mercoledì 25 novembre 2009

Juve, Diego non ama spostarsi: "Io a sinistra? Solo per mezz'ora"


Il nodo della convivenza con Alex

Già costretto a cambiare credenze in fatto di numerologia, scegliendo il 28 al posto dell’amato dieci, ora Diego Ribas da Cunha non vorrebbe dover traslocare pure sul prato, lasciando la piazzola centrale di trequartista. Domenica contro l’Udinese, appena rimesso piede in campo, lì s’è posteggiato Del Piero, dietro ad Amauri: «Quando è entrato Alex - racconta il brasiliano - Ciro mi ha detto di spostarmi sulla sinistra, e per me non è stato un problema. E non lo è, se si tratta di venti, trenta minuti». Un’alchimia sperimentata da Ferrara per tenere insieme i due dentro al 4-2-3-1, l’assetto che ultimamente ha offerto più garanzie: basta che non diventi una formula stabile, s’intuisce. Toni bassi, ma programma di gioco abbastanza cristallino: «Non è che non mi piace giocare lì, è che era la seconda volta che lo facevo». Insomma, il mestiere preferito è un altro: giocare in mezzo, da fantasista. Ancora meglio se dietro a una coppia di punte, come nel rombo ipotizzato fin dall’estate.


Se compromesso storico sarà, lo vedremo già da stasera dentro lo stade Chaban-Delmas di Bordeaux, dove Del Piero comunque giocherà, perché il dubbio resta solo sul minuto dell’entrata in scena, dall’inizio o a show avviato. Il capitano ha confermato che s’adatterà alle mansioni: «Io non ho nessun problema riguardo al modulo - spiega - e quello sarà scelto dall’allenatore. Sono pronto a giocare in tutti i ruoli dell’attacco». Il massimo, appunto, sarebbe da seconda punta, la professione di sempre. Gli toccherebbe nel 4-3-1-2 pianificato in origine, e che farebbe felice anche il brasiliano: per adesso, entrambi dovranno attendere. Del dislocamento, Ferrara aveva parlato con i due, faccia a faccia, nei giorni scorsi, ed entrambi avevano promesso collaborazione, nel rispetto della rispettiva indole.

Nel frattempo, Diego vorrebbe confezionate il primo gol di Champions colorato di bianconero: «Spero di farlo a Bordeaux - sorride - perché in Europa non ci sono ancora riuscito. L’importante è vincere, ma se lo fai e segni diventa tutto perfetto». La rete fuori casa gli manca dal 28 novembre di un anno fa, non è l’unica cosa da aggiungere: «Penso di poter dare ancora di più, così come può farlo tutta la squadra». Diego elogia i suoi bodyguard, come Sissoko («un giocatore eccezionale»), Poulsen e Felipe Melo. Anche se il collega do Brasil sta un po’ facendo fatica: «Gli pesano i 25 milioni del prezzo? Di questo deve parlare lui, nel mio caso non è così». Forse, il mediano è solo un po’ stanco, uscito dal frullatore delle solite trasferte intercontinentali: «E’ stata solo una serata storta», ha confidato agli amici dopo la nottata con l’Udinese. Intanto ha firmato un accordo con Diadora, fino al 2012: magari, la nuova scarpa gli levigherà i piedi.

da La Stampa

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