lunedì 31 agosto 2009

Il gatto ora è nel sacco...

Fabio Grosso è un giocatore della Juventus

La Juventus ha perfezionato l’accordo con l’Olympique Lyonnais per l’acquisto a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive di Fabio Grosso, a fronte di un corrispettivo di 2 milioni di euro pagabili in tre rate annuali. Il valore di acquisto potrà incrementarsi di non più di un milione di euro al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi nel corso della durata del contratto.

L’accordo è condizionato all’ottenimento del transfer internazionale in favore della Juventus entro martedì 1 settembre 2009. La Juventus ha sottoscritto con il calciatore un contratto triennale.

«L’acquisto di Fabio Grosso – ha dichiarato l’amministratore delegato Blanc – dà ulteriore qualità a una rosa già molto competitiva. L’esperienza internazionale e le doti di un campione del Mondo saranno sicuramente utili a una squadra impegnata su tre fronti. Ferrara avrà quindi a disposizione altre soluzioni tecniche e ritroverà un giocatore che ha avuto modo di apprezzare nella sua esperienza in Nazionale. Con questa operazione si chiude un mercato molto impegnativo per la Juventus, che ora è nelle migliori condizioni di concentrarsi al massimo sui propri obiettivi sportivi».

Fabio Grosso è, per tutti gli italiani l’uomo simbolo dei Mondiali di Germania. Suo è il gol contro i tedeschi che spiana la strada agli azzurri verso la finale di Berlino, come suo è il rigore decisivo che manda in estasi un’intera nazione. La carriera di Fabio Grosso nell’estate del 2006 ha toccato il suo punto più alto, ma non si esaurisce certo nella vittoria in Germania. Sul tetto del Mondo Grosso ci è arrivato dopo una lunga gavetta, che lo ha portato dagli esordi in C2 con il Chieti nel 1998, al Palermo, dove approda nel 2004 e conquista la Nazionale.

Dopo il Mondiale vissuto da eroe, il passaggio all’Inter dove rimane una stagione, prima di approdare al Lione, con cui in due anni colleziona cinquantadue presenze e due reti. Ora, nell’ultimo giorno utile di mercato, il passaggio alla Juventus e il ritorno nel campionato italiano, per esserne subito protagonista.

da Juventus.com

Le Pagelle: Roma - Juve 1 a 3




BUFFON 6+ Dorme beatamente quando viene ricondotto alla cruda realtà dall'improvviso tiro di De Rossi, quindi si oppone eroicamente a Totti evitando il 2 a 1. Un po' come Keanu Reeves che da sfigato appassionato di informatica si trova a dover salvare il Mondo. Per altro ciò spiegherebbe le fattezze di Taddei, non poteva essere reale.

GRYGERA 5.5 Non sa difendere la propria posizione nè attaccare l'altrui. Stando a recenti ricerche era lui lo stratega militare di Cadorna a Caporetto.

CHIELLINI 6.5 Solidissimo al centro, non sfigura nemmeno sulla fascia. Se lo piazzaste sul tetto di casa forse non prendereste la BBC, ma TelePace non ve la leva nessuno.

CANNAVARO 6.5 Energico e al tempo stesso preciso e pulito, più che rasoi elettrici dovrebbe sponsorizzare direttamente il Kirby.

DE CEGLIE 4.5 Ci rifiutiamo di credere che sia un calciatore professionista. E' sicuramente un nipotino di Molinaro ingaggiato per far ben figurare lo zio in cambio del centone natalizio.

MARCHISIO 5.5 Segue l'andamento dell'economia mondiale: tendenza alla flessione, intervallata da brevi quanto illusori miglioramenti qua e là.

TIAGO 6+ Sufficiente il primo tempo, meglio la ripresa quando si aprono gli spazi. Nel complesso una gara senza infamia e senza lode, l'ennesima. Apprezziamo i miglioramenti,ma certo se a Londra era "The Washing-machine" a Torino massimo massimo possono ribattezzarlo "L'Ammorbidente".

FELIPE MELO 8 Una sola macchia in una partita entusiasmante sotto ogni punto di vista. Lamentarsene sarebbe come sottolineare che la Nike di Samotracia non ha la testa.

DIEGO 8 ci entusiasmò più di lui alle prime uscite solo Fabian O'Neill. A meno che anche lui non nasconda un'insana passione per le polpette abbiamo un fuoriclasse.

IAQUINTA 5 Fa tanto lavoro oscuro. Talmente oscuro che non si vede mai.

AMAURI 6+ Primo tempo opaco, secondo scintillante. Potrebbe essere un ottimo testimonial per un anticalcare.


CAMORANESI s.v. (6)
LEGROTTAGLIE s.v. (6)
POULSEN s.v.


FERRARA 6,5 Giusta la formazione iniziale, qualche dubbio sui cambi, quelli effettuati e quelli risparmiati. Però vince, ha il patentino, è charmoso, elegante , simpatico , rispettoso e pieno di capelli. Ciò basta a renderlo il miglior allenatore del campionato finchè qualcuno non ingaggerà Nedo Sonetti.


Crazy Diamond

Non dire gatto se non l'hai nel sacco...

ore 17.15 — E' arrivato il fax del Lione: Fabio Grosso è un giocatore della Juventus. Al Lione 2,5 milioni di euro, più i 500 mila euro di premi a cui rinuncia il giocatore. Per Grosso contratto annuale di 1,2 milioni di euro.

Da Gazzetta dello Sport

Ma Grosso arriva o non arriva? Perchè non arriva?

Il Sondaggio della settimana n.3

Dopo aver decretato che Moratti è un pirla ma comunque Molinaro non azzeccherà più di 5 cross in stagione e che Caceres somiglia un po' a Ferrara, un po' a Montero, ma soprattutto al Capitano Harlock, ecco i risultati del nuovo entusiasmante sondaggio della settimana




Vi ringraziamo per la partecipazione, anche se secondo i nostri complicati calcoli entro il 2010 voterà solo Vecovaro ^_^

domenica 30 agosto 2009

Ferrara: «La Juve sarebbe piaciuta all'Avvocato»

Il tecnico: «Non dobbiamo avere cali di tensione. Tra 15 giorni con la Lazio sarà più difficile. Diego? Fortissimo tecnicamente, tatticamente e fisicamente. Del Piero? Decido con la testa, non con il cuore»

ROMA, 30 agosto - Ciro Ferrara non sta nella pelle dopo il 3-1 ai danni della Roma e a caldo commenta la prestazione di Diego: «Queste qualità le aveva dimostrate già con il Milan e il Chievo, tecnicamente fortissimo ma non solo tecnicamente, anche fisicamente e tatticamente quando chiude e corre in fase difensiva. Abbiamo bisogno che tutti collaborino e Diego lo ha fatto benissimo».

SUI CAMBI E LA TATTICA - Su Del Piero l'allenatore della Juve è altrettanto chiaro: «Quando un giocatore resta fuori non si può essere felici. Capisco Alessandro ma il suo umore non ptoeva essere alle stelle, così come per altri giocatori. Oggi ho fatto questa scelta e devo proseguire con il cervello non con il cuore a fare le scelte». Ferrara ha espresso la sua sulla partita e ha sottolineato qualche difetto che comunque si è visto nell'arco dei 90': «Sul 2-1 facevamo poco possesso palla e la Roma ripartiva. Qualche difficoltà c'è stata anche se il primo tempo siamo stati perfetti, a parte il gol subito. Recuperavamo sempre palla e siamo stati incisivi in fase offensiva poi alla fine abbiamo avvertito un po' di fatica, ma nel complesso abbiamo visto una Juve da squadra vera e ha meritato la vittoria. Non soffrire in casa della Roma non è così semplice». Ferrara dice la sua anche su Camoranesi e Marchisio: «Camoranesi l'ho messo dentro perché ha tante qualità, sa tenere palla, fa salire la squadra e può fare il colpo vincente. Non aveva tanti minuti nelle gambe perché veniva da un infortunio alla caviglia, ma è chiaro che avendo a disposizione tanti giocatori li devo motivare tutti. Tiago? Gioca lui perché sa proporre meglio la manovra rispetto a Poulsen che è un giocatore che esprime il meglio di sè davanti alla difesa».

SUL CAMPIONATO - Sulla situazione in classifica Ferrara è sibillino: «Io vorrei che finisse ora il campionato. Sei punti sono ancora pochi, sei punti non contano, conta solo la vittoria che fa morale e ci convice che abbiamo giocatori e una squadra forte. È talmente lunga la strada che le insidie e i pericoli sono dietro l'angolo. Tra l'altro tra 15 giorni ancora a Roma contro la Lazio. Abbiamo visto nel derby come umore può cambiare da una settimana all'altra».

LO SPIRITO - Ciro Ferrara si gode il primato in classifica e lancia la sfida a distanza all'Inter, che con il successo di ieri nel derby per 4-0 ha impressionato il tecnico bianconero. «I nerazzurri hanno dimostrato di essere una grande squadra - ha ammesso Ferrara in conferenza stampa - Mi ha impressionato eccome. Penso che anche noi, però, con questa vittoria contro la Roma e con questa prestazione li abbiamo impressionati. Ma non dobbiamo dare risposte a nessuno, solo a noi stessi. Stasera hanno visto tutti un'ottima Juventus, con uno spirito che sarebbe piaciuto all'avvocato Agnelli».

MARCHISIO KO - Unica nota dolente della serata della Juventus all'Olimpico contro la Roma è l'infortunio di Claudio Marchisio che, convocato dal ct Marcello Lippi per il doppio impegno degli azzurri nelle qualificazioni mondiali contro Georgia (5 settmbre) e Bulgaria (9 settembre), rischia ora di dover dare forfait. «Ha preso un brutto pestone al piede sinistro - ha detto Ferrara - e bisognerà valutare con calma. Il rischio che salti la convocazione in nazionale c'è».

da Tuttosport

Dichiarazioni post partita:

Ferrara: «Abbiamo giocato da grande squadra»

«Qualche difficoltà l’abbiamo incontrata anche se il primo tempo, gol subito a parte, è stato perfetto, perché siamo stati incisivi davanti e attenti a riconquistare palla. Nel secondo tempo abbiamo fatto più fatica, ma direi che nel complesso la Juventus, pur soffrendo abbia meritato la vittoria, giocando da grande squadra». È evidente la soddisfazione di Ferrara, al termine della sfida contro la Roma. Il tecnico esalta la prova dei suoi e non può esimersi dal sottolineare quella di Diego, autore di due reti, ma anche caparbio in fase di copertura: «Queste qualità le aveva già mostrate nel Trofeo Berlusconi e contro il Chievo. Tecnicamente è fortissimo, ma riesce anche a essere utile in fase difensiva alla squadra».

La classifica ora sorride ai bianconeri, ma per Ferrara è ancora troppo presto per guardarla: « Non credo siano importanti i punti in classifica, quanto il fatto che questa vittoria ci dà morale e ci convince ancora di più della nostra forza. La strada è ancora lunga, tra quindici giorni giocheremo di nuovo a Roma contro la Lazio e dovremo fare attenzione»


Diego: «La capacità di sacrificarci è la nostra forza»

«Sono felice, per i due gol e per la vittoria. Abbiamo giocato una grande gara». Diego Ribas da Cunha è raggiante: due reti fantastiche, una presenza costante nel gioco, un successo fondamentale. Dopo l’assist per Iaquinta contro il Chievo, all’Olimpico di Roma il brasiliano è stato il protagonista assoluto della gara. Il suo approccio con il campionato italiano non poteva essere migliore:
«Merito dell’ambiente Juventus, di Ferrara, dei compagni, dell’affetto dei tifosi, tutto questo mi ha permesso di inserirmi bene. La forza della Juve è questa: la capacità dei giocatori di classe di adattarsi al modulo e di sacrificarsi se necessario».


Marchisio: «Siamo sulla buona strada»

Claudio Marchisio, contro la Roma ha giocato come al solito una gara di qualità e grande sacrificio, ma nella ripresa ha dovuto gettare la spugna, a causa di un colpo al piede: «Mi sono fatto male nel primo tempo –spiega il centrocampista - ho stretto i denti, ma nel secondo tempo non riuscivo neanche a tenere la scarpa e quando mi sono reso conto di non poter dare una mano alla squadra ho chiesto il cambio. Domani effettuerò una lastra e un’ecografia, perché a causa del dolore non riuscivo a correre bene e ho avvertito un fastidio alla coscia, ma spero comunque di poter andare in Nazionale».

Riguardo alla gara contro la Roma, ovviamente Claudio è soddisfatto: «Sono contento per il risultato, ma anche per come abbiamo giocato. Con Diego l’intesa cresce, così come con Tiago o Camoranesi. Siamo sulla buona strada. Ferrara negli spogliatoi ci ha fatto i complimenti, ma ci ha anche detto di stare più attenti, portando ad esempio il gol preso».

da Juventus.com

Bello de casa...

E’ la Juventus di Diego, ma segna sempre san Vincenzo come ama chiamarlo il presidente Cobolli Gigli. Iaquinta scalpita e lancia la sfida alla Roma del suo mentore, Luciano Spalletti.
Si sente l’uomo del momento?
«No, ma non sono neanche un eroe per caso come qualcuno ha detto. Non mi considero la riserva di nessuno, qui siamo tutti titolari. Ho sempre dimostrato in campo il mio valore e continuerò a farlo»
Magari segnando ancora. Ormai ci ha preso gusto. Ha chiuso lo scorso campionato con una doppietta alla Lazio, ha ricominciato con un gol decisivo al Chievo.
«Sono contento, mi sento bene. Ma si vince e si perde tutti insieme».
Se continua così, rischia di dare un altro dispiacere a Spalletti?
«Con lui ho un rapporto speciale, a Udine è stato il mio allenatore per 3 anni. Mi ha insegnato tanto, se sono arrivato a questo punto, devo ringraziare anche lui»
Dunque, niente sconti neanche alla Roma.
«Vogliamo vincere, punto e basta. Ma servirà una grande prestazione, sarà una partita molto difficile, perché loro sono in forma. E poi ha ragione Chiellini: quando sono al completo non sono inferiori a nessuno»
Chi toglierebbe ai giallorossi?
«Sicuramente Totti. Francesco è un campione. Segna e fa segnare. E’ un leader».
A proposito di numeri 10. Cosa ha portato Diego?
«Tanta qualità. Ha una marcia in più. E’ un valore aggiunto. Ha classe e personalità».
Da un brasiliano all’altro, Amauri. Che presto potrebbe trovare come compagno in azzurro.
«Lui è convinto di questa scelta. Presto arriverà il passaporto. Sarebbe bello giocare insieme a Torino contro la Bulgaria».

Generoso Iaquinta, pendiamo dal tuo piede scarsone ma cabalistico...

sabato 29 agosto 2009

Ferrara: «A Roma per vincere»

Rispetto alla prima uscita di campionato, la Juventus si prepara ad affrontare la difficile trasferta di Roma con tre punti e un Felipe Melo in più. Il brasiliano ha recuperato dall’affaticamento muscolare e torna a disposizione di Ferrara, ben lieto di poter contare su di lui: «Felipe viene da un periodo in cui ha giocato tantissimo e abbiamo cercato di fargli recuperare la condizione ottimale. Da un punto di vista caratteriale non ha avuto nessuna difficoltà a inserirsi nell’ambiente, essendo molto aperto e disponibile. Ovvio che, essendo agli inizi, deve ancora integrarsi perfettamente nel nostro gioco, ma è un punto di riferimento importante in quella posizione. Dite che in precampionato ha perso qualche palla in zone delicate? È vero, ma è un ragazzo intelligente e lui per primo ha capito che in alcuni momenti è meglio non rischiare». La sfida con la Roma metterà i bianconeri di fronte ad una squadra in ottimo stato di salute, nonostante la sconfitta patita alla prima giornata: «La Roma è più avanti di noi come condizione e preparazione. Io credo che prima che passino quattro o cinque partite di campionato non si possa vedere una condizione ottimale e questo vale per tutte le squadre. Contro la Roma sarà una bella partita, in uno stadio importante, contro una squadra che forse ha subito un po’ di gol, ma ne ha fatti anche tanti. Abbiamo il massimo rispetto per la Roma e per Spalletti. Si tratta di un’avversaria storica, che negli ultimi anni ha espresso un gran gioco. Certo affrontarla alla seconda giornata non è il massimo, ma quando è uscito il calendario l’ho detto subito: sarà difficile per noi, ma credo che anche la Roma avrebbe voluto evitare la Juventus all’inizio. E’ chiaro che si tratta di una trasferta delicata, contro una grande squadra. Sarebbe importante andare là e cercare di vincere, non tanto per la classifica, ma perché un successo darebbe una spinta notevole al nostro ambiente. Siamo coscienti della forza della nostra squadra, ma è il campo che ci deve dare risposte e se domani ne arrivassero di positive, sarebbe importante per la nostra convinzione».


Roma-Juventus è anche la sfida tra Totti e Del Piero, le ultime due bandiere del calcio italiano:
«Totti e Del Piero sono due simboli ed è bello che ci siano questo tipo di campioni, legati a una sola maglia per tutta la loro carriera. Penso sia un messaggio positivo anche per i giovani, uno spot niente male».



Tornando sulla condizione atletica, quella della Juventus è in crescita, anche se nel secondo tempo della sfida contro il Chievo alcuni bianconeri erano parsi un po’ stanchi: «Questo perché ho messo in campo giocatori con poche partite nelle gambe. Penso ovviamente a Poulsen, ma anche a Tiago che negli ultimi quindici giorni si era allenato poco. Avevo bisogno di lui, ma in condizioni normali forse lo avrei risparmiato, proprio perché si era allenato poco ultimamente».



A parte Salihamidzic, Zebina e Sissoko Ferrara ha praticamente tutti a disposizione e dovrà prendere decisioni importanti, specie in avanti: «Ho quattro attaccanti di alto livello e dovrò fare delle scelte, ma per ora non ho ancora deciso. D’altra parte, dopo la sosta della Nazionale non avremo più settimane tranquille sino a dicembre e a quel punto dovrò cercare di gestire le forze a disposizione, forze, per altro, di un certo spessore. Questo vale per tutti i reparti. Oggi ho parlato con altri giocatori che vivono un dualismo e ho spiegato di avere bisogno di tutti, perché dopo la sosta non ci sarà un attimo in cui non avremo la possibilità di far recuperare chi avrà giocato di più. L’unico modo sarà poter contare su tutti gli elementi della rosa. Poi ovviamente ci sono giocatori con più esperienza e non potrò dare a tutti lo stesso minutaggio, non sarebbe onesto dirlo».


Da Juventus.com

Juventini... Sempre in mala fede...

Felipe Melo e Diego disponibili. Per Roma partono in ventuno

Come era nelle previsioni Felipe Melo e Diego hanno superato i rispettivi affaticamenti muscolari e sono abili e arruolati per la trasferta di Roma, cui prenderà parte anche Sebastian Giovinco, ormai rientrato stabilmente in gruppo. Non ce la fa invece Hasan Salihamidzic che non ha recuperato dalla distorsione alla caviglia rimediata contro il Chievo. In tutto sono ventuno i convocati per Roma. Ecco l’elenco completo:




1 Buffon
2 Caceres
3 Chiellini
4 Felipe Melo
5 Cannavaro
8 Marchisio
9 Iaquinta
10 Del Piero
11 Amauri
12 Chimenti
13 Manninger
16 Camoranesi
17 Trezeguet
18 Poulsen
19 Molinaro
20 Giovinco
21 Grygera
28 Diego
29 De Ceglie
30 Tiago
33 Legrottaglie


Roma-Juventus, un po’ di storia

TOTTI E DEL PIERO
Roma-Juventus è una sfida tra le ultime due grandi bandiere del calcio italiano, Francesco Totti e Alessandro Del Piero, che proprio nella Capitale potrebbe celebrare la sua gara numero 400 in serie A. Una carriera in parallelo quella dei due campioni, talvolta incrociatisi anche in Nazionale. In termini di gol realizzati in campionato, la sfida nell’ultima stagione è finita esattamente in parità, 13 realizzazioni a testa. Una situazione mai verificatasi prima, in una sfida che ha visto prevalere generalmente il capitano della Juventus. Solo in 4 tornei è stato il romanista più abile sottoporta. Nel 1998-99, “approfittando” dell’assenza di Del Piero, fermatosi dopo 8 apparizioni per l’infortunio patito a Udine. Poi vi è il 2000-01, quando Totti con 13 reti contribuisce alla conquista dello scudetto dei giallorossi. Si ripete anche nel 2003-04, collocandosi con 20 reti sul terzo gradino del podio alle spalle di Shevchenko e Gilardino. Infine, nel 2005-06, Totti vince la sfida 15 gol a 12, ma Del Piero è certamente penalizzato dalle scelte di Fabio Capello che gli valgono 33 presenze, molte delle quali però partendo dalla panchina

GLI ESORDI DI SPALLETTI
Per Luciano Spalletti la stagione 2009-10 è la quinta che vive nella Capitale. Con lui alla guida, la Roma ha avuto un andamento negli esordi fatto di 3 successi, 1 pareggio e la sconfitta patita domenica scorsa a Marassi con il Genoa. La sua prima volta in assoluto è datata 28 agosto 2005 ed è assolutamente positiva, visto come la Roma espugna Reggio Calabria con un secco 3-0 firmato da Mancini, De Rossi e Nonda. Nella stagione successiva sono ancora il brasiliano e il centrocampista della Nazionale a permettere una buona partenza con il 2-0 sul Livorno. Identico punteggio si registra nel torneo dei rimpianti, quello perduto per soli 3 punti dall’Inter. A Palermo Spalletti mette in campo una bellissima squadra, che chiude l’incontro in poco più di 20 minuti grazie a Mexes e Aquilani. Infine, il 2008-09, con un pareggio casalingo con il Napoli: alla rete di Aquilani risponde Hamsik, per un 1-1 definitivo in 90 minuti estremamente combattivi

LA VITTORIA CLASSICA
A dispetto degli ultimi due successi da parte della Juventus, entrambi contrassegnati dal robusto punteggio di 4-1, è il 2-1 il risultato che più volte nel corso della storia ha inquadrato la vittoria della squadra bianconera. E’ una circostanza che si è verificata in ben 6 occasioni.
La prima volta è del 13 gennaio 1935, ultimo trionfo della Juve del quinquennio. E’ una doppietta di “Farfallino” Borel a determinare il rovesciamento del verdetto dopo la rete del vantaggio giallorosso a opera di Scaramelli.
Otto anni più tardi, è lo stesso Borel a guidare dalla panchina la squadra per un’impresa firmata Magni e Meazza.
Nel 1964 la Juve conquista l’intera posta grazie alla doppietta di Stacchini; per i padroni di casa accorcia le distanze Sormani, padre di Dodo, attuale preparatore tecnico della prima squadra. Indimenticabile è la sfida che chiude il campionato 1972-73, quando Josè Altafini e Antonello Cuccureddu nei minuti conclusivi dell’incontro regalano alla Juventus il quindicesimo scudetto, ottenuto in sorpasso sul Milan, clamorosamente sconfitto a Verona.
Anche nell’anno del secondo tricolore della Roma, 1982-83, i bianconeri riescono a combinare un bello scherzo alla squadra di Nils Liedholm. Alla rete di Falcao nella ripresa, rispondono Michel Platini su punizione e Sergio Brio di testa.
L’ultimo 2-1 è relativo al campionato 2004-05 e vede due protagonisti della Juventus attuale andare in rete: Fabio Cannavaro e Alessandro Del Piero

da Juventus.com

Ferrara all'attacco: «Inter, vogliamo lo scudetto»

Il tecnico carica la Juve: «Una vittoria a Roma darebbe una grande spinta, anche se siamo solo alle prime giornate. Tutti siamo accomunati da un obiettivo: sottrarre il titolo ai nerazzurri»

TORINO, 29 agosto - Una vittoria domani sul campo della Roma «darebbe una grande spinta, anche se siamo solo alle prime giornate». Ciro Ferrara inquadra così la classica dell'Olimpico, che potrebbe segnare una svolta in classifica anche in concomitanza del derby di Milano. Recuperati Diego e Melo, Ferrara ha a disposizione la squadra tipo, a parte Sissoko, e non ha ancora risolto i dubbi dell'attacco: Del Piero e Iaquinta sono in ballottaggio. «La Roma può competere per lo scudetto» assicura Ferrara. «Vincerà chi è più continuo e tutti siamo accomunati da un obiettivo, sottrarre lo scudetto all'Inter».

da Tuttosport

venerdì 28 agosto 2009

Juve-Lione: nulla di fatto per l'acquisto di Grosso

Alessio Secco, ds bianconero e Jean-Michel Aulas, presidente francese hanno concluso con una fumata grigia il loro incontro. Lunedì 31 l'ultima possibilità per definire con esito positivo la trattativa

TORINO, 28 agosto - Si è concluso con un nulla di fatto l'incontro tra il diesse della Juventus, Alessio Secco e il presidente del Lione, Aulas, a proposito di Fabio Grosso. Il dirigente torinese è tornato in Italia e le parti si rivedranno lunedì, ultimo giorno di mercato, ma le parti sono molto distanti: 4,5 milioni la richiesta francese, al massimo 2 l'offerta bianconera. A meno di una mediazione dell'ultimo momento, è difficile che Grosso raggiunga Ferrara a Torino, nonostante lo volesse fortemente, al punto di ridursi l'ingaggio.

da Tuttosport

Juve-Grosso, in attesa di novità da Montecarlo

ll Lione ha chiesto ieri 4,5 mln per il cartellino. Oggi altro incontro. Secco vuole chiudere, ma a cifre minori

TORINO, 28 agosto - 4,5 milioni di euro sono decisamente troppi. Questa è stata la richiesta del Lione per il cartellino di Fabio Grosso, e questa cifra ha fatto sgonfiare il rendez vous di ieri sera. Previsto un altro incontro a breve però, per capire se è solo una boutade del Lione e se l'affare sia ancora possibile.

SECCO VUOLE CHIUDERE OGGI - Intanto la Juve si allena mentre si aspettano notizie da Montecarlo: una telefonata di Alessio Secco non è ancora arrivata, la cosa certa è che la cifra richiesta dal Lione non è quella che la Juve vuole pagare, tant'è vero che l'offerta iniziale dei bianconeri era prenderlo a costo zero. Il ds ha comunque fiducia di chiudere l'affare ad oggi, si aspettano aggiornamenti.

da Tuttosport

Platini: «Diego è un acquisto importante, dobbiamo smetterla con i giocatori da mondiali d'atletica...»

«Mi piace Mou, ma speciale è la Juventus»

«Diego mi somiglia? Dal nome direi che sembra più Maradona... Lui e gli altri acquisti biancone­ri sono davvero importanti. Fi­nalmente. Basta con quei gio­catori da mondiali d’atletica: erano in tv la settimana scor­sa, m’è bastato... Quest’anno la Juventus merita complimenti speciali». Montecarlo, terraz­za sul mare: tra fair play finan­ziario, cinque arbitri ed Euro 2012 l’abbronzatura di Michel Platini sta già scolorendo.

Mourinho dice tante cose... «Mourinho è simpatico. Mi pia­ce molto perché è bravo, è amato dai giocatori, li proteg­ge. Vuole dire certe cose, ri­spondere a Lippi? Lo faccia, a me non importa, al massimo fa comodo a voi giornalisti. E comunque anche Lippi è mol­to simpatico».

Incredibile il mercato Real: ma cinque fuoriclasse sono squa­dra? «E perché no? Di Stefano, Pu­skas, Gento e gli altri non gio­cavano assieme? Gullit, Van Basten e Rijkaard? Soltanto in Italia mi era stato detto che non si può giocare con due cen­travanti. Poi è arrivato Sacchi e ha fatto la rivoluzione. Il Real troverà il suo equilibrio. Co­me l’hanno trovato Messi, Hen­ry, Eto’o e Iniesta. Mi piace ve­der vincere i campioni».

Ingaggi altissimi dovunque: colpa dei giocatori? «No: prendono quel che dan­no loro. Colpa dei presidenti: offrono tanto, non hanno la pi­stola puntata alla tempia, poi vengono da me e... 'Michel, per favore, aiutaci a spendere meno...'».

Se oggi il Consiglio Strategico dà una risposta positiva alla sua proposta di fair play finan­ziario... «Speriamo. Ci vuole calma per affrontare le follie del calcio. Con l’aiuto dei club ce la fare­mo. Ma solo se affermeremo un principio oggettivo: non puoi spendere più soldi di quanti ne produci. In un ciclo di bilancio di tre anni non puoi spendere più di quanto entra nelle casse. Se troviamo l’accordo, ci vorran­no tre anni per consentire ai club di adattarsi. Poi si parte. Ma sarà fondamentale un’altra cosa: li­mitare il numero di contratti. Non è ammissibile che una squadra abbia 40 giocatori in rosa».

da Gazzetta dello Sport

Blanc e Secco «Girone da non sottovalutare»

Al termine dei sorteggi di Champions League, l’amministratore delegato Jean-Claude Blanc è stato intervistato dai giornalisti che hanno giudicato il girone in cui è finita la Juventus abbastanza facile. Blanc risponde: «Non c’è mai un girone facile, sono sempre tosti. E’ vero, non prendiamo grandi squadre inglesi, ma ritroviamo gli amici del Bayern Monaco che la Juve ha già incontrato in questa competizione. E’ tosto il Bordeaux di Laurent Blanc, che conosco bene, ma lo è anche il Maccabi, che affronteremo con il massimo rispetto». Da francese e conoscitore del campionato transalpino, Blanc viene interrogato sul Bordeaux: «Il Lione e il Marsiglia hanno fatto investimenti molto importanti, il Bordeaux ha scelto la continuità quindi ha una squadra che si conosce bene e non sarà facile»

Secco concorda con Blanc: «E’ un girone da prendere con le molle, non bisogna farsi prendere da facili entusiasmi. Bisogna avere grande rispetto per tutte le avversarie, dal Bayern Monaco, che conosciamo bene e che anche se non è partito benissimo in campionato ha una rosa di valore assoluto. Il Bordeaux, che ha vinto il campionato e ha mantenuto i suoi giocatori di punta, è una squadra da temere. Conosco meno il Maccabi. Diciamo che se devo dare un giudizio sui gironi delle italiane, quello del Milan è simile al nostro, quello dell’Inter è un po’ più difficile, come è difficile quello della Fiorentina»

da Juventus.com

Ferrara: «Il Bayern non mi lascia tranquillo»

L'allenatore della Juventus: «Sono contento di incontrare il mio ex compagno Blanc, ma con il Bordeaux non sarà facile. Poteva andarci meglio»

MONTECARLO, 27 agosto - Ferrara può essere soddisfatto per il sorteggio di Champions League. La Juventus è riuscita a evitare i pericoli maggiori che arrivavano dall'Inghilterra e dalla Spagna. «È vero che il pericolo maggiore veniva dalle squadre inglesi, ma non le abbiamo trovate, come non abbiamo incontrato le spagnole. Comunque il nostro è un girone duro ed equilibrato. Il Bayern non mi lascia tranquillo, mentre per quanto riguarda il Bordeaux, poteva sicuramente andarci meglio. Sarà un piacere incontrare Laurent Blanc che è stato mio compagno al Napoli, ma non sarà facile».

IL PRECEDENTE - Gli ricordano che nel suo ultimo anno da giocatore affrontò proprio il Bayern Monaco e furono due vittorie: «Questo precedente mi fa piacere ricordarlo, ma sono ricordi, appunto. Oggi si incontrano due squadre diverse. Ripeto, questo doppio confronto non mi lascia tranquillo, considerando anche l’esperienza infinita del loro allenatore Van Gaal»

da Tuttosport

giovedì 27 agosto 2009

Ze Ceeempiooooons

Juventus: Bayern, Bordeaux e Maccabi Haifa. Fiorentina con Liverpool, Lione e Debrecen. I rossoneri incrociano l'ex Kakà, il Marsiglia e lo Zurigo. Inter contro il Barcellona dell'ex Ibra, Dinamo Kiev e Rubin Kazan

MONTECARLO, 27 agosto - Urna benevola e di grandi sentimenti, quella di Montecarlo: pescano subito i grandi ex il Milan che trova il Real Madrid di Kakà (e Ronaldo), mentre l'Inter "chiama" la sfida coi campioni d'Europa del Barcellona, cioè la squadra di Ibrahimovic (ma anche l'ex di Eto'o). La Juventus si ritrova una sfida classica del calcio europeo con il nuovo Bayern Monaco di Van Gaal, partito malissimo in camionato (due pari e un ko col Manz finora), ma anche un club che ha appena comprato dal Real Madrid Arie Robben, ala guizzante ex del Chelsea. Nel girone juventino, abbordabile in verità, i campioni di Francia del Bordeaux e gl israeliani del Maccabi Haifa. Deschamps e il suo Marsiglia e gli svizzeri dello Zurigo sulla strda dei girone del Milan, mentre per l'Inter un girone soft con viaggi all'Est contro Dinam Kiev e Rubin Kazan (campioni di Russia). Per la Fiorentina un'urna non sfavorevole, in considerazione che l squadra di Prandelli era inserita in terza fascia: trasferta ad Anfield col Liverpool, poi sfide aperte contro il rinnovato (ma forte) Lione e gli ungheresi del Debreceni.

Tuttosport

Moggi chi???????

Ferrara: «La Champions? Di scudetti ne abbiamo 29...»

Il tecnico della Juve: «Il derby di Milano? Penso solo alla sfida con la Roma. Diego? Un campione, ma non dobbiamo caricarlo di responsabilità»

TORINO, 27 agosto - «Il momento più intenso da quando sono allenatore della Juve? E' sempre quello attuale. Vivo con intensità il presente». Ciro Ferrara è proiettato sul futuro immediato, tutto il resto non conta. Né il passato vincente da calciatore, né i primi successi ottenuti da tecnico. L'allenatore della Juventus, intervenuto a 'Filo diretto' su Juventus Channel', preferisce guardare avanti per riportare la squadra bianconera alla vittoria.

SPIRITO DI GRUPPO - Proprio questa voglia di confrontarsi sempre con il prossimo avversario, sembra aver portato una ventata di entusiasmo nel gruppo Juve. «E' cambiato lo spirito di spogliatoio? Non l'ho vissuto negli anni passati, non posso giudicare -commenta Ferrara-. So quello che sto cercando di fare. Ma ci saranno sicuramente dei momenti difficili e lì si vedrà l'unità del gruppo». «Tutti sanno che siamo all'interno di un gruppo dove tutti sanno di essere indispensabili per l'obiettivo che è quello di tornare a vincere -aggiunge- . Cannavaro mi dà del lei? E' vero... Sono stato compagno di alcuni giocatori, ma la cosa più importante è che ci sia rispetto dei ruoili, e da parte mia serve coerenza».

TIAGO E POULSEN - Del gruppo Juve fanno parte anche Tiago e Poulsen, e Ferrara lascia intendere che punterà anche su questi due giocatori, nonostante le difficoltà della passata stagione: «Hanno avuto delle difficoltà l'anno scorso, ma quest'anno è giusto dargli fiducia. Sono due giocatori della Juve e lo saranno per tutta la stagione, devo fare affidamento su di loro».

OBIETTIVI - La Juve vuole tornare a vincere. Scudetto o Champions, o magari tutti e due.«Scudetto o Champions? La Juve deve giocarseli tutti e due fino in fondo. Da calciatore ero affezzionato agli scudetti, ma so che ai tifosi manca la Champions. Anche perché di scudetti ne hanno vinti 29...», commenta Ferrara.

NEDVED E GROSSO - Il tecnico non si sbilancia sul possibile arrivo di Nedved nello staff bianconero: «Pavel ha appena annunciato di aver smesso, credo che voglia qualche giorno di tempo prima di decidere». No comment anche in merito all'eventuale arrivo di Grosso: «Non posso rispondere, perché se ne occupano i dirigenti».

TESSERA TIFOSO - Il tecnico bianconero si sofferma poi sulla tessera del tifoso, bocciata dal Ct Lippi: «Sicuramente bisogna arrivare a una soluzione per un problema che purtroppo esiste nei nostri stadi. Quello che è avvenuto in Inghilterra (tra tifosi di West Ham e Millwall ndr) è stato una sorpresa, perché si pensava avessero risolto questa situazione. Sono convinto che servano leggi forti che poi vengano attuate, e che garantiscano sicurezza, ma anche tranquillità. Credo che il discorso riguardi anche lo stadio di proprietà. La Juve sta lavorando in questo senso, già con l'aver abbassato le protezioni. Questa è la direzione da seguire».

DIEGO - Alla sua prima uscita in campionato, il brasiliano Diego ha dimostrato subito di poter essere il valore aggiunto di questa Juve. «E' un giocatore tecnicamente molto dotato, in più ha anche caratteristiche fisiche che nei contrasti gli permettono di essere deciso -spiega Ferrara-. E' al primo anno e non dobbiamo caricarlo di responsabilità. Da Diego dovremo vedere col passare del tempo che risposte riuscirà a dare».

ROMA E DERBY - Domenica prima trasferta, e subito contro la Roma. «Giochiamo contro la Roma, che è una delle squadre candidate allo scudetto -afferma Ferrara- E' la prima trasferta in campionato, ed è anche dura perché i giallorossi vorranno fare bella figura dopo aver perso a Genova». Sabato c'è Milan-Inter, ma Ferrara preferisce pensare alla sua Juve: «Sinceramente penso solo a Roma-Juve. Guarderò la partita, ma in questo momento ha poca importanza il risultato de derby. La Juve si è rinforzata e ci sono squadre che per tradizione giocheranno per il titolo. Ma tutti quelli che sono arrivati l'anno scorso dietro l'Inter devono fare la corsa su loro».

da Tuttosport

Buone notizie per Sissoko

Allenamento mattutino quest’oggi per la Juventus, con i bianconeri impegnati in una partitella a tutto campo di grande intensità. Zebina e Salihamidzic sono rimasti in palestra, dove Brazzo ha iniziato un programma di preparazione atletica funzionale al suo possibile utilizzo per la prossima gara di campionato.
Ferrara ha così schierato Martin Caceres come esterno di destra e l’uruguaiano è stato protagonista di una buona prova, impreziosita da un gran gol, siglato grazie ad una potente conclusione dal limite dell’area, terminata sotto l’incrocio.

A parte, con il professor Gaudino, hanno lavorato Felipe Melo e Diego, il primo per un affaticamento lieve ai muscoli flessori della coscia sinistra, il secondo per un affaticamento muscolare generale. Attualmente non ci sono controindicazioni, in merito al loro impiego nella gara di domenica pomeriggio.

Notizie positive infine riguardanti Momo Sissoko:
a seguito della consulenza effettuata ieri dal Dott. Ferret e degli accertamenti strumentali (Rx e Scintigrafia), si è rilevata la buona evoluzione verso la guarigione dell’area di sofferenza infiammatoria intraossea del quinto metatarso del piede sinistro. Nei prossimi quindici giorni Momo intensificherà le terapie fisioterapiche e il programma di mantenimento del tono trofismo muscolare generale. Successivamente Sissoko riprenderà la corsa e quindi l’allenamento sport specifico presso lo Juventus Center di Vinovo.

da Juventus.com

Grosso arriva e Rafinha + o -

TORINO, 27 agosto - Cin cin, pronti a brindare: colpo Grosso in vista. Oggi può essere il giorno delle firme, ergo del lieto fine di una tele­novela in bianconero du­rata tutta un’estate. Una bollente, estate. Le indi­screzioni erano trapelate, maliziose, a campionato appena finito: alla Signo­ra piace Grosso. Poi son­daggi, contatti, ammis­sioni e smentite. Fino ad arrivare alle trattative vere e proprie, che ieri hanno subìto un’impen­nata.

SVOLTA - E’ stato l’avvo­cato Giuseppe Bozzo, il procuratore dell’azzurro, a gettare le basi per una buona conclusione dell’af­fare. Ieri è andato in mis­sione a Lione, presso la sede del club, e ha speso parecchie energie per ri­badire una volta per tut­te che, a giudizio del suo assistito, la cessione è l’u­nica pista percorribile: se non si può parlare di pu­gni sul tavolo, poco ci manca. Del resto l’arrivo di Cissokho nel club transalpino è destinato a limitare gli spazi dedica­ti a Grosso, il quale non ha affatto voglia di distri­carsi in un campionato da comprimario proprio nel­la stagione di avvicina­mento ai Mondiali. L’i­dea, piuttosto, di metter­si in luce nonché di ambi­re a scudetto e Cham­pions League con l’ItalJu­ve di Cannavaro, Chiellini e Legrottaglie ( suoi compagni di Nazio­nale) lo intriga molto, ma molto di più. Tanto da in­durlo ad accettare un ri­dimensionamento dell’in­gaggio.

CONTROPARTE - Un po’ per convinzione, un po’ per il consueto gioco della parti, il presidente Jean­Michel Aulas ha inizial­mente opposto resistenze. “ Perché noi puntiamo su di lui”, “ perché dovremmo trovare un suo sostituto in poco tempo” etc etc. Davanti a tanta determi­nazione, però, anche il numero uno transalpino è dovuto entrare nell’ordi­ne di idee di cedere il ter­zino sinistro. E di conse­guenza di dare il suo nul­la osta all’incontro che si terrà oggi a Montecarlo ( ultima curva, poi il ret­tilineo del traguardo), a margine delle estrazioni dei gironi di Champions League. Saranno presenti Aulas, Bozzo, il direttore sportivo Alessio Secco e l’amministratore delega­to Jean Claude Blanc.

LE CIFRE - Anche in que­sto caso, non sarà facile né immediato arrivare ad un’intesa. La Juventus è destinata a rinunciare agli iniziali propositi di strappare il giocatore a parametro zero, così come il Lione dovrà acconten­tarsi di una cifra inferio­re ai 3 milioni di euro ambiti in un primo mo­mento. A quota 1,5 milio­ni o poco più, però, si po­trà passare alla firma del contratto che legherà Grosso alla Juventus per i prossimi tre anni ( con ingaggio da circa due mi­lioni a stagione).

MAGATH DIXIT - Tutto questo, peraltro, mentre dalla Germania rimbal­zano nuove voci in merito al brasiliano Rafinha, terzino destro ( ma può giocare anche sulla corsia sinistra) dello Schalke 04. Il quotidiano tedesco “ Bild” ha riportato una frase del tecnico Felix Magath: « Sì, è vero. C’è stata una richiesta da parte della Juventus » . E c’è chi si spinge a ipotiz­zare un incontro lunedì prossimo, utile a forma­lizzare l’offerta biancone­ra e a definire gli ultimi dettagli. In casa juventi­na, però, si susseguono le smentite.

da Tuttosport

Dita incrociate per le italiane

Dita incrociate a Montecarlo. Nel tardo pomeriggio di oggi (il via alla cerimonia alle 17.45) andrà in scena il sorteggio dei gironi di Champions League, torneo che vedrà al via quattro italiane (Milan, Inter, Juventus e Fiorentina).

I rossoneri, che sono nella prima fascia con Chelsea, Manchester United, Liverpool, Arsenal, Barcellona, Bayern Monaco e Siviglia, possono pescare il Real Madrid di Kakà, collocato in seconda fascia insieme, tra le altre, all'Inter, che quindi potrebbe vedersela con i bluagrana di Ibrahimovic, e alla Juventus. I viola, in terza fascia, rischiano seriamente di finire in un girone di ferro.

Nel 2009 si giocherà 15-16 e 29-30 settembre, 20-21 ottobre, 3-4 e 24-25 novembre, 8-9 dicembre. Le due prime di ogni girone si qualificheranno per gli ottavi di finale ad eliminazione diretta. Le terze verranno '"retrocesse" ai sedicesimi di finale dell'Europa League.

Le 4 fasce:

Terminati mercoledì notte i preliminari di Champions League, giovedì alle 18 verranno effettuati i sorteggi di gironi di Champions League. Alle big già qualificate, quali Barcellona, Chelsea, Inter, Juventus e Manchester United, si sono quindi aggiunte squadre del calibro di Arsenal, Lione e Fiorentina. Senza scordare formazioni meno quotate, ma comunque pericolose come l'Olympiakos.

Il sorteggio potrete seguirlo in diretta qui su Goal.com. E per poterlo seguire meglio, ecco le regole con cui verranno sorteggiati i gironi:

* Gli 8 gironi, nominati da A ad H, comprenderanno 8 squadre ciascuno, ognuna di queste proveniente da una diversa fascia delle 4 in cui sono state suddivise le 32 squadre;
* Squadre della stessa Federazione non potranno far parte del medesimo girone. Pertanto, ad esempio, se il Milan venisse estratto per un determinato girone quale squadra di fascia 1, l'Inter, la Juventus e la Fiorentina verrebbero escluse dalle possibili squadre di quel girone, benché appartengano ad una fascia diversa rispetto ai rossoneri.
* Squadre appartenenti ad una stessa Federazione verranno suddivise in giorni di gara diversi. Pertanto, considerato che l'Inghilterra è rappresentata da quattro squadre, due di queste giocheranno il martedì e due il mercoledì. Allo stesso modo, la Russia che è rappresentata da due squadre, vedrebbe una delle due giocare il martedì e l'altra il mercoledì. Questa suddivisione verrà fatta sulla base di un codice di colori, per cui i gironi da A a D saranno i gironi "Rossi", mentre quelli da E ad H saranno i gironi "Blu". Questa suddivisione per colori non ha alcuna classificazione, o significato se non quello di permettere la suddivisione di cui si è detto poc'anzi. Questa suddivisione in giorni diversi per squadre della stessa nazione ha il solo scopo di massimizzare l'esposizione televisiva delle squadre di ciascuna nazione.
* La colorazione di cui sopra avrà anche lo scopo di "decidere" quale squadra giocherà in casa e chi in trasferta in ciascuna giornata. Quindi, ad esempio, Milan ed Inter giocheranno in casa a settimane alternate.

Precisate tali regole, ecco qui di seguito come saranno composte le 4 fasce. Le squadre sono state suddivise nelle varie fasce sulla base dei loro coefficienti Uefa.


Fascia 1
Fascia 2
Barcellona
Lione
Liverpool
Inter
Chelsea
Real Madrid
Manchester United
CSKA Mosca
Milan
Porto
Arsenal
AZ Alkmaar
Siviglia
Juventus
Bayern Monaco
Rangers Glasgow

Fascia 3
Fascia 4
Olympiakos Wolfsburg
Marsiglia Standard Liegi
Dinamo Kiev Maccabi Haifa
Stoccarda Zurigo
Fiorentina
Rubin Kazan
Atletico Madrid
Unirea Urziceni
Bordeaux
APOEL Nicosia
Besiktas
Debrecen

Sarà grande la trepidazione di dirigenti e giocatori, ma sicuramente anche dei tifosi delle squadre interessate a questo sorteggio, che certamente faranno gli scongiuri perchè la propria favorita non capiti in un girone di ferro. Immaginate solo come potrebbe essere un girone formato da Barcellona, Inter, Bordeaux e Wolfsburg ad esempio. D'altra parte, un girone con Siviglia, Rangers, Dinamo Kiev e Debrecen sarebbe l'ideale per queste quattro squadre, che potrebbero giocarsi la qualificazione evitando le formazioni più forti.

da Goal.com