi dell’11ª giornata.

La partita. Ferrara recupera Felipe Melo e, a distanza di una settimana dalla gara con il Maccabi, ripropone il 4-2-3-1. Amauri unica punta, alle sue spalle un trio tutto fantasia formato da Camoranesi, Diego e Giovinco. Sissoko e Felipe Melo davanti alla difesa, formata per l’occasione da Grygera, Cannavaro, Chiellini e Grosso. Buffon in porta, ancora con la fascia da capitano al braccio.

I bianconeri dimostrano subito di voler fare propria la partita e schiacciano gli ospiti nella propria area. Nei primi minuti si accendono un paio di mischie e Castellazzi compie un miracolo su colpo di testa di Chiellini.

I blucerchiati si fanno vedere per la prima volta al 13’ con Ziegler fermato da Buffon e Grygera. I tre piazzati da Ferrara alle spalle di Amauri – Giovinco, Diego e Camoranesi – garantiscono giocate importanti per Amauri, ma anche inserimenti verso la porta ligure.

A forza di provarci, la Juve passa. Al 26’, sull’ennesimo angolo di Diego, Amauri controlla e batte Castellazzi. Per il brasiliano e il terzo gol di fila in campionato. Il vantaggio galvanizza ancora di più la squadra di Ferrara che, spinta dal pubblico, continua ad attaccare. Castellazzi para un destro a giro da fuori di Giovinco.

Del Neri prova a dare una scossa alla Samp, mettendo dentro Bellucci al posto di Zauri. Una squadra più offensiva che ora può contare su Cassano, Pazzini e il nuovo entrato. Ma a colpire è ancora la Juve. Chiellini strepitoso: recupera palla, la porta al limite dell’area doriana, segue l’azione di Amauri e insacca da due passi. Tutto splendido e 2-0 al 42’. Risultato con cui le squadre vanno al riposo.

Juve dominatrice anche a inizio di ripresa. Castellazzi apre la frazione con un altro miracolo sul tocco all’indietro di Lucchini che anticipa Amauri. Del Neri cambia ancora e manda in campo anche Padalino al posto di Tissone. Ma ancora una volta la mossa non porta bene, almeno dal punto di vista scaramantico. Arriva il tris. Merito del trio dei trequartisti: Diego apre, Giovinco buca la difesa e centra per Camoranesi che insacca col piatto.

Ferrara inizia a pensare ai prossimi impegni e toglie Sissoko al 7’, al suo posto Poulsen. La sostanza non cambia e per poco non arriva il poker con Giovinco che mette a lato dopo una discesa a sinistra. Ci prova anche Grosso: Castellazzi c’è. L’esterno vuole festeggia la nascita del secondogenito Giacomo e ci prova un attimo dopo, con il pallone che esce di pochissimo.

Del Neri opera il terzo cambio: Stankevius rilevato da Cacciatore. Ma evidentemente non è serata per il tecnico friulano perché la Juve punisce ancora. Amauri firma la sua doppietta il poker con un colpo di testa su cross di Camoranesi. La Samp reagisce e trova il gol con Pazzini che insacca con un gran colpo di testa.

Dopo il 4-1 è Ferrara a mettere mano alla sua squadra. Due cambi in un colpo solo. L’applauditissimo Amauri lascia il posto a Trezeguet, Felipe Melo a De Ceglie. Il francese ha subito una palla gol dopo l’ennesima incursione di Giovinco a sinistro ma non trova la porta con la volée. Ma Trezegol ha modo di rifarsi prima della fine e insacca il 5-1 con un perfetto colpo di testa su cross da sinistra di Grosso.

È l’ultima giocata da ricordare in una serata perfetta che permette ai bianconeri di dare un ben segnale, soprattutto a se stessi.

Serie A 2009/10 – 10ª giornata d’andata
Torino, stadio Olimpico
Mercoledì 28 ottobre 2009

JUVENTUS-SAMPDORIA 5-1 (2-0)
RETI: 26’ pt e 17’ st Amauri, 42’ pt Chiellini, 5’ st Camoranesi, 19 st Pazzini, 43’ st Trezeguet.
JUVENTUS: Buffon; Grygera, Cannavaro, Chiellini, Grosso; Sissoko (7’ st Poulsen), Felipe Melo (21’ st De Ceglie); Camoranesi, Diego, Giovinco; Amauri (21’ st Trezeguet). A disposizione: Manninger, Legrottaglie, Molinaro, Immobile. All. Ferrara.
SAMPDORIA: Castellazzi; Stankevicius (16’ st Cacciatore), Gastaldello, Lucchini, Zauri (37’ pt Bellucci); Mannini, Tissone (3’ st Padalino), Poli, Ziegler; Pazzini, Cassano. A disposizione: Fiorillo, Rossi, Franceschini, Pozzi. All. Del Neri.
ARBITRO: Rocchi di Firenze.
AMMONITI: 19’ pt Sissoko, 30’ pt Gastaldello.

da Juventus.com

Intervista a Giovinco dopo Juventus - Sampdoria 5-1


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Post Partita di Amauri dopo Juventus-Sampdoria 5-1 (28/10/2009)

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Post Partita di Ferrara dopo Juventus-Sampdoria 5-1 (28/10/2009)

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mercoledì 28 ottobre 2009

Commentino post partita

Che dire? Un'ottima Juve, ben messa in campo e con tanti solisti che finalmente sembravano un'orchestra e non tanti strumenti scordati tutti più o meno fuori posto.

Il 4-2-3-1 permette a Giovinco di giocare nel suo ruolo naturale e bene come il ragazzo sa fare sicuramente, Diego di proporsi con le spalle coperte, Melo di avere un uomo accanto che copre le sue due o tre cappellate a partita e a Sissochi? di sganciarsi un pochino con la copertura del brasiliano. Amauri ha sempre giocato da perno unico dell'attacco quindi niente di nuovo e con un Camo in splendida forma come stasera l'orchestra è quasi al completo.

Grygera un pò sottotono e Cannavaro non il solito marcatore implacabile e se anche Chiellini riesce in un dai a vai di 30m allora nessuna Samp poteva fare di più di quello che ha fatto, ovvero prendere cinque sberle dalla più bella Juve della stagione.

Ciro "Cavallo Bianco" Ferrara ha messo le cose a posto, ha fatto i cambi giusti nel momento giusto e ha lasciato Grosso tatticamente più coperto, libero di maramaldeggiare stile mundial e anche il buon Poulsen riserva silente ha fatto il suo, senza infamia e senza lode.

De Ceglie liscia palloni e corre senza una meta precisa ma stasera anche il peggior Pacione avrebbe fatto un figurone, bravi tutti.

La prima partita con Blanc Presidente, se il buon giorno si vede dal mattino...

Vecovaro

... E ho detto tutto!

Ora la Signorina deve uscire dal labirinto


All'Olimpico arriva la Samp di Cassano, e Ferrara chiede a Buffon di fare gli straordinari

Non capita spesso che una squadra ne affronti un’altra dopo aver a lungo corteggiato non già un suo fuoriclasse, ma un suo dirigente. È il caso di Juventus- Sampdoria, partitissima del mercoledì di campionato. A essere sinceri, si era parlato anche di Antonio Cassano: come no. Ma l’obiettivo numero uno è sempre stato - e rimane - Giuseppe Marotta.

L’amministratore delegato della Sampdoria è uomo di calcio. In estate, si scriveva di lui come del referente tecnico che mancava, e manca, alla babele societaria. Lo voleva John Elkann, non lo voleva Jean-Claud Blanc. Alla fine, vinse Blanc. Meglio ancora: stravinse; non solo è rimasto amministratore delegato e direttore generale, ma è diventato anche presidente. Tre su tre: alè. Marotta, povero illuso, aveva chiesto garanzie e autonomia. In parole povere: la Juventus è la Juventus, per carità, ma se il mercato lo fa Secco e al resto pensa Blanc, che cavolo vengo a fare?

Appunto. Carta canta e classifica ride: Inter punti 22, Sampdoria 20, Juventus 18. C’era una volta la stagione dei proclami e dei titoloni. Ormai sono i giornali - certi giornali, almeno - a urlare i cori più ultrà, e gli ultrà ad avanzare le analisi più caste. Ciro Ferrara ha smarrito l’identità che, sull’onda degli episodi, lo aveva portato a raccogliere quattro vittorie su quattro. La Samp sprizza salute da tutti i pori. Ha impiegato un tempo per demolire il Bologna, avversario che, con un altro allenatore, aveva rimontato la Signorina con pieno merito.

Dal ritorno in A, Juventus e Sampdoria hanno sempre pareggiato: 3-3 e 0-0 a Marassi, 0-0 a 1-1 all’Olimpico. Occhi aperti, dunque. Da Walter Mazzarri a Gigi Del Neri, la Samp ha lasciato il 3-5-2 per abbracciare, e rielaborare, il 4-4-2 del laboratorio Chievo. Uno dice: Cassani & Pazzini. Che discorsi. Non solo, però: anche un portiere di rendimento come Castellazzi, anche esterni come Mannini o giovani rampanti come Poli. Ridurre la scalata della Samp alla ditta C & P sarebbe offensivo e pericoloso.

I doriani hanno, inoltre, un vantaggio mica da ridere: esclusi dall’Europa, possono dedicarsi esclusivamente al campionato. La Juventus no. La Juventus deve sdoppiarsi, impossibile resistere alle sirene della Champions. In attesa di Alessandro Del Piero, i bianconeri hanno raccolto una vittoriuzza cruciale a Siena, ex magazzino dell’impero. La giostra dei moduli non ha contribuito a sollevare il livello della manovra. Ferrara naviga a vista. Per tagliare il nodo Sampdoria servono forbici affilate. Né le periodiche allusioni a un ritorno di Marcello Lippi - verosimili, se non addirittura vere - aiutano a saldare la concentrazione all’obiettivo più vicino.

La Juve di Siena era una squadra senza radar, in balìa di rivali troppo fragili perché potessero impedirle di tornare al successo. Gigi Buffon non può fare sempre miracoli. Diego sta inseguendo se stesso. Cassano e Pazzini hanno fame, hanno voglia e formano la coppia più trendy del campionato. La Juve deve uscire dal labirinto, uscire per ricominciare. Il tempo dell'enfasi è scaduto.

da La Stampa

Juventus News: Pre Juventus - Sampdoria (SKY) 28-10-09

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Juve, Caceres operato al naso


Il giocatore potrebbe riprendere ad allenarsi già sabato

TORINO, 28 ottobre - Questa mattina presso l’ospedale di Chivasso è stato operato Martin Caceres. L'intervento è stato necessario per la riduzione della frattura dell’osso nasale che il giocatore si è procurato ieri nel corso dell’allenamento. Il giocatore sarà dimesso stasera e osserverà due giorni di riposo. Venerdì la visita di controllo, ma sembra probabile che già sabato possa riprendere gli allenamenti.

da Tuttosport

Verso Juventus-Sampdoria. I precedenti a Torino


Sono 52 i precedenti tra Juventus e Sampdoria giocati a Torino in campionato. Il bilancio è nettamente favorevole ai bianconeri, che si sono aggiudicati 31 volte l’intera posta, a fronte di 17 pareggi e 4 sconfitte. I risultati più frequenti sono 1-0 e 2-0, risultati verificatasi in 7 circostanze. La vittoria più eclatante è il 7-2 dell’11 febbraio 1951, con Muccinelli unico goleador italiano a inserirsi tra i danesi Karl e John Hansen e Praest. Il goleador della sfida è Roberto Bettega, praticamente irraggiungibile con 7 centri.

Nel mese di ottobre si sono disputati 6 Juventus-Sampdoria. 4 i successi dei padroni di casa a partire dall’1-0 del 1953 (match-winner Giampiero Boniperti), per proseguire con il 3-0 del 1962 (doppietta di Miranda e rete del brasiliano Nenè), l’1-0 del 1989 (gol del bielorusso Aleinjkov) e il 2-0 del 2005, nona vittoria consecutiva della Juventus di Fabio Capello firmata da Trezeguet e Mutu. La Sampdoria è riuscita a impattare 1-1 nel 1956 e a vincere 2-1 nel 1983 grazie a un ex juventino come Liam Brady e a un futuro centrocampista in bianconero come Roberto Galia, bravi a capovolgere la rete iniziale di Paolo Rossi

da Juventus.com

Juve, speranza Sissoko

Felipe Melo in dubbio per la caviglia: c’è bisogno del maliano

TORINO, 28 ottobre - Per fortuna che c’è Momo. Intanto perché l’anno scorso, finché giocava lui la Juve era in lotta. Infortunatosi Sis­soko, di conseguen­za la Juve si spense. Il ritorno del gigante maliano porta un’addizione automatica di energia, pro­rompente fisicità, ma anche di indubbia qualità. Ovvia­mente, Ciro Ferrara deve ge­stirne il pieno recupero, per­ché Momo è rientrato soltan­to il 17 scorso contro la Fio­rentina, dopo oltre 7 mesi di stop seguenti l’operazione al piede. Le due partite conse­cutive, con i viola e quella di Champions con il Maccabi, ha confermato che il centro­campista è pronto. Deve sol­tanto ritrovare tenuta sui 90’ e brillantezza.

FONDAMENTALE - Nel frat­tempo, Momo Sissoko diven­ta addirittura fondamentale se consideriamo la situazio­ne infermeria del centrocam­po bianconero: laddove Clau­dio Marchisio è ancora alle prese con il recupero dall’in­tervento al menisco, Brazzo Salihamidzic si sta curando in Germania per l’infiamma­zione al perone, Tiago non ha ancora raggiunto la miglior forma e infatti non è stato convocato da Ferrara. A que­sti va aggiunto Felipe Melo, il gladiatore con la caviglia di nuovo rovinata dall’ennesi­ma botta nell’ultimo allena­mento (quello fatale anche per Martin Caceres). Come già con il Maccabi. Lo staff cercherà di rattopparlo. E in­fatti l’allenatore attende sino a questa mattina per fare il punto e prendere decisioni in merito alla formazione. Im­piegarlo, rappresenta comun­que un rischio, visto le recidi­ve alla caviglia sinistra do­lente. Che nel caso sarebbe contenuta e stabilizzata da un tutore. Insomma, qualsia­si modulo decida di utilizzare Ferrara, è chiaro che Sissoko c’è e ci sarà. Non ci sono alter­native. E lui non ha più biso­gno di usare cautela con il suo piede.

da Tuttosport

Piccole soddisfazioni quotidiane

È difficile plasmare una cosa non tua, questo sarà un anno di adattamento, di spirito di sacrificio e di delusioni". È il pensiero di Claudio Ranieri alla vigilia della sfida di campionato in casa dell'Udinese e dopo la brutta sconfitta casalinga con il Livorno. "Siamo a 4 punti dal quarto posto e firmerei per questa posizione a fine campionato, anche se me la vorrei giocare sino in fondo - sottolinea il tecnico giallorosso subentrato in corsa a Spalletti - però sapevo che non sarebbero state tutte rose e fiori. Mi aspetto delle difficoltà con la rosa al completo, figurarsi quando non lo è: non sono Silvan, sarei venuto più volentieri negli anni dei grandi acquisti, ora lottiamo e andiamo avanti. So però che alla fine con il lavoro si riesce a migliorare, sono fiducioso, anche se non sempre si può ottenere il massimo".


E' in qualche modo rincuorante sapere che non è più il mio allenatore :)

Juventus - Conferenza Stampa di Blanc 27-10-09 (Più completa)

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Link per vedere la versione da 5 minuti:
http://www.tuttosport.com/video/conferenza_stampa/juventus/2009/10/27-8795/Blanc%3A+%C2%ABJuve%2C+torniamo+a+vincere%C2%BB


Commento:

La Juventus s.p.a. ha la fortuna di avere tra le sue fila uno dei manager sportivi più competentei in europa e i resultati cominciano a vedersi e a fare scuola e paura, l'epoca dei magnati che staccano assegni da 70ml di euro sta per finire (ma è già finita da tempo) e sta nascendo un calcio basato sulla autosostenibilità in cui sopravviveranno solo i club che hanno manager capaci e una struttura societaria solida e ben struturata.

I carrozzoni modello inter e milan sono morti che camminano, sono un retaggio di un calcio che si sostiene su delle stampelle e non su gambe proprie, petrolieri arabi o russi, presidenti che fanno debiti per 250ml di euro e li spendono tutti per una campagna acquisti faraonica o miliardari americani che spendono fortune per il calcio sono ormai giunti al tramonto, anche se loro in effetti ancora non lo sanno.

Il modello Juve è e sarà il riferimento per i prossimi due lustri, perchè alla guida dell'eufa c'è uno dei giocatori più intelligenti della storia e perchè è il mercato mondiale che tenderà tutto alla qualità e non più alla quantità nella produzione e nella gestione finanziaria e noi siamo già un bel pezzo avanti rispetto a tutte le squadre italiane e in linea con i più grandi club europei.

Siamo stati i più vincenti in italia e abbiamo buttato al vento tantisime finali di coppe dei campioni ma l'aspetto più importanti di tutti che dopo oltre 100 anni della nostra storia siamo ancora i più bravi, quelli che sanno dove andrà il vento prima che questo ancora si alzi e questo significa solo una cosa: Successo.

I resultati sportivi arriveranno, ci metto la mano sul fuoco, quelli invece più prettamente societari ci vedono già in cima alla classifica con tantissime lunghezze di vantaggio e per questo che dobbiamo essere assolutamente fiduciosi per un futuro che ci vedrà vincitori sul campo, nell'immagine e nella solidità economica finanziaria.

Siamo i più bravi. Punto.

Vecovaro

I convocati per la sfida con la Sampdoria. Caceres ko per una frattura al naso

Ancora un ultimo allenamento non fortunato per Ciro Ferrara. Se alla vigilia della sfida con il Siena aveva perso Iaquinta, questa volta il tecnico bianconero deve rinunciare a Caceres. Il difensore uruguaiano ha subito la frattura al naso dopo uno scontro aereo, pertanto non è tra i convocati e nelle prossime ore verrà sottoposto a intervento chirurgico.

Tra i convocati c’è invece Felipe Melo, nonostante una botta subita alla caviglia sinistra. In totale sono 19 i bianconeri a disposizione, tra questi c’è anche l’attaccante della Primavera Ciro Immobile.



1 Buffon
3 Chiellini
4 Felipe Melo
5 Cannavaro
6 Grosso
11 Amauri
13 Manninger
16 Camoranesi
17 Trezeguet
18 Poulsen
19 Molinaro
20 Giovinco
21 Grygera
22 Sissoko
23 Ariaudo
28 Diego
29 De Ceglie
33 Legrottaglie
40 Immobile

da Juventus.com

Ferrara: Diego non può fare il Cassano. Juve con più leader


«Ranieri? Non è vero quello che dice. Alla Juve non comandano i tifosi»

TORINO, 27 Ottobre - «Cassano non è cambiato, è molto forte come l'anno scorso. Nella Sampdoria è fondamentale, decisivo, fa sempre giocate importanti. Io l'ho affrontato anche da giocatore e fa sempre grandi giocate. A parte Cassano comunque la Sampdoria ha un'organizzazione che permette il bel gioco, ci sono altri giocatori che stanno facendo molto bene». Lo ha detto l'allenatore della Juventus, Ciro Ferrara, alla vigilia del match di domani contro i blucerchiati. «Diego dovrebbe fare il Cassano? Nella Juve è più difficile trovare un solo leader, Cassano è più accentratore. Poi Diego è con noi soltanto da due mesi».

INFORTUNI - In casa bianconera continua l'emergenza infortuni: Caceres ha riportato una frattura del setto nasale in allenamento e sarà operato domani, mentre Felipe Melo è in forte dubbio per la gara con la Sampdoria per una contusione alla caviglia sinistra. «Una Juve bella incerottata, andiamo avanti. Spero che stasera non si parli di nuovo del modulo. Vediamo però domani c'è una partita bella importante che dà stimoli per quello che sta facendo la Sampdoria, chi scenderà in campo lo farà al massimo delle proprie forze. Gli infortuni e le squalifiche fanno parte del nostro mestiere, dobbiamo essere bravi a gestirli, ci saranno altri pronti a scendere in campo».

JUVE PIU' BELLA - Domani serve una Juve migliore di quella vista a Siena? «Sì, ci vuole una Juve su un livello molto alto per battere una squadra che a detta di tutti è la squadra che sta giocando meglio e la più in forma del campionato. Per conquistare i tre punti dobbiamo fare una grandissima partita dobbiamo cercare in tutti i modi di creare difficoltà alla Sampdoria» Difficoltà? «Era naturale che ci potessero essere, all'inizio sembrava tutto perfetto, ma lo sapevamo di sicuro ci sta il fatto di essere stati condizionati da alcune partite in cui non siamo riusciti a fare i punti. Contro il Siena non abbiamo corso pericoli, però era un risultato di 1-0 quindi il timore c'è sempre»

L'ALLENAMENTO - Cosa si può fare per dare una sterzata? «Lavoriamo sul movimento dei giocatori è importante anche il movimento della palla in maniera rapida ma anche che chi ha la palla possa avere più di una soluziione quindi i giocatori devono essere in movimento. Anche le partite di allenamento sono improntate su questo tipo di movimenti».

PROBLEMI - I problemi però non sono spariti. «C'è stato un cambio di modulo e questo è sotto gli occhi di tutti un periodo di adattamento ci deve essere nei movimenti e negli automatismi».

CICLO - Sta per iniziare un ciclo importante tra campionato e Champions. «Sono sempre partite difficili, quando parli di Juventus non è che ci siamo partite più o meno importanti. Sono tutte molto difficili e noi dobbiamo essere bravi nel corso della gara a renderle facili. E queste che andiamo ad affrontare non sono diverse da quelle affrontate in precedenza».

MERCATO - Gli infortuni stanno complicando le cose, ma per Ferrara la rosa va bene così. «Ho a disposizione un'ottima rosa e anche numerosa, sarebbe difficile lavorare con più giocatori. Adesso abbiamo due infortunati nel reparto offensivo e questo complica le cose ma speriamo nel loro recupero e non pensiamo di dover operare sul mercato. In questo momento le uniche due punte di ruolo, devo cercare di gestirle nella maniera giusta. Cercherò magari anche qualcosa di diverso, ma non voglio forzare minimamente il recupero di del Piero è guarito clinicamente, ma non voglio forzare i tempi, non è giusto».

RANIERI - Infine smentisce Ranieri, che aveva detto che la Juve non ha acquistato Stankovic per l'opposizione dei tifosi. «Non rimpiango Stankovic sono contento dei miei fermo restando che Dejan è un gran giocatore, ma io sto qui da 15 anni non mi sembra che la Juve si sia fermata davanti al desiderio di una tifoseria se vuole comprare un giocatore e l'acquisto di Cannavaro ne è la dimostrazione. Anche Davids non era benvoluto e ricordo quando è andato via lo striscione grande di Davids con l'occhialone». Altrimenti sarebbe come dice Capello, che nel calcio comandano gli ultras. «C'è da distinguere tra le due cose bisogna di sicuro capire e combattere quella che è la violenza che è sempre da condannare e gli altri tipi di situazioni. Per quello che ne so io non mi sembra che ci siano questi problemi».

da Tuttosport

martedì 27 ottobre 2009

Juve, frattura al naso per Caceres: sarà operato


Il difensore si è infortunato in allenamento dopo uno scontro con Cannavaro. Fra i convocati c'è Felipe Melo

TORINO, 27 ottobre - Ancora un ultimo allenamento non fortunato per Ciro Ferrara. Se alla vigilia della sfida con il Siena aveva perso Iaquinta, questa volta il tecnico bianconero deve rinunciare a Caceres. Il difensore uruguaiano ha subito la frattura al naso dopo uno scontro aereo, pertanto non è tra i convocati e nelle prossime ore verrà sottoposto a intervento chirurgico.

OK FELIPE MELO - Tra i convocati c’è invece Felipe Melo, nonostante una botta subita alla caviglia sinistra. In totale sono 19 i bianconeri a disposizione, tra questi c’è anche l’attaccante della Primavera Ciro Immobile. Ecco l'elenco completo Buffon, Chiellini, Felipe Melo, Cannavaro, Grosso, Amauri, Manninger, Camoranesi, Trezeguet, Poulsen, Molinaro, Giovinco, Grygera, Sissoko, Ariaudo, Diego, De Ceglie, Legrottaglie, Immobile.

Cda a Vinovo, Blanc Nuovo Presidente Juve (27/10/2009)

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Blanc: «Vincere lo scudetto per fare 30. Per noi sono 29». Poi replica a Ranieri: «Stankovic? Meglio se stava zitto»


Il neopresidente Juve: «Io, Secco, Fassone (che ha detto no al Napoli, ndr), Bergero siamo una squadra vincente. Lippi? Vedremo»

TORINO, 27 ottobre - «Non vado a lavorare come un uomo solo, perché non sono un uomo solo. Questo nuovo cda, però non è un nuovo ciclo: il ciclo riaperto nel 2006 si chude solo con un ritorno alla vittoria. E noi vinceremo. Abbiamo tutto per farlo, e farlo con un calcio sostenibile. Nomi per il futuro? Sono stati fatti nomi validi,ma questa squadra. Se ci sarà bisogno di migliorare, lo faremo,anche se oggi siamo organizzati bene». Così Jean Claude Blanc che sarà nominato nuovo presidente della Juventus dal consiglio di amministrazione attualmente in corso, parla del suo prossimo impegno. «Sono un uomo dello sport, sono un manager e questi 3 anni che ho trascorso nel mondo del calcio e come se fossero molti di più. Capisco che l'apprezzamento non può essere di tutti e rispetto queste opinioni. Voglio però dire che non andrò a lavorare come un uomo solo, oggi abbiamo l'opportunità di votare un consiglio di sette persone che lavoreranno insieme, andranno a fondo sugli argomenti strategici della società con una discussione viva e costruttiva. Non sono un uomo solo - ha ribadito ancora - perché ho una struttura che lavora con me fondata su tre pilastri: lo sport, gli accordi commerciali, la parte finanziaria e sono convinto che una società moderna di calcio non si può governare da soli».

I PILASTRI - Parlando poi ancora dei tre «pilastri» Blanc ha ricordato i tre manager responsabili delle diverse strutture: Alessio Secco per quello sportivo, Marco Fassone per la parte commerciale e Michele Bergero per quella finanziaria. «Giudicherò io nei prossimi tre anni se questa squadra avrà bisogno di essere più completa e competitiva. La priorità - ha detto ancora - resta sempre la società e cercheremo di avere sempre una migliore squadra perchè l'obiettivo è vincere. Alla fine vince uno solo e speriamo di essere noi». «Abbiamo fatto una grande squadra per essere in grado di portare a casa la terza stella. Abbiamo la squadra giusta fuori e dentro per ottenere grandi risultati».

RINGRAZIAMENTI - Dopo le parole del presidente uscente Giovanni Cobolli Gigli è stato Jean Claude Blanc a prendere la parola nel corso dell'assemblea degli azionisti. L'attuale direttore generale e amministratore delegato della Juve ha voluto ringraziare Cobolli Gigli per il lavoro fin qui svolto: «Con Giovanni abbiamo fatto un cammino molto difficile assieme - dice - non ci conoscevamo prima dell'incarico. Chi ha fatto la scelta di nominarlo presidente ha fatto la scelta giusta, ci siamo trovati bene, grazie a lui ho conosciuto l'Italia, anche se ancora non ho totalmente capito. A nome di tutta l'azienda lo ringrazio per il lavoro fatto, per la sua passione, intelligenza e classe. Abbiamo avuto un presidente di grandissima classe e ha aiutato molto la Juventus nel cammino che abbiamo fatto negli ultimi tre anni».

LA TERZA STELLA - «Agli azionisti ho detto che l'obiettivo primario è quello di conquistare la terza stella. Voi sapete che su tutti i nostri documenti ufficiali ci sono 29 scudetti, con due asterischi per quelli che ci hanno tolto. Ma per noi e per i nostri tifosi la terza stella arriverà con il prossimo scudetto. E comunque ora pensiamo a vincerlo, il prossimo scudetto», dice Blanc in conferenza stampa.

RANIERI - Infine risponde duramente a Ranieri, che in conferenza stampa aveva tirato in ballo il mancato acquisto di Stankovic. «Chi cambia società non deve raccontare certe cose».

Da Tuttosport

Dedicata ad un uomo che sa ancora piangere...

Cobolli si commuove: «Tre anni intensi, ringrazio tutti»


Il presidente uscente non trattiene le lacrime al momento dei saluti. «Ricordo tutti con gioia, rimango un tifoso della Juve e di Blanc»

TORINO, 27 ottobre - Non riesce a nascondere la commozione Giovanni Cobolli Gigli quando arriva il momento dei saluti e del congedo da presidente della Juve. «Sono stati 3 anni intensi - dice il presidente uscente durante l'assemblea degli azionisti -. Mi preme ringraziare i giocatori, in particolare i “fedeli” che sono rimasti con noi anche nell'innominabile serie B e che ci hanno riportato in fretta in serie A: Buffon, Del Piero, Nedved, Camoranesi e Trezeguet. Poi ricordo i tifosi, ricordo il giorno d’estate in cui li ho incontrati per la prima volta, ricordo i dipendenti, quelli della sede e quelli di Vinovo, ricordo voi azionisti, in particolare quelli che hanno contribuito alla sottoscrizione dell’aumento di capitale. Ricordo i consiglieri del CdA, ma in particolare i consiglieri indipendenti, che hanno dato garanzia di gestione trasparente».

RICORDO SPECIALE - Nel corso del suo saluto da presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli ha fatto anche un ricordo commosso di Riccardo Neri e Alessio Ferramosca, i due giovani giocatori della Primavera morti in un tragico incidente nel dicembre del 2006 al Centro della società bianconera di Vinovo (Torino). «Ricordo con commozione - ha detto - le famiglie Neri e Ferramosca, che ho incontrato qui a Vinovo in un giorno di dicembre. Li ricorderò sempre - ha aggiunto commosso - come ricorderò sempre i loro figli».

RAPPORTO CON I MEDIA - Un ringraziamento speciale va anche alla stampa. «Ringrazio i media, con i quali è sempre così difficile comunicare, condivido un pensiero di John Elkann “bisogna guardare sempre al futuro e mettere la massima carica e determinazione”. Rimarrò tifoso della Juventus, tifoso di Blanc e vi assicuro che otterrete risultati brillanti».

LA STANDING OVATION - L'assemblea degli azionisti della Juventus, in corso a Vinovo (Torino) ha salutato Giovanni Cobolli Gigli, con un lungo applauso e una standing ovation. «Guardate al futuro - ha detto commosso il presidente uscente - rimango un tifoso della Juventus e di Blanc (l'Amministratore delegato che assumerà oggi l'incarico di presidente) sono sicuro che otterrete dei risultati brillanti».

da Tuttosport

Commento:

Quando uno passa a miglior vita si dice che è stato bravissimo e quando un altro lascia un incarico si dice che è stato uno dei migliori, Giovanni Cobolli Gigli non è stato certo uno dei migliori Presidenti della Juventus e non ci è mai andato nemmeno vicino però ha fatto il suo lavoro con assoluto savoir faire, classe, eleganza e stile, questo è innegabile.

E' stato scelto come uomo che doveva dare alla Juventus un'immagine pacata e corretta con un'impronta che doveva caratterizzare il nuovo corso dopo il processo elkanopoli e Giovanni Cobolli Gigli c'è riuscito in pieno trovando riconoscimento e stima da parte tutti i presidenti di serie A.

Il suo compito l'ha svolto in pieno pur lasciandosi andare ogni tanto a dichiarazioni che non c'entravano nulla con il suo stile tipicamente sabaudo, chi non ricorda "Sissochi?" o " Anche il Tar è un tribunale..." e l'ha fatto sforando i suoi doveri e uscendo dal personaggio, perchè di una rapprsentazione si è sempre trattato e come ogni attore che esce dal personaggio è risultato necessariamente e conseguentemente grottesco ma alla fine almeno per me rimarranno impressi nella memoria i suoi guanciottoni e il suo abbigliamento sempre di primissimo gusto e stile.

Viviamo in una società che fa dell'immagine il suo unico architrave portante e Cobolli Gigli è riuscito a riportare intorno alla società un'idea di una Juventus corretta e sempre nei ranghi e scelta migliore non poteva esser fatta.

Un sentito ringraziamento per il lavoro svolto al Nostro Presidente, almeno da parte mia.

Vecovaro

Blanc: «Il nostro stadio sarà un modello per altri club»


Il nuovo presidente della Juventus carica: «Prima di tutto servono i successi sul campo, poi il nostro impianto sarà alla pari di Manchester United, Real Madrid e Bayern Monaco»

TORINO, 27 ottobre - «Il nostro obiettivo primario è vincere sul campo». Lo ha detto il nuovo presidente della Juventus, Jean Claude Blanc all'assemblea degli azionisti al centro sportivo di Vinovo (Torino). La presa di posizione di Blanc è arrivata in risposta alle obiezioni di alcuni soci, che in precedenza avevano rivolto critiche soprattutto su due punti: quello della competenza tecnico sportiva del club e quello dei ricavi, aumentati sì, ma in corrispondenza anche di una crescita del monte stipendi e ingaggi, oltre alla solita coda di contestazioni che si ripetono da tre anni, la difesa ritenuta troppo debole presso le sedi istituzionali, alla condanna della società alla serie B nell'ambito di Calciopoli. Una scarsa forza, secondo alcuni, che avrebbe portato a conseguenze anche attuali, visto che la nuova distribuzione dei diritti televisivi prevedrebbe, oltre alla quota del 25% dei ricavi a testa, un 15% di premio a chi ha ottenuto titoli sportivi negli ultimi anni, riferimento chiaro all'Inter che dovrebbe usufruire della quota maggiorativa al posto della Juventus.

«GIUSTO MANDAR VIA RANIERI» - Blanc ha spiegato che investimenti come quello dello stadio avranno una ricaduta positiva anche sulla Juventus del campo, perchè «gli sponsor, in un momento difficile per l'economia, prediligono chi ha impianti di proprietà» e ha ribadito che l'operazione stadio non ha sottratto per nulla risorse destinate all'area tecnica. Blanc ha anche difeso l'operato della dirigenza sul caso-Ranieri: «Abbiamo ritenuto giusto il cambio di guida tecnica perchè era a rischio il terzo posto e la Champions. Con l'accordo extragiudiziale con Ranieri abbiamo agito con eleganza e correttezza». L'ad ha anche precisato che verranno investiti 30 milioni per il settore giovanile nei prossimi anni e che gli infortuni in casa Juve sono sotto la media europea, tabelle Uefa alla mano. All'assemblea, iniziata alle 11 di questa mattina, ha partecipato anche il rappresentante dell'azionista libico Lafico (7,5 %), Khaled Zentuti.

STADIO ALL'AVANGUARDIA - La Juve al livello di Bayerno Monaco, Manchester United e Real Madrid. E' questa l'idea di Jean-Claude Blanc, almeno a livello di stadio. Il nuovo presidente bianconero ha rivelato all'Assemblea degli azionisti la prima missione della sua nuova avventura al vertice della società bianconera: «E' una mission importante, quella dello stadio e attorno alle nostre vittorie sportive svilupperemo la nostra attività di business. Il tema stadio deve essere contestualizzato all’interno di una crisi economica europea e mondiale da superare. Noi faremo del nuovo stadio il nostro biglietto da visita, come hanno fatto i nostri competitors europei, Bayern Monaco, Real Madrid e Manchester United: è con loro che dobbiamo confrontarci, anche per quanto riguarda i ricavi da stadio».

«FAREMO UNA GRANDE STRUTTURA» - Blanc prosegue a trattare questo tema, evidenziando che «questo obiettivo, che il CdA si è posto tre anni fa, è stato perseguito senza togliere risorse alla parte sportiva, grazie all’accordo con Sportfive, il più importante a livello europeo nell’ambito del naming rights, alla vendita delle aree commerciali e all’accordo con il Credito Sportivo. Fra 600 giorni – chiude Blanc – la Juventus avrà uno dei più innovativi stadi d’Europa, con i tifosi vicini anche fisicamente al campo di gioco e un’area commerciale integrata di 35000 metri quadrati».

da Tuttosport